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di Camillo della Nebbia 
Si è tenuto il 21 maggio presso la sala refettorio della Camera dei Deputati Nilde Iotti la conferenza dal titolo: “Cultura della Difesa: comunicazione, geopolitica e formazione per l’interesse nazionale”, presentazione report evento che ha rappresentato il primo passo concreto del progetto illustrato lo scorso settembre presso l’Università LUISS Guido Carli.

Un’iniziativa congiunta promossa dalla LUISS – Scuola di Giornalismo, Fondazione Boscacci, Dynames e da Form&ATP, con l’obiettivo di stimolare una riflessione interdisciplinare sulla centralità della Cultura della Difesa nel contesto italiano e internazionale.

 Cultura della Difesa, orizzonte comune dell’Italia e degli italiani.

L’incontro è stato il primo passo concreto di tanti altri che ci saranno sul territorio nazionale nel prossimo futuro, con l’obiettivo fondamentale di promuovere il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e società civile per far comprendere l’importanza e il ruolo della Difesa nella tutela degli interessi e della sicurezza collettiva. Una presa di coscienza collettiva che deve necessariamente coinvolgere gli italiani non solo moralmente ma anche fisicamente, come tra l’altro previsto all’articolo 52 della Costituzione, ben richiamato dal Generale in Riserva Massimo Panizzi che nella sua introduzione ha sottolineato la parola “crociata” per la cultura della Difesa, difesa delle menti e nuova frontiera contraddistinta dalla continua contaminazione di informazione e controinformazione, dove rimane importante per l’uomo di non abbandonare il pensiero critico, il senso vero.

E’ sempre più centrale la necessità di sviluppare, nel nostro contesto di vita complesso e, definito “caotico” dal Generale C.A. Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, termine che reputo ancora più appropriato, una comunicazione strategica chiara e leggera in grado di aumentare il livello di comprensione intima e la resilienza del nostro Paese, specie nel periodo storico che stiamo vivendo caratterizzato da conflitti armati inaspettati, rapide trasformazioni geopolitiche, crisi globali e nuove minacce ibride.

Il convegno che ha avuto una ricca e qualificata partecipazione di rappresentanti del mondo accademico dell’industria della Difesa e del mondo militare è stato aperto con il video messaggio del Vice Presidente della Camera dei Deputati, On. Giorgio Mulè che ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa che certamente rappresenta un’innovazione nel panorama culturale italiano ritenuta però necessaria perché i cittadini italiani abbiamo una migliore informazione anche dell’importanza della sicurezza premessa fondamentale per assicurare l’erogazione di tutti gli altri servizi sociali necessaria ad una collettiva evoluta al centro della regione europea e della storia mondiale.

Gianni Riotta in qualità di direttore LUISS Scuola di Giornalismo e di membro del Comitato “Cultura della Difesa” ha portato i saluti istituzionali dell’ateneo e poi ha lasciato spazio al Generale Panizzi e a Vincenzo D’Anna, Co-fondatore di Dynames che hanno illustrato il report quadrimestrale con un ampio panorama di argomenti trasversali (racchiusi in 10 temi), con un approccio olistico e il premio annuale che si terrà nel mese di ottobre, che intende stimolare la partecipazione del pubblico e le idee a 360 gradi, senza avere paura di mettere alcuna barriera o confine, ma di cogliere le vere opportunità offerte dalla continua contaminazione e sottolineando l’importanza dei mediatori.

A seguire la tavola rotonda (con Maurizio Caprara editorialista e docente LUISS, Stefano Toncich, Direttore delle Risorse Umane di MBDA Italia, Elena Baralis, Prorettore del Politecnico di Torino, Gen. C.A. Stefano Mannino, Direttore del CASD e la dott.ssa Luisa Riccardi, Vice Direttore Nazionale degli Armamenti) magistralmente diretta dalla giornalista Tonia Cartolano che ha stimolato in maniera concreta e accattivante la discussione dei relatori. Molto apprezzato soprattutto la chiusura della giornalista Cartolano che ha riconosciuto la crescita, negli ultimi vent’anni, della comunicazione delle Forze Armate non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi con una maggiore trasparenza dei contenuti e soprattutto conoscenza reciproca delle persone che operano nel settore della pubblica informazione, fondamentale per diffondere la vera cultura della Difesa.

L’intervento conclusivo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito molto diretto e concreto oltre a ribadire i tre principali assi portanti della F, ovvero addestramento, tecnologia e valori ha fatto ben intendere che occorra fare ancora molto di più di quello che è stato fatto durante il periodo delle missioni “fuori area”, erroneamente definite di “pace”. Dall’approntamento occorre tornare al vero addestramento alla guerra perché è la ragione di ciascuno soldato, sebbene ci siano criticità legate alla disponibilità di poligoni nazionali; la tecnologia corre tanto e troppo più veloce dell’industria ma questo non deve impedire un vero cambio di paradigma che ci consenta di migliorare l’efficienza e il modo di crescita dell’esercito attraverso approcci nuovi arricchiti dalla forza del cambiamento che risiede soprattutto nei giovani che vogliono e devono essere ascoltati per migliorare soprattutto la mentalità vero motore del futuro sano e concreto della nostra società.

24-05-2026
Autore: Camillo della Nebbia 
Giornalista
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