di Maurizio Gentilini
Centocinquanta anni - il 20 settembre 1870 – le truppe piemontesi occupavano la città di Roma, destinata a diventare capitale del neonato Regno d’Italia. Un evento cardine per la storia risorgimentale e per il complesso processo unitario nazionale che, a livello politico e diplomatico, decretò anche il tramonto della sovranità su Roma e dell’esercizio del potere temporale da parte della Chiesa cattolica e dei papi, nonché l’apertura di un lungo conflitto tra la Santa Sede e lo Stato italiano.
Un dissidio che sarebbe durato molti decenni (almeno 6) e che è passato sotto il nome di “questione romana”. La “questione” era già stata posta nel 1848, in occasione del fallito tentativo mazziniano della Repubblica romana, e riproposta nel 1859-60, con le annessioni territoriali che avevano creato il Regno d’Italia sotto la guida della monarchia sabauda. La strenua opposizione di Pio IX (sostenuto dalla Francia) aveva vanificato gli sforzi di Cavour di risolvere pacificamente la controversia a proposito del ruolo di Roma come capitale (ruolo assunto provvisoriamente prima da Torino e poi da Firenze). L’occupazione dell’Urbe da parte delle truppe italiane (favorita dalla sconfitta francese a Sedan contro la Prussia, che segnò le sorti delle nazioni coinvolte e le dinamiche della storia europea) permise, nel giro di pochi mesi, il trasferimento in riva al Tevere della corte di Vittorio Emanuele II e del governo.
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di Francesca Ferrante
Pochi giorni fa a Crema una donna con disturbi psichici è fuggita da una struttura di accoglienza. Si è cosparsa di benzina e data fuoco. Un uomo alla guida della sua auto è sceso prontamente dal suo mezzo per soccorrere la poveretta, che è poi deceduta.
Più o meno negli stessi giorni, un turista austriaco in visita a Roma alla Galleria Borghese ha danneggiato la statua che il Canova nel 1808 dedicò a Paolina Borghese. Un’opera d’arte di incommensurabile valore storico e artistico. Ormai circolano ovunque video che lo riprendono mentre si sdraia senza ritegno sul marmo e incespicando nel rialzarsi, danneggia le dita di un piede della statua.
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Coronavirus, suona Ennio Morricone su Piazza Navona deserta, l'assolo del chitarrista è da brividi