Ottant'anni fa, l'Italia si liberava dal nazifascismo. Oggi, il 25 aprile torna a ricordarci che la libertà non è mai scontata — è una conquista quotidiana, fragile e preziosa, che ogni generazione ha il dovere di custodire e rinnovare.
Le parole di Sandro Pertini, partigiano, presidente, uomo libero tra gli uomini liberi, risuonano oggi con una forza che il tempo non ha scalfito. Una democrazia imperfetta, litigiosa, rumorosa, vale infinitamente più di qualsiasi ordine imposto con la forza. Perché nella democrazia c'è la voce di tutti — anche di chi sbaglia, anche di chi dissente.
La Festa della Liberazione non è nostalgia. È bussola. È il punto fermo da cui misurare quanto siamo disposti a fare per difendere i valori che chi è venuto prima di noi ha pagato con la vita.