di Giuseppe Morabito
Il dittatore nordcoreano di Pyongyang alla fine del mese scorso si è mostrato commosso in occasione dell'anniversario del patto di mutua difesa firmato da Kim Jong Un e dal suo omologo russo, Vladimir Putin. In particolare, si trattava, in quello specifico giorno. della una cerimonia funebre di alcuni soldati che erano stati uccisi in azioni di combattimento della Nord Corea al fianco di Mosca.
Va rilevato che il nord coreani, a scopo propagandistico, non mancano mai di ricordare che, nel conflitto in corso, i paesi NATO sostenitori all’Ucraina si sono rifiutati di schierare truppe sul campo, mentre i combattenti nordcoreani hanno partecipato a intensi combattimenti nella regione di Kursk, nella Russia occidentale, che era stata parzialmente occupata da una controffensiva ucraina, poi dimostratasi fallimentare.
La Corea del Nord è ora un alleato più importante per la Russia dell'Iran o della Cina Popolare e la Corea del Nord fornisce alla Russia munizioni, armi pesanti e per quanto riguarda i soldati nordcoreani, fonti russe affermano che sono dimostrati professionali e disciplinati. All'inizio dell'operazione Kursk, gli analisti segnalavano che i nord coreani non possedevano l’addestramento utile a operare con le moderne forme di combattimento chieste per questo tipo di conflitto (che prevede l'uso di un gran numero di droni), ma si sono adattati rapidamente. Purtroppo, in prospettiva futura, ci sarebbero preoccupanti segnali che l'alleanza russo-nordcoreana stia progredendo.
Due settimane fa, fonti dell'intelligence ucraina hanno reso noto che la Corea del Nord starebbero pianificando di triplicare il suo dispiegamento lungo la linea del fronte con l'Ucraina, inviando fino a ulteriori 30.000 soldati. Alcuni osservatori affermano che anche la Corea del Nord, una nazione notoriamente isolata, ha molto da guadagnare da questo impegno al fianco della Russia. Effettivamente, dal punto di vista delle operazioni militari, la Corea del Nord starebbe ora accumulando quell’esperienza sul campo della guerra moderna, cosa che il suo avversario storico, la Corea del Sud, non ha. Inoltre, da un punto di vista politico, i migliori rapporti della Corea del Nord con la Russia conferiscono a Kim Jong Un una maggiore capacità dal punto di vista strategico, grazie a benefici immediati come le forniture di petrolio e grano dalla Russia e i possibili trasferimenti di tecnologia militare. Le relazioni della Corea del Nord con la Russia conferiscono a Kim una maggiore influenza nei confronti della Cina Popolare, il che potrebbe avere implicazioni regionali più ampie a lungo termine. La Russia ha riaperto le catene di approvvigionamento a lungo inattive, ignorando le sanzioni internazionali lungo il confine russo con la Corea del Nord. Appare chiaro che Russia fornisce carbone, fertilizzanti e minerale di ferro attraverso i valichi ferroviari, mentre la Corea del Nord fornisce oltre ad armamenti anche terre rare. A parte questo, vale la pena sottolineare la modernizzazione del porto nordcoreano di Rajin attualmente in corso con la partecipazione della Federazione Russa. L'obiettivo del progetto sarebbe quello di rendere questo porto un'alternativa agli hub sudcoreani, aumentando così il flusso di merci attraverso Vladivostok verso la Corea del Nord.
La storia ci indica che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, fu istituito lo stato comunista della Corea del Nord sostenuto dall’URSS e dalla Cina Popolare, e l'URSS ne rimase uno stretto alleato durante la Guerra Fredda. Dopo il crollo dell'URSS all'inizio degli anni '90, la Corea del Nord perse il suo sostenitore cruciale e una fonte vitale di aiuti, facendo sprofondare il paese in una carestia catastrofica. I rapporti con la nuova Russia non erano ostili, ma nemmeno particolarmente stretti. Negli anni 2000 e 2010, la Russia si era persino unita alle sanzioni globali volte a limitare il programma nucleare nordcoreano e le palesi violazioni dei diritti umani.
Tuttavia, con l'inizio della guerra in Ucraina, le relazioni sono entrate in una fase nuova. Pyongyang ha chiarito la sua posizione fin dall'inizio della guerra, essendo stato uno dei cinque governi a votare contro la condanna dell'invasione di Mosca alle Nazioni Unite (gli altri erano Bielorussia, Eritrea, Siria e la stessa Russia).
Nel 2023, l'ex ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha visitato la Corea del Nord (RPDC) e, pochi mesi dopo, nell'ambito del vertice tra i due paesi, Kim Jong Un ha compiuto una visita ufficiale in Russia, dove ha incontrato Vladimir Putin. Particolare attenzione è stata rivolta al cambiamento di retorica: le dichiarazioni congiunte includono sempre più formulazioni su “valori comuni” e “partnership strategica”. Tanto è vero che il dispiegamento di circa 15.000 militari nordcoreani sul campo di battaglia di Kursk era previsto dall'articolo 4 del Partenariato Strategico Globale, firmato da Putin e Kim lo scorso giugno. Questo consentiva a un Paese di fornire "assistenza militare e di altro tipo" all'altro in caso di invasione straniera.
Inizialmente, il Cremlino aveva negato le dichiarazioni, avanzate alla fine dell'anno scorso dall'intelligence ucraina e sudcoreana, secondo cui i nordcoreani stavano combattendo a fianco delle truppe russe.
A dicembre scorso, fonti giornalistiche avevano riportato che i soldati nordcoreani feriti a Kursk venivano curati in segreto negli ospedali russi, mentre ai soldati venivano rilasciati documenti d'identità falsi che li identificavano come appartenenti a minoranze etniche dell'Estremo Oriente russo, qualora fossero morti sul campo di battaglia.
Il presidente ucraino Zelenskyy aveva anche affermato che i soldati nordcoreani rischiavano di essere giustiziati dai loro stessi alleati in caso di cattura e solo ad aprile, Russia e Corea del Nord hanno confermato ufficialmente che le loro truppe stavano combattendo a fianco a fianco, con Putin che ha ringraziato "i nostri amici coreani" per aver agito in base a "solidarietà, senso di giustizia e vero cameratismo" durante la battaglia di Kursk. Allo stesso tempo, Kim ha elogiato i suoi soldati per la loro "missione sacra".
Allora, fu anche ipotizzato che la segretezza iniziale sia stata mantenuta su richiesta della Corea del Nord perché i coreani avrebbero una loro logica interna, una loro propaganda, una loro ideologia e dovevano adattare la questione alla loro comunicazione interna. E’ probabile che i coreani che abbiano chiesto ai russi di non sollevare la questione e solo una volta capito come gestirla in patria, abbiano deciso che era giunto il momento di dire la verità.in movimento.
