di p. Lorenzo Prencipe, cs

Centotrentotto anni fa, il 28 novembre 1887, Giovanni Battista Scalabrini, nato l’8 luglio 1839 a Fino Mornasco in provincia di Como e Vescovo di Piacenza dal 1876, fonda la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo per la cura pastorale, sociale e culturale degli emigranti italiani soprattutto nelle Americhe.

Nel celebrare l’anniversario di nascita della Congregazione scalabriniana non è fuori luogo chiedersi se la memoria dei primi tempi continui ad ispirare e animare idee e iniziative odierne nell’opera di accompagnamento e sostegno dei migranti.

Ǫuando e perché nasce la Congregazione di Scalabrini?

Il tempo di Scalabrini è il tempo dell’abolizione della schiavitù (1865 negli USA; 1888 in Brasile), dello

sviluppo dell’industria e dell’urbanizzazione negli USA, dello sfruttamento agricolo nelle Americhe, delle crisi agricole e industriali in Europa, delle guerre d’indipendenza e d’espansione degli imperi coloniali, della nascita del socialismo e del movimento sindacale operaio, dell’espansione del commercio e degli squilibri demografici, della contrapposizione in Italia, tra Chiesa e Stato.

Nell'Europa del XIX secolo la grande crescita demografica porta la sua popolazione da 150 a 220 milioni. Dal 1830, molta gente lascia le campagne, sempre più in crisi, per trasferirsi nelle città, in cerca di lavoro e condizioni di vita accettabili.

Dal 1815 al 1840, quasi 60 milioni di persone, soprattutto agricoltori ed artigiani, lasciano l’Europa per le Americhe. Tale movimento è anche una delle conseguenze della rivoluzione industriale che crea masse di poveri nei porti e nelle città industriali.

Dal 1840 al 1914 circa 100 milioni di Europei lasciano l’Europa. All’inizio erano numerosi gli Anglosassoni (Irlandesi, Inglesi, Tedeschi). In seguito, sono stati raggiunti dagli Ucraini, dai Polacchi, dagli ebrei di Russia e dagli

Italiani, soprattutto lavoratori non qualificati e poco pagati.

Se dall’Unità d’Italia, nel 1861, ad oggi possiamo contare oltre 30 milioni di emigrati italiani, dal 1876 (anno in cui Scalabrini diventa vescovo di Piacenza ed anche anno della prima rilevazione statistica in Italia) al 1905 (anno della morte di Scalabrini), 8 milioni di Italiani (di cui 1,5 milioni sono donne) lasciano il Paese: 3,7 milioni emigrano verso i paesi europei e 4,2 milioni verso le

 

Americhe (1,7 milioni negli USA e 1 milione in Brasile). Ǫuesti emigrati provengono soprattutto dalle regioni del Nord Italia (4,5 milioni), seguite dalle regioni meridionali e insulari (2,8 milioni) e da quelle centrali (700 mila persone).

Solo nel 1887, anno della fondazione della Congregazione                    scalabriniana,                          emigrano complessivamente dall’Italia 215 mila persone, di cui 44 mila donne. Di questi espatriati 82 mila si dirigono nei paesi europei e 129 mila nelle Americhe (di cui 37 mila negli USA e 31 mila in Brasile). Sono 133 mila gli emigrati che lasciano le regioni settentrionali del Paese, contro 67 mila delle regioni meridionali e insulari e 15 mila di quelle centrali.

Scalabrini cerca, allora, di conciliare la conoscenza scientifica dei fenomeni sociali e la ricerca di soluzioni adeguate. In effetti, partendo dalla realtà della sua diocesi, dove durante le visite pastorali constata l’assenza di 28 mila persone partite all’estero, organizza del 1877 al 1878 un’inchiesta statistica e sociale sulle condizioni degli emigrati che porterà alla nascita della

Congregazione dei Missionari per gli emigrati (Scalabriniani) che attraverso l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, l’interlocuzione con governi e parlamenti al momento dell’elaborazione delle leggi, la gestione dell’accoglienza dei migranti nei porti di partenza e di arrivo, l’assistenza ai migranti durante il viaggio, l’opera d’alfabetizzazione, d’informazione e d’assistenza medica nei paesi di accoglienza, l’inserimento attivo nelle società di accoglienza senza perdere o barattare l’originaria fede religiosa né il legame con tradizioni, lingua e cultura del Paese di origine.

L’eredità di Scalabrini agli Scalabriniani: due intuizioni fondamentali

Nella comprensione del fenomeno migratorio Scalabrini intuisce, innanzitutto, che il fenomeno migratorio è parte integrante e costitutiva, a livello internazionale, della “questione sociale o operaia” e incoraggia così il miglioramento delle condizioni di vita delle grandi masse popolari. È quanto oggi dichiariamo dicendo che le migrazioni sono uno degli elementi costitutivi (non congiunturali) delle nostre società e che vanno gestite in accordo con azioni perequative di cooperazione internazionale aiutando i Paesi di origine a uscire da retaggi neocoloniali.

In secondo luogo, Scalabrini capisce che il futuro della Chiesa si gioca più sul terreno della mobilità umana (incontro e coabitazione di popoli) che su quello delle frontiere missionarie della propagazione della fede tra i non credenti, come descrive nel documento Pro emigratis catholicis inviato alcuni mesi prima di morire alla Santa Sede preconizzando la creazione di una congregazione pontificia in favore dei migranti, capace di superare gelosie e sentimenti nazionalisti condivisi dagli stessi uomini di Chiesa.

 

L’originalità della visione scalabriniana è la globalità che coinvolge tutti gli aspetti del fenomeno (economici, sociali, morali, religiosi e ecclesiali), l’intero arco del percorso migratorio (la partenza, il viaggio, l’arrivo e l’insediamento nel paese di immigrazione) e l’implicazione di tutti gli attori pubblici e privati.

Si tratta allora di cogliere l’alterità, la

differenza come relazione/incontro e non come barriera/frontiera. E per far questo bisogna saper sviluppare la comunicazione, lo scambio, il dialogo con tutti gli uomini, senza erigere frontiere (culturali, nazionali o religiose), ma in condizioni di libertà e di uguaglianza. Il rispetto della differenza implica come condizione essenziale la lotta conto le disuguaglianze e le discriminazioni.

Oggi, nelle società plurietniche e pluriculturali, gli stranieri vanno visti non come problemi ma come risorse da valorizzare. É questa la sfida della comunicazione vissuta da Scalabrini. Là dove c’era rottura di comunicazione, indipendentemente dalle cause, che potevano essere politiche (come per la rottura tra Chiesa e Stato italiano), fisiche (come per i sordo-muti), culturali o linguistiche (nelle migrazioni), sociali (sfruttamento dei poveri, soprattutto contadini e operai), educative (analfabetismo), religiose (ignoranza religiosa), là Scalabrini ha lasciato le tracce della sua visione profetica e della sua testimonianza di vita.

Cosa celebrano allora gli Scalabriniani ogni 28 novembre?

Non tanto la ricorrenza di un momento, ma l’impegno di una vita in continua evoluzione perché ristabilire la comunicazione interrotta e ristabilirla in ogni campo è l’eredità che Scalabrini lascia ai suoi “figli” oggi.

E gli scalabriniani sono continuamente e nuovamente chiamati a farsi migranti con i migranti, lenire le ferite materiali e spirituali di

tanti fratelli costretti a vivere lontani dalla loro patria, sostenerli nella difesa dei diritti fondamentali della persona umana, sensibilizzare le comunità ad una accoglienza rispettosa, aperta e solidale e cogliere nelle migrazioni un segno della vocazione eterna dell’uomo (Regole di Vita, 2 della Congregazione dei Missionari di S. Carlo).

 

Come Scalabrini voleva che la fede degli emigranti fosse preservata così i suoi missionari sono chiamati a dare il giusto posto alla cultura d’origine dei migranti perché, tenendo in vita le tradizioni e la lingua, anche la loro fede cristiana possa esprimersi nella maniera più familiare, senza comunque sottovalutare l’impegno di creare nuovi vincoli di comunicazione e incontro tra le diverse culture che le migrazioni veicolano.

Inoltre, i missionari scalabriniani operano con e in favore dei migranti per superare le situazioni di sfruttamento e d’emarginazione e favorire l’inclusione attiva e propositiva nella comunione ecclesiale e civile.

Ǫuando negli anni Sessanta del XX secolo la Congregazione scalabriniana capisce che era il momento di piantare le sue tende non solo fuori dall’Italia, ma anche fuori dalla propria cultura, viene modificato lo scopo iniziale dell’Istituto (“in favore degli emigrati italiani”) superando la barriera / distinzione etnica. Dal 1966 la nuova finalità dei missionari di Scalabrini diventa l'assistenza pastorale dei migranti più bisognosi, indipendentemente dalla nazionalità. Da questa data la congregazione scalabriniana s'internazionalizza: i suoi missionari si preoccupano dei migranti di ogni origine e, allo stesso tempo, i giovani di ogni origine cominciano a far parte delle comunità scalabriniane. Altre posizioni pastorali sono aperte in 32 Paesi del mondo: Portogallo, Paraguay, Porto Rico, Colombia, Messico, Filippine, Guatemala, Haiti, Repubblica Dominicana, Sud Africa, Taiwan, Bolivia, Perù, Indonesia, Giappone, Vietnam, Mozambico, Spagna, Ecuador, San Salvador, Uganda, Dubai.

SCALABRINIANI NEL MONDO (1.1.2024)

 

 


L’allargamento del fine istituzionale comporta alcuni cambiamenti radicali nella maniera di considerare l’emigrazione. Fino agli anni 1970-1980, l’emigrato s’identificava con italiano, portoghese, spagnolo, cioè un europeo, di cultura e religione cristiana. D’ora in poi l’emigrato è sempre più latino-americano, asiatico, africano o d’Europa dell’est, e sempre più spesso di cultura e religione non cristiana (spesso musulmana, ma non solo).

La stessa Italia da serbatoio di mano d'opera per l'emigrazione mondiale diventa paese di accoglienza per numerosi immigrati comunitari e non. La reazione immediata è quella di dimenticare il proprio passato di emigrazione e di esigere che gli immigrati di oggi paghino lo stesso prezzo (compresi gli interessi) pagato dagli italiani di un tempo nel difficile processo di inserimento nei Paesi di accoglienza...

Ancor’oggi, pochi si rendono conto, come nel 1901 scriveva Scalabrini al Papa Leone XIII,

«…che l’immigrazione è una risorsa straordinaria, un grande regalo per un paese…». Durante 138 anni di esistenza quella congregazione, nata dall’intuizione profetica di Scalabrini, continua ad estendere i confini della sua azione e nelle diverse società e chiese di accoglienza

dei migranti non opera per costruire “spazi paralleli”, solo per i migranti, ma per invitare tutti,

autoctoni e migranti, cristiani e non-cristiani, a vivere lo spirito dell’accoglienza e della solidarietà di modo che ognuno possa dare il suo contributo alla costruzione di una società umana, degna e rispettosa di tutti e di ognuno.

La Congregazione scalabriniana - tramite le sue opere pastorali (parrocchie, missioni, case del migrante, centri di animazione e servizio, mezzi di comunicazione, centri di studio) - si prefigge infatti, di servire la Chiesa e la società civile affinché l'una e l'altra prendano coscienza delle proprie

responsabilità verso i migranti, non in quanto “oggetto di attenzione”, ma come fattore di trasformazione e ricomposizione del paesaggio sociale, culturale e religioso delle diverse società e chiese nazionali e internazionali.

Sono le migrazioni, infatti, ad offrire i contenuti e le modalità con cui la Chiesa (e gli Scalabriniani in essa) pensa e attua la sua presenza nei differenti contesti sociali, culturali, economici, religiosi. A partire dalla non transitorietà del fenomeno migratorio, si può considerare le migrazioni come un fenomeno sociale “naturale” che, pur presentandosi come frutto di ingiustizia strutturale (contro cui lottare), può veicolare elementi positivi, soprattutto nell'ambito dell'incontro dei popoli.

 

Infatti, le migrazioni non sono solo il terreno privilegiato di sfruttamento, ignoranza, discriminazione, solitudine, isolamento, povertà (aspetti oggi ancor più violenti di ieri e contro cui non ci si può esimere di prendere posizione), ma sono anche concrete possibilità di relazioni e mediazioni tra persone, gruppi regionali, origini, nazioni, culture diverse, non certo per mettere in evidenza (in maniera quasi esclusiva e ossessiva) l'altro (l'etnicità nel suo aspetto distintivo o di

sostituzione prevaricatrice) ma per dare priorità alla mediazione, al rapporto interattivo tra i

differenti soggetti, attori e partners sociali e ecclesiali.

In realtà i 3 elementi necessari per costruire una società umana capace d’assumere la propria composizione pluriculturale sono: la solidarietà, la coesione e l'interdipendenza. É sull’apertura (accoglienza, rispetto) all’altro (il diverso, l'immigrato, lo straniero) che una società può fondare la sua coesione interna, accettando così la dinamica relazionale dello scambio, dell’interdipendenza, come cammino per risolvere i conflitti inevitabili in ogni

incontro con l’altro. Vivere insieme e divenire insieme (società e chiesa) è possibile e necessario perché “l’immigrazione non è un problema astratto, ma sono bambini, donne, uomini di carne e sangue, che hanno cuore e spirito, corpo e anima; sono nostri fratelli e nostre sorelle, sono il corpo di Cristo”, come ricordava spesso papa Francesco.

Possiamo, quindi, qualificare l’azione della Chiesa, come “compagna di viaggio” dei migranti, nella sua dimensione “religiosa” (conservazione e approfondimento della fede), “socioassistenziale” (ricerca di risposte ai bisogni essenziali dei migranti: casa, lavoro, salute), “culturale” (identità linguistica di appartenenza) “aperta all’interculturale” (capacità di incontro, dialogo, mediazione, accettazione e valorizzazione positiva dell’altro) per favorire quella risorsa “integrazione” capace di arricchire le società di accoglienza.

E, in tale impegno, il CSER, e gli altri centri studi scalabriniani, quali istituzioni culturali integrali aperte all’incontro e al dialogo, possono continuare ad essere credibili solo corrispondendo alle esigenze di analisi scientifica che non disgiunge i fatti dal fondamento etico e spirituale, e operando in collaborazione con quanti si riconoscono nei medesimi ideali di rigore scientifico e di impegno civile a favore dei migranti.

Auguri, allora, e buon lavoro, Congregazione scalabriniana. Ad multos annos!

Roma, 28 novembre 2025

                                              Centro Studi Emigrazione Roma | CSER

p. Lorenzo Prencipe, cs

02-12-2025
Autore: p. Lorenzo Prencipe, cs
Centro Studi Emigrazione Roma | CSER
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Martedì, Febbraio 10, 2026 Scienze

I tuoi dati sono sottoposti a minacce mai viste prima: dalla Sicurezza Estesa alla Sicurezza Cognitiva
di Gianni Gigli

Nel sesto secolo a.C., Sun Tzu scriveva ne L'Arte della Guerra che "l'invincibilità risiede nella difesa". Per millenni, il concetto di sicurezza è rimasto ancorato a questa visione: mura ciclopiche, fossati profondi, catene alle porte delle città. La sicurezza era un perimetro fisico, un confine netto tra un "dentro" protetto e un "fuori" ostile. Oggi, quel perimetro non è solo crollato; è evaporato in una nuvola di dati, frequenze e vulnerabilità umane.

Domenica, Febbraio 08, 2026 Cultura

di Gianni Lattanzio

Le Olimpiadi che si aprono in Italia non sono soltanto un appuntamento sportivo: sono un varco. Un varco in cui l’umanità, ferita e disorientata, sembra ricordarsi per qualche giorno che esiste un altro modo di stare insieme, un’altra grammatica delle relazioni, un altro lessico del conflitto. Mentre le cronache raccontano di città sbriciolate dalle bombe e di popoli stremati dagli assedi, la fiamma olimpica attraversa Milano e risale le montagne del Nord, portando con sé una domanda semplice e radicale: è davvero inevitabile continuare a credere solo nelle armi?


Sabato, Febbraio 07, 2026 L’ Italia e l'Ue

di Antonello Pezzini

Bergamo, 7 febbraio 2026

Per anni l’Unione europea ha evitato di affrontare una verità scomoda: la maggioranza delle persone che entrano e soggiornano irregolarmente nell’UE non ha diritto alla protezione internazionale. L’ambiguità politica su questo punto ha prodotto un sistema vulnerabile agli abusi, eccessivamente costoso per le comunità locali e sempre meno credibile agli occhi dei cittadini.

L’abuso del sistema di asilo non è una questione astratta. Ha un impatto concreto sull’istruzione, sulla sanità, sull’alloggio, sulla diffusione della droga e della prostituzione, e sui servizi sociali. Ma soprattutto mina la fiducia nella capacità dell’Europa di governare un fenomeno strutturale come la migrazione, invece di subirlo.

Venerdì, Febbraio 06, 2026 Italiani all'estero

 di Rossana Errico

Mentre il Senato rinvia, gli italiani residenti all’estero rischiano di pagare a giugno una tassa che il Parlamento ha già riconosciuto come ingiusta. A giugno migliaia di italiani residenti all’estero saranno ancora una volta chiamati a pagare la prima rata IMU sulla casa (tassata come seconda casa) che possiedono in Italia. La Camera dei Deputati ha già approvato definitivamente, nel dicembre 2025, una legge che prevede l’esenzione o una forte riduzione di quella tassa.

Venerdì, Febbraio 06, 2026 Cultura

di Gianni Lattanzio

 Non sappiamo più chi decide che cosa vedremo domani sul nostro schermo. Non è un mistero di Stato, è un vuoto: il vuoto di un potere senza volto e senza firma, che orienta ciò che sappiamo del mondo attraverso calcoli opachi. Nel messaggio per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Leone XIV osa nominare questo vuoto: una “manciata di aziende” in posizione oligopolistica, capace di “riscrivere la storia umana – compresa la storia della Chiesa – spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto”. Non è linguaggio devozionale, è diagnosi politica. E, insieme, è un invito a non confondere la corsa dell’innovazione con il cammino del progresso umano.

Mercoledì, Febbraio 04, 2026 Cultura

: MARIA RITA PARSI, LI HA SEMPRE DIFESI E PER QUESTO RESTERA’ INDIMENTICABILE

​​​​​di Emanuele Mariani

Quando si dice che la società e le istituzioni si interessano ai bambini, ai loro diritti, al loro sviluppo psicofisico, chi pensa che i più deboli e fragili debbano essere sempre messi al primo posto, ecco questo è stato il punto fermo dell’intera attività di studio, di lavoro e di ricerca di una grande donna e psicoterapeuta,

Martedì, Febbraio 03, 2026 Cultura

di Ranieri de Ferrante

Un titolo giusto, per questo articolo, potrebbe essere “note da un eretico”. Se vivessi in America, sarei infatti definito un “liberal” e i liberal sono i nuovi eretici. Cattolici oltranzisti ed evangelici stanno convergendo non per un ecumenismo ritrovato, ma come protezione contro diritti, secolarismo e complessità sociale. La religione è diventata arma politica, strumentalizzata, anche se non creata, dalla nuova Destra. Strange bedfellows, cattolici ed evangelici. Ancora più strani Trump e fede.

Mercoledì, Gennaio 28, 2026 Cultura

COMMENTI E LIBERTA’ DI STAMPA, IN UNA MOSTRA, A ROMA, INAUGURATA DA MATTARELLA

​​​​​di Emanuele Mariani

Il 14 gennaio del 1976, dopo alcuni numeri zero, in una tipografia sita in quella che sarà la prima sede del giornale, a piazza Indipendenza,a Roma, (dove rimarrà fino al 2004, per poi trasferirsi nei nuovi attuali uffici romani di via Cristoforo Colombo) usciva la prima copia di Repubblica, distribuita nelle edicole e dapprima venduta nelle strade (come si usava un tempo, ancora negli anni ’70), sotto la direzione del fondatore Eugenio Scalfari. 

Mercoledì, Gennaio 28, 2026 Geopolitica

di Giandiego Carastro

Debitori delle tradizioni orientali, sappiamo da tempo che crisi” è rischio mortale, ma anche occasione di rinascita. Le accelerazioni che provengono dagli Usa sono drastiche, nervose, nerborute. Sono scossoni che pongono lEuropa in crisi. Ma anche in grado di ridirsi una identità e ridarsi un orizzonte.

Mercoledì, Gennaio 28, 2026 Geopolitica

di Ranieri de Ferrante

Minneapolis è una tragedia in corso, interamente man-made.Sparatorie, proteste, presenza federale e repressione compongono una spirale che non è frutto dell’inevitabilità, ma di una strategia. Nella nuova destra americana, la libertà smette di essere un valore e diventa una colpa. Trump interpreta il conflitto come un bullo: una prova di forza continua, dove la de-escalation equivale alla sconfitta. Vance, invece,

Mercoledì, Gennaio 28, 2026 Geopolitica

di Francesco Lombardi

Il Presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, intende proseguire nel suo progetto di riforma della repubblica attraverso importanti innovazioni costituzionali oltre che ambiziosi progetti economici, industriali e commerciali, peraltro già tracciati in suoi precedenti interventi pubblici.

Martedì, Gennaio 27, 2026 Cultura

di Gianni Lattanzio

Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è riconosciuto dalla Repubblica italiana come “Giorno della Memoria” per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Dal 2005, la stessa data è divenuta anche “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto”, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione 60/7. È dunque una ricorrenza che nasce da un doppio riconoscimento, nazionale e internazionale, e che interroga in profondità la coscienza delle democrazie contemporanee.

Venerdì, Gennaio 23, 2026 Economia

di Ciro Maddaloni
Al Forum Economico Mondiale (WEF) di Davos 2026, i rapporti tra il Presidente Donald Trump e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno raggiunto un nuovo minimo storico, caratterizzato da attacchi personali, fughe di notizie diplomatiche e minacce commerciali.

Giovedì, Gennaio 22, 2026 Geopolitica

di Gianni Lattanzio

Davos 2026 è una vetrina abbagliante: montagne innevate, finanza globale, leader che parlano di “spirito di dialogo”. Ma sotto quella superficie lucida, il cuore dell'Occidente batte irregolare, stretto tra riarmo, nuove mappe commerciali e una disuguaglianza che ha raggiunto livelli da età dorata.

Giovedì, Gennaio 22, 2026 Geopolitica

di Ranieri de Ferrante

Dopo gli eventi in Venezuelail riemergere della questione groenlandese mostra che gli USA non si sentono più vincolati ad un ordine basato su limiti normativi condivisi, a meno di rischiare conseguenze graviL’imposizione di dazi “politici” ad alleati storici segna una linea d’allarme. La risposta europea ha evidenziato una frattura strutturale: Francia, Germania e Regno Unito hanno assunto una posizione chiara a sostegno della Danimarca; l’Italia ha confermato una postura ambigua. L’Unione Europea si è dimostrata incapace di agire come soggetto politico unitario. Questo limite non è contingente, ma strutturale e irreversibile.

Lunedì, Gennaio 19, 2026 Cultura

di Pietro Dilauro
Nel libro dal titolo SMART ROMA - Come Roma si trasforma in una smart city - prefazione di Roberto Gualtieri edito da Giulio Perrone, l'autore prova a delineare il concetto di smart city partendo dalla sua esperienza di amministratore dapprima come Assessore nel III municipio di Roma e successivamente come Consigliere dell'Assemblea Capitolina e Presidente della Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale.

Lunedì, Gennaio 19, 2026 Cultura

Casi di Coscienza da Districare all’attenzione del Capo Dello Stato: Il Cinema di Sorrentino Emoziona e fa Riflettere

di Emanuele Mariani

       Un film spesso può essere l’occasione per suscitare un dibattito tra i cittadini, specialmente se gli argomenti che tratta sono temi delicati ed al tempo stesso di difficile soluzione, perché mettono a dura prova principi che toccano le coscienze di ognuno.

E’ certamente il caso di “La Grazia”, pellicola uscita il 15 gennaio scorso, nelle sale cinematografiche italiane, per la regia di Paolo Sorrentino (al suo undicesimo film), già presentata in anteprima il 27 agosto 2025, all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, con cui si è aperta la rassegna e che ha visto l’attore protagonista, Toni Servillo (alla settima collaborazione con il regista partenopeo), vincere la prestigiosa Coppa Volpi.

Lunedì, Gennaio 19, 2026 Economia

di Gianni Lattanzio

L’Accordo Ue‑Mercosur, firmato nel gennaio 2026 dopo venticinque anni di negoziato, va letto oggi come una scelta strategica che rafforza la posizione dell’Europa in un mondo frammentato, assicurando al tempo stesso nuove leve per la transizione verde e la stabilità democratica nel Sud globale. In un contesto segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina, dalla guerra in Ucraina e dall’incertezza mediorientale, l’intesa con il Mercosur rappresenta per l’Ue uno strumento concreto di “autonomia strategica aperta”, capace di legare crescita, clima e multilateralismo regolato.

Lunedì, Gennaio 19, 2026 Cultura

di Gianni Lattanzio

L’Aquila che inaugura il suo anno da Capitale italiana della Cultura con il Presidente Sergio Mattarella e con il cielo disegnato dai droni è l’immagine compiuta di una città che intreccia radici medievali e futuro tecnologico, memoria del sisma e nuova centralità culturale. In quella giornata, storia, cultura e resilienza hanno preso forma in un racconto collettivo che ha unito la comunità aquilana e l’intero Paese sotto un unico cielo di luce.

Lunedì, Gennaio 19, 2026 Interna

di Klarida Rrapaj
La notizia della morte di Flavia Misuraca, 27 anni, originaria di Partinico, commissaria della Polizia di Stato, trovata senza vita venerdì 9 gennaio, ha attraversato in poche ore territori e comunità professionali lasciando sgomenti colleghi e cittadini. 

Quando accadono eventi di questo tipo è comprensibile che emerga un senso di silenzio e di impotenza. È altrettanto necessario però trasformare lo sconcerto in una riflessione responsabile, sobria e orientata alla prevenzione. Nei contesti istituzionali e operativi, in particolare in quelli legati alla tutela della sicurezza pubblica, si parla spesso di prestazione, efficienza, lucidità, capacità di reggere la pressione.

Venerdì, Gennaio 16, 2026 Geopolitica

....e nuova architettura delle connettività globale

di Tiberio Graziani

Negli ultimi trent’anni, la globalizzazione è stata sostenuta da un ordine internazionale a guida occidentale fondato su tre pilastri: l’interdipendenza dei mercati, l’espansione delle catene globali del valore e un quadro multilaterale relativamente stabile per la regolazione dei flussi commerciali, degli investimenti e delle tecnologie.

Venerdì, Gennaio 16, 2026 Cultura

اليوم العالمي للغة العربية: جسر بين الحضارات وحوار ثقافي.   .                        

Un Evento Storico presso l'Università Roma Tre

                                               حدث تاريخي في جامعة روما 3 

Auguri di Pace e Prosperità per il Nuovo Anno

       أتمنى لكم السلام والازدهار في العام الجديد

di Aicha Bouazza
In questo momento di transizione temporale, in cui si intrecciano le celebrazioni di diverse tradizioni culturali e spirituali, desideriamo rivolgere i nostri più sentiti auguri a tutta la comunità accademica e ai lettori che ci accompagnano in questo percorso di conoscenza e dialogo interculturale.


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