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di Luigi Gentili

La politica industriale non può essere vista come qualcosa di uniforme e temporalmente standardizzato. Le scelte di investimento sono condizionate dal ritorno economico che producono, spesso variabile a livello temporale. Esistono investimenti che hanno maggiori risultati nel breve termine, altri nel lungo periodo. Se combinati tra di loro, i diversi tipi di investimento possono garantire una crescita economica sostenuta nel tempo. Se isolati tra di loro, invece, i risultati economici tenderanno a spegnersi nel tempo. Basti prendere l'esempio degli investimenti infrastrutturali, fondamentali per creare uno sviluppo economico duraturo. Tali investimenti sono di due tipi, quelli classici e quelli legati all'innovazione tecnologica. E' chiaro che in un piano di sviluppo industriale efficace deve esserci un mix di provvedimenti che li riguardano entrambi, pena la loro scarsa incidenza a livello temporale. Non è pensabile, ad esempio, credere che la sola innovazione 4.0 crei uno sviluppo duraturo.

L'innovazione 4.0, che comprende l'internet delle cose, la robotica, il cloud computering, il blockchain, il data center e via discorrendo, da sola produce una crescita immediata, e può essere anche di valido supporto per altre forme di pianificazione più tradizionale. Nel lungo periodo, però, occorrono anche le infrastrutture classiche, come ad esempio ponti, strade, gallerie, metropolitane, ferrovie e aeroporti, altrimenti la spinta iniziale della tecnologia finisce per implodere. Sono le infrastrutture classiche, infatti, che amplificano e danno sostegno all'innovazione 4.0, spezzando la naturale tendenza alla riduzione tendenziale della remunerazione degli investimenti. La "nuove infrastrutture", come vengono chiamate quelle legate all'industria 4.0, trovano terreno fertile per la crescita solo se si coniugano con quelle classiche. Breve e lungo periodo rappresentano i due risvolti della stessa medaglia.
Questa intuizione sembra essere stata ben compresa dalla Cina. Nella recente "Due Sessioni", la Conferenza consultiva popolare cinese, è stato prospettato un piano di rilancio dell'economia post Covid 19. Il focus ricade sulle infrastrutture, attraverso un ingente stimolo fiscale. Il primo obiettivo è quello di promuovere la crescita di numerose aree locali, sopratutto nelle regioni occidentali del paese, creando collegamenti stradali efficienti con le zone urbane maggiormente sviluppate. Ciò per favorire anche una ripresa dei consumi interni e ridurre la dipendenza dalla domanda estera. Oltre alle infrastrutture tradizionali, Pechino punta però anche sugli investimenti nelle "nuove infrastrutture", legate all'innovazione 4.0. Ciò per favorire l'aggiustamento anticiclico e la transizione ad un'economia ad alta tecnologia. Il rendimento di breve termine, previsto dagli investimenti nelle "nuove infrastrutture" viene così coniugato con quello a lungo termine, garantito dagli investimenti in infrastrutture classiche.
Anche le economie europee avranno bisogno di adottare una politica degli investimenti a "due velocità". Ciò per consentire un ritorno economico immediato e risollevare l'economia in crisi, ma anche per creare un orizzonte di lungo termine. Ciò vale in modo particolare per la maggior parte dei paesi europei che, visto l'enorme ammontare del debito che li contraddistingue - cresciuto ulteriormente per gli interventi sociali resi necessari dal Covid 19 -, necessitano di un orizzonte imprenditoriale prospettico, tale da permettere di ripagare gli impegni di oggi con la crescita di domani. Dato che la volontà di investire in Europa con il Recovery Fund sembra esserci - anche se il dibattito con i paesi rigoristi può avere esiti incerti -, sarà importante decidere come verranno impiegati i soldi a disposizione. Solamente la combinazione tra investimenti di breve e lunga durata potrà garantire la giusta miscela per ridare energia ai motori della crescita. La geoeconomia che ci attende, dopo i danni provocati dall'epidemia in corso, dipenderà molto dalla tipologia delle scelte industriali che i governi adotteranno, e sarà alla base della nuova gerarchia delle egemonie globali.

03-06-2020
Autore: Luigi Gentili
Sociologo e accademico, specializzato in problematiche economiche
meridianoitalia.tv

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