di Sonia Rocca
Roma, città di storia e di incontri, il 25 novembre 2025 ha scelto ancora una volta di dare un volto concreto all’impegno contro la violenza sulle donne, ospitando all’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) la sesta edizione del Premio Internazionale “Sguardo di Donna per la non violenza”. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, artiste, istituzioni e società civile si sono ritrovate per trasformare memoria e dolore in arte, dialogo e responsabilità condivisa.
Al centro di questa edizione c’è l’opera dell’artista dominicana Adrianny Almonte, “Le Mirabal vive nel loro giardino – Las Mirabal vivas en su jardin”, che ha conquistato il Premio 2025. Il lavoro sarà tradotto in un murale a Roma: un segno visibile, quotidiano, che racconterà a cittadini e visitatori la storia delle sorelle Mirabal, donne che hanno pagato con la vita la loro opposizione alla dittatura, diventando simbolo universale di libertà e dignità. Così la città eterna, con le sue pietre antiche, accoglie sulle proprie mura un simbolo contemporaneo di resistenza non violenta, unendo la memoria latinoamericana allo spazio urbano romano.
Accanto alla vincitrice, la giuria ha attribuito tre menzioni d’onore alle artiste Karina El Azem, Elena Prosperi e Stephany Placencio, riconoscendo la qualità di opere che sanno parlare non solo di violenza subita, ma anche di forza, resilienza e capacità di ricominciare. L’Associazione “Il Tempo delle Donne” ha voluto poi valorizzare tutte le artiste in mostra che hanno realizzato ritratti inediti delle sorelle Mirabal, costruendo una vera e propria galleria di volti e di sguardi che restituiscono umanità a tre figure spesso ridotte a puro simbolo.
Questa iniziativa non nasce dal nulla, ma è frutto di una rete che unisce associazioni, diplomazia e amministrazione locale. L’evento, curato dalla ritrattista Rita Valenzuela per l’Associazione “Il Tempo delle Donne”, è stato organizzato in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia, INDEX – Italia e Roma Capitale. In sala erano presenti donne e uomini provenienti da 17 Paesi diversi: una comunità plurale che, attraverso l’arte, ha scelto di rendere omaggio a Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, trasformando una cerimonia in un momento di dialogo tra popoli e culture.
Significativa anche la composizione della giuria del Premio “Sguardo di Donna per la non violenza” 2025, espressione di competenze artistiche, sociali, sindacali, giornalistiche e diplomatiche. Ne hanno fatto parte l’ingegnere e pittrice Daniela Troina; Randel De Jesús Pérez, Ministro Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia; Michelle D. Guzman, Consigliere della stessa Ambasciata; Martha Altagracia Herrera Nuñez, responsabile della divisione di ricerca e studi INDEX in Italia; Ermira Behri, Segretaria regionale Fillea CGIL Roma e Lazio; Ana Cajas Moreno, giornalista e direttrice di Vox Mundi WR; Patricia Ynestroza, giornalista, redattrice e social media manager di Vatican News; Susana Angelica Clavarino, comunicatrice e produttrice culturale. Una pluralità di sguardi che rafforza il messaggio del premio: la non violenza è un compito comune, che attraversa mondi diversi e responsabilità differenti.
Le immagini della cerimonia – i volti delle artiste, le opere esposte, la consegna dei riconoscimenti – restituiscono un clima di partecipazione autentica. Non è solo un premio, ma un percorso: dal ricordo delle sorelle Mirabal alla presa di coscienza che, ancora oggi, in molti Paesi le donne subiscono discriminazioni, abusi e violenze, spesso nel silenzio. Roma, con questa iniziativa, si propone come luogo di incontro e di sorellanza, in cui la cultura diventa strumento di pace e la bellezza dell’arte si fa impegno civile.
In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e nuove forme di violenza, il “Premio Sguardo di Donna per la non violenza” indica una via possibile: partire dagli sguardi, dalle storie, dai volti concreti delle donne, per costruire una società più giusta. Il murale che nascerà dall’opera di Adrianny Almonte ricorderà, ogni giorno, che la non violenza non è solo un tema di ricorrenze internazionali, ma una scelta quotidiana che riguarda istituzioni, comunità e singole persone. Roma, ancora una volta, mostra di poter essere non solo custode del passato, ma laboratorio di futuro.