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di Emanuele Mariani

       Oggi, la Chiesa eleva ai massimi onori degli altari due giovani vissuti in tempi e luoghi diversi, Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – Torino, 4 luglio 1925) e Carlo Acutis (Londra, 3 maggio 1991 – Monza, 12 ottobre 2006), ma accomunati dall’amore per Dio Trinità, Gesù ed il prossimo e per questo la gente li sente vicini, santi della porta accanto.

       Il primo, torinese, aveva 24 anni quando morì, mentre il secondo, nato a Londra, ma vissuto a Milano, di anni ne aveva compiuti appena 15, quando ci lasciò.

       Due giovani vissuti un tempo breve, ma speso al servizio di Dio Trinità, e degli altri: come diceva un altro grande santo, Giovanni Paolo II, hanno fatto delle loro esistenze, un “capolavoro”.

       Frassati, vissuto ai primi del ‘900, non aveva i nuovi media di oggi a disposizione eppure, figlio primogenito di Alfredo, giurista e direttore del quotidiano La Stampa, di cui la famiglia fu proprietaria, ha intercettato perfettamente i bisogni della società del suo tempo.

L’aiuto ai bisognosi nasce da questa visione della realtà torinese dei primi del ‘900.

Fin da ragazzo, infatti, i pochi soldi che riceveva dai genitori, li donava ai poveri e ai bisognosi che incontrava: durante la Prima guerra mondiale, inviava alle famiglie dei soldati, i suoi piccoli risparmi.

Senza mai rinunciare alle sue passioni, tipiche di molti giovani del tempo, come le scalate in montagna.

       Frassati coinvolse, nelle sue attività, anche molti amici dell’epoca fondando goliardiche compagnie, basate sulla preghiera.

       Studente (morì a soli due esami dalla laurea in ingegneria meccanica, specializzazione in mineraria, ma fu insignito della laurea ad honorem nel 2001), terziario domenicano, membro della Fuci e di Azione Cattolica, venne proclamato Beato, il 20 maggio 1990, da san Giovanni Paolo II.

       E’ considerato uno dei santi sociali torinesi, patrono delle Confraternite, dei giovani di Azione Cattolica e, nello Stato della Città del Vaticano, è patrono del Gruppo Allievi dell’Associazione Santi Pietro e Paolo, già Guardia Palatina di Onore di Sua Santità.

       In merito a quest’ultima, aggiungo una mia nota e ricordo personale che ho descritto nel mio libro dedicato anche ai Giubilei del ‘900: mio nonno materno, sarto pontificio e guardia palatina, ebbe l’onore di confezionare, proprio in un anno giubilare (1950) e nel Centenario della fondazione della Guardia Palatina, circa 100 divise di un suo modello proprio per il Gruppo Ragazzi (Allievi Guardie) che è poi divenuta la divisa ufficiale.   

Ho un altro ricordo personale legato alla figura di Frassati e che attiene alla mia attività di cronista.

Il 12 dicembre 1991, un giovedì, al Teatro dell’Opera di Roma, le agenzie e rivista di spettacoli, per i quali all’epoca collaboravo, mi inviarono a fare il servizio sulla prima del film (l’unico ad oggi realizzato) sul giovane torinese, oggi divenuto santo, girato dal regista Leandro Castellani, proprio nel 1991, dal titolo "Se non avessi l’amore".

Film che vide un personale coinvolgimento emotivo dello stesso Castellani, proprio per la splendida figura di questo apostolo della carità.

All’epoca, l’uscita fu un evento straordinario.

Prodotto dalla Rai, il film fu presentato alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga che riuscii ad ascoltare, per riportare le sue parole, non senza difficoltà, in quanto mi dovetti sporgere in avanti rispetto al gruppo dei numerosissimi colleghi che attorniavano il Capo dello Stato (ai tempi, non vi erano microfoni allungabili o cellulari, come oggi), per sentire le sue dichiarazioni, di fianco ad un Piero Chiambretti che lo seguiva, in ogni dove, per la trasmissione Cartolina di Andrea Barbato, quando faceva il portalettere (solo il 29 febbraio 1992, riuscì però ad incontrare Cossiga a Roma, nei pressi della Casina Valdier).

Cossiga non mancò di sottolineare l’attualità del messaggio del giovane santo: "La sua figura – disse il Capo dello Stato – può essere di grande insegnamento dal punto di vista religioso e civile".

Tanti gli ospiti che furono presenti a quella anteprima: numerosi ministri (Rognoni, Misasi, Bodrato, Russo Jervolino), onorevoli tra cui Gianni Rivera e Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica, personaggi del mondo dello spettacolo e della moda, come le sorelle Fontana, Lancetti, Fendi, e gli allora vertici della Rai, il direttore generale, Gianni Pasquarelli, il direttore di RaiUno, Carlo Fuscagni, mentre per la Chiesa presenziò il superiore generale dei salesiani, don Egidio Viganò.

Il film per la televisione venne poi trasmesso il 24 dicembre 1991, su RaiUno.

Sia la sceneggiatura che la regia furono di Leandro Castellani, mentre il cast comprendeva attori di chiara fama come: Antonio Sabàto, nelle vesti di Pier Giorgio Frassati, Ottavia PiccoloGiacomo PipernoDelia BoccardoFranco InterlenghiLeopoldo Trieste e Carlo Simoni.

        Non sarebbe male se la stessa Rai, in occasione della proclamazione a santo di Pier Giorgio Frassati, rimandasse in onda il film e ne proponesse la visione in Vaticano a Papa Leone XIV, come fece alla sua uscita nel 1991. Magari invitando lo stesso regista Castellani e gli altri protagonisti di un film che parla alle nostre coscienze. Sarebbe un doveroso omaggio a Frassati e ad un maestro della tv come Castellani.

       Carlo Acutis, invece, i nuovi media li aveva a disposizione. Non a caso è definito santo dei millennials e influencer di Dio.

Anche se ha vissuto 10 anni meno di Frassati, è riuscito, nel breve, a fare di quei mezzi (internet e l’informatica) strumenti per amare Dio Trinità, Gesù ed il prossimo.

Ricevette il battesimo, il 18 maggio 1991, nella chiesa di Nostra Signora dei Dolori (Church of Our Lady of Dolours) a Chelsea (Londra).  

Fece la prima comunione ad appena sette anni perché ritenuto già maturo.

Frequentava regolarmente le attività della parrocchia presso la chiesa di Santa Maria Segreta, dove il 24 maggio 2003, si accostò al Sacramento della Cresima.

Frequentò le scuole elementari e medie presso le suore Marcelline ed il liceo classico presso l'Istituto gesuita Leone XIII a Milano, dove intanto la famiglia si era trasferita a causa della professione paterna.

I suoi genitori, sposati dal 27 gennaio 1990 (anno della beatificazione di Frassati), sono la romana Antonia Salzano, scrittrice e figlia di un editore, e Andrea Acutis, torinese (come Frassati), che dalla Lazard Brothers & C. Ltd., londinese, tornò in Italia, a dirigere la Vittoria Assicurazioni, fondata dal padre, di cui Carlo porta il nome.

La sua devozione era rivolta in particolare all'Eucaristia ed alla Madonna; partecipava quotidianamente alla messa e recitava ogni giorno il rosario. I suoi modelli: san Francisco e santa Jacinta Marto, san Domenico Savio, san Luigi Gonzaga e san Tarcisio.

Oltre ad avere gli interessi tipici di un adolescente di quegli anni, cercava di aiutare chiunque avesse bisogno.

Tra le sue grandi passioni, vi era l'informatica, della quale si serviva per divulgare e testimoniare la fede attraverso la realizzazione di siti web (tra i quali, uno che catalogava i miracoli eucaristici), con la collaborazione dell'Istituto San Clemente I Papa.

 Dopo la sua morte, tale sito è diventato una mostra itinerante che ha fatto tappa in tutti i cinque continenti, ed è stata installata in quasi 10.000 parrocchie solo negli Stati Uniti d'America; nel resto del mondo, in alcuni tra i più noti Santuari mariani, come Fátima, Lourdes e Guadalupe.

Insomma, non serve molto per essere e diventare santi, ci dicono Pier Giorgio e Carlo. E lo dicono, in particolare, ai giovani come loro, alle ragazze ed ai ragazzi di tutte le generazioni, presenti e future, certamente, ma non solo a quelli dell’ultimo Giubileo dei Giovani che hanno riempito la spianata di Tor Vergata, a Roma, lo scorso 2 e 3 agosto.

Santi lo possiamo diventare tutti, se solo credessimo di più nell’amore di chi ci guarda dal cielo, nell’amore tra di noi e per gli altri, credenti di tutte le fedi e non credenti. Ed allora, anche le divisioni e le lotte tra i popoli, e chi li guida, finirebbero.

                                                           Emanuele Mariani

09-09-2025
Autore: Emanuele Mariani
saggista e scrittore
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