l’Europa ha cambiato passo
di Antonello Pezzini
Per anni l’Unione europea ha evitato di affrontare una verità scomoda: la maggioranza delle persone che entrano e soggiornano irregolarmente nell’UE non ha diritto alla protezione internazionale. L’ambiguità politica su questo punto ha prodotto un sistema vulnerabile agli abusi, eccessivamente costoso per le comunità locali e sempre meno credibile agli occhi dei cittadini.
L’abuso del sistema di asilo non è una questione astratta. Ha un impatto concreto sull’istruzione, sulla sanità, sull’alloggio, sulla diffusione della droga e della prostituzione, e sui servizi sociali. Ma soprattutto mina la fiducia nella capacità dell’Europa di governare un fenomeno strutturale come la migrazione, invece di subirlo.
A complicare ulteriormente il quadro, dal 2021 la migrazione è diventata uno strumento di pressione geopolitica. La strumentalizzazione dei flussi da parte di Bielorussia e Russia ha introdotto una nuova dimensione: la migrazione come minaccia ibrida, utilizzata per destabilizzare l’Unione e dividerne gli Stati membri.
Il traffico di migranti: un’economia criminale globale
Oltre il 90% delle persone che entrano irregolarmente nell’UE si affida a reti criminali organizzate. Non si tratta di improvvisazione, ma di un vero modello di business transnazionale, che genera miliardi di euro e alimenta altre forme di criminalità: droga, prostituzione, lavoro nero.
Queste reti sfruttano la disperazione e la vulnerabilità delle persone, offrendo “servizi” a prezzi esorbitanti, spesso imponendo forme di sfruttamento per ripagare il debito del viaggio. Il risultato è una spirale che produce insicurezza lungo le rotte migratorie e tensioni sociali nei paesi di arrivo.
Chi ha diritto alla protezione deve poter accedere a canali legali, ordinati e sicuri. Difendere il diritto di asilo significa, prima di tutto, difendere il sistema di asilo da chi lo utilizza come copertura, per l’immigrazione irregolare.
La maggior parte delle persone che entrano e soggiornano irregolarmente nell’Unione europea non ha diritto ad alcuna forma di protezione internazionale né al diritto di soggiorno. Non può esservi tolleranza per l’abuso di un sistema concepito per offrire protezione a chi ne ha effettivamente bisogno.
Questa situazione disfunzionale ha creato ampie scappatoie per la permanenza irregolare nell’Unione, con implicazioni di vasta portata e costi elevatissimi per l’istruzione, l’alloggio, la sanità e i servizi locali. Il risultato è una progressiva erosione della fiducia dei cittadini nella capacità dell’Europa di governare la migrazione e di orientare la propria politica migratoria in funzione degli interessi europei.
Secondo le stime, oltre il 90% delle persone che entrano irregolarmente nell’UE si avvale dei servizi di gruppi criminali organizzati e di reti di contrabbando. Tali reti, animate esclusivamente da finalità di lucro, privano deliberatamente le persone della loro dignità e violano sistematicamente i diritti fondamentali. Il traffico di migranti alimenta un’economia criminale che genera insicurezza e tensioni sociali lungo le rotte migratorie. Chi ha diritto alla protezione deve poter accedere a canali legali e ordinati, che consentano una vita dignitosa, sotto il profilo sociale ed economico.
L’Unione europea fornisce già protezione a un numero significativo di rifugiati e contribuisce, attraverso la propria azione diplomatica e il sostegno finanziario, alla tutela dei richiedenti asilo ospitati nei paesi terzi. Il sostegno ai cittadini ucraini in fuga dalla guerra di aggressione russa rappresenta l’esempio più recente e rilevante di questa tradizione. Oltre quattro milioni di persone hanno trovato protezione nell’Unione, dando luogo al più ampio sfollamento in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
La protezione temporanea degli ucraini resta una priorità per l’Unione e per gli Stati membri, così come il sostegno al loro rientro volontario quando le condizioni lo consentiranno. Tra il 2015 e il 2024, circa 3,9 milioni di richiedenti protezione internazionale hanno ottenuto uno status di protezione nell’UE; nel solo 2024, i beneficiari sono stati circa 438.000.
Gli abusi dei sistemi di asilo nazionali compromettono la capacità degli Stati membri di garantire accoglienza e integrazione a chi ne ha realmente diritto e incidono negativamente sul funzionamento dello spazio Schengen. I movimenti secondari non autorizzati minano la libera circolazione e il principio di fiducia reciproca, favorendo pochi attori criminali e indebolendo la solidarietà alle frontiere esterne.
Nel 2024, 1,7 milioni di persone sono entrate legalmente nell’UE per motivi di lavoro e studio, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo economico e sociale dell’Unione. Questo dato conferma che la migrazione legale rappresenta già oggi la forma prevalente di mobilità verso l’Europa.
Nel quadro del rafforzamento della sicurezza interna, Europol ha intensificato i controlli di sicurezza secondari nei principali punti di pressione migratoria, al fine di individuare sia potenziali minacce terroristiche sia le reti criminali coinvolte nel traffico di migranti. Le attività si svolgono in coordinamento con Frontex, nel pieno rispetto delle competenze e del quadro giuridico degli Stati membri.
Protezione sì, ma credibile
L’Europa non è una fortezza chiusa. Lo dimostrano i fatti. Dal 2015 al 2024 quasi quattro milioni di persone hanno ottenuto una forma di protezione internazionale nell’UE. Nel solo 2024 sono stati circa 438.000.
Ma proprio questa esperienza dimostra un punto chiave: la solidarietà funziona solo se il sistema è sotto controllo.
Gli abusi dei sistemi di asilo nazionali, i movimenti secondari non autorizzati e l’inefficacia dei rimpatri compromettono Schengen e alimentano una percezione di caos che danneggia prima di tutto chi ha realmente bisogno di protezione.
Sicurezza e cooperazione: il ruolo di Europol
Il rafforzamento dei controlli di sicurezza secondari nei principali punti di pressione migratoria non è una misura ideologica, ma una necessità operativa. Europol ha intensificato il contrasto alle reti criminali e al traffico di migranti, in coordinamento con Frontex[1] e le autorità nazionali.
In questo quadro si inserisce anche EMPACT, la piattaforma europea che integra controlli alle frontiere, cooperazione di polizia e giudiziaria, gestione delle informazioni e dimensione esterna della sicurezza. Non più interventi frammentati, ma un approccio sistemico.
Il ruolo di EMPACT
EMPACT[2] è l'acronimo di Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali. Introduce un approccio integrato alla sicurezza interna dell'UE, che comprende misure che spaziano dai controlli alle frontiere esterne, alla cooperazione di polizia, doganale e giudiziaria, alla gestione delle informazioni, all'innovazione, alla formazione, alla prevenzione e alla dimensione esterna della sicurezza interna, nonché, ove opportuno, ai partenariati pubblico-privati
Inquadramento politico generale
La Comunicazione apre un “nuovo capitolo” della politica migratoria UE, rivendicando un cambio di passo rispetto al passato. Il punto di partenza è una diagnosi netta:
- la maggioranza dei migranti irregolari non ha diritto alla protezione;
- solo una minoranza dei destinatari di decisioni di rimpatrio lascia effettivamente l’UE;
- il sistema è stato abusato, con effetti negativi sulla fiducia dei cittadini, sulla coesione sociale e sul funzionamento di Schengen.
Novità politica chiave: la Commissione abbandona ogni ambiguità e afferma esplicitamente che la tolleranza verso le permanenze irregolari mina il sistema di asilo stesso. Sicurezza, credibilità e controllo diventano precondizioni della protezione.
Dal “governo dei flussi” a una vera strategia integrata
La Strategia si fonda su cinque priorità operative, che segnano un’evoluzione rispetto all’approccio frammentato del passato:
- Diplomazia migratoria rafforzata
- Frontiere esterne più forti
- Sistema di asilo equo, solido e adattabile
- Rimpatri e riammissioni più efficaci
- Mobilità legale e attrazione dei talenti
Novità: la migrazione non è più trattata come politica settoriale, ma come leva strategica trasversale (esteri, sicurezza, commercio, visti, sviluppo, digitale).
Diplomazia migratoria: da cooperazione “soft” a leva strategica
La Commissione introduce una diplomazia migratoria assertiva, fondata su:
- partenariati globali e regionali (Nord Africa, Sahel, Balcani, Medio Oriente);
- approccio “intero percorso migratorio” (origine–transito–destinazione);
- uso sistematico di incentivi e leve.
Novità rilevanti
- Condizionalità esplicita: cooperazione su rimpatri e riammissioni collegata a:
- visti (meccanismo art. 25a Codice visti),
- commercio (SPG),
- finanziamenti esterni (Global Europe, futuro QFP[3]).
- Rafforzamento dei partenariati già attivi (Egitto, Tunisia, Mauritania, Giordania) come modello replicabile.
- Ruolo centrale dell’UE come attore geopolitico nella governance globale della migrazione.
Cambio di paradigma: la cooperazione non è più solo solidarietà, ma reciprocità misurabile.
Lotta al traffico di migranti: sicurezza e tecnologia
Il traffico di migranti è qualificato come:
- minaccia grave alla sicurezza dell’UE;
- fenomeno criminale transnazionale, spesso strumentalizzato da attori statali ostili all’UE.
Novità di policy
- Rafforzamento strutturale della Global Alliance contro il traffico di migranti.
- Focus su:
- “traffico digitale” (piattaforme online, criptovalute),
- approccio “follow the money”,
- uso avanzato di IA e analisi dei big data.
- Europol potenziata (Centro europeo contro il traffico di migranti).
- Verso un nuovo regime sanzionatorio UE contro i trafficanti fuori dalla giurisdizione europea.
La Commissione sposta il baricentro: non gestione dell’emergenza, ma smantellamento del modello di business criminale.
Frontiere esterne: controllo, digitalizzazione, resilienza
La Strategia sancisce una accelerazione senza precedenti della gestione digitale delle frontiere.
Novità centrali
- Entrata in funzione di:
- Screening obbligatorio alla frontiera (identità, sicurezza, salute, vulnerabilità).
- Uso esteso di:
Cambio di filosofia: controllo preventivo e intelligente, non reattivo.
Sistema di asilo: solidarietà sì, ma con responsabilità
Il Patto migrazione e asilo è presentato come architrave definitiva del sistema europeo.
Novità politiche
- Centralità dell’attuazione (non più negoziazione).
- Procedure:
- più rapide,
- più uniformi,
- con garanzie sui diritti fondamentali.
- Rafforzamento della preparazione alle crisi e della capacità di previsione.
- Introduzione graduale di strumenti IA in linea con l’AI Act.
La solidarietà è condizionata al rispetto delle regole comuni.
Rimpatri: da anello debole a priorità strutturale
La Commissione riconosce apertamente che l’inefficacia dei rimpatri è il principale punto di fallimento del sistema.
Migrazione legale e talenti: cambio di narrazione
La Strategia afferma con chiarezza che:
- l’UE ha bisogno strutturale di migrazione legale;
- oltre il 90% degli ingressi è già regolare.
Novità
- Migrazione legale inserita nella strategia di competitività e autonomia strategica.
- Priorità a:
- studenti,
- ricercatori,
- lavoratori a tutti i livelli di competenza.
- Riduzione dei colli di bottiglia (visti, qualifiche, procedure).
Non “migrazione vs sicurezza”, ma migrazione legale come parte della sicurezza economica europea.
Il Patto sulla migrazione e l’asilo del 2024: l’architettura delle regole
Il cambio di passo politico si è tradotto, nel 2024, nell’adozione del Patto sulla migrazione e l’asilo. Non un singolo regolamento, ma un pacchetto legislativo che ridefinisce l’intero sistema europeo.
Il fulcro è il Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che introduce una solidarietà obbligatoria tra Stati membri, superando il vecchio sistema di Dublino. Accanto a questo, nuove regole su procedure di asilo, screening alla frontiera, gestione delle crisi, condizioni di accoglienza e uso dei dati biometrici.
Il messaggio è chiaro: solidarietà sì, ma con responsabilità.
Confronto puntuale e politico tra la Strategia COM(2026) 45
e il Patto su migrazione e asilo del 2024
Il Patto Migrazione e Asilo del 2024
Non è un singolo regolamento, ma un pacchetto legislativo composto da più regolamenti e una direttiva, adottati nel 2024, per riformare in modo complessivo il sistema europeo di asilo e migrazione.
Il Regolamento (UE) 2024/1351. fa parte del Patto:
- istituisce il meccanismo di solidarietà obbligatoria tra Stati membri
- disciplina ricollocazioni, contributi finanziari e misure alternative
- sostituisce di fatto il vecchio Regolamento di Dublino
È quindi uno dei pilastri centrali del Patto.
Altri atti fondamentali del Patto
Il Patto include anche, tra gli altri:
- Regolamento procedure di asilo
- Regolamento screening alla frontiera
- Regolamento gestione dell’asilo e della migrazione
- Regolamento crisi e forza maggiore
- Rifusione di Eurodac
- Direttiva sulle condizioni di accoglienza
Ecco i riferimenti dei principali atti del Patto sulla migrazione e l’asilo (2024), tratti dagli strumenti adottati nel maggio 2024 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 maggio 2024:
Elenco degli atti e riferimenti (numero + data)
- Regolamento (UE) 2024/1348 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che istituisce una procedura comune di asilo e abroga la Direttiva 2013/32/UE.
- Regolamento (UE) 2024/1356 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, relativo agli accertamenti (screening) dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne.
- Regolamento (UE) 2024/1351 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla gestione dell’asilo e della migrazione (Asylum and Migration Management Regulation).
- Regolamento (UE) 2024/1359 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, relativo alle situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell’asilo.
- Regolamento (UE) 2024/135 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, che istituisce Eurodac per il confronto dei dati biometrici e l’identificazione dei cittadini di paesi terzi e apolidi in situazione irregolare.
- Direttiva (UE) 2024/1346 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, recante norme minime relative alle condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
Riepilogo sintetico
| Atto | Numero | Data adozione | Tema |
| Asylum Procedures Regulation | Reg. 2024/1348 | 14 mag. 2024 | Procedure asilo comuni |
| Screening Regulation | Reg. 2024/1356 | 14 mag. 2024 | Accertamenti alle frontiere |
| Migration and Asylum Management Regulation | Reg. 2024/1351 | 14 mag. 2024 | Gestione responsabilità e solidarietà |
| Crisis and Force Majeure Regulation | Reg. 2024/1359 | 14 mag. 2024 | Crisi/forza maggiore |
| Eurodac Regulation (rifusione) | Reg. 2024/1358 | 14 mag. 2024 | Sistema Eurodac potenziato |
| Reception Conditions Directive | Dir. 2024/1346 | 14 mag. 2024 | Condizioni di accoglienza |
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Nota metodologica: tutti gli atti qui riportati sono parte del pacchetto di 10 strumenti adottati formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 14 maggio 2024 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 maggio 2024. Nell’elenco vanno inclusi altri regolamenti correlati, come quelli su qualificazione, rimpatrio alla frontiera, reinsediamento, ecc.,)
Dalle regole alla strategia: la svolta del 2026
Se il Patto del 2024 risponde alla domanda “con quali regole?”, la Strategia europea del 2026 risponde a una domanda più ambiziosa: per fare cosa?
La migrazione non è più trattata come una politica settoriale, ma come una leva strategica che coinvolge sicurezza, politica estera, commercio, visti e sviluppo. La dimensione esterna diventa centrale: partenariati con i paesi di origine e transito, condizionalità esplicita, uso coordinato degli strumenti europei.
Il problema sei rimpatri
I rimpatri, a lungo l’anello debole del sistema, diventano una prova di credibilità. Non come misura punitiva, ma come elemento essenziale per distinguere chi ha diritto a restare da chi non lo ha.
Allo stesso tempo, la migrazione legale cambia narrazione. Nel 2024, 1,7 milioni di persone sono entrate legalmente nell’UE per lavoro e studio. L’Europa ha bisogno di mobilità legale, di competenze e di talenti. Governarla è parte integrante della sicurezza economica.
Strategia 2026 vs Patto 2024 : Cosa resta, cosa evolve, cosa cambia radicalmente
Natura giuridica e funzione politica
Patto 2024
- Pacchetto legislativo: regolamenti e direttive.
- Obiettivo: costruire un quadro giuridico comune.
- Logica: “mettere ordine nel sistema”.
Strategia 2026
- Comunicazione politica.
- Obiettivo: orientare l’azione dell’UE nei prossimi 5 anni.
- Logica: “far funzionare il sistema e usarlo come leva strategica”.
Cambiamento reale
Il Patto è un’infrastruttura normativa.
La Strategia è un atto di indirizzo politico e geopolitico.
Asilo: dal “sistema comune” alla “credibilità del sistema”
Patto 2024
- Introduce:
- screening alla frontiera,
- procedure accelerate,
- solidarietà obbligatoria (ricollocazioni / contributi).
Si tratta du un approccio prevalentemente procedurale e giuridico.
Strategia 2026
- Sposta l’attenzione su:
- abusi del sistema di asilo,
- movimenti secondari,
- impatto su Schengen e fiducia dei cittadini.
- L’asilo è visto come risorsa scarsa da proteggere.
Cambiamento reale
Dalla tutela del diritto di asilo alla tutela del sistema di asilo.
Solidarietà: da principio a meccanismo condizionato
Patto 2024
- Solidarietà come obbligo giuridico tra Stati membri.
- Focus intra-UE.
Strategia 2026
- Solidarietà sì, ma:
- legata a responsabilità,
- subordinata all’effettiva gestione dei flussi.
- Enfasi su attuazione, monitoraggio, risultati.
Cambiamento reale
La solidarietà non è più solo dovere, ma strumento funzionale.
Rimpatri: da “componente” a pilastro centrale
Patto 2024
- Rafforza procedure di rimpatrio, ma:
- rimane un anello tecnico del sistema.
- Approccio prevalentemente interno.
Strategia 2026
- I rimpatri diventano:
- test di credibilità dell’intero sistema UE.
- Forte spinta su:
- rimpatri volontari assistiti,
- reintegrazione nei paesi di origine,
- cooperazione con paesi terzi.
Cambiamento reale
Il rimpatrio passa da output amministrativo a leva strategica di politica migratoria.
Dimensione esterna: da “supporto” a fulcro dell’azione UE
Patto 2024
- Dimensione esterna presente, ma:
- accessoria,
- poco integrata con altre politiche UE.
Strategia 2026
- La diplomazia migratoria è centrale:
- partenariati strutturati,
- approccio “intero percorso”,
- integrazione con visti, commercio, finanziamenti.
- Introduce una condizionalità esplicita.
Cambiamento reale
La migrazione diventa strumento di politica estera e di sicurezza.
Sicurezza e traffico di migranti
Patto 2024
- Tratta il traffico di migranti come:
- fenomeno criminale da contrastare.
Strategia 2026
- Lo qualifica come:
- minaccia alla sicurezza dell’UE,
- fenomeno transnazionale e ibrido.
- Forte investimento su:
- Europol,
- Global Alliance,
- contrasto al traffico digitale e finanziario.
Cambiamento reale
Da contrasto penale a approccio di sicurezza strategica.
Tecnologia e IA: da supporto a infrastruttura del sistema
Patto 2024
- Prevede interoperabilità dei sistemi IT.
- Tecnologia come strumento amministrativo.
Strategia 2026
- IA, big data e biometria come:
- elementi strutturali della governance migratoria.
- Collegamento esplicito con l’AI Act.
- Obiettivo di autonomia tecnologica UE.
Cambiamento reale
La gestione migratoria entra pienamente nell’era digitale e predittiva.
Migrazione legale: da tema separato a parte del disegno complessivo
Patto 2024
- Migrazione legale trattata in modo marginale.
Strategia 2026
- La migrazione legale è:
- risposta alle carenze di manodopera,
- elemento di competitività,
- complemento alla lotta all’irregolarità.
Cambiamento reale
Non più asilo vs lavoro, ma sistema integrato di mobilità.
Conclusione: realismo europeo
La Commissione europea propone una politica migratoria più adulta: meno retorica, più realismo; meno ambiguità, più responsabilità. I valori non vengono rinnegati, ma resi sostenibili.
La svolta impressa dall’Unione europea alla politica migratoria segna un passaggio di maturità politica. Dopo anni di esitazioni e risposte frammentate, l’Europa riconosce che migrazione, sicurezza e politica estera sono dimensioni strutturalmente interconnesse e non più gestibili separatamente.
Il Patto sulla migrazione e l’asilo del 2024 ha costruito un quadro di regole comuni; la Strategia del 2026 ne definisce l’ambizione politica, trasformando la gestione dei flussi in una leva di credibilità interna e di proiezione geopolitica esterna. Solidarietà e responsabilità vengono ricondotte a un equilibrio realistico, fondato su controllo, cooperazione e attuazione effettiva delle decisioni.
L’Europa non rinnega i propri valori, ma li rende sostenibili, affermando che la protezione funziona solo se il sistema è credibile e governato. In questo senso, la migrazione non è più terreno di emergenza permanente, ma banco di prova della capacità dell’Unione di agire come attore politico unitario, responsabile e sovrano.
In una frase:
il Patto del 2024 costruisce l’architettura. La Strategia del 2026 decide come usarla.
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[1] Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, coordina la gestione delle frontiere esterne dell'UE e dell'area Schengen, garantendone la sicurezza insieme alle autorità nazionali.
[2] Nel giugno 2025, il Consiglio dell'Unione Europea, grazie anche alle pressioni dell’Italia, ha approvato le sue conclusioni sul potenziamento di EMPACT e sulle priorità dell'UE in materia di lotta alla criminalità per il ciclo EMPACT 2026-2029. Ha inoltre chiesto, in via prioritaria, di valutare un aumento della dotazione per EMPACT nel bilancio di Europol, al fine di continuare a sostenere EMPACT.
[3] QFP: Quadro finanziario pluriennale dell’UE post-2027. Il prossimo QFP (2028–2034) diventa uno strumento di politica migratoria e di sicurezza, non solo un bilancio.
[4] EES (Entry/Exit System) – Sistema di ingresso/uscita dell’UE, già avviato
[5] Eurodac (European Dactyloscopy Database) – banca dati europea delle impronte digitali, riformata (metà 2026)
[6] ETIAS (European Travel Information and Authorisation System) – Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, operativo dalla fine del 2026
[7] IA: Intelligenza Artificiale
[8] EUROSUR – European Border Surveillance System, il quadro europeo per la sorveglianza integrata delle frontiere esterne terrestri e marittime
[9] CISE – Common Information Sharing Environment, la piattaforma UE che consente lo scambio di informazioni tra autorità civili e militari nel dominio marittimo
