di Gianni Lattanzio
C’è sempre un momento, nella storia, in cui il potere smarrisce il senso del limite e si illude di poter piegare la realtà alla propria volontà. Sant’Agostino lo aveva compreso osservando il tramonto dell’Impero romano: tra la civitas Dei e la civitas terrena non vi è soltanto una distinzione teologica, ma una tensione permanente tra chi crede che la forza fondi l’ordine e chi sa che senza giustizia non vi è che dominio.
Leggi tutto: Tra la città di Dio e la città degli uomini: Rubio, Leone XIV e l’illusione della forza
di Gianni Lattanzio
L’entrata in vigore, seppur provvisoria, dell’Interim Trade Agreement tra Unione europea e Mercosur non è una semplice notizia di cronaca economica: è uno di quei passaggi che, in silenzio, spostano le faglie della geopolitica.
Non stiamo assistendo soltanto alla graduale eliminazione di dazi; stiamo vedendo l’Europa tentare di ridisegnare il proprio posto nel mondo, riaprendo un grande fronte atlantico che da troppo tempo viveva ai margini dell’immaginario strategico di Bruxelles.
di Gianni Lattanzio
Nel secondo mandato di Donald Trump, con una guerra in Iran che divide l’Occidente e un’Ucraina logorata da un conflitto senza sbocchi chiari, la visita di Stato di re Carlo III negli Stati Uniti non è una parentesi di folklore monarchico, ma un’operazione di alta geopolitica. Dentro il rituale delle parate, dei brindisi e delle foto a beneficio dei social si è consumata una partita delicata: usare il linguaggio delle cortesie di Corte per mettere limiti, almeno simbolici, all’unilateralismo della Casa Bianca e ricordare a Washington che l’“alleato naturale” europeo non è disposto a seguirla in ogni sua avventura.
Leggi tutto: Re Carlo a Washington: quando il “soft power” prova a mettere in riga la superpotenza
di Gianni Lattanzio
Le elezioni in Bulgaria del 19 aprile e quelle ungheresi del 12 aprile ridisegnano, in pochi giorni, una parte sensibile della geografia politica dell’Unione. In due Paesi entrati nell’Ue nel 2004 e nel 2007, nel cuore di quella “nuova Europa” che avrebbe dovuto consolidare la democrazia post‑comunista, gli elettori hanno mandato messaggi diversi ma convergenti: basta status quo, serve una nuova sintesi tra sovranità nazionale, integrazione europea e giustizia sociale.
Leggi tutto: Bulgaria e Ungheria, la nuova frontiera dell’Europa politica
di Gianni Lattanzio
in un Mediterraneo segnato da fratture, incertezze e conflitti che sembrano non trovare sbocco, il Regno del Marocco si staglia come un raro punto fermo. Mentre ai suoi confini si moltiplicano crisi e instabilità, Rabat ha scelto una via diversa: stabilità interna, apertura internazionale, costruzione paziente di partenariati strategici. È questa traiettoria, più che un semplice dato di cronaca, a farne oggi un pilastro di stabilità nel fianco sud dell’Europa e un ponte naturale tra Italia e America Latina.