di Emanuele Mariani
Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere David Sassoli nel novembre del 1995, quando, già diplomato in una Scuola di giornalismo, svolsi un breve, ma intenso periodo di formazione giornalistica presso la redazione cronaca del Tg 3 della Rai, negli studi di Saxa Rubra.
David mi fece, con gli altri colleghi, il previsto affiancamento per chi si proponeva di apprendere il mestiere del giornalista, tenuto conto del fatto che avevo 25 anni emi ero, da pochi mesi, laureato in giurisprudenza, con una tesi proprio in materia di diritto di cronaca.
E questo fatto incuriosiva David con il quale passavo vari momenti delle lunghe giornate in redazione, a parlare degli aspetti, non solo giuridici, della libertà di stampa e di informazione, intervallati da consigli su come approcciare una notizia in un notiziario televisivo: molta era la cura che metteva David nello spiegarmi e darmi le giuste indicazioni, ma si parlava di tutto. Ecco che, allora, nacque, un’amicizia, durata anche dopo il periodo in cui, finita la formazione in Rai, ripresi il mio percorso professionale nella carta stampata ed in altre attività di lavoro legate al mio titolo di studio.
Non ci siamo mai persi di vista, facilitati forse anche dal fatto che frequentavamo lo stesso quartiere romano e persino i nostri figli hanno giocato insieme in oratorio; lo stesso David aveva fatto parte dell’associazionismo cattolico fin da giovane.
Ho avuto modo di conoscere, in sostanza, non solo l’uomo, il giornalista e poi il brillante politico divenuto Presidente del Parlamento europeo, ma una persona di grandissima umanità e disponibilità con gli altri, capace di donare il suo sapere nella professione, sempre tendendo al miglioramento nel racconto dei vari argomenti di cronaca.
Sassoli ha lasciato dentro di me un profondo senso di rispetto ed attenzione per le giuste motivazioni nel seguire le proprie inclinazioni e vocazioni; la sua lezione, che si ritrova nei discorsi parlamentari recentemente pubblicati, è stata quella di guardare, anche in Europa, al bene comune, al di là delle differenze.
Per me, Sassoli è stato certamente un maestro di giornalismo e di vita; la mia giovane età, al tempo della formazione, venne attraversata da momenti non sempre facili, ma i suoi insegnamenti sono stati decisivi nel superarli e di ciò ne ho tratto anche oggi, da uomo adulto, il più valido dei ricordie gliene rendo merito e gratitudine.
Al di là delle celebrazioni, delle numerose intitolazioni di luoghi evocativi che ne rammentano lavasta attività, di David Sassoli mi piace ricordare il suo sorriso e gentilezza che ci mancano, come testimonianza di amore per il prossimo e non certo debolezza, in un mondo dove spesso dominano aspetti esattamente contrari e senza pace e rispetto per l’umanità. Te ne sei andato troppo presto David, continua ad illuminarci con buoni consigli, come sapevi fare con giudizio e gli auguri di buon compleanno ti giungano fin lassù.
Emanuele Mariani
