Bo Guerreschi

Il mostro COVID, oltre lasciare cadaveri nel corso del tempo, sta lasciando scheletri rinchiusi in gabbie di soprusi, di violenza senza alcuna possibilità di uscirne o di chiedere aiuto. Donne e uomini, vittime di violenza domestica, di violenza psicologica, di violenza economica rinchiusi con i propri aguzzini liberi di agire indisturbati.

La violenza domestica racchiude tanti aspetti che durante il lockdown si traducono in una realtà vista come un quadro di Picasso al tempo del cubismo. Un periodo volto a risolvere e superare il problema dello spazio senza ricorso all'illusione prospettica, caratterizzato dalla scomposizione delle forme e dall'accentuazione delle “forme geometriche” come rappresentazione di fatti e realtà della vita quotidiana.
Il cubismo all’occhio dell’osservatore, si pone come mazzi di immagini che, mischiati, non porteranno mai alla salvaguardia della verità e del significato dei suoi effetti. Analizzando lo sviluppo intrinseco del significato del periodo cubista, troveremo l’esatta visione del problema e la difficoltà di comprensione in senso realistico ed oggettivo che la storia ha insegnato per giungere alle modifiche di visione dei reati contro la persona e del significato dell’espressione di “violenza di genere”, che determina tutte quelle forme di violenza da quella psicologica, fisica a quella sessuale che riguardano un vasto numero di persone discriminate dal sesso. Ancora oggi e troppo spesso, “violenza di genere” viene considerata come sinonimo di violenza sulle donne, perché la maggior parte di queste violazioni riguardano la popolazione femminile. Nel passato, sono state applicate leggi, che, analizzate nel reale significato, potevano considerarsi contrarie all’articolo 3 della Costituzione Italiana, in quanto al citato art. 3 si afferma: “ […] senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali..”.


Confusione di comprensione analitica sociale nell’identificazione di quello che solo oggi, e non ancora completamente applicato, è la visione effettiva ed oggettiva di applicazione delle normative in vigore.
Partendo dalla fase protocubista, che si dedica ad una elaborazione su uno sfondo convenzionale e non definito si arrivera’ al movimento successivo, detto analitico, dove si inizia l’elaborazione di dettagli fitti e schematici, arrivando ai molteplici aspetti e analisi ed al terzo momento, detto sintetico, che consiste in un’ intuitiva dell’oggetto espresso in sintesi. Seguendo questi schemi, se pur artistico, notiamo che la violenza di genere ha attraversato tutti i periodi, tutte le difficoltà di comprensione e tutte le identificazioni delle sfaccettature delle normative applicate fino ad arrivare al “codice rosso” e le problematiche attuative. Le carte mischiate non sono ancora chiare al mazziere.
I tre momenti del periodo della corrente artistica, se analizzate nel reale significato identificativo delle normative in vigore prima, fino ad arrivare ad oggi, si potrà comprendere l’evoluzione della mancanza di considerazione di elementi, fattori e fatti, raggiunta con l’avanguardia della mente sociale, arrivando alla comprensione e alla modifica. La mancanza di comprensione culturale rispetto l’analoga comprensione sociale, ha portato a non leggere la reale applicazione innovativa che in Italia abbiamo sempre avuto presente nella Costituzione Italiana.  
Con il Covid, non servono tutte le leggi del mondo per salvare le vittime di violenza, perché la fase della richiesta di aiuto, se normalmente è difficile per un insieme di elementi, compresi il timore e la paura della vittima, o la sindrome di Stoccolma di cui troppe vittime ne sono “affette”, si aggiunge l’impossibilità di poterlo fare che unita ancora oggi, al disinteresse sociale per tali situazioni, porta e porterà un livello di vittime esponenziale e senza controllo.


Non dimentichiamo che una causa della violenza è la “violenza economica” vista in vari aspetti, l’aspetto piu’ grave è l’effetto e la gravità che porta il proprio partner o convivente ad una reazione a causa della perdita di dignità, perdita reddituale, perdita del lavoro aumentando l’aggressività verso le persone piu’ vicine al soggetto arrivando anche all’omicidio/ suicidio o all’omicidio della persona a cui si tiene di piu’. La legge denominata “codice rosso” comporta una serie di lacune di applicabilità da parte dell’Autorità Giudiziaria che sono i tempi. Il numero esponenziale di denunce accumulate sui tavoli delle Procure, non permette di rispettare i termini e la velocità richiesti ed enunciati dalla legge, com’è enunciato per la legge del “femminicidio” e questa difficoltà fa si che l’85% delle denunce vengano archiviate senza alcuna indagine. Molte denunce dove il reato non è pronto alla comprensione come un omicidio, sangue o cadavere, rimane fermo ad attendere senza mai ascoltare la vittima, molte delle quali rimangono vittime dalla mano del proprio predatore o aguzzino. Il reato non veniva compreso, la violenza psicologica non capita, non vista e non visibile per essere considerata “seria e degna di giustizia”. Nella legge 69/19 detta “codice rosso”, parlano di allontanamento del predatore e di controllo attraverso mezzi elettronici. In Italia i “mezzi elettronici” esistono ma non esistono. Negli anni e passaggi di Governi hanno portato solo ed esclusivamente ad uno sborso di oltre 200 milioni Euro per acquisto di “braccialetti elettronici” di cui non si conosce assolutamente l’esistenza e/o eventualmente, se fossero mai arrivati, dove siano finiti. Allontanamento, divieto di avvicinamento e altri “palliativi” di misure cautelari, non servono a chi vuole uccidere. Chi vuole uccidere, chi vuole colpire, colpisce ed uccide ! La stessa situazione si è creata con la situazione economica attuale e precedente.


Era ovvio che, un’economia come prima del Covid, non avrebbe mai retto neanche al tracollo che inevitabilmente sarebbe arrivato, anche senza “mostro”. Il Covid ha aperto il vaso di pandora e fatto tracollare l’economia fallimentare con cui tentavano di vivere. Illusione di cambiamenti che non avrebbero mai potuto resistere, perché senza fondamenta e senza ragione e qui riscontriamo che l’insieme di elementi, non comprensibilmente visibili tra loro richiamano la “Guerra di Guernica” di Picasso con la stessa diretta conseguenza, ponendoci una domanda. Il covid sta radendo al suolo la società con un bombardamento nascosto di attacchi come se fosse un bombardamento terroristico, ma siamo sicuri che non lo sia?
Parlare di violenza e di economia può essere vista come l’unione dell’insieme di un elemento che ancora oggi ha difficoltà di essere compreso e soprattutto, classificato come “la causa o concausa” diretta degli effetti che colpiscono le vittime. L’operazione di misura modifica la condizione stessa di cio’ che sta osservando, il regno dell’incertezza e questo nella violenza risulta molto difficile da classificare, in quanto si è abituati ad eventi deterministici e visibili alla vista, creando una violazione del Trattato di Istanbul, delle leggi nazionali ed internazionali, mentre l’economia studiata come effetti logici e determinati, non ha cause presunte o possibili, ma solo certezze che la situazione attuale porterà alla crisi peggiore del 1929 o del dopo guerra.


Fiumi di milioni e di capitali senza la valutazione della situazione concreta, il crollo fallimentare della piccola e media impresa che avrà comunque un effetto domino e devastante a livello sociale e delle vittime sequestrate causa covid. In questi giorni, alcune vittime attraverso amici, sono riuscite a dare l’allarme ma la percentuale di richieste di aiuto sono poche rispetto alla realtà. Bambini che usando la rete, aumentano le possibilità di cadere in tele di predatori sessuali e pedofili senza controllo. Basta che il minore invii una foto o che diventi vittima di qualche pervertito per non poter piu’ scappare da ricatti, minacce molto sottili che non spaventano inizialmente, ma che porteranno un danno del minore e ad una trappola possibile.
Mentre le violenze, i fantasmi schiavi all’interno dell’habitat non possono dire, comunicare o chiedere di poter vivere, cercando sempre di credere in una giustizia fantasma, con gli effetti di questa economia, gli effetti e le richieste di aiuto sono visibili, sono quotidiane, sono tangibili, ma senza ascolto.
Parlano di fondi, di milioni stanziati senza realizzare che gli effetti, senza una classificazione a 360° con tutte le incognite e possibili conseguenze dirette, creano e stanno creando ad effetto situazioni che, per le troppe segnalazioni da banche aguzzine, da finanziarie e persecutorie, da bollette e altro che il Governo non ha saputo bloccare, non ha saputo garantire, le persone non potranno ripartire in quanto, oltre essere colme di debiti, non potranno neanche rientrare nel mondo del credito, in quanto segnalate e ghettizzate.

24-04-2020
Autore: Bo Guerreschi Ph.D
International Economist
Presidente bon't worry ONLUS
meridianoitalia.tv

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