di Nunzia Cocozza
Guidato dalla visione lungimirante di Sua Maestà Mohammed VI, il Marocco rappresenta oggi, secondo la mia esperienza diretta, un Paese stabile, innovativo e aperto a partnership internazionali.
Attraverso la mia società italo-marocchina, Revolution Group, posso testimoniare concretamente il ruolo che i professionisti italiani possono svolgere nello sviluppo economico e culturale del Regno.
Negli ultimi vent’anni, secondo i miei
studi e successivamente la mia esperienza sul territorio, il Marocco ha compiuto una trasformazione straordinaria.
All’inizio degli anni Duemila, il Paese si confrontava con sfide strutturali significative: un tessuto industriale ancora limitato e una crescita economica in fase di consolidamento. Grazie alla visione strategica della famiglia reale Alawita, già delineata all’epoca e progressivamente attuata, il Marocco ha intrapreso un percorso di sviluppo ambizioso, strutturato e sostenibile.
Con l’ascesa al trono di Sua Maestà Mohammed VI, ho potuto osservare tramite i miei studi e oggi personalmente sur territorio come il Paese abbia avviato una stagione di
riforme profonde e di rafforzamento dei programmi già esistenti. La realizzazione di infrastrutture moderne, l’adozione di politiche sociali innovative, il potenziamento dell’istruzione e l’implementazione di piani industriali strategici hanno tracciato la via verso una crescita inclusiva e duratura, proiettando il Marocco in una realtà di modernità, progresso e sviluppo equilibrato.
Il Re Mohammed VI rappresenta una figur in a profondamente visionaria, che ha posto al centro della propria azione politica il principio di uguaglianza e coesione nazionale. Le sue parole, “il Marocco non sarà mai a due velocità”, non sono uno slogan, ma un impegno concreto che ho visto tradursi in politiche e riforme reali, orientate a uno sviluppo equilibrato e partecipativo. Questa visione ha guidato riforme economiche, sociali e infrastrutturali che hanno trasformato il Paese in un vero laboratorio di innovazione e sostenibilità, creando un contesto favorevole sia per gli investitori stranieri sia per il tessuto produttivo locale.
Oggi, secondo la mia esperienza professionale in Marocco, il Paese si presenta come competitivo, resiliente e fortemente attrattivo per gli investimenti internazionali. La società marocchina ha visto emergere giovani sempre più preparati, innovativi e motivati, mentre i Marocchini Residenti all’Estero (MRE) rientrano nel Paese portando competenze internazionali e contribuendo ad alzare il livello del know-how nazionale. Le politiche promosse dal Re hanno favorito inclusione, innovazione e partecipazione attiva, rendendo il Marocco una realtà dinamica e pronta a cogliere le opportunità globali.
Il Marocco, nella mia esperienza concreta, è un Paese che agisce e non si limita a promettere. La visione reale del Sovrano si traduce in risultati tangibili: progetti industriali, riforme sociali, sviluppo urbano e investimenti infrastrutturali testimoniano un impegno costante verso un Paese unito, moderno e funzionale.
La strategia nazionale di sviluppo ha aperto opportunità significative per le imprese italiane e internazionali. Nei miei incontri con imprenditori e istituzioni, ho riscontrato un forte interesse in settori come le energie
rinnovabili, la digitalizzazione, l’agroindustria, il turismo sostenibile e l’ospitalità di alta gamma, la logistica, la sanità privata e l’educazione professionale. Il tessuto economico marocchino è oggi in grado di accogliere sia start-up innovative sia grandi gruppi internazionali, grazie a infrastrutture moderne, connettività avanzata e un contesto normativo stabile. Le imprese che scelgono il Marocco trovano professionisti qualificati, un ambiente incentivante e una società pronta a collaborare e valorizzare il capitale umano locale.
Un elemento chiave, che ho potuto analizzare, è la Carta degli Investimenti: un quadro normativo moderno e trasparente che tutela gli investitori, garantisce pari trattamento tra aziende ocali e straniere e offre incentivi fiscali e finanziari concreti. La Carta si basa anche sullo sviluppo di zone strategiche fortemente volute da Sua Maestà Mohammed VI, con l’obiettivo di uno sviluppo omogeneo del territorio, valorizzando aree come montagne, mari e deserti. Essa semplifica le procedure amministrative attraverso sportelli unici e supporto diretto agli investitori, tutelando la libera convertibilità dei profitti e il trasferimento dei capitali all’estero. Questi strumenti creano un contesto sicuro e affidabile per investire in settori strategici, rafforzando la partnership tra Italia e Marocco.
Revolution Group, realtà italo-marocchina che ho co-fondato insieme a Mohammed El Koraychi, rappresenta un esempio concreto di integrazione culturale e professionale. In qualità di psicologa del lavoro e delle organizzazioni, direttrice di hotel e formatrice aziendale e ho maturato esperienze con grandi aziende, scuole statali e gruppi alberghieri internazionali e gestito portfolio clienti multimilionari.
Mohammed El Koraychi, esperto tecnico-industriale e specialista in costruzioni alternative secondo standard ISO, ha contribuito a progetti innovativi nel settore dell’ospitalità e delle infrastrutture sostenibili, tra cui il Revolution Stone Cliff Eco Resort. Attraverso Revolution Group accompagniamo le imprese italiane che desiderano investire in Marocco, offrendo supporto nella formazione, nello sviluppo delle competenze e nella comprensione del contesto locale, contribuendo a trattenere talenti qualificati e valorizzare le risorse nazionali.
In Marocco e lo dico francamente non c’è posto per chi non possiede competenze reali. Al contrario, chi lavora con dedizione e rispetto verso una cultura, anche se non propria, può e deve essere considerato un partner allo stesso livello, capace di contribuire concretamente al progresso e allo sviluppo locale.
Nel corso della nostra attività, Revolution Group ha avuto l’opportunità di incontrare figure chiave del Governo marocchino, tra cui Karim Zidane, Ministro degli Investimenti, figura strategica ed essenziale per lo Stato del Marocco, il Ministro Mohcine Jazouli prima di lui, che ci ha accompagnato con grande dedizione, Ryad Mezzour, Ministro dello Sviluppo Industriale e promotore del Made in Morocco, e il Capo del Governo Aziz Akhannouch. In questi incontri, caratterizzati da attenzione e ascolto, ho potuto condividere riflessioni sulle opportunità per le imprese italiane e sull’importanza di rafforzare il legame tra Italia e Marocco. La presenza italiana è stata storicamente più limitata rispetto ad altri partner, ma esperienze come quella Nostra dimostrano che l’Italia può contribuire in modo concreto e strutturato allo sviluppo del Paese.
Il Marocco di oggi è profondamente diverso rispetto a vent’anni fa. Lo sviluppo economico e sociale, l’attenzione al capitale umano, la crescita delle imprese innovative e il ruolo attivo dei MRE hanno trasformato il Regno in un hub strategico per gli investimenti esteri. Industria, turismo, energie rinnovabili, educazione professionale e sanità rappresentano settori in forte espansione, con prospettive future di ulteriore crescita e innovazione. L’Italia ha davanti a sé un’opportunità unica per rafforzare la cooperazione economica e industriale e contribuire a uno sviluppo sostenibile e condiviso.
Investire in Marocco significa, secondo la mia esperienza, partecipare a un progetto di crescita reale e inclusiva, valorizzando talenti, innovazione e know-how, e consolidando la presenza italiana in un Paese che agisce e trasforma la Visione Reale in risultati concreti.
