– IL REGISTA, MAESTRO DEL VARIETA’, CON LE SUE MILLELUCI DI SPETTACOLI – OMAGGIO ANCHE ALLE GEMELLE KESLERR, CHE DI RECENTE CI HANNO DI LASCIATO, E CHE FALQUI, PER PRIMO, FECE ESORDIRE NELLA TV ITALIANA
di Emanuele Mariani
Se pensi al varietà in televisione ed ai programmi leggeri che hanno fatto la storia della Rai con i suoi grandi ospiti ed artisti, in particolare agli albori della tv, allora non puoi che associare il tuo pensiero al primo ed innovativo dei registi, Antonello Falqui, maestro del varietà, di cui in questi giorni si è celebrato il centenario della nascita.
Proprio per questa ricorrenza, si è tenuta una serata-evento, presentata dall’attore, registra teatrale ed anchorman Bruno Maccallini, coadiuvato dall’intramontabile Rita Pavone e dal celebre trasformista Arturo Brachetti, svoltasi il 17 novembre scorso, al Teatro Ghione di Roma, con i filmati di Rai Teche e la partecipazione di molti dei grandi personaggi ed ospiti che hanno lavorato con lui, anche per merito dell’Associazione Antonello Falqui, che si prefigge di tutelare e divulgare la memoria dell’autore e regista, attraverso l’organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative solidaristiche e di utilità sociale. L’Associazione è presieduta dalla seconda moglie del regista, Jimmy Falqui, di cui fanno parte anche i figli Luca e Matteo Falqui, avuti dal primo matrimonio con Simonetta Ricci.
Parlare della sua carriera è, infatti, come raccontare la storia del nostro Paese, in quanto la televisione è stata ed è tuttora lo specchio dell’Italia.
Falqui era nato, a Roma, il 6 novembre 1925 ed era figlio del critico e scrittore Enrico Falqui.
Si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza, che lascia prima della laurea, attratto dal cinema.
Dal 1947 al 1949, infatti, frequentó il corso di regia del Centro Sperimentale di cinematografia.
Nel 1950, fu aiuto regista di Curzio Malaparte durante la lavorazione del film Il Cristo proibito, ruolo che ricopre anche in altre pellicole. Non a caso, questi studi ed apprendistati cinematografici, gli saranno poi utili per le grandi intuizioni sulla regia televisiva, come le celebri riprese in campo lungo, con lo spazio scenico che appare “vuoto” su scenografie essenziali, dove si muovono protagonisti che appaiono dapprima lontani e poi sempre più ravvicinati, ripresi da varie angolazioni, tutte tecniche mutuate appunto dal cinema e portate nei varietà televisivi in prima serata.
Nel 1952, approda alla Rai, lavorando nella sede di Milano. Le trasmissioni televisive sono ancora in fase sperimentale e saranno inaugurate il 3 gennaio 1954. Le sue prime regie furono quelle di alcuni documentari. Tra i primi programmi, si ricordano Arrivi e partenze (1953-1954), Ottovolante, con Flora Lillo, Galeazzo Benti ed Enrico Luzi (1954-1955), Confidenze musicali di Teddy Reno, con Teddy Reno – 12 puntate (1957), La regina ed io, con Franca Valeri e Nilla Pizzi – 4 puntate (1957), Marina piccola, con Teddy Reno – 12 puntate (1958).
Raggiunse la celebrità presso il grande pubblico, che di sera si riuniva nei locali pubblici o nelle poche abitazioni in cui era presente un apparecchio televisivo, come, ad esempio, in via Cicerone, a Roma, dove abitavano i miei nonni, tra i primi abbonati alla tv della Capitale ed anche i parenti di Antonello Falqui, che la mia famiglia ebbe quindi modo di conoscere, con Il Musichiere programma condotto da Mario Riva, in onda dal 1957 al 1960.
Diresse quattro edizioni di Canzonissima (1958, 1959, 1968, 1969), altrettante di Studio Uno (1961, 1962-1963, 1965 e 1966), tre di Teatro 10 (1964, 1971 e 1972) e l'unica di Milleluci (1974), avvalendosi della collaborazione di Guido Sacerdote, con autore, assieme a Falqui, il commediografo Roberto Lerici, grande amico personale del regista televisivo romano.
Di queste, grandi protagoniste furono immense cantanti e show girl, come Mina e Raffaella Carrà, musicisti e presentatori come Lelio Luttazzi e Walter Chiari, magistrali direttori di orchestra, come Gorni Kramer, Bruno Canfora e Gianni Ferrio, grandi coreografi e ballerini come Don Lurio, Gino Landi (poi divenuto celebre anche come regista), Franco Miseria, costumisti straordinari, come Folco Lazzeroni Brunelleschi (noto anche come Folco) e Corrado Colabucci, eccelsi direttori della fotografia, come Corrado Bartoloni, magici iconici scenografi come Carlo Cesarini da Senigallia e successivamente, in altri programmi più recenti diretti sempre da Falqui, Gaetano Castelli.
Altri storici programmi, di cui curò la regia, furono: Speciale per noi, con Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Bice Valori e Ave Ninchi – 8 puntate (1971), Sai che ti dico?, con Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Iva Zanicchi e Minnie Minoprio – 7 puntate (1972), L'appuntamento, con Ornella Vanoni e Walter Chiari – 4 puntate (1973), Dove sta Zazà, con Gabriella Ferri, Pippo Franco Oreste Lionello Enrico Montesano e Pino Caruso – 4 puntate (1973), Fatti e fattacci, con Gigi Proietti e Ornella Vanoni – 4 puntate (1975), Mazzabubù, con Gabriella Ferri, Pippo Franco, Enrico Montesano, Oreste Lionello e Gianfranco D'Angelo – 4 puntate (1975), Bambole, non c'è una lira, con Isabella Biagini, Loredana Bertè, Christian De Sica, Pippo Franco, Leopoldo Mastelloni, Tino Scotti e Gianni Agus – 6 puntate (1977), Il ribaltone, con Pippo Franco, Loretta Goggi e Daniela Goggi – 5 puntate (1978), Due come noi, con Ornella Vanoni e Pino Caruso – 4 puntate (1979), Studio '80, con Christian De Sica, Leopoldo Mastelloni e Nadia Cassini – 7 puntate (1980), Giochiamo al varieté, speciali sull'avanspettacolo di Roma, Milano, Napoli e Palermo – 4 puntate (1980). Palcoscenico, con Milva e Oreste Lionello – 4 puntate (1981), Attore amore mio, con Gigi Proietti e i ragazzi del Laboratorio – 4 puntate (1982), Come Alice, con Claudia Vegliante e Carlo Verdone. Ospiti delle puntate: Rita Pavone, Renato Rascel, Paolo Bortoluzzi, Renato Carosone, Pippo Baudo, gemelle Kessler e i ragazzi del Laboratorio di Gigi Proietti – 6 puntate (1982).
Negli anni settanta e ottanta collaborò, tra gli altri, con Paolo Villaggio e Gigi Proietti. Dal 1983 al 1985, diresse il varietà Al Paradise (scritto da Falqui con Michele Guardì), per tre edizioni, la prima con Milva, Oreste Lionello, Heather Parisi con Raffaele Paganini (che fecero anche alcuni balletti per l’edizione successiva del 1984, come si rileva dalle teche Rai) e La Zavorra – 10 puntate (1983), la seconda con Milva, Oreste Lionello, Bonnie Bianco, Nicolas Brothers, Sarah Carlson, Mariangela Melato, Jerry Lewis, Maurizio Micheli e Franca D'Amato – 18 puntate (1984), la terza con Vivian Reed, Oreste Lionello, il Quartetto Cetra, Antonello Fassari, Emanuela Giordano, Massimo Wertmüller e Arturo Brachetti – 11 puntate (1985), le prime due edizioni al Teatro delle Vittorie di Roma e l'ultima nei nuovi studi della Dear, oggi intitolati a Fabrizio Frizzi.
Nel 1986, diresse il programma Un altro varietà con Daniele Formica, Marina Confalone, Sergio Rubini, Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani, Gli Specchio, Emanuela Giordano e Franca D'Amato – 8 puntate (1986) e nel 1988, Cinema che follia!, con Christian De Sica, Maurizio Micheli, Heather Parisi, Daniele Formica, Iris Peynado, Bruno Maccallini, Sergio Rubini, Alessandra Martines, Gli Specchio, Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani e Massimo Wertmüller – 12 puntate (1988) .
A Falqui, è dedicato il film Il conte Max (1991).
Chiuse la carriera di regista televisivo con programmi come Notte di luna caprese - Concerto di Peppino Di Capri (1989), Concerto di Luciano Pavarotti – al Palatrussardi di Milano, in onore dei partecipanti alla XIV edizione della Coppa del Mondo di Calcio per l'apertura dei Mondiali di calcio in Italia (1990), Il gioco dell'eroe, il Balletto Bol'šoj al Circo Massimo di Roma, presentato da Vittorio Gassman (1990) e, sempre nel 1990, con una puntata di Telethon.
Morì il 15 novembre 2019, a 94 anni; dopo tre giorni si svolsero i funerali presso la basilica di Sant’Eugenio, in viale delle Belle Arti, nel quartiere Pinciano, a Roma.
Il 15 novembre 2020, ad un anno dalla sua scomparsa, lo Studio 1 del Centro di Produzione Rai di via Teulada, è stato intitolato alla sua memoria.
Non a caso, parlare di Falqui significa parlare anche del celebre Teatro Delle Vittorie, sito nel quartiere romano Della Vittoria, che fu attivo dagli anni ‘40 come cinematografo fino al 1960 e che fu anche utilizzato per rappresentazioni di commedie e spettacoli “leggeri”.
Infatti, vi si esibirono grandi compagnie teatrali, tra le quali ricordiamo quella di Totò ed Anna Magnani, che lo inaugurò durante la Seconda Guerra Mondiale (come tra l’altro lo stesso Antonio De Curtis ricordò in un celebre sketch con Mina in Studio Uno del 1965) e, da ultimo, alla fine gli anni ‘50, quella di Erminio Macario che fu l’ultima compagnia ad utilizzare il cinema-teatro prima dell’avvento della televisione.
Infatti, dopo il 1954, anno dell’avvio delle trasmissioni regolari della Rai Tv e nei primi anni ‘60, quelli del boom economico, iniziò una nuova vita per il teatro Delle Vittorie che la Rai destinò (e tuttora destina) a teatro di posa per le sue grandi trasmissioni: Studio Uno (la prima edizione dal Delle Vittorie fu quella del 1965 con Mina e sempre con la regia di Antonello Falqui), Teatro 10, Canzonissima (dalla metà degli anni ’60, anche con altri nomi, Scala reale del 1966, Partitissima del 1967, fino all’edizione del 1974), Milleluci (1974), 9 edizioni di Fantastico (a partire dall’edizione n. 5 del 1984 fino all’ultima, la n. 13 del 1997), lo spettacolo Al Paradise, le prime due edizioni, dal 1983 al 1984, sempre diretto da Falqui, fino ai recenti spettacoli di Fiorello ed alle registrazioni dei più noti programmi di intrattenimento.
Alcune curiosità sul celebre teatro, legate ai programmi più noti sopra menzionati, meritano di essere raccontate.
Studio Uno del 1965 è stato fatto sia allo studio 1 di Via Teulada che al teatro Delle Vittorie. Chi non ricorda l'entrata delle gemelle Kessler, che come facevano al Lido di Parigi dove si erano già esibite, scendono le scale della scenografia e poi cantano “La notte è piccola per noi”. I primissimi numeri di Studio Uno del 1965 vennero, infatti, realizzati nello storico studio 1 di Via Teulada; successivamente, si passò al Delle Vittorie.
Studio Uno, Teatro 10, altro non erano che i numeri dei teatri di posa televisivi della Rai. Nelle indicazioni numeriche dell’Ente televisivo di Stato, il Delle Vittorie era il teatro 10 da cui venne ripreso il nome dello spettacolo, come studio 1 era il primo studio della Rai in via Teulada.
In Studio Uno del ‘65, al Teatro delle Vittorie si notava la mancanza di ogni scenografia, c'erano solo tralicci e strutture, tanto da far apparire enorme lo spazio. Mitiche le lunghe "passeggiate" di Mina, che lei riempiva magistralmente con la sua presenza, mentre cantava; doveva, infatti, attraversare almeno quaranta metri di palcoscenico.
Le indimenticabili gemelle Kessler, molto probabilmente non a caso, hanno scelto di lasciare questa terra, il 17 novembre scorso, giorno nel quale si teneva la celebrazione del centenario della nascita di Antonello Falqui, al Teatro Ghione di Roma, evento al quale erano state invitate alcuni mesi prima.
Del resto, le Kessler, scoperte al Lido di Parigi nel 1959, anche per intuizione del produttore televisivo Guido Sacerdote, il cui sodalizio con Falqui, nato sin dal 1952, fu davvero proficuo, esordirono in tv proprio nella trasmissione Giardino d'inverno, diretta da Falqui, primo programma televisivo Rai, destinato al prime time, a proporre ospiti fissi di valore - all'epoca - internazionale, a carattere musicale leggero, in onda sul Programma Nazionale dal 21 gennaio 1961, il sabato sera alle 21:00 per dodici puntate, con, oltre alle Kessler, Gorni Kramer, Henri Salvador, il Quartetto Cetra e le Bluebell Girls, corpo di ballo britannico, sempre del parigino Lido.
