di Alessandro Mauriello
Lo scorso mese la Corte di giustizia dell' UE, si è espressa con una sentenza storica per il mondo del lavoro, quella della direttiva sul salario minimo contro cui Svezia e Danimarca avevano fatto ricorso. Stimolati dai sindacati interni nazionali i rispettivi governi ritennero che tale provvedimento, lenisse autonomia delle parti sociali. La Corte invece, ha confermato con la sentenza in oggetto la legittimità del provvedimento.
In altre parole, questa sentenza imprime una svolta sociale ,come definita dal prof. Maurizio Ferrera. Svolta sociale che delinea l'idea di Delors, sulla necessità di una dotazione di uno zoccolo sociale per una vera economia e società della conoscenza, anticipando il concetto di Sostenibilità sociale e di " prosperità condivisa" ( M.Ferrera) .
Tale idea fu accantonata dalle classi dirigenti europee, verso una integrazione economica e monetaria, senza uno sguardo cooperativo e sociale. Politiche dell' Austerità, che provocò l' ascesa degli Euro scettici, e di crisi esistenziale della stessa UE.
Nel 2017 si imprime al quadro descritto, un cambiamento strutturale verso un Pilastro Europeo dei diritti sociali, regole e risorse per i sistemi nazionali di fronte alle sfide epocali della società iper complessa. Tale cantiere si compone di: 1. Diritti sociali come direttive sulla conciliazione vita lavoro, parità nelle retribuzioni , trasparenza dei CCNL, legislazione sulle nuove piattaforme , salario minimo. 2. Mobilità dei lavoratori e dumping sociale e economico 3. Creazione di una Agenzia UE del lavoro per il controllo degli abusi. 4. Nuovi schemi finanziari per reagire alle crisi pandemiche da parte dei sistemi nazionali come il Fondo Sure. Il progetto di questa Unione Sociale UE ha "lo scopo di creare cooperazione che fornisca riparo e rafforzi le capacità sociali dei paesi UE"(M. Ferrera), una strategia di ripartenza solidale e di competitività che rilanci il progetto comune della nostra UE.
