di Laura Serra
Il manifesto di Russell- Einstein compie settant'anni ed oggi come allora le considerazioni fatte e le posizioni prese dal mondo scientifico, si dimostrano di grande attualità e utilità
Il manifesto di Russell Einstein è una dichiarazione presentata il 9 luglio del 1955 A Londra in occasione di una campagna per il disarmo nucleare, tale dichiarazione è stata promossa e firmata da 11 tra gli scienziati ed intellettuali dell'epoca preoccupati su quanto i rischi del nucleare potessero incidere direttamente nell'esistenza umana e più in generale sul pianeta. Einstein lo firmerà tra i primi, l’11 aprile e non potrà essere presente alla sua prima lettura ufficiale perché morirà il 18 aprile .
La bomba sganciata su Hiroshima aveva scosso le sensibili coscienze degli intellettuali e degli scienziati dell'epoca e loro attraverso questo Manifesto cercavano di evidenziare i potenziali disastri che si sarebbero potuti verificare se non ci fosse stato un disarmo generalizzato.
Questi due anziani uomini di scienza sì dimostrarono degli attivi pacifisti , si rendevano conto dell'alto rischio che comporta una guerra nucleare totale e della distruzione che avrebbe portato prima all'umanità e poi l'intera civiltà umana. Il fattore particolare che aveva sollecitato le loro coscienze a agire in modo così significativo all'interno della comunità scientifica per attivare una presa di posizione comune, era la crescita incontrollata e praticamente illimitata degli arsenali, il dispiego a largo raggio delle armi È la logica della rappresaglia massiccia che in quegli anni entra a far parte della dottrina militare di ogni Stato . In quest’ottica la guerra nucleare, quindi, diventa una tragica possibilità. Questa dichiarazione pubblica diventerà famosa ed influente aiuterà a rendere la guerra nucleare un tabù , uno strumento che può essere brandito , ma mai veramente utilizzato.
Risultati del manifesto si videro subito; ispirarono politici tra quali Gorbaciov e fece nascere le PUGWASH conferences che nel 1995 hanno ottenuto il premio Nobel per la pace.
Anche oggi rileggendo questo Manifesto lo troviamo molto attuale