di Ranieri de Ferrante

 Ancora una volta i tentativi di porre fine alla guerra russo/ukraina sono falliti. D’altra parte non può che essere così. Putin non può permettersi la fine di una guerra che – a meno di una totale ed improbabile sottomissione di Zelensky alle pretese del Cremlino – la Russia ha perso. La propaganda putiniana ne fa e ne farà una Grande Operazione Speciale Patriottica ed una travolgente vittoria contri i nazifascisti occidentali, ma la Russia ha fallito nel raggiungere gli obiettivi che si era fissato, e questo è l’unico mezzo per valutare i risultati di un’impresa. Lo zar può risollevarsi solo grazie alla mano tesa di Trump (per quanto tempo?) ed al supporto cinese (a che prezzo?). E si è confermata in un ruolo subordinato e non costruttivo, in cui Putin ha una sola carta da giocare: l’Artico. Ma è un altro discorso.

  A – Gli obiettivi

Una delle condizioni fondamentali per condurre correttamente un esperimento scientifico è specificare – a monte – i risultati che, se raggiunti, permetteranno di definirlo un successo. Non si può dire, a posteriori, “mi sembra che sia andato bene”. Se i parametri finali non sono in linea con gli obiettivi predefiniti, l’esperimento è fallito. E questo, con tutte le flessibilità del caso, è l’unico modo di valutare obiettivamente anche quanto si ottiene da un’azione, e giudicare se ne sia valsa la pena la pena, perfino nel più equivoco, soggettivo ed inaffidabile dei campi: la politica.

Qualche settimana fa Orban ha affermato che la Russia ha vinto la guerra, e che è solo questione di quando l’Europa lo riconoscerà. Ad li là della fonte chiaramente di parte, se l’obiettivo era guadagnare dei qualsiasi territori a qualsiasi costo, è vero: la Russia oggi occupa il 20% circa dell’Ukraina, che ha scarse possibilità di recuperarlo. I fatti però sono chiari: Putin può ricevere l’applauso di Trump (mi ha lasciato in bocca lo stesso sapore disgustoso di quando Berlusconi baciò la mano di Gheddafi) ed incedere con il suo passo da nanetto palestrato ma la Russia ha clamorosamente perso la guerra di Ukraina e Putin è meno credibile di 3 anni fa.

Per tornare alla Scienza ed alle sue regole, nel febbraio del ‘22, credo gli obiettivi di Putin – sulla base delle sue dichiarazioni prima e dopo l’invasione -  ricadessero in tre categorie:

  • arrivare a Kiev e trasformare l’Ukraina in una seconda Bielorussia;
  • impedire l’espansione della Nato ed indebolirla;
  • ristabilire la Russia come potenza mondiale (Obama l’aveva definita “potenza regionale”).

B – I risultati

Dopo 3 anni e mezzo di una guerra molto costosa in uomini e risorse, si può trarre qualche conclusione, misurando i risultati a fronte di questi obiettivi:

1 – L’Ukraina, per quanto abbia perso territorio, è rimasta libera ed è diventata ancora più antirussa.

In termini di territorio, la Russia ha conquistato circa il 20% del territorio ukraino ma non le parti che più le interessavano: non controlla ancora completamente il Donbass, che era il suo obiettivo territoriale minimo e non è arrivata a Kiev. E’ come una persona che esce per comprare una sciarpa e torna con due camicie: se l’obiettivo era spendere soldi e portare qualcosa a casa, è un successo, ma se era tenere il collo al caldo ha fallito.

Anche l’offensiva 2025 sembra essere fallita, anche se è comunque possibile che, insistendo nelle operazioni belliche, ed investendo sempre più denaro, vite e capitale politico, lo Zar possa arrivare ad annettere il Donbass.

In termini politici, però, ha trasformato l’Ukraina, ma in modo opposto a quello che si prefiggeva:

  • prima dell’invasione era una nazione militarmente debole, relativamente isolata e con un grande desiderio di entrare in Occidente motivato principalmente dal desiderio di un tenore di vita superiore. Esisteva però una forte componente russofila facendo leva sulla quale un governo pro Mosca avrebbe avuto una possibilità democratica di affermarsi: non sono pochi i paesi dell’Europa Centrorientale dove si è registrato un rigurgito antioccidentale;
  • oggi, invece, è uno stato militarmente fortissimo, che sta creando una seria industria bellica e legatissimo all’Occidente cui è grato e con cui condividerà quanto appreso sul campo di battaglia. Soprattutto è uno stato in cui, al di là di qualsiasi differenza politica ci possa essere in futuro all’interno del suo libero dibattito democratico, prevale un mood non più semplicemente pro-West per ragioni sociali ed economiche, ma di profonda avversione verso la Russia. Un legante importante come lo è stato per decenni l’antifascismo per l’Europa.

Zelensky rimarrà, come un eroe, nella storia della sua Patria. E lo merita: il suo “non ho bisogno di una passaggio, ma di carri armati” merita un posto fra le frasi storiche, come il “che suonino le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane” di Pier Capponi.

2 – La Nato ha ripreso vita, si è estesa ad Est e si è rafforzata, riacquistando esplicitamente il ruolo antirusso

L’espansione a Nord Est della Nato è stata importante e strategica, con l’adesione di Svezia e Finlandia e l’estensione del confine orientale, fra l’altro pesantemente difeso. A Sud Est L’Ukraina è sulla buona strada per ottenere una protezione in linea con l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, condivide con l’Occidente un atteggiamento anti Mosca e – per usare le parole di Ursula Von del Leyen – diventerà un “porcospino d’acciaio”. Lungi dall’indebolirsi, l’Alleanza nata in funzione antirussa ha esteso, geograficamente, militarmente e psicologicamente, le sue ali settentrionale e meridionale.

Ancora più grave, per la Russia, una NATO che Macron aveva definito “ad encefalogramma piatto” oggi è rinata, i membri si sono impegnati a spendere molto di più in armamenti ed in particolare la Polonia (che costituisce la parte centrale del fronte Occidente/Russia) e la Germania che la supporta immediatamente dietro hanno lanciato piani di armamento assolutamente non ipotizzabili tre anni fa. Due nazioni che da sempre guardano a Mosca come il nemico.

Il lato europeo della NATO non è mai stato forte, deciso ed antirusso (“Putin è un orco che minaccia l’Europa” ha detto Macron) come al momento attuale. La reazione allo sconfinamento di alcuni droni russi in Polonia, con il coinvolgimento di forze polacche, tedesche, olandesi ed italiane ha dimostrato la capacità della nato di operare sinergicamente. Francia ed Inghilterra possiedono armi nucleari (meno della Russia ma abbastanza da costituire deterrente) ed oggi anche la Germana afferma di volerne. Qualche anno fa la Germania non avrebbe mai parlato di una cosa simile.

Il lato americano dell’Alleanza è certamente più ballerino, con Biden decisamente contro Putin (“un assassino”, lo definiva il Presidente), Trump più neutrale, anche se non nasconde la sua simpatia personale per il leader russo. Non c’è niente, però, che The Donald tema come il ridicolo e l’apparire un perdente, ed il modo in cui Putin lo ha preso, e lo sta prendendo in giro, lascia tracce.

3 – La Russia esce fortemente ridimensionata e vede la sua influenza ancora più “regionalizzata”

Trenta anni fa si calcolava che, in una guerra tradizionale, i carri armati russi sarebbero arrivati in Portogallo in meno di una settimana, anche con la presenza americana. In Ukraina le Forze Armate russe si sono invece rivelate un gigante dai piedi d’argilla, cui solamente le esitazione degli Stati Uniti nell’armare Kiev nel ‘22 e ‘23 hanno evitato una sonora sconfitta. La prima controffensiva ukraina del’22 ha riconquistato molto del territorio inizialmente perduto e se i ritardi nelle forniture militari non avessero rallentato quella del ’23, i confini sarebbero stati, credo, ristabiliti completamente, e la sconfitta russa ufficialmente sancita sul campo.

Il territorio russo è stato violato con l’invasione del Kursk, per poco tempo e per pochi Km2, ma  è uno schiaffo importante. E lo è anche - e non solo in termini di immagine - l’incapacità di difendere l’industria petrolifera dai bombe ed i droni di Kiev che la stanno martellando.

Dover ricorrere alla Corea del Nord per soldati e munizioni, ed all’Iran per tecnologia confermano i piedi d’argilla  e le vicende della flotta russa del Mar Nero, sconfitta da una flotta che non c’è, sono materiale da manuali di guerra.

In termini di immagine,  Mosca esce da questi anni – verso l’Occidente - come un Pariah sia per la natura stessa dell’invasione che per i suoi comportamenti sul campo di battaglia e fuori (uccisione di feriti, torture di prigionieri, rapimento di bambini).  Per quanto riguarda l’Europa è un no quasi universale. Trump i batte le mani a Putin, ma ormai parla di sanzioni e una recente indagine ha mostrato che la maggioranza degli elettori americani vorrebbero aiutare l’Ukraina.

Ad Oriente i rapporti tengono, come il recente vertice SCO a Shangai ha mostrato. Mi è sembrato, però, di vedere una cena organizzata da un uomo potente (la Cina), che invita un suo pari con cui vuole forgiare una cooperazione (l’India) ed una serie di comprimari che portano una o più elementi al banchetto. La Russia, al d  là della forma, era presente sì in quanto alleato storico, ma anche e soprattutto come elemento di disturbo verso l’Occidente e portatore d’acqua, anzi di ghiaccio.

Poiché piove sempre sul bagnato, a questo si aggiungono altre vicende non direttamente legate – ma contemporanee - alla guerra, che hanno ulteriormente evidenziato i limiti della influenza russa, a cominciare dal Medio Oriente, dove con la caduta di Assad Mosca ha perso tutto il suo peso.

In Africa – dove si opera non con le armi ma con la potenza economica – la Russia è ormai relegata ad un ruolo di disturbo con quello che è rimasto del Gruppo Wagner. Il buono ed il cattivo tempo, in Africa, ormai lo fa la Cina, particolarmente dopo che l’America ha mostrato di disinteressarsene. Alla Cina interessa un’Africa in pace, da sfruttare serenamente. La Russia non porta pace.

C – Il prezzo e le conseguenze

Tutto questo Putin lo ha ottenuto ad un prezzo molto caro, che in una nazione democratica avrebbe portato alla sua caduta dal potere:

 

  • creando uno scontento all’interno della Società russa che solo pugno di ferro, controllo dell’informazione ed una falsa narrativa riescono a limitare;
  • ampliando le fratture sempre sotto traccia fra Russia europea e Russia asiatica che ha sopportato il peso umano del conflitto;
  • inimicandosi molti degli Oligarchi - che costituiscono la sua vera base di potere - che si sono visti danneggiare economicamente e personalmente;
  • infliggendo un danno grave e duraturo all’economia sovietica.

Quest’ultimo punto merita una ulteriore riga di commento: L’Europa ha imposto oltre 20 pacchetti di sanzioni, che hanno avuto ed hanno effetto. Il PIL russo è stato retto dalla conversione ad economia di guerra e dall’aiuto (costoso) della Cina, ma inflazione e perdita di potere d’acquisto mordono. Non so se e quante di queste sanzioni saranno rimosse – ufficialmente o meno – alla eventuale lontana fine delle ostilità. Dubito che le aziende ed i plutocrati russi avranno comunque lo stesso accesso a banche, mercati ed infrastrutture europee che avevano prima.

L’economia russa - poi - dipende da sempre in maniera patologica dall’esportazione di combustibili (gas e petrolio). Il mercato europeo (oltre il 50% nel 2021) non tornerà ed anzi gli acquisti si ridurranno ulteriormente, sia per scelta politica, sia per politica ambientale sia, infine, per l’apertura di fonti alternative (dal Nord Africa, Asia Centrale, LNG americano). La dipendenza dall’Oriente è diventata praticamente totale. Fare affari con Cinesi ed Indiani è duro e se ne esce perdenti, a meno di avere carte forti in mano. I volumi ad Oriente forse bilanciano quelli persi ad Occidente, ma a prezzo molto più basso.

Oltre alla Bomba (che però ormai hanno in tanti), alla Russia rimane solo un altro gioiello di famiglia: l’Artico, del quale controlla quasi il 50% del perimetro.

Il prossimo capitolo della serie si svolgerà a Nord del 75° parallelo.

15-09-2025
meridianoitalia.tv
Martedì, Dicembre 09, 2025 Cultura

di Gianni Lattanzio

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani, che si celebra ogni anno il 10 dicembre, richiama la proclamazione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con la risoluzione 217 A (III) del 10 dicembre 1948, all’indomani degli orrori della Seconda guerra mondiale e dei totalitarismi. Quel testo, a lungo qualificato come “soft law”, è divenuto progressivamente un pilastro del diritto internazionale dei diritti umani, ispirando convenzioni universali e regionali – dai Patti internazionali sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo – che hanno tradotto in obblighi giuridicamente vincolanti i principi affermati nel 1948.​

Martedì, Dicembre 02, 2025 Cultura

di Gianni Lattanzio

Un filo sottile ma tenace unisce il 325 al 2025, il Concilio di Nicea al pellegrinaggio di Papa Leone XIV tra Turchia e Libano. Sulle rive del grande lago di İznik, dove i Padri della Chiesa si radunarono per dare forma al Credo che ancora oggi scandisce la fede dei cristiani, il Papa ha riaperto una domanda antica e attualissima: quale Chiesa nel Mediterraneo, in un tempo in cui le religioni possono incendiare le tensioni o spegnerle, alimentare paure o generare speranze? È il Mediterraneo dei profeti e degli apostoli, dei concili e dei conflitti, che torna a essere laboratorio decisivo per il dialogo tra le fedi.​


Martedì, Dicembre 02, 2025 Cultura

di Gianni Lattanzio

La mostra “Maree” di Timoteo Sceverti alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto si presenta come un progetto artistico e culturale che trasforma la pittura in un potente strumento di educazione al mare, al cambiamento climatico e alla tutela delle coste. L’esposizione e il Festival che l’accompagna contribuiscono a sensibilizzare il pubblico sui rischi dell’erosione costiera e sulla necessità di ripensare il nostro rapporto con il litorale mediterraneo, coniugando bellezza, conoscenza scientifica e responsabilità collettiva.​​

Martedì, Dicembre 02, 2025 Cultura

di Emanuele Mariani
Dici Pietrangeli e subito ti viene in mente il tennis e la sua leggenda. Su ogni superfice, ad ogni latitudine, non puoi che pensare a Nicola Chirinsky Pietrangeli (così completo per gli annali), da tutti conosciuto come Nicola Pietrangeli che ci ha lasciato a 92 anni (Tunisi, 11 settembre 1933 – Roma, 1º dicembre 2025).

Martedì, Dicembre 02, 2025 Cultura

di Ranieri de Ferrante

La vita è una malattia a trasmissione sessuale, con esito certamente nefasto. E’ solo apparentemente una battuta: si nasce dal sesso, e non c’è scampo alla morte. Ed è proprio la morte – voluta e pianificata – delle Gemelle Kessler che porta a riflettere su quanto in una sessantina di anni sia progredita la cultura occidentale sulla prima parte di questo ciclo, e quanto invece ci sia ancora da fare sulla seconda. L’Europa ha liberalizzato il sesso e l’intero concetto di coppia, però non ha la forza di vincere i pregiudizi che rendono l’individuo padrone (almeno in parte) della propria vita, ma non della propria morte. 

Martedì, Dicembre 02, 2025 Geopolitica

di Alessandro Mauriello
Lo scorso mese la Corte di giustizia dell' UE, si è espressa con una sentenza storica per il mondo del lavoro, quella della direttiva sul salario minimo contro cui Svezia e Danimarca avevano fatto ricorso. Stimolati dai sindacati interni nazionali i rispettivi governi ritennero che tale provvedimento, lenisse autonomia delle parti sociali. La Corte invece, ha confermato con la sentenza in oggetto la legittimità del provvedimento.

Martedì, Novembre 25, 2025 Cultura

di Luigi Capano

Il desiderio (o la necessità) di attualizzare l’antico è un topos ricorrente  nella storia dell’arte. Non vi leggiamo alcun afflato nostalgico, nessuna ipotetica vis celebrativa ma, piuttosto, la sommessa consapevolezza che il tempo sia da ritenersi una categoria ingannevole ed enigmatica, un accidente dell’esistenza, da eludere o da smascherare.

Lunedì, Novembre 24, 2025 Cultura

di Marco Maola

L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta oggi una risorsa sempre più potente nelle decisioni aziendali, grazie alla sua capacità di elaborare grandi quantità di dati e identificare pattern che l’occhio umano non potrebbe percepire.

L’intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando il mondo aziendale grazie alla sua capacità di fornire informazioni importanti e calcoli complessi in tempi estremamente ridotti, grazie a algoritmi avanzati come AlphaTensor di DeepMind, che ottimizza operazioni matematiche fondamentali accelerandone l’esecuzione. Questa potenza analitica consente alle aziende di prendere decisioni rapide basate su dati oggettivi, risparmiando tempo e risorse, tuttavia, nonostante il progresso tecnologico e la precisione degli algoritmi, resta un limite invalicabile: l’esperienza umana e la sensibilità soggettiva.

Lunedì, Novembre 24, 2025 Politica

di Ranieri de Ferrante

Ho già avuto modo di scrivere, su meridianoitalia.tv, della fondamentale differenza fra “logico” ed “ideologico”, e come siano queste – e non più quelle nate dal secolo scorso, come “sinistra” e “destra” – le categorie veramente discriminanti. Si incontrano comportamenti ideologici ad ogni piè sospinto, e certo non fanno bene alla società, all’economa ed alla democrazia. In casa nostra si parla di cose relativamente piccole, ma a livello globale la superiorità del’approccio logico su quello ideologico avrà forte influenza sugli equilibri futuri, a cominciare dalla Protezione Ambientale. E, perché no, su chi l’Europa dovrebbe scegliere come Partner Senior.

Domenica, Novembre 23, 2025 Cultura

di Ranieri de Ferrante

Una delle mie esperienze più formative è stata quella che ho fatto in McKinsey, per 4 anni, negli Stati Uniti. Fra le cose che mi ha insegnato è il potere del ragionare per analogie: un fatto, ben noto, può darti una struttura per capirne un altro. “Corsi e ricorsi storici”. L’ultimo quarto del ‘900 è stata caratterizzato da alcuni fenomeni legati da una struttura a triade, fatta di diffusione, integrazione e visione. Analoga struttura è alla base dei primi 25 anni del 2000. Questa struttura è quindi duplicabile, e si può provare a proiettarla sui prossimi 25 anni. Con un caveat non banale su umanità e democrazia. E con un pensiero ai dinosauri.

Sabato, Novembre 22, 2025 Cultura

di Emanuele Mariani

         Mancherà non solo alla musica italiana ed internazionale, ma resterà per sempre come indimenticabile. 

         Ornella Vanoni (che ci ha lasciato ieri, 21 novembre 2025, a Milano dove era nata il 22 settembre 1934) è stata dieci, cento, mille vite tutte insieme, dal Piccolo Teatro di Milano con  il regista Giorgio Strehler, agli inizi, con le canzoni della mala, per poi raggiungere il grande successo e l’amore con Gino Paoli, che (anche se friulano di origine) appartiene a quella scuola genovese che ha dato cantautori di immensa grandezza, come Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi (nativo di Asmara), Umberto Bindi, Luigi Tenco (di origine piemontese come Paolo Conte) e Giorgio Calabrese, tra i principali esponenti musicali e canori della cosiddetta "scuola storica", che ottenne la fama e la gloria, a partire dagli anni ‘60.

Giovedì, Novembre 20, 2025 Cultura

RITRATTO INEDITO DI PAPA LEONE XIV NEL NUOVO LIBRO DI IGNAZIO INGRAO E PADRE GIUSEPPE PAGANO – EDIZIONI CANTAGALLI - 2025

di Emanuele Mariani

         «Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (dal Vangelo secondo Matteo - 16,13-19).

Giovedì, Novembre 20, 2025 Politica

di Rosario Sprovieri

Cronache e letteratura.

Davvero una associazione singolare, questa dei Calabresi Capitolini, nata da poco, per volere dell’avvocato Luigi Salvati che da tempo aveva manifestato il proposito di cercare – dopo più di qualche anno – i calabresi che avevano scelto di studiare presso l’Università della Sapienza e, che avevano poi trovato ospitalità presso le case dello studente dell’Urbe. Il “nuovissimo sodalizio culturale” ha infatti, ha avuto il proprio battesimo, il debutto formale, - grazie soprattutto all’amico Giulio Currado ex direttore dell’Adisu - proprio presso il Teatro Pasolini all’interno dell’Università. Pian piano, al primo momento di euforia associativa, dove si erano ritrovati tanti ex studenti, ha fatto seguito la condivisione di altri intellettuali, di operatori culturali, di artisti e di tanta gente di Calabria che oggi vive e lavora a Roma.

Mercoledì, Novembre 19, 2025 Cultura

– IL REGISTA, MAESTRO DEL VARIETA’, CON LE SUE MILLELUCI DI SPETTACOLI – OMAGGIO ANCHE ALLE GEMELLE KESLERR, CHE DI RECENTE CI HANNO DI LASCIATO, E CHE FALQUI, PER PRIMO, FECE ESORDIRE NELLA TV ITALIANA

di Emanuele Mariani

       Se pensi al varietà in televisione ed ai programmi leggeri che hanno fatto la storia della Rai con i suoi grandi ospiti ed artisti, in particolare agli albori della tv, allora non puoi che associare il tuo pensiero al primo ed innovativo dei registi, Antonello Falqui, maestro del varietà, di cui in questi giorni si è celebrato il centenario della nascita.

Venerdì, Novembre 14, 2025 Politica

 di Alessandro Mauriello      

In un famoso Ebook un  mio ex professore Michele Sorice, sociologo e politologo presso Università La Sapienza di Roma affermò: " Insoddisfazione diffusa, disagio, protesta, crisi di legittimità, rabbia, rancore: tendenze che hanno un forte impatto politico, tanto da spingere a una profonda revisione delle stesse fondamenta costituzionali della vita democratica. Da un lato queste tensioni sembrano favorire la deriva verso modelli di democrazia ibrida permeabile a derive autoritarie o illiberali, dall’altro possono aprire lo spazio a esperienze di innovazione democratica favorendo la partecipazione dal basso.

Giovedì, Novembre 13, 2025 Meridianoitalia.tv

di Alessandro Mauriello     

In un famoso Ebook un  mio ex professore Michele Sorice, sociologo e politologo presso Università La Sapienza di Roma affermò: " Insoddisfazione diffusa, disagio, protesta, crisi di legittimità, rabbia, rancore: tendenze che hanno un forte impatto politico, tanto da spingere a una profonda revisione delle stesse fondamenta costituzionali della vita democratica.

Da un lato queste tensioni sembrano favorire la deriva verso modelli di democrazia ibrida permeabile a derive autoritarie o illiberali, dall’altro possono aprire lo spazio a esperienze di innovazione democratica favorendo la partecipazione dal basso. Il presente rapporto di ricerca non intende solo raccogliere contributi sui temi proposti ma offrire una chiave di lettura originale sui fenomeni contemporanei derivata dalla sinergia fra approcci disciplinari differenti.

Mercoledì, Novembre 12, 2025 Interna

per semplificare e migliorare il rapporto agricoltore e pubblica amministrazione

 di Gianni Lattanzio

Per gli agricoltori cambia soprattutto la quotidianità amministrativa: meno carte, meno controlli ripetuti e procedure di pagamento più semplici, con risparmi significativi sui costi di burocrazia.​

I piccoli avranno un sostegno più mirato e veloce, anche con formule forfettarie e anticipi più alti per dare liquidità nei momenti critici.​

Per il biologico e le aziende in transizione le regole di condizionalità diventano più chiare, con riconoscimenti di conformità più automatici per evitare duplicazioni.​

Lunedì, Novembre 10, 2025 Geopolitica

di Ranieri de Ferrante

I droni – o meglio il loro utilizzo intensivo e multi missione al di là del loro ruolo “tradizionale” di ricognizione – sono i protagonisti della guerra in Ukraina, ed anche delle operazioni belliche a Gaza. Quotidianamente i media ne parlano, e non ci sono dubbi siano un elemento nuovo nel modo di fare la guerra e che con essi cambi anche il rapporto uomo/macchina. Sono un fenomeno nuovo, di innovazione tecnologica e strategica, eppure in questo cambiamento modernissimo risentiamo i suoni di eventi di 700 anni fa.

Sabato, Novembre 08, 2025 Cultura

RITRATTO INEDITO DI PAPA LEONE XIV NEL NUOVO LIBRO DI IGNAZIO INGRAO E PADRE GIUSEPPE PAGANO – EDIZIONI CANTAGALLI - 2025

di  Emanuele Mariani

        «Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Venerdì, Novembre 07, 2025 Cultura

di Angelo Bottone

Lo scorso 1 novembre, papa Leone XIV ha proclamato Dottore della Chiesa san John Henry Newman e lo ha anche nominato patrono dell’educazione cattolica.
Ma chi era questo porporato inglese la cui eredità intellettuale e spirituale ancora oggi ci parla con forza?

Fu teologo, educatore, guida spirituale, polemista e uomo di pensiero. Autore di sermoni, saggi storici e teologici, romanzi, poesie e trattati filosofici. Questa produzione riflette i molteplici ruoli da lui ricoperti. Ma più dei suoi scritti, è la sua vita stessa a interpellarci, segnata da un intenso e drammatico cammino di fede.

Domenica, Novembre 02, 2025 Cultura

– MOLTE LE INIZIATIVE A ROMA, PER RICORDARE IL POETA, LO SCRITTORE ED IL REGISTA - CURIOSITA’ SU UNA LOCATION DI UN SUO CELEBRE FILM.

 di Emanuele Mariani

          Cinquant’anni fa ci lasciava un grande della letteratura e del cinema italiano, Pier Paolo Pasolini. Sono molte, in questi giorni, le iniziative per ricordarlo e per far conoscere, in particolare alle giovani generazioni, i suoi scritti ed i suoi film.

Esattamente il prossimo 2 novembre, cadrà la ricorrenza della scomparsa di uno degli intellettuali più grandi del Novecento, indispensabile quanto divisivo: scrittore, poeta, regista, pensatore libero e combattivo, osservatore acuto della società.

Venerdì, Ottobre 24, 2025 Cultura

di Gianni Lattanzio

L’incontro tra Papa Leone XIV e Re Carlo III, culminato nella preghiera ecumenica in Cappella Sistina, segna il gesto più rilevante tra cattolici e anglicani da cinque secoli, unendo riconciliazione, cooperazione sul creato e un chiaro messaggio di pace in un momento di ridefinizione degli equilibri globali e religiosi.​


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