Edizione del centenario nel 2030 ; in Spagna, Portogallo,Marocco tre partite inaugurali in sudamerica Uruguay, Argentina e Paraguay.
di Emanuele Mariani
Ci fu un tempo in cui ogni avvenimento della storia veniva tramandato per via orale, da ogni persona presente, di piazza in piazza, come se tutto il mondo fosse un grande paese dove le voci si rincorrevano ed apprendere ogni attimo di un evento era affidato alla singola voce popolare che lo aveva vissuto e la memoria diventava, così, collettiva e ne rafforzava la veridicità da tramandare di generazione in generazione: era appunto la narrazione storica dei fatti che oggi si legge ancora nei libri e volumi.
Poi, almeno dal 6 ottobre 1924, per l’Italia, quel parlare e colloquio popolare divenne radiofonico e allora il mezzo si fece messaggio e una voce autorevole dava corpo alle notizie ed alla realtà e non bisognava andare necessariamente ad assistere all’avvenimento, bastava ascoltare chi lo viveva in diretta e lo raccontava a tutti.
E poi, nel nostro Paese, in via ufficiale dal 3 gennaio 1954, non fu solo possibile il mero ascolto, ma, insieme a questo, anche il vedere tutti gli eventi in presa diretta a mezzo video: fu l’avvento della televisione a creare un enorme villaggio globale, dove, in particolare durante i Mondiali di calcio, ogni città, specie d’estate, si trasformava in un gigantesco stadio virtuale e, nel silenzio delle strade, dei palazzi o delle villette al mare, in collina ed in montagna, con le tv accese e le finestre aperte, l’unica voce che si sentiva e si diffondeva, in ogni luogo, era quella del celebre telecronista (per anni della Rai) che, esultando ad ogni gol dei nostri giocatori,annunciava la gioia immensa ed infinita di una vittoria calcistica.
Ecco, tutto questo, almeno quest’anno, per l’Italia del calcio non potrà avvenire: la nostra Nazionale non si è qualificata per la fase finale dei Mondiali, che si terranno per la prima volta nella storia, in tre Paesi (Canada, Stati Uniti e Messico), dall’11 giugno al 19 luglio 2026.
L’Italia è alla quarta mancata partecipazione, sul campo, alla fase finale di un Mondiale (nel 1930, non vi prese parte, ma non vi furono qualificazioni, solo inviti e la sede in Uruguay era molto lontana per quei tempi dall’Europa). La prima eliminazione alle qualificazioni fu per i Mondiali del 1958, con l’Irlanda del Nord, e, di recente, alle qualificazioni per le ultime tre edizioni mondiali del 2018, del 2022 e2026 sempre agli spareggi play-off, rispettivamente con Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina. Un’intera generazione di giovani non ha mai visto l’Italia del calcio ad una fase finale di un Mondiale. Basti pensare che non affrontiamo il Brasile, anche solo in amichevole, dal 2013! L’ultima nostra partecipazione ad un Mondiale risale all’edizione, proprio in Brasile, del 2014.
La radio e la televisione, dicevamo in apertura, hanno cambiato la sintassi ed il racconto di quello che è considerato, con le Olimpiadi, il più grande avvenimento sportivo a livello planetario, il Mondiale di calcio, appunto, che affonda le sue radici ai primi del ‘900, con la creazione della FIFA (FédérationInternationale de Football Association, ovvero la “Federazione internazionale di calcio”). La Federazione governa il calcio, il calcio a 5 e il beach soccer, ha sede a Zurigo, in Svizzera, e fu fondata a Parigi, il 21 maggio 1904, anni, nei quali il football (di origine anglosassone) iniziò a diventare sempre più popolare e fu incluso come sport dimostrativo (cioè senza medaglie in palio) ai Giochi olimpici del 1900, del 1904 e del 1906 (quest’ultima edizione non venne però mai ufficialmente riconosciuta) e venne parificato agli altri sport solo nel 1908.
Nel 1914, la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un "campionato del mondo per dilettanti" e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle Olimpiadi riconosciute dalla FIFA, nel 1920, e ad imporsi fu il Belgio padrone di casa.
Nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise all'Uruguay.
Nel 1927, il Comitato Olimpico Internazionale decise di assegnare a Los Angeles, i Giochi della X Olimpiade. Gli organizzatori decisero successivamente di escludere dalla manifestazione il torneo di calcio a causa dei contrasti che erano in atto con la FIFA riguardo alla limitazione della partecipazione ai tornei olimpici ai soli dilettanti. La FIFA infatti spingeva affinché il CIO aprisse il torneo ai professionisti vista l'enorme crescita che stava vivendo il calcio professionistico in quegli anni.
Il CIO tuttavia rifiutò ed escluse il calcio dal programma olimpico sostenendo che negli Stati Uniti era uno sport poco popolare (fu poi lì chiamato soccer). Questa fu la causa scatenante che convinse la FIFA, fin dal 1928, ad organizzare, nel 1930,un proprio torneo aperto anche ai professionisti: la Coppa del Mondo.
Fu un’idea del presidente della FIFA, l’avvocato francese Jules Rimet, che decise di istituire un torneo per squadre nazionali.
Durante il suo mandato record di 33 anni (dal 1921 al 1954), Rimet, infatti, intese la manifestazione calcistica come partecipazione e coinvolgimento per tutte le nazioni della Terra: il Campionato mondiale di calcio, grazie ai suoi sforzi, divennesuccessivamente anche disciplina olimpica.
In suo onore, l'originaria «Coppa del Mondo» è rinominata, nel 1946, «Coppa Jules Rimet», il pregevole trofeo alato dello scultore Lafleur, messo in palio dalla prima edizione del 1930 (fuRimet in persona a portarlo con sé sulla nave che accompagnò le squadre europee in Sud America) fino al Mondiale messicano del 1970, quando, fu assegnato definitivamente al Brasile, dopo aver vinto, il 21 giugno 1970, la finale con l’Italia per 4 a 1, secondo la regola, istituita sin dal 1930, dell’assegnazione definitiva dopo tre vittorie (in quella finale, la Coppa sarebbe stata comunque assegnata, avendo, al tempo, già per due volte, sia il Brasile (1958 e 1962) che l’Italia (1934 e 1938), vinto due Mondiali a testa, uniche per due edizioni di seguito). Brasile che vincerà poi nel 1994 e 2002, detentore di 5 titoli complessivi (tre Coppe Rimet e due Coppe del Mondo FIFA) e Italia che trionferà nel 1982 e 2006, per complessivi 4 titoli (due Coppe Rimet e due Coppe del Mondo FIFA).
Poco prima dei mondiali inglesi del 1966, il trofeo, intitolato a Rimet, vennerubato, per poi essere ritrovato dal cane Pickles. Nel 1983, alcuni ladri sottrasseronuovamente il trofeo a Rio de Janeiro, fondendolo: a causa di questo episodio, la Federazione calcistica del Brasile è stata costretta a realizzarne una replica.
La Coppa Rimet venne sostituita dalla Coppa del Mondo FIFA, trofeo progettato dall’artista italiano, Silvio Gazzaniga, dall’edizione del 1974, disputata in Germania Ovest ed è tuttora messa in palio ad ogni edizione.
La Federazione si occupa dell'organizzazione di tutte le manifestazioni intercontinentali degli sport calcistici, tra le quali la più importante è sicuramente il Campionato mondiale di calcio, che premia il vincitore con il trofeo della Coppa del Mondo.
Tale torneo viene disputato ogni quattro anni dal 1930, eccetto che per il 1942 e il 1946 a causa della Seconda Guerra Mondiale, e la Federazione ha il compito di scegliere il paese organizzatore che ospita la fase finale della manifestazione.
La prima competizione ebbe luogo, appunto, nel 1930 e consistette in un torneo avente solo la fase finale alla quale presero parte 13 Nazionali. La prima Coppa del Mondo fu l'unica senza qualificazioni, in quanto non raggiungendo il numero previsto di squadre partecipanti al torneo, non ve ne fu bisogno. Ogni paese affiliato alla FIFA fu invitato (come per i Mondiali successivi) e la conferma della partecipazione scadeva il 28 febbraio 1930.
La competizione si è successivamente evoluta fino a comprendere circa 200 squadre nazionali affiliate alla FIFA che si sfidano in un lungo torneo di qualificazione che si tiene nei tre anni precedenti alla fase finale, alla quale, nell’edizione che si terrà quest’anno, si sono qualificate ben 48 le squadre che daranno vita, per la prima volta nella storia del torneo, a 104 partite, in oltre un mese, tra giugno e luglio prossimi.
Alla FIFA fanno capo le sei diverse confederazioni (riconosciute ufficialmente dalla Federazione) a cui spetta l'organizzazione e la supervisione dell'attività calcistica nei vari continenti del mondo: Asian Football Confederation (AFC) – in Asia; ConfédérationAfricaine de Football (CAF) – in Africa; Confederation of North, Central American and Caribbean Association Football (CONCACAF) – in America settentrionale e America centrale; Confederación sudamericana de Fútbol(CONMEBOL) – in America meridionale; Oceania Football Confederation (OFC) – in Oceania; - Union of European Football Associations (UEFA) – in Europa.
L'organo supremo della FIFA è il Congresso, un'assemblea composta dai rappresentanti di ciascun membro associato, un voto capitario per ognuna delle federazioni affiliate. Si riunisce con cadenza annuale, oltre ad alcune sessioni straordinarie tenutesi una volta all'anno a partire dal 1998. Solo il Congresso può stabilire le modifiche da apportare allo statuto della FIFA.
Inoltre, il Congresso elegge il Presidente, il Segretario Generale e gli altri membri del Consiglio FIFA (ex Comitato Esecutivo), approva il bilancio. Il Presidente ed il Segretario Generale sono i principali funzionari della FIFA e si occupano della sua ordinaria amministrazione, portata avanti dal Segretariato Generale, assieme al suo staff di circa 280 membri.
Il Consiglio FIFA, guidato dal Presidente, è l'organo decisionale della FIFA tra un Congresso e l'altro. La federazione calcistica mondiale può contare, inoltre, su altre organizzazioni, sotto l'egida del Consiglio o create dal Congresso come comitati permanenti, tra cui la Commissione Finanze, la Commissione Disciplinare, la Commissione Arbitrale.
In totale la FIFA, riconosce 211 federazioni calcistiche, a cui sono affiliate 211 Nazionali di calcio maschili e 129 Nazionali di calcio femminili; pertanto risulta avere più membri delle Nazioni Unite, in quanto riconosce anche federazioni non appartenenti ad uno Stato sovrano, come ad esempio quelle delle quattro Home Nations britanniche.
Le Nazionali maschili vengono valutate mensilmente tramite la classifica mondiale della FIFA, mentre quelle femminili a cadenza trimestrale attraverso la classifica mondiale femminile della FIFA.
L’edizione del centenario ovvero il Mondiale 2030 si disputerà in Spagna, Portogallo e Marocco. La FIFA ha reso note le nazioni che ospiteranno il Mondiale di calcio maschile 2030: il torneo inizierà in Uruguay per il suo 100° anniversario, con due ulteriori partite inaugurali che si terranno in Argentina e Paraguay.
La candidatura di Marocco, Portogallo e Spagna per la Coppa del Mondo FIFA 2030 è stata proposta da CAF e UEFA. Analogamente, la candidatura di Uruguay, Argentina e Paraguay per la Celebrazione del Centenario è stata proposta dalla CONMEBOL. Insieme, le tre confederazioni hanno approvato la proposta complessiva di queste candidature.
La partita del centenario sarà giocata a Montevideo, in Uruguay, in concomitanza con la celebrazione e la cerimonia del centenario, in riconoscimento del ruolo dell'Uruguay come ospite e vincitore dell'edizione del 1930.
Una partita si giocherà in Argentina, in riconoscimento del ruolo dell'Argentina come finalista e seconda classificata dell'edizione del 1930.
Una partita si giocherà in Paraguay per ricordare il ruolo del Paraguay come sede della CONMEBOL, la prima e unica confederazione esistente all'epoca dell'edizione del 1930.
La FIFA ho comunicato che le date dell’edizione del centenario saranno:
Sabato-domenica 8-9 giugno 2030: cerimonia di celebrazione del centenario e prime partite dell'Uruguay a Montevideo, dell'Argentina in casa e del Paraguay in casa.
Giovedì-venerdì 13-14 giugno 2030: cerimonia di apertura e partite inaugurali della Coppa del Mondo FIFA 2030.
Sabato-domenica 15-16 giugno 2030: prime partite delle altre squadre dei gruppi di Uruguay, Argentina e Paraguay.
Venerdì-sabato 21-22 giugno 2030: Seconda partita di tutte le squadre dei gruppi di Uruguay, Argentina e Paraguay.
Domenica 21 luglio 2030: finale della Coppa del Mondo FIFA 2030
Tornando ai Mondiali in radio e tv, ed al nostro Paese, va ricordato che i diritti radiotelevisivi degli incontri della nazionale di calcio dell'Italia sono detenuti, sul territorio italiano, dall'emittente pubblica Rai che ne detiene l'esclusiva in chiaro (fino al 2028). Tra l'altro, gli incontri degli Azzurri nelle competizioni ufficiali devono essere trasmessi in diretta televisiva e in chiaro in quanto rientranti nell'elenco degli «eventi di particolare rilevanza per la società di cui deve essere assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro», redatto, nel 2012, dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Poiché negli ultimi anni la Rai e Sky Italia si sono divisi i diritti televisivi dei più importanti tornei di calcio per nazionali, gli incontri dell'Italia in questi eventi sono andati in onda anche in pay Tv su Sky Sport.
All’inizio fu la radio a dare la certezza degli avvenimenti: la prima partita di calcio della nazionale italiana, con radiocronaca, fu l'incontro Italia-Ungheria (risultato finale 4-3) disputato allo stadio Nazionale del PNF di Roma, il 25 marzo 1928 nell'ambito della Coppa Internazionale e trasmesso dall'EIAR. La radiocronaca, per poche migliaia di ascoltatori (quattro anni prima, nel 1924, erano infatti solo quattromila gli abbonati), fu affidata al giornalista de La Gazzetta dello Sport,Giuseppe Sabelli Fioretti.
Nel 1932 propose la propria candidatura, come radiocronista, un giovane giornalista palermitano, Nicolò Carosio, che superò brillantemente il provino divenendo la "voce ufficiale" in radio della nazionale maggiore.
L'EIAR gli offrì un contratto di collaborazione e, per tutta la sua carriera, Carosio lavorò sempre e solo come collaboratore esterno.
Il 1º gennaio 1933,Carosio debuttò a Bologna per la partita amichevole Italia-Germania.
Successivamente, inaugurò per l'EIAR le radiocronache del campionato del mondo 1934 che l'Italia, padrona di casa, vinse (e mio nonno portò la notizia nella propria casa della vittoria e ad amici e conoscenti, avendo visto la partita, come dicevamo in apertura; non tutti avevano, infatti, una radio o la sentivano nei locali pubblici); due anni dopo fu la voce della nazionale di calcio vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino (1936); venne confermato anche al campionato del mondo 1938 in Francia, vinto ancora dagli Azzurri.
Con l'avvento della televisione nel 1954, Carosio riveste il doppio ruolo in radio e televisive e, come radiocronista Rai negli incontri degli Azzurri, gli succede negli anni sessanta Enrico Ameri, che dopo aver narrato le imprese dell'Italia nel vittorioso Campionato d'Europa 1968 e al Mondiale messicano del 1970, gli viene affiancato come commentatore tecnico Gigi Riva al Campionato del mondo 1978 e al campionato del mondo 1982 (vinto dagli Azzurri), e Aldo Agroppi al Campionato del mondo 1990.
Ameri lascia le radiocronache nel 1991 e il suo posto, quale voce radiofonica degli Azzurri, venne preso da Sandro Ciotti mentre, dalla stagione 1992-1993, c'è il dualismo tra Ciotti e Riccardo Cucchi. Tra l'altro, i due hanno iniziato ad alternarsi nel ruolo di prima voce anche a Tutto il calcio minuto per minuto. Al Campionato del mondo 1994, Cucchi è il radiocronista dell'Italia negli incontri del girone, lasciando la cronaca a Ciotti delle gare ad eliminazione diretta, che portano la nazionale azzurra fino alla finale, persa ai calci di rigore contro il Brasile.
Di quelle radiocronache, passerà alla storia della radio in Italia l'esclamazione di Ciotti «Santo Dio era ora! Era ora!» pronunciata con enfasi dopo il pareggio di Roberto Baggio all'88' nell'incontro Italia-Nigeria degli ottavi di finale di Stati Uniti 1994. Dopo il Mondiale statunitense, Cucchi sostituì Ciotti come radiocronista Rai della nazionale.
Nel 1997, le radio private acquistano per la prima volta i diritti radiofonici di un incontro della nazionale:Vittorio Cecchi Gori, che si è assicurato i diritti televisivi per Inghilterra-Italia del 12 febbraio (in diretta su Telemontecarlo), annuncia di aver raggiunto un accordo con Radio 105 e Radio Monte Carlo per la diretta radiofonica della partita. Per la prima volta la radiocronaca di un incontro della nazionale maggiore non viene trasmessa dalla Rai e, su entrambe le emittenti, viene affidata a Enzo Foglianese (ex Rai, in quel momento in pensione) con commento tecnico di Josè Altafini. Sandro Ciotti riceve la proposta di commentare la partita, ma rifiuta.
Riccardo Cucchi è la voce radiofonica del successo dell'Italia al campionato del mondo 2006 in Germania e, nel 2007 gli venne affiancato, come seconda voce delle partite azzurre, Francesco Repice, che esordisce in questo ruolo nell'amichevole Italia-Scozia disputata allo stadio San Nicola di Bari.
Per il campionato del mondo 2010 RTL 102.5 acquisisce i diritti radiofonici per gli incontri della nazionale italiana al torneo. La radiocronaca venne affidata a Paolo Pacchioni, mentre Paolo Facchinetti presenta una trasmissione di commento alle partite dell'Italia. L'emittente acquisì anche i diritti per la radiocronaca degli incontri del campionato d'Europa 2012 e della FIFA ConfederationsCup 2013,entrambe con la partecipazione dell'Italia.
Il 4 giugno 2014, dallo Stadio Renato Curi di Perugia, Riccardo Cucchi effettua la sua ultima radiocronaca della nazionale per la Rai, in occasione dell'amichevole contro il Lussemburgo (ultimo incontro prima del campionato del mondo 2014), lasciando l'incarico di prima voce degli Azzurri a Francesco Repice,che aveva già esordito in questo ruolo il 31 maggio 2014, nell'amichevole Italia-Irlanda.
Nel campionato del mondo 2014, iniziato qualche giorno dopo, è ancora RTL 102.5 ad aver acquisito i diritti per le radiocronache della nazionale italiana nel torneo, e Paolo Pacchioni mantiene il ruolo di radiocronista degli Azzurri per l'emittente privata che, in seguito, si assicura anche la radiocronaca del campionato d'Europa 2016.
Durante gli incontri del campionato d'Europa 2020, torneo vinto dagli Azzurri dopo i tiri di rigore nella finale di Wembley dell'11 luglio 2021 contro i padroni di casa dell'Inghilterra, è Francesco Repice il radiocronista Rai dell'Italia.
Per la televisione, il 13 dicembre 1953, la Rai (azienda televisiva pubblica che già aveva incominciato nel febbraio precedente la trasmissione, sempre in via sperimentale, di alcune partite di calcio di Serie A) trasmette sperimentalmente il primo incontro in televisione della Nazionale italiana, contro la Cecoslovacchia (giocato a Genova e finito con il punteggio di 3-0, valido per la Coppa Internazionale). Il telecronista dell'incontro fu Carlo Bacarelli, affiancato da Vittorio Veltroni, ed andò in diretta solamente il secondo tempo della partita.
A tutti gli effetti però la prima partita in diretta della televisione italiana fu la gara di qualificazione per il campionato del mondo 1954 tra Italia-Egitto (giocata a Milano e terminata con il punteggio di 5-1), che si giocò il 24 gennaio 1954 e fu trasmessa dalla Rai che aveva dato avvio ufficialmente alle trasmissioni televisive il 3.
I telecronisti, che si alternano nel racconto, furono: Carlo Bacarelli, Vittorio Veltroni e Nicolò Carosio, già radiocronista degli Azzurri, sempre per il servizio pubblico radiofonico.
L'estate del 1954 è segnata dal primo campionato mondiale di calcio trasmesso in televisione e la Rai invia in Svizzera, sede del torneo, una squadra di telecronisti formata da Giuseppe Albertini, Carosio, Bacarelli e Veltroni; gli ultimi commentano in coppia le due partite della nazionale, Svizzera-Italia e Italia-Belgio.
Carosio viene sostituito nella partita tra Italia-Jugoslavia disputata a Torino il 29 maggio 1955 e valevole per la Coppa Internazionale, terminata 4-0 per gli jugoslavi, da Enrico Ameri, voce storica delle radiocronache che, in quell'occasione, effettua la prima delle due sole telecronache fatte nel corso della sua lunga carriera.
Sul finire degli anni sessanta la Rai propone un'alternanza, nelle telecronache dell'Italia, tra Carosio e Nando Martellini. Al campionato d'Europa 1968, torneo disputato in Italia e che ha gli Azzurri campioni d'Europa per la prima volta nella loro storia, Martellini commenta la semifinale di Napoli tra Italia e Unione Sovietica, vinta dai padroni di casa per il lancio di una monetina dopo lo 0-0 dell'incontro, e Carosio la finale di Roma contro la Jugoslavia, che termina anche in questo caso in parità (1-1).
La finale di ripetizione, sempre allo stadio Olimpico, nella ferrea regola dell'alternanza viene commentata da Martellini. La diretta della finale della competizione continentale, vinta con il punteggio di 2-0 dall'Italia, fa registrare 17 900 000 telespettatori, in base ai dati del "Servizio Opionioni" della Rai.
Dopo l'europeo, continua l'alternanza Carosio-Martellini alle telecronache della nazionale, compreso il campionato del mondo 1970, il primo a mostrare gli ampex (registrazioni videomagnetiche) ed i replay da dietro le porte (con riprese anche da più angolazioni, con primi piani e main camera dalle tribune e alcune soggettive dei giocatori in primo piano, che fecero conoscere a molti il grande Pelè) ed il primo dove venne avviata una prima sperimentazione del colore dalla Rai ed anche da emittenti straniere, anche se non era stato ancora deciso il formato a livello internazionale tra Pal e Secam.
La prima partita, Italia-Svezia, tocca a Carosio, la seconda Italia-Uruguay, a Martellini, la terza, contro Israele, nuovamente a Carosioe il quarto di finale contro i padroni di casa del Messico spetta a Martellini. L'alternanza salta in seguito alle voci di una clamorosa gaffe di Carosio – rivelatasi in seguito un "falso" – verso un guardalinee etiope. Così Martellini ha modo di commentare quella che viene definita la partita del secolo, ovvero la semifinale tra Italia e Germania Ovest, nonché la successiva finale tra gli Azzurri e il Brasile. La finale viene seguita da 28 200 000 telespettatori, divenendo in quel momento l'incontro di calcio più seguito nella storia televisiva.
Appurata l'inesistenza del "caso Carosio", l'alternanza con Martellini in telecronaca degli Azzurri torna continuando fino a tutto il 1971, quando il primo terminò regolarmente il suo contratto di collaborazione con la Rai, lasciando al secondo il ruolo di telecronista unico della nazionale maggiore.
Nella stagione 1976-1977 viene introdotta ufficialmente in Italia la trasmissione a colori, con un notevole miglioramento della qualità di riproduzione delle immagini degli incontri calcistici e, nel 1980, l'Eurovisione non acquista i diritti televisivi del Mundialito, che si svolge in Uruguay con la partecipazione dell'Italia: pertanto, la Rai rinuncia, per la prima volta, alla trasmissione di un incontro della nazionale. Ad acquistare i diritti del torneo ci pensa la Fininvest di Silvio Berlusconi che, tuttavia, non trasmette su Canale 5 l'evento in quanto la legge italiana impedisce la trasmissione di partite di calcio da parte di televisioni private. Una settimana prima dell'inizio del torneo si arriva ad un accordo, con l'interessamento della FIGC: la Rai trasmette gli incontri degli Azzurri e finale del torneo, mentre Canale 5 tutte le altre partite della competizione.
Durante il campionato del mondo 1982, vinto dalla nazionale italiana e in cui resta nella storia televisiva il triplice grido «campioni del mondo» da parte di Martellini al termine della finale Italia-Germania Ovest dell'11 luglio, gli incontri della nazionale vanno in onda, oltre alla Rai (alcuni su Rai 1 e altri su Rai 2), anche su Telemontecarlo, in quanto quest'ultima, pur trasmettendo in Italia, ha lo status di televisione del Principato di Monaco e quindi non è soggetta al divieto normativo vigente per le reti private. Inoltre, soprattutto nei primi anni, Telemontecarlo era visibile solo in alcune porzioni del territorio nazionale. Le gare, con telecronista Luigi Colombo, vanno in onda sullo stesso canale in differita, ad eccezione della finale in onda in diretta, e hanno la peculiarità di introdurre la telecronaca "a due voci" con Colombo in coppia con Sandro Mazzola, una formula che verrà imitata in seguito anche dalle altre televisioni italiane. Inoltre, il "Servizio Opinioni" della Rai registra ascolti record per tutti gli incontri dell'Italia al mondiale 1982 e la finale con la Germania Ovest fu seguita da 36 700 000 telespettatori divenendo la partita più seguita della storia della televisione italiana, record da allora imbattuto.
Nando Martellini resta telecronista fino al campionato del mondo 1986, quando arrivato in Messico per commentare il Campionato mondiale, un malore, ivi accusato per l'altitudine, lo costringe a tornare in Italia e a passare definitivamente il testimone a Bruno Pizzul, che peraltro ha già commentato in precedenza alcune partite degli Azzurri di Enzo Bearzot: il collaudo non ufficiale tra Italia e Nazionale B dell'Ungheria, giocatosi a Como il 1 giugno 1980 e vinto dagli azzurri per 4-1; la finale per il terzo posto del campionato d'Europa 1980, Italia-Cecoslovacchia, giocata a Napoli e vinta dai cecoslovacchi per 10-9 dopo i rigori ad oltranza; la partita Lussemburgo-Italia 0-2 dell'11 ottobre 1980, gara di esordio per le qualificazioni ai Campionati mondiali di Spagna 1982 (sostituendo all'ultimo momento Nando Martellini, influenzato); l'incontro amichevole in favore dei terremotati dell'Irpinia tra Italia e Resto dell'Europa, svoltosi a Roma il 25 febbraio 1981 e vinto dalla selezione continentale per 3-0; l'amichevole Italia-Inghilterra 2-1, giocatasi a Città del Messico il 6 giugno 1985.
Al Mondiale del 1986 (che vide le prime sperimentazioni di replay e nuovi metodi di ripresa delle partite con molte telecamere) è riproposta la doppia trasmissione Rai, in diretta, e Telemontecarlo, in differita, per le gare della nazionale, alle quali si aggiunge anche TV Koper-Capodistria, emittente televisiva pubblica regionale slovena, che trasmette anche in lingua italiana su quasi tutto il territorio nazionale, in qualità di emittente internazionale.
Il 31 marzo 1988, avviene un fatto che passerà alle cronache dello sport televisivo in Italia: la nazionale A gioca a Spalato contro la Jugoslavia un'amichevole di preparazione all'Europeo in Germania Ovest con trasmissione in diretta su Rai 1 senza la solita telecronaca a causa dello sciopero generale dei giornalisti in vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. TV Koper-Capodistria trasmette invece l'incontro con la telecronaca, con il responsabile Adriano Galliani che dopo aver annunciato la diretta senza commento, lo affida a un giovane Sandro Piccinini.
Nella fase finale del campionato d'Europa 1988 torna il binomio Rai-Telemontecarlo, con telecronache affidate sempre a Bruno Pizzul e a Luigi Colombo con Giacomo Bulgarelli.
Nel 1990, l'Italia ospita il campionato mondiale di calcio e la corsa degli Azzurri verso la finale, commentata ancora da Bruno Pizzul su Rai 1 o Rai 2 (con la sola eccezione della finale per il 3º posto, contro l'Inghilterra, commentata da Giorgio Martino poiché l'indomani Pizzul commenta la finale per il titolo tra Argentina e Germania Ovest), fa registrare ascolti record dall'Auditel per il rilevamento degli ascolti televisivi italiani. La semifinale del 3 luglio, persa ai rigori dall'Italia con l'Argentina, viene seguita da 27 500 000 telespettatori, evento ad oggi più seguito nel Paese dall'istituzione, nel 1986, del servizio Auditel.
Al Mondiale 1990, la Rai, con il pool di ripresa guidato dal regista, Giancarlo Tomassetti, gestì, con una filosofia ed una sintassi che rimarrà negli anni e sarà considerata un’eccellenza ed un modello per le televisioni di tutto il mondo, le riprese internazionali degli incontri con molte telecamere sui vari campi, anche da punti mobili ed elicotteri e sperimentò per la prima volta, via satellite, l’alta definizione, quasi ad anticipare, ai Mondiali del 2010, la prima partita in 3D e permise la visione della trasmissione, in formato 16:9, delle partite in apposite sale della storica sede Rai di via Asigo, in contemporanea, al tempo, ma sul mercato con altri sistemi di ripresa, con i giapponesi della NHK, che, per l’occasione, presero alcune stanze ed un salone dell’Hotel Hilton di Roma dove mostrarono la loro linea di ripresaHd(con annesso macchinario fotografico) alla stampa, compreso chi scrive queste note, dall’8 giugno, all’8 luglio 1990. Ciò portò ad una produzione di contenuti e di programmi, che fecero da volano per la diffusione di vendite di televisori in alta definizione, negli anni successivi.
Oggi, l’HD è realtà con Rai HD e persino con Rai 4K, nel nuovo standard di trasmissione digitale terrestre, secondo le ultime aggiornate normative tecniche, sia nell’emittenza pubblica che privata, senza considerare le linee di ripresa dedicate al Var ed alle varie moviole elettroniche.
Nasce, sempre a Roma, sulla via Flaminia, località Saxa Rubra,l’International Broadcasting Centerche, costruito tra il 1987 ed il 1992, su progetto dello studio dell'architetto Roberto Panella edinaugurato il 5 giugno 1990, proprio in occasione del Campionato mondiale di calcio1990, avendo ospitato le emittenti radiotelevisive ed i giornalisti al seguito dei Mondiali, diventala nuova cittadella dell’informazione Rai (dal dicembre 2011, denominata Centro radiotelevisivo Biagio Agnes, Centro di produzione Rai di Saxa Rubra) dove, dalle storiche via Teulada, per la tv e per la radio via del Babbuino, avvenne il trasferimento, dal 1991 al 1992,di tutte le redazioni e testate dei principali Tg e GR della Rai. All'ingresso di via Carlo Emery,è posto il celebre Cavallo alato (1987) in legno rivestito d'oro dello scultore Mario Ceroli. Occupa una superficie di 190.000 m² ed è operativo tutti i giorni 24 ore su 24. Oltre alla produzione radiofonica e televisiva, dal centro viene gestita la messa in onda dei canali generalisti e tematici. Sono presenti 8 studi digitali, 70 sale montaggio e 10 centri di grafica e tutti i servizi logistici (con bar e mensa) e di sicurezza pubblica.
Nell'autunno del 1992, si prospetta una svolta epocale: TELE+ acquisisce per 850 000 dollari l'esclusiva dei diritti televisivi per l'incontro di qualificazione al campionato del mondo 1994 tra Scozia e Italia, sia in chiaro sia a pagamento: la piattaforma (da qualche mese la prima a pagamento della storia della televisione italiana) è intenta a criptare l'incontro, trasmettendolo solo per i propri abbonati. La questione ha un clamore in tutta Italia finendo anche in interrogazioni parlamentari; il capo dei programmi sportivi della Rai, Gilberto Evangelisti, ottiene inizialmente di trasmettere l'incontro di Glasgow in differita di mezz'ora e, all'ultimo momento, si arriva ad una ulteriore mediazione che consente la diretta sia su Rai 1 che su TELE+2, che eccezionalmente sceglie di trasmettere anch'essa l'incontro in chiaro, con telecronaca di Massimo Marianella. La trasmissione su Rai 1 registra 12 500 000 telespettatori, mentre su TELE+2 vennero stimati circa 450-500 000 telespettatori: «una pagina storica per la televisione italiana» la definì Rino Tommasi, direttore della redazione sportiva di TELE+.
Dall'incontro successivo della nazionale si torna alla classica diretta Rai di tutte le gare degli Azzurri e della diretta delle partite nelle fasi finali del Mondiale e dell'europeo anche su Telemontecarlo, che nel campionato del mondo 1994 cambia telecronista: al posto di Colombo arriva un giovane Massimo Caputi e il commento tecnico resta a Giacomo Bulgarelli.
Il 1996 è l'anno del primo incontro della nazionale italiana di calcio non trasmesso dalla Rai: infatti è Mediaset ad acquisire i diritti in chiaro dell'amichevole Ungheria-Italia del 1º giugno, in preparazione al campionato d'Europa 1996, per un importo di 2 000 000 di dollari. L'incontro viene interrotto da ben 11 spot pubblicitari (di soli 7 secondi ciascuno) per ogni tempo, e la telecronaca viene affidata a Sandro Piccinini (primo telecronista di un incontro della nazionale non trasmesso in Rai) con il supporto tecnico di Aldo Serena. L'azienda privata di Berlusconi si aggiudica nello stesso anno anche i diritti di trasmissione dell'incontro del 5 ottobre tra Moldavia e Italia, valido per le qualificazioni al campionato del mondo 1998 in Francia; la telecronaca, in questo caso, venne affidata a Bruno Longhi con commento tecnico di Salvatore Bagni. Nel periodo occorso tra le due gare, come sempre la Rai mandò in onda regolarmente tutte le dirette delle partite dell'Italia e Telemontecarlo trasmise di queste gli incontri validi per il campionato d'Europa 1996.
L'anno successivo Telemontecarlo si aggiudica i diritti in esclusiva di un incontro degli Azzurri e trasmette la classica Inghilterra-Italia del 12 febbraio, valevole per le qualificazioni a Francia 1998. La telecronaca di Massimo Caputi (dal 1994 al 2000, telecronista della nazionale per Telemontecarlo) e Giacomo Bulgarelli viene seguita da 11 271 000 spettatori, con Rai 1 che trasmette l'incontro in differita, qualche minuto dopo mezzanotte (commentata da Carlo Nesti al posto di Bruno Pizzul).
Pur ritornando la Rai, dall'incontro successivo, a detenere i diritti sulle partite della nazionale, succederà altre due volte a fine millennio che Telemontecarlo si aggiudichi i diritti di una gara degli Azzurri: Caputi e Bulgarelli commenteranno in diretta esclusiva anche l'amichevole di Göteborg del 2 giugno 1998, tra Svezia e Italia, e la gara valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 2000 tra Svizzera e Italia, giocata a Losanna il 9 giugno 1999. Tra l'altro, il primo torneo del nuovo millennio, sarà anche l'ultimo in cui Telemontecarlo si affiancherà alla Rai con una propria diretta degli Azzurri nelle partecipazioni alle fasi finali di Mondiali ed Europei.
Dopo la finale del campionato d'Europa 2000 tra Italia e Francia, la Rai torna quindi ad essere esclusivista degli incontri della nazionale e, ad agosto 2002, Pizzul lascia il ruolo di telecronista azzurro dopo 16 anni; al suo posto la Rai decide una rigida alternanza, partita dopo partita, tra Gianni Cerqueti e Stefano Bizzotto, da settembre 2002 a giugno 2003. Nell'agosto del 2003,Cerqueti diventa voce ufficiale della telecronaca degli Azzurri, che commenta la nazionale per un anno interno quando, a sorpresa, la Rai cambierà completamente idea assumendo, da settembre 2004, Marco Civoli come telecronista ufficiale.
Fabio Caressa, è il telecronista attuale più longevo al commento della Nazionale italiana, che segue per Sky Italia, dal 2006.
A sei anni dalla fine del dualismo tra Rai-Telemontecarlo (quest'ultima dal 2001 si chiama LA7) per le fasi finali di mondiali ed europei, torna a verificarsi una situazione analoga in occasione del campionato del mondo 2006, seppur per cause diverse. La suddivisione dei diritti tra canali in chiaro e pay-tv causa infatti la doppia trasmissione delle gare della nazionale da parte della Rai e di Sky. Al termine di quel Mondiale, vinto proprio dall'Italia, resteranno nell'immaginario collettivo alcune frasi sia di Civoli («il cielo è azzurro, sopra Berlino!») sia di Fabio Caressa e Giuseppe Bergomi, commentatori ufficiali di Sky per gli Azzurri («Andiamo a Berlino, Beppe!»). Questo nuovo dualismo nelle telecronache azzurre sarà riproposto anche nei successivi due mondiali disputati dall'Italia (Sudafrica 2010 e Brasile 2014), nelle FIFA Confederations Cup del 2009 e 2013, ai campionati europei di Francia 2016, Europa 2020 e Germania 2024, nella semifinale e nella finale per il 3º posto della UEFA Nations League 2022-2023, mentre le gare degli azzurri nelle qualificazioni agli europei 2016, ai mondiali 2018 e agli europei 2024 e nei gironi di UEFA Nations League 2022-2023 sono in diretta esclusiva su Rai 1 e in differita da Sky. Dal 2006 a oggi Fabio Caressa e Giuseppe Bergomi rimarranno sempre i telecronisti azzurri per Sky, con la sola eccezione dell'incontro per il terzo posto della Confederations Cup 2013, Italia-Uruguay, commentata da Massimo Marianella e Daniele Adani, in quanto Caressa e Bergomi si trovano a Rio de Janeiro per commentare la finale tra Brasile e Spagna.
In Rai invece, Civoli resta telecronista fino al 2010, ma in occasione dell'amichevole contro l'Austria dell'agosto 2008 a Nizza la telecronaca torna a Gianni Cerqueti, a causa dell'assenza del primo, già impegnato con i giochi olimpici di Pechino. Nei sei anni da telecronista ufficiale, Civoli viene affiancato come commentatore tecnico nel 2006 da Sandro Mazzola (unico in Italia ad aver commentato per due volte gli Azzurri campioni del Mondo) e, successivamente, da Fabio Capello (2007), Walter Zenga (2008), Salvatore Bagni (2008-2010).
In occasione dell'amichevole di Londra persa contro la Costa d'Avorio nell'agosto 2010, vi fu il passaggio di testimone da Civoli a Bruno Gentili, ex radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto e all'epoca vicedirettore di Rai Sport. Nell'occasione Civoli effettuò la sua ultima telecronaca "azzurra", mentre Gentili si limitò al commento tecnico. Gentili rimase telecronista Rai della nazionale italiana da settembre 2010 a novembre 2012. Un nuovo passaggio di consegne avvenne nel novembre 2012 in occasione dell'amichevole di Parma persa contro la Francia: Gentili effettuò la sua ultima telecronaca azzurra avvalendosi del commento tecnico del suo successore Stefano Bizzotto. Quest'ultimo ritornò, quindi, a rivestire il ruolo di telecronista azzurro della Rai da febbraio 2013, dopo averlo già fatto in alternanza con Cerqueti, come detto, tra il 2002 e il 2003.
Da settembre 2014, la Rai affidò le telecronache degli Azzurri alla coppia formata da Alberto Rimedio e da Bizzotto, divenuto commentatore tecnico e sostituito in questo ruolo, nel luglio 2015, da Giovanni Trapattoni. A maggio 2016, Walter Zenga prese il ruolo di commentatore al posto dell'ex CT, cedendo il posto per un anno intero ad Alberto Zaccheroni, per tornare in seguito fino a settembre 2018, quando gli subentrò, come seconda voce, Antonio Di Gennaro. In occasione della finale del campionato europeo di calcio 2020, la telecronaca dell'incontro che consegnò agli Azzurri il secondo titolo europeo fu affidata a Stefano Bizzotto, coadiuvato da Katia Serra (prima voce femminile, che affianca il telecronista, nella storia delle telecronachedella nazionale maggiore maschile), a causa della positività al COVID-19 di Rimedio e alla quarantena fiduciaria di Di Gennaro. A novembre 2021, in occasione della gara Irlanda del Nord-Italia a Belfast, Di Gennaro viene sostituito da Daniele Adani, passato da poco tempo alla Rai da Sky.
La Rai definisce la squadra e il palinsesto per i Mondiali 2026. In particolare, saranno 35 le partite trasmesse in chiaro dalla rete pubblica tra l’11 giugno e il 19 luglio, tutte su Rai 1 (le altre saranno invece in esclusiva su DAZN). L’80% degli incontri è previsto in prime time, inclusi quarti di finale, semifinali e finale.
Sul fronte delle telecronache il gruppo sarà composto da Alberto Rimedio, Stefano Bizzotto, Luca De Capitani, Tiziana Alla (che sarà la prima donna adoccuparsi della telecronaca delle partite dei campionati del mondo di calcio), Dario Di Gennaro, Giuseppe Galati e Gianluigi Zamponi. I commenti tecnici saranno affidati a DanieleAdani, Andrea Stramaccioni, German Denis e Stefano Sorrentino.
Tiziana Alla, dunque, già telecronista delle partite internazionali europee e mondiali del calcio femminile, ora sarà la prima donna telecronista di incontri mondiali di calcio maschili: cade un alto tabù dai tempi della prima giornalista donna ad interessarsi di calcio, nei primi anni ’70, Rosanna Marani che è stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976, ma è anche stata la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV. Per Telenorditalia, emittente lombarda, ha condotto infatti Bar Sport, un talk show dedicato al calcio, allo sport e ai protagonisti degli anni ‘70. Inoltre, nel 1974, è stata anche la prima giornalista a seguire il Giro d'Italia.
Poi, dovettero passare anni, per avere, nel calcio, la prima donna a Tutto il calcio Minuto per Minuto, Donatella Grifoni.
Era il 29 maggio 1988 e dalle frequenze di Radio Rai, la voce di Grifoni riuscì in pochi secondi a rompere il tabù del calcio riservato esclusivamente agli uomini e commentato solamente da giornalisti (la Grifoni è andata in pensione il 13 febbraio di quest’anno). Poi, sarà Paola Ferrari adiventare la prima donna a condurre stabilmente La Domenica Sportiva dal 1996 al 1999, e sarò anche la prima donna alla guida di 90° minuto nella stagione 2003-2004, dove, invece, la prima collega ad apparire stabilmente nei collegamenti di 90º minuto era stata Donatella Scarnati, dal31 dicembre 1988, da Roma.
In passato, le co-conduttrici (per lo più annunciatrici Rai celebri, come Maria Grazia Picchetti e Rosanna Vaudetti, per le edizioni della Domenica Sportiva dal 1964 al 1969 o quelle del noto Processo del Lunedì di Aldo Biscardi degli anni ‘80) affiancavano i conduttori uomini (ricordiamo, tra tutte e tra le prime degli anni ’80-90, Maria Teresa Ruta e Simona Ventura, sempre con Sandro Ciotti, rispettivamente nelle edizioni della Domenica Sportiva, del 1986-1991 e del 1992-1994). Tra le tv private, a Telemontecarlo, ricordiamo Alba Parietti nel 1990, in Galagol e Carolina Morace, sempre a Galagol, nel 1992, prima calciatrice a condurre un programma di squadre di calcio maschili e prima donna ad allenare una squadra maschile professionistica (Viterbese, 1999). Poi, con avvento delle tv a pagamento, tante grandi professioniste tra Mediaset (Monica Vanali e Monica Bertini), Ilaria D’Amico (che esordì, nel 1997, in Rai International con La Giostra del gol,trasmissione calcistica destinata agli italiani all'estero e poi per molti anni a Sky), Diletta Leotta, Giorgia Rossi e tante altre (e chiedo scusa se dimentico qualcuna). Loro hanno aperto la strada alle tante brave colleghe che oggi lavorano nelle emittenti pubbliche e private, anche pay-tv e sui social, con successo, come Simona Rolandi, conduttrice della Nuova Domenica Sportivadal 2023, confermata per la terza edizione consecutiva (2023-2024, 2024-2025, 2025-2026).
La vera novità dovrebbe riguardare gli opinionisti. In particolare, infatti, il protagonista sarà Paulo Roberto Falcao: il grande ex centrocampista della Roma e della nazionale brasiliana dovrebbe essere infatti presenza fissa nei pre e nei post partita, insieme ad un altro grande ex centrocampista come Marco Tardelli, avversario di Falcao, tra l’altro, anche nella storica Italia-Brasile 3-2 del Mondiale 1982 (in cui fece tremare gli azzurri segnando la rete del momentaneo 2-2, prima del definitivo 3-2 di Paolo Rossi) così come Ciccio Graziani e Fulvio Collovati, altri volti tra i protagonisti negli studi pre e post partita delle gare. Inoltre, ci saranno anche l’ex tecnico di Sassuolo ed Empoli Alessio Dionisi (una novità per RaiSport), Sabino Nela, Bruno Giordano e Domenico Marocchino. Per la finale del 19 luglio è prevista una postazione studio allo stadio: conduzione affidata a Marco Mazzocchi, con Andrea Stramaccioni nel ruolo di talent.
Nei giorni scorsi, inoltre, è stato definito anche quello che sarà palinsesto degli approfondimenti, che sarà distribuito tra Rai 1 e Rai 2. Su Rai 1, dal 12 giugno al 19 luglio, finestre dedicate all’interno di “UnoMattina News” (15 minuti tra le 8:30 e le 9:30, dal lunedì al venerdì) con Giovanna Carollo, Stefano Orsini e Paolo Maggioni. Sempre su Rai 1, i pre e post partita delle gare in diretta (circa 15 minuti ciascuno) saranno condotti da Paola Ferrari, mentre in seconda serata andrà in onda “Notti Mondiali” con Simona Rolandi e Alessandro Antinelli.
Su Rai 2, “Dribbling” accompagnerà l’avvicinamento dal 1° al 12 giugno (ore 14.00), con cura e coordinamento di Fabrizio Failla e conduzione di Paolo Paganini, mentre dal 13 giugno al 19 luglio il programma diventerà “Dribbling Mondiali”. Sempre su Rai 2, nello stesso periodo, andrà in onda “Italia chiama America” (18:35), condotto da Francesca Spaziani Testa.
Gli ascolti televisivi in Italia sono monitorati dal 1959, quando la Rai ideò il "Servizio Opinioni". Questo meccanismo di rilevamento ascolti andò avanti fino al 1982, e alla fine del 1986 entrò in funzione l'attuale sistema Auditel, organismo comune con la partecipazione della Rai, della Fininvest, delle associazioni delleagenzie pubblicitarie.
Come detto in precedenza, il programma in assoluto più seguito nella storia della televisione italiana, secondo il Servizio Opinioni, è stata la finale del Campionato del mondo 1982, disputata tra l'Italia e la Germania Ovest e vinta dagli Azzurri per 3 a 1: i telespettatori furono 36,7 milioni. Dall'esistenza del sistema Auditel di rilevamento degli ascolti televisivi italiani, nella classifica dei 50 programmi più visti 49 sono incontri di calcio e, di questi, 45 sono incontri della Nazionale di calcio dell'Italia. Il programma in assoluto più seguito dal 1986, ovvero in era Auditel, è stata la semifinale del Campionato del mondo 1990, disputata tra gli Azzurri e l'Argentina e vinta ai rigori da questi ultimi, con 27,5 milioni di telespettatori.
