di Ciro Maddaloni
Al Forum Economico Mondiale (WEF) di Davos 2026, i rapporti tra il Presidente Donald Trump e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno raggiunto un nuovo minimo storico, caratterizzato da attacchi personali, fughe di notizie diplomatiche e minacce commerciali.
Una sequenza di “attacchi personali” durissimi da parte del Presidente Trump che è arrivato a dire su Macron: “nessuno lo vuole”.
Giá prima del suo arrivo a Davos e durante i primi scambi con i media, Trump ha rivolto parole durissime contro il Presidente Macron.
Il Presidente Trump ha anche ironizzato sulla longevità politica del Presidente Macron, quando ha affermato con i giornalisti che Macron “sarà presto fuori ufficio”, alludendo alla fine del suo mandato, o a una fine anticipata del mandato presidenziale, conseguente alla sua attuale debolezza politica in Francia.
Nella sua dichiarazione, Trump ha aggiunto sprezzantemente che anche sulla scena internazionale nessuno condivide le posizioni del Presidente Macron.
Trump ha persino polemizzato sugli occhiali scuri, che il Presidente Macron portava per dei problemi agli occhi.
Ad aggravare ulteriormente i rapporti con il Presidente Macron è stata la fuga di notizie dei messaggi privati (Leak su Truth Social) da parte del Presidente Trump.
In un gesto senza precedenti nella diplomazia moderna, Trump ha pubblicato sul suo social media, Truth Social, uno screenshot dei messaggi privati che gli ha inviato Macron. In questi messaggi privati, ma diffusi da Trump, Macron si rivolgeva a Trump chiamandolo “amico mio”, dichiarandosi allineato su Siria e Iran, ma ammettendo apertamente di “Non capire cosa Trump voglia fare con la Groenlandia”.
In tutta risposta al tentativo di Macron di usare toni concilianti, il Presidente Trump ha risposto minacciando “Dazi del 200%” sui prodotti francesi, sul vino e sullo champagne, conseguenti all’ostilità francese verso i suoi piani sulla Groenlandia.
La pubblicazione di questi messaggi ha il chiaro obiettivo di mettere in imbarazzo Macron, mostrando la sua sudditanza e il suo tentativo di mantenere un tono cordiale, nonostante le tensioni pubbliche.
L’astio è scoppiato principalmente a causa del rifiuto di Macron di aderire al cosiddetto “Board of Peace” (Consiglio della Pace), una nuova piattaforma internazionale ipotizzata e proposta da Trump, per sostituire, ovvero scavalcare di fatto, l’ONU.
Trump in diverse occasioni, ha apertamente sfidato l’autorità e la rilevanza delle Nazioni Unite, affermando che “il suo ruolo è stato trasferito a Mar a Lago”, località della Florida nota per essere la residenza privata e il club esclusivo di Donald Trump.
Trump ha descritto gli alleati europei, e la Francia in particolare, come partner “inaffidabili” che hanno approfittato della protezione e degli investimenti per la difesa degli Stati Uniti per decenni.
La risposta dal podio di Macron a Davos, martedì 20 gennaio, pur senza nominare Trump direttamente per gran parte del discorso, ha dichiarato che “l’Europa preferisce “il diritto alla brutalità” e “il rispetto ai bulli”.
Ha definito le ambizioni di Trump sulla Groenlandia come una forma di “nuovo colonialismo” o “imperialismo” che calpesta il diritto internazionale. Quindi Macron ha deliberatamente evitato un incontro bilaterale a Davos, lasciando la Svizzera poco prima dell’arrivo di Trump.
La tensione attuale tra Unione Europea, e in particolare con la Francia, conseguente alle esternazioni di Trump di acquisire la Groenlandia, a cui il Presidente Macron è arrivato a minacciare l’uso del “bazooka commerciale” (misure anti-coercizione) dell’UE contro Washington. La realtà, purtroppo, non è in favore della posizione espressa da Macron. Piaccia o no il bazooka europeo è scarico e il suo utilizzo farebbe più danno in Europa che negli USA.
Allora ben venga la proposta del Premier italiano che ha suggerito che sia la NATO a gestire la Groenlandia, per garantire la sicurezza degli USA e dell’Oceano Atlantico, proposta che al momento (con Trump non si sa mai cosà dirà domani), è stata accolta dal Presidente Trump che alla fine ha usato toni ben più concilianti per quanto riguarda il controllo strategico della Groenlandia da parte dei Paesi occidentali.
Questo è fondamentale per garantire la pace e la collaborazione tra i paesi che per 78 anni hanno condiviso la responsabilità della sicurezza Nord-Atlantica.
Autore: Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment
