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di Gianni Lattanzio

Roma nel cuore dell’estate 2025 si trasforma nel crocevia dell’umanità giovane, accogliendo il Giubileo dei Giovani: un evento di fede, speranza e protagonismo civile destinato a lasciare un solco profondo nella storia della Chiesa e della città. Dal 28 luglio al 3 agosto, oltre un milione di ragazze e ragazzi provenienti da 146 Paesi raggiungono la Città Eterna, sospinti dal desiderio di essere costruttori di pace e “sentinelle del mattino”. Sotto lo sguardo di Papa Leone XIV e grazie al lavoro instancabile di diocesi, istituzioni e volontari,

Roma apre le sue porte con generosità inedita: 370 parrocchie, 400 scuole, strutture sportive, centri di accoglienza, oltre a migliaia di famiglie disposte a condividere la propria casa e la propria tavola, diventano dimora degli ospiti di questo immenso pellegrinaggio. Alla Fiera di Roma, 25.000 giovani vivono giorni densi di attività, fraternità e servizio, con assistenza sanitaria continua e uno sforzo organizzativo che coinvolge Prefettura, Protezione Civile, parrocchie e associazioni in una rete solidale mai vista.

Si respira l’atmosfera del vangelo vissuto: “Chi accoglie uno solo di questi piccoli nel mio nome accoglie me”, echeggia il monito di Gesù (Mt 18,5), mentre la città è attraversata da sorrisi, incontri e nuove amicizie che abbattono barriere linguistiche, culturali e sociali. Il cammino proposto ai giovani è pensato come crescendo di fede, entusiasmo e servizio, scandito da celebrazioni eucaristiche in una Piazza San Pietro vestita a festa, itinerari spirituali nei luoghi storici del cristianesimo romano, eventi artistici, laboratori e workshop su temi cruciali come il cambiamento climatico, la dignità dei migranti, i rischi e le opportunità della tecnologia. La carità si fa concreta nelle “Giornate del Servizio” e nell’impegno diretto verso chi è più vulnerabile, come insegnano le Beatitudini: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7), e ancora “Date voi stessi da mangiare” (Lc 9,13). Ogni gesto, ogni ascolto, ogni abbraccio muta la città e la Chiesa, mostrando che la speranza è contagiosa.

L’intreccio di esperienze raggiunge il suo culmine durante la grande veglia del 2 agosto, quando Tor Vergata—già teatro del memorabile raduno giubilare del 2000—torna a illuminarsi sotto milioni di luci, canti e preghiere senza sosta. Qui Papa Leone XIV invita i giovani a essere testimoni credibili del Risorto nel cuore di una società che spesso ha paura del futuro, richiamandoli all’audacia evangelica: “Non abbiate paura di essere sentinelle del mattino”, risuona il grande appello di San Giovanni Paolo II raccolto dalle nuove generazioni. La notte viene spezzata dalla luce della fede e dal desiderio di scegliere l’amore, la giustizia, la pace. Al sorgere del sole, la messa conclusiva raccoglie le lacrime e le gioie di un popolo in cammino, affamato di vita e di Promessa. L’intervento di Mons. Fisichella entra nel cuore del messaggio: siamo spesso tentati di giudicare i giovani, di dispensare consigli, ma questo evento si trasforma nell’occasione di lasciarli finalmente parlare, per imparare a vedere con i loro occhi il futuro. I mezzi e i metodi cambiano, – ricorda – oggi anche le nuove tecnologie sono strumento di evangelizzazione e amicizia; la sostanza rimane l’evangelizzatore, che si reinventa, si interroga, accetta la sfida della contemporaneità.

Sul filo rosso del motto “Pellegrini di speranza”, la settimana diventa spazio profetico in cui le parole di san Paolo risuonano: “Rallegratevi nel Signore, sì, rallegratevi!” (Fil 4,4). La Porta Santa attraversata è simbolo tangibile di un nuovo inizio, monito a diventare costruttori di pace e consolatori degli ultimi, testimoniando che “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). A ogni angolo risuonano domande e sogni, sfide e desideri: la voce dei giovani diventa profezia per una Chiesa più semplice, accogliente, libera da paure e slanciata verso le periferie. Numeri impressionanti accompagnano l’eco di questa chiamata: oltre un milione di partecipanti, una rete di diocesi e strutture che assicurano ospitalità, sicurezza, ascolto.

L’intero evento è attraversato dalla tensione creativa tra memoria e futuro, tra la grande eredità spirituale di Tor Vergata 2000 e la freschezza degli adolescenti e giovani adulti di oggi, disposti a “prendere il largo” (“Duc in altum” Lc 5,4). Ne nasce una nuova generazione di “sentinelle”, amate da Isaia e rilanciate da Giovanni Paolo II, giovani capaci di scorgere l’alba e di annunciare la gioia del Vangelo in ogni tempo, in ogni angolo del mondo: “La notte è avanzata, il giorno è ormai vicino” (Rm 13,12). In questa festa di popoli dove tutto diventa preghiera e canto, i giovani si assumono la responsabilità di annunciare che l’alba è già qui, che la pace si costruisce insieme e che il Signore cammina accanto a ciascuno: “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3,15) e “Fino ai confini della terra, la vostra speranza illumini il mondo” (Atti 1,8). Il Giubileo dei Giovani 2025 lascia in eredità la certezza che ogni alba nasce dal coraggio di pochi che accettano di vegliare, di credere, e di sperare “contro ogni speranza”.

01-08-2025
Autore: Gianni Lattanzio
Direttore di Meridianoitalia.tv
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