Il Coronavirus è un moltiplicatore esponenziale delle risorse e dei limiti della scuola.
di Gianni Lattanzio
Certe notti europee hanno il sapore dei passaggi d’epoca. Budapest, aprile 2026: dopo sedici anni di potere quasi ininterrotto, Viktor Orbán compare davanti alle telecamere e, con un’espressione che tradisce più stupore che rassegnazione, ammette una “sconfitta dolorosa”. In piazza, tra le bandiere ungheresi ed europee che tornano a intrecciarsi senza imbarazzo, il nome che rimbalza è quello di Péter Magyar, l’ex funzionario del sistema Fidesz che ha scelto di diventare il suo accusatore più implacabile.
di Gianni Lattanzio
La grande riorganizzazione che attraversa oggi le nostre società non è solo un fatto tecnologico: è un evento che tocca insieme l’etica del discernimento, la politica della giustizia sociale e il diritto della responsabilità. Quando le tecnologie corrono più veloci del lessico con cui potremmo nominarle, diventano infrastrutture silenziose di potere prima ancora di essere oggetto di dibattito pubblico. È ciò che sta accadendo con l’ingresso dell’intelligenza artificiale agentica nei processi decisionali di imprese e istituzioni: sistemi che non si limitano a rispondere, ma pianificano, orchestrano flussi di lavoro, attivano altri software e persone, fino a comporre catene di azione autonome. La “grande riorganizzazione” non è una promessa futura, è un processo in corso che ridisegna gerarchie, compiti, responsabilità a una velocità che non conosce precedenti.
di Gianni Lattanzio
Ci stiamo abituando alla guerra. Ci abituiamo al lessico degli “ultimatum”, delle “rappresaglie mirate”, dei “danni collaterali” come a un linguaggio amministrativo; alle immagini dei bombardamenti come a un sottofondo televisivo che, come una colonna sonora cupa e ripetitiva, accompagna le nostre giornate senza più interromperle. La guerra, da scandalo della coscienza, diventa gestione ordinaria dell’ordine mondiale, capitolo di politica economica, variabile di consenso interno.
di Myriam Mazza
Mentre progettiamo intelligenze umanoidi e cerchiamo un rinnovato patto di civiltà per superare le divisioni e la violenza, le Sacre Scritture ci ricordano che la vera rinascita parte da una naturalezza superiore nel riconoscere il dono della vita. Nei Vangeli troviamo un susseguirsi di figure femminili, donne che rappresentano una realtà ben più complessa della condizione femminile, superando le convenzioni sociali dell’antichità.
di Tiberio Graziani
Nel pieno della crisi mediorientale del 2026, lo Stretto di Hormuz riemerge nella sua essenza più autentica: non semplice passaggio marittimo, bensì un dispositivo geopolitico primario, capace di incidere sulle strutture profonde dell’ordine internazionale. È qui, in questo spazio ristretto e strategicamente decisivo, che si manifesta con chiarezza il mutamento di fase del sistema globale.
di Gianni Lattanzio
La Pasqua è il cuore pulsante della fede cristiana e, insieme, la chiave per comprendere la speranza dell’umanità in tempi difficili, segnati da guerre, divisioni e inquietudine. In un mondo attraversato da conflitti – dalla Terra Santa all’Europa orientale, dal Mediterraneo alle nuove frontiere della povertà e della paura – l’annuncio della Risurrezione si leva come grido di verità e luce: Cristo ha vinto la morte, e in Lui la storia trova il suo senso e la sua direzione.
di Gianni Lattanzio
La denatalità non è più un “dato statistico” tra gli altri: è diventata una lente attraverso cui leggere il futuro dell’Italia e dell’Europa in un contesto geopolitico che cambia rapidamente e in modo spesso imprevedibile. Oggi la crisi demografica interroga le fondamenta stesse del nostro modello sociale, economico e culturale, proprio mentre il mondo si riorganizza attorno a nuove potenze, nuove rotte energetiche, nuovi conflitti e nuove migrazioni.
di Angelo Bottone
Per molti anni la narrazione dominante riguardo la religione nel mondo occidentale è stata quella di un declino costante. La partecipazione alla Messa è diminuita, sempre meno bambini vengono battezzati e in diversi Paesi la percentuale di persone che si dichiarano religiose è calata in modo significativo. L’indebolimento della tradizionale cultura religiosa è ampiamente documentato.
di Gianni Lattanzio
Nel cuore di una guerra che pretende di essere “gestita” mentre si negozia il modo di uscirne, un dettaglio rivela più di molte dichiarazioni ufficiali: l’uomo considerato a Teheran come il principale riferimento politico‑diplomatico di Washington, l’ex ministro degli Esteri Kamal Kharazi, viene gravemente ferito in un attacco aereo contro la sua abitazione, proprio mentre sono in corso contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran. Non è soltanto un episodio in più nella spirale di colpi e ritorsioni; è il segnale che il confine – già fragile – tra campo di battaglia e tavolo negoziale è stato oltrepassato, e che nessuno, nemmeno chi tesse i fili del dialogo, può più dirsi al riparo dalla logica della forza.
Speriamo non diventi un’abitudine mancare le notti magiche calcistiche d’estate
di Emanuele Mariani
Non molto tempo fa, uscendo da uno stadio dove era andato a vedere l’ennesima deludente partita, un ragazzino mi aveva fermato per chiedermi: “Ma tu hai mai visto vincere la Nazionale italiana di calcio?”
Io mi sono voltato ed ho risposto: “Certo che sì, l’ho vista vincere due Mondiali 1982, in Spagna e 2006, in Germania ed un Europeo 2021, in Inghilterra e prima di me i miei genitori, l’Europeo del 1968, in Italia e prima ancora i miei nonni, videro vincere l’Italia i due Mondiali del 1934, in Italia e del 1938, in Francia e nel 1936, il titolo nel calcio alle Olimpiadi (l’unico finora azzurro), in Germania”.
di Sonia Rocca
Dalla costa di Maldonado ai teatri d’Europa e degli Stati Uniti, la soprano italo‑uruguaiana racconta la sua biografia musicale “Simplemente Luz”, il legame con l’Italia e una vita dedicata all’opera e all’impegno civile.
Nata nel dipartimento di Maldonado, tra Montevideo e Punta del Este, Luz de Alba Rubio è una soprano lirica di carriera internazionale che ha debuttato in Europa negli anni Novanta, dopo una tournée come membro dell’ensemble barocco “De Profundis” e gli studi al Conservatorio di Ginevra. Dalla Germania agli Stati Uniti, dove ha cantato alla Washington Opera con Plácido Domingo in “Parsifal” e poi in ruoli come Antonia e Giulietta ne “I racconti di Hoffmann” o Frasquita in “Carmen”, la sua voce ha attraversato teatri da Cleveland a Palm Beach, Varsavia,
Dalle guerre contro le tribù italiche ai conflitti in Ucraina e Siria: la storia insegna che il segreto della vittoria risiede in un equilibrio precario tra dipendenza militare e integrazione politica.
di Gianni Gigli
Esiste un’antica massima latina che sembra scritta per i moderni corridoi del Pentagono: “Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse”. Ovvero: non si può vincere né senza i Marsi, né contro di loro. Questa frase, nata durante la Guerra Sociale (91-87 a.C.), non è solo un importante reperto storico, ma la chiave di lettura per comprendere il fallimento o il successo delle strategie militari delle grandi potenze contemporanee.
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di Susanna Clavarino
A meno di due settimane dalle elezioni presidenziali, il dato più rilevante non riguarda un candidato, ma l’assenza di scelta. Il 34% dell’elettorato si colloca infatti tra “non preciso”, voto bianco, nullo o annullato. Più che indecisione, si tratta di un rifiuto: una quota significativa della popolazione non si riconosce in nessuna delle opzioni disponibili. In questo senso, la campagna elettorale del 2026 appare meno come una competizione tra candidati e più come un sintomo di una crisi di rappresentanza.
di Gianni Lattanzio
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha avuto l’effetto di uno squillo improvviso in un concerto che si illudeva ormai di poter suonare in automatico. Il commercio mondiale, rassicurato da anni di interdipendenze tanto fitte quanto fragili, riscopre all’improvviso che la geografia conta, e che pochi chilometri d’acqua possono piegare indici di Borsa, bilanci pubblici e conti familiari. In quelle acque, dove si intrecciano rotte e interessi, riaffiora una verità antica: la prosperità, se si separa dalla coscienza della propria fragilità, si trasforma in illusione collettiva, in un castello di carte esposto al primo colpo di vento.
di Ciro Maddaloni
Quando si parla di istruzione non bisogna considerare questa attività solo come un "passaggio obbligato" che si deve compiere durante la giovinezza, perché in effetti oltre che di istruzione bisogna parlare anche di formazione, che è un processo continuo che deve durare tutta la vita e che ci aiuta a modellare la nostra capacità di comprendere e interagire con il mondo.
di Caterina Ermio
Le guerre non finiscono quando tacciono le armi. Continuano a combattere, silenziose, nel corpo e nella mente dei civili che ne portano le cicatrici per anni, spesso per generazioni. È su questo fronte, quello della salute, che oggi si misura la radicalità dei conflitti in Ucraina e nell'area del Golfo, così come la profondità delle violazioni del diritto internazionale umanitario che li accompagna. Organizzazioni come l'Organizzazione mondiale della sanità e il Comitato internazionale della Croce Rossa hanno descritto questi conflitti come una vera e propria crisi della protezione della salute in guerra, con un numero di attacchi contro strutture sanitarie e personale medico senza precedenti nella storia recente europea e mediorientale.
di Aicha Bouazza
Roma, 25 marzo 2026 -In un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una ridefinizione degli equilibri culturali e religiosi, la celebrazione del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra il Regno del Marocco e la Santa Sede ha offerto un’importante occasione di riflessione strategica. Presso la Pontificia Università Gregoriana, si è tenuto un colloquio internazionale di alto livello dedicato al tema: “Sfide geopolitiche attuali e ruolo del dialogo interreligioso: l’esempio delle diplomazie marocchina e vaticana”.
di Gianni Lattanzio
La sicurezza urbana è oggi una delle grandi linee di faglia del governo delle città europee, e Roma non fa eccezione. Non è più sufficiente declinarla come semplice ordine pubblico: è divenuta una componente strutturale della qualità urbana, intrecciata con la transizione digitale, la sostenibilità e la coesione sociale. In una capitale estesa, stratificata e diseguale come Roma, il paradigma della Smart City offre una chiave per tenere insieme queste dimensioni, trasformando tecnologie e dati in strumenti di prevenzione, prossimità e partecipazione.
di Fabio Porta
A cinquant’anni dal golpe argentino del 24 marzo 1976, per chi, come me, è stato eletto in Sud America e rappresenta le comunità italiane di questa area del mondo, la parola “memoria” non è un esercizio retorico, ma un impegno quotidiano. La dittatura argentina e la tragedia dei desaparecidos non appartengono solo alla storia di questo Paese: hanno toccato da vicino migliaia di famiglie di origine italiana, intrecciando i destini dell’Argentina, dell’Italia e dell’intera diaspora. Ricordare oggi significa riconoscere che ogni volta che lo Stato abdica alla difesa dei diritti, si apre la strada a chi vuole calpestarli, e che questo riguarda anche le nostre comunità all’estero.
di Gianni Lattanzio
L’Unione europea ha imboccato una soglia decisiva nel suo rapporto con il Mercosur, facendo uso di uno degli strumenti più caratteristici del diritto dell’integrazione: l’applicazione provvisoria di un accordo internazionale, nel caso di specie l’accordo commerciale interinale UE‑Mercosur (iTA), in attuazione della decisione del Consiglio del 9 gennaio e della conseguente notifica ai quattro Paesi sudamericani. Questo passaggio, apparentemente tecnico, è in realtà profondamente politico: in un’epoca di transizioni molteplici – ecologica, tecnologica, geopolitica – il commercio diventa uno dei luoghi in cui si decide, per riprendere Karl Polanyi, la direzione del cambiamento e non solo la sua velocità.
addio ad un architetto delle parole in musica, cantautore e poeta, artista magistrale che ha fatto conoscere le emozioni dei sentimenti a tutto il mondo
di Emanuele Mariani
Ci sono artisti che, essendo divenuti leggendari in vita, nel momento dell’addio da questo mondo, non solo non muoiono, ma restano e resteranno per sempre eterni, immortali, indimenticabili. E questo è certamente per Gino Paoli che, con capolavori come “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”, ha rivoluzionato la musica italiana, introducendo un linguaggio intimo e modernissimo che ha saputo dar voce all'anima più che alla tecnica vocale.