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: MARIA RITA PARSI, LI HA SEMPRE DIFESI E PER QUESTO RESTERA’ INDIMENTICABILE

​​​​​di Emanuele Mariani

Quando si dice che la società e le istituzioni si interessano ai bambini, ai loro diritti, al loro sviluppo psicofisico, chi pensa che i più deboli e fragili debbano essere sempre messi al primo posto, ecco questo è stato il punto fermo dell’intera attività di studio, di lavoro e di ricerca di una grande donna e psicoterapeuta,

Maria Rita Parsi, che, oggi, ci ha lasciato, per un malore improvviso, a 78 anni. Era, infatti, nata a Roma, il 5 agosto del 1947. 

Aveva fatto del pensiero per i bambini ed adolescenti, un’associazione non solo di idee, ma anche una ragione di vita; della sua professione, ne aveva fatto una missione. 

Credeva che se una bambina, un bambino, poi ragazza, ragazzo crescono bene, circondati da valori positivi di affetto e considerazione, saranno degli adulti migliori e ciòrappresenta un valore aggiunto fondamentale per tutta la società.

Maria Rita Parsi è stata molto più di una psicoterapeuta: figura di riferimento nella tutela dei più piccoli, membro di comitati nazionali ed internazionale, ha pubblicato più di 100 libri di tipo scientifico, letterario e divulgativo. 

Nel 2012, era stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo ne rispettino gli obblighi.

Dal 2021, faceva parte del gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, l’iniziativa finalizzata a contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti.

Dal 2020, era inoltre componente esperta dell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, organismo chiamato a supportare l’azione di governo attraverso analisi, monitoraggi e proposte in materia di diritti dei minori.

Era presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, erede di sue esperienze di animazione socioculturali già attive dal 1975.

Maria Rita Parsi aveva ricoperto il ruolo diconsulente tecnico del Tribunale Civile di Roma, e quello di componente del Comitato di Coordinamento contro l'abuso sessuale dei minori del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel 2000/2001, nonchéconsulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia dal 2002 fino al 2008; era stata membro del Comitato di Controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria dal 2007 al 2008 e del Comitato di applicazione del Codice di Autoregolamentazione TV e minori, del Ministero delle Comunicazioni, dal 2003 al 2006 e commissario della sezione OLAF della SIAE, dal 1997 al 2001.

Nel 1986, partecipò alla sceneggiatura delle serie televisiva Professione vacanzeil cui protagonista, Jerry Calà, era stato in precedenza suo paziente e che oggi la ricorda con parole di riconoscente  ammirazione.Proprio, in quello stesso anno, il suo impegno era stato riconosciuto con il titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Partecipò a numerose trasmissioni televisive in qualità di esperta nelle sue discipline; fu anche tra i conduttori di Junior Tv.In precedenza, sin dalla metà degli anni ’70, la Parsi aveva partecipato e condotto trasmissioni trattando temi legati all’infanzia, anche al tempo della tv in bianco e nero. 

Ha svolto anche un’intensa attività giornalistica, collaborando, come editorialista,con molti quotidiani e periodici nazionali, tra cui Il Messaggero, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, Oggi, Starbene, Donna Moderna, Riza Psicosomatica.

“Con il suo lavoro clinico, scientifico e istituzionale – si legge in una nota del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi – ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale, contribuendo in modo decisivo alla diffusione di una cultura dell’ascolto, della protezione e della responsabilità verso l’infanzia”.

Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta conosciuta in Italia e nel mondo come punto di riferimento per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, ha assecondato i tempi del destino. 

E’ morta all’improvviso, come forse era scritto, un salto quantico dalle apparizioni in tivù al chissà dove. Difficile immaginare una vita più piena della sua. 

Decorata di garbo e gentilezza, spettinata dall’entusiasmo e dalla furia di sapere il mondo sballato ma perfettibile. Aveva migliaia di figli senza essere mai stata madre. Anche su questo aveva dovuto rendere conto: “Ho capito cosa vuole dire nascere. A me nessuno ha chiesto di venire al mondo. E se per tanti versi è stato interessante, per altri è stato disgustoso. La vita è una grossa fortuna se capiti bene e una grossa sfortuna se capiti male. Basta pensare a chi nasce dalla parte sbagliata, nelle famiglie disastrate, alle vittime di abusi”.

Nel corso della carriera ha attraversato ambiti diversi, dalla formazione all’attività clinica, lavorando come docente, psicopedagogista e psicoterapeuta. Parallelamente è stata molto presente nel dibattito pubblico, partecipando come esperta a diverse trasmissioni televisive e diventando uno dei volti più conosciuti e autorevoli del piccolo schermo. 

Lei si era presa l’impegno di curare le ferite di chi nel mondo era già arrivato, senza cercare “l’assicurazione emotiva” di diventare genitore. 

Elaborò e mise a punto, inventandola, una metodologia operativa, applicabile in ambito psicologico, psicoterapeutico e socio-pedagogico,  denominatapsicoanimazione, ovvero la combinazione di gioco e fiaba per trasformare la sofferenza in risorsa creativa. E fondato nel 1992,la Onlus Movimento per, con e dei bambini,divenuta dal 2005 Fondazione Movimento Bambino Onlus che opera per la diffusione della cultura dell'infanzia e dell'adolescenza e si batte contro gli abusi e i maltrattamenti su bambini e ragazzi, e per la loro tutela giuridica e socialecon una visione chiara: capire i bisogni dei più piccoli, garantire strumenti concreti di protezione. 

“Non ho paura di morire da sola”, diceva. Però sottolineava la centralità delle relazioni affettive a casa e a scuola, per il benessere dei minori. Provocava: “Invece di andare sulla Luna, torniamo in famiglia”.

Spiegava che i figli sono il risultato dell’esempio ricevuto, elencava il decalogo del montessoriano Klaus DieterKaul: dateci amore e attenzione, rispettate i nostri tempi, rimanete al nostro fianco, consentiteci di sbagliare, offriteci la vostra guida, regole chiare e limiti precisi, siate affidabili, date spazio alla gioia. Ammirava i papà quando al centro della festa ci sono sempre le mamme. “Penso a uno come Giuseppe, che crede in Maria quando gli confessa di essere incinta di Dio, è testimone al parto, fa un passo indietro. Un alleato. Ne vedo pochi in giro”. Il regista e attore Massimiliano FinazzerFlory è affranto, incredulo. Ha segnato sull’agenda due appuntamenti con lei: uno a Chiavari il 21 marzo, l’altro a Villa Arconati la prima domenica di aprile. “Avremmo dovuto mettere in scena un dialogo sui giovani, il titolo era ‘Come si sta bene con i nostri ragazzi’. Il mito classico contro i falsi miti. Lei ci credeva, insisteva: dobbiamo fare di più per loro. Una dea greca di tremila anni fa con la voce di una ventenne. Ho qui due vocali suoi di qualche giorno fa. In uno parla della gratitudine. Nell’altro mi saluta così: la vita ci è stata imprestata e dobbiamo restituirla”.

Con il famoso libro “I quaderni delle bambine” ruppe il silenzio sugli abusi sessuali in famiglia, pubblicando le testimonianze di venticinque ragazzine abusate.

"Solo giovedì scorso si sentiva benissimo, pur lamentando un forte dolore alla gamba", ha detto Vladimir Luxuria, che aveva incontrato Parsi nei corridoi della Rai. "Camminavo con i tacchi alti e Maria Rita mi ha chiesto come facessi, perché lei con quel dolore alla gamba che provava non ci riusciva. Le ho detto allora di farsi vedere da un medico e mi ha risposto che lo avrebbe fatto. Va via una voce importante per la tutela dei bambini", ha aggiunto.

Commossa anche Eleonora Daniele, chenel corso della trasmissione Rai, Storie italiane da lei condotta, oggi l’ha così ricordata: “È difficile pensare che Maria Rita non ci sia più. Sembra impossibile, non riesco a capacitarmi di questa cosa, è una notizia sconvolgente per tutti noi. Era una persona amica, di famiglia. Era una straordinaria professionista, sempre in primo piano nel campo della tutela dell’infanzia. Lei è noi, è sempre stata con noi. Ho iniziato a intervistarla quando avevo 26 anni, ai tempi di Uno Mattina”. Eleonora Daniele ha anche fatto sapere che Maria Rita Parsi “non aveva nulla, non era malata.

AncheMediaset, a Mattino Cinque, ha dato in diretta tv l’annuncio della morte di Maria Rita Parsi.

Il conduttore Francesco Vecchi ha detto: “Un grande dispiacere: è morta la professoressa Parsi, ospite tra le più gradite del nostro programma. Una grande professionista che si occupava di minori e psicologia dei più piccoli e dei più fragili”.

Federica Panicucci ha aggiunto: “Questa notizia ci ha lasciatosgomenti.

Commosso anche il ricordo di Caterina Balivo, conduttrice della trasmissione Rai,La Volta Buona: “Questa mattina all'improvviso abbiamo letto una notizia che ha colpito molte persone che hanno avuto l'onore di conoscerla: la professoressa Maria Rita Parsi se n'è andata a 78 anni”, le parole della conduttrice durante la puntata andata in onda oggi, 2 febbraio 2026.

“Lei veramente lottava per i bambini”. Poi ha aggiunto: “Mi ricordo quando diceva di non raccontare i fatti di cronaca nera nel dettaglio, perchè c'è sempre l'effetto scia. Questo mi colpiva, chissà se le sue parole torneranno”. Infine conclude: “Cara professoressa, grazie per tutte le cose belle che hai fatto. Per tutte le famiglie che hai aiutato e per i bambini che hai salvato, grazie davvero… la vita è così”.

L’ultima apparizione televisiva della psicoterapeuta risale a sabato scorso 31 gennaio, nel programma Rai, Storie al Bivio, dove era stata invitata da Monica Setta a parlare del femminicidio di Federica Torzullo avvenuto ad Anguillara Sabazia.

Infine, un ricordo personale di chi scrive queste note: intervistai la professoressa Parsi, nel 1997 per un’inchiesta che stavo realizzando per un settimanale cattolico, sul rapporto ed effetti della televisione sui minori e soggetti deboli, di cui avevo parlato già nella mia tesi di laurea, sul diritto di cronaca e la deontologia dei giornalisti. 

Mi colpì la sua immensa cultura della materia e la semplicità con cui riusciva a far comprendere, anche ai non addetti ai lavori,argomenti complessi; ma soprattutto, mi rimarrà impressa la sua straordinaria dolcezza con cui tratteggiava ogni argomento, da cui traspariva l’amore per il suo lavoro e per il prossimo. Dote davvero rara al mondo d’oggi.

Ecco, pensando a quanto fatto da Maria Rita Parsi a tutela dei minori e soggetti fragili, mi vengono in mente le parole di Gesù nei Vangeli: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso“ (Marco 10,13-16) e "Lasciate che i bambini vengano a me" (Marco 10,14, Matteo 19,14, Luca 18,16). 

I funerali della professoressa Parsi avverranno sabato 7 febbraio alle ore 11, presso la Chiesa di San Salvatore in Lauro, Roma. La camera ardente, per chi volesse darle l’ultimo saluto sarà allestita, sempre, presso la Chiesa di San Salvatore in Lauro, nei seguenti giorni ed orari: dalle 9 alle 19 di giovedì 5 e venerdì 6 febbraio 2026.

​​​​​​​    Emanuele Mariani

04-02-2026
Autore: Emanuele Mariani
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