....e nuova architettura delle connettività globale
di Tiberio Graziani
Negli ultimi trent’anni, la globalizzazione è stata sostenuta da un ordine internazionale a guida occidentale fondato su tre pilastri: l’interdipendenza dei mercati, l’espansione delle catene globali del valore e un quadro multilaterale relativamente stabile per la regolazione dei flussi commerciali, degli investimenti e delle tecnologie.
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di Gianni Lattanzio
La tragedia che si consuma oggi in Iran non è soltanto la storia di un Paese lacerato dalla repressione, ma il banco di prova della credibilità morale e politica dell’Europa. Le esecuzioni di massa, le proteste soffocate nel sangue, i corpi dei giovani restituiti alle famiglie come monito di terrore interpellano direttamente le coscienze e le istituzioni del nostro continente. In questo scenario non basta più alzare la voce: è tempo che l’Unione europea trasformi la propria indignazione in atti concreti, a cominciare dall’uso dei beni congelati del regime per risarcire le famiglie dei condannati a morte.
Leggi tutto: L’Europa alla prova dell’Iran: dai beni congelati alla giustizia per le vittime
di Gianni Lattanzio
La guerra in Ucraina non è soltanto un conflitto in corso nel cuore dell’Europa, ma il prisma attraverso cui si rifrange una più ampia crisi dell’ordine internazionale, in cui la logica della forza tende a sostituire progressivamente il riferimento al diritto e alla cooperazione multilaterale. Attorno alle trincee del Donbass, infatti, si intrecciano oggi le tensioni che attraversano il sistema globale: la ridefinizione dei rapporti fra Stati Uniti ed Europa, l’assertività della Russia e della Cina, le nuove contese per le risorse energetiche, le rotte marittime e gli spazi strategici dell’Artico.
Leggi tutto: La guerra in Ucraina: attualità e prospettive alla luce delle crisi nel mondo
di Elisabetta Trenta
L’intervento statunitense in Venezuela viene letto, nella maggior parte dei commenti, come un fatto circoscritto: la fine di un regime, la forza dell’opposizione, l’efficacia dell’azione militare. Ma questa lettura rischia di essere miope.
Ciò che conta davvero non è il caso venezuelano in sé, bensì il precedente che viene creato.
Leggi tutto: Oltre il Venezuela, il precedente che non può essere accettato
Intervista con Igor Shestakov, direttore del Centro Studi “Oy Ordo”
di Pietro Fiocchi
In Kirghizistan le elezioni parlamentari, anticipate, si sono svolte il 30 novembre scorso. Il 14 dicembre sono stati resi pubblici i risultati elettorali ufficiali e mercoledì 17 dicembre il primo giorno dei lavori del nuovo Parlamento.
Ne parliamo con Igor Shestakov: politologo, direttore del Centro Studi “Oy Ordo” (Kirghizistan), membro del comitato esperto del Centro di analisi delle relazioni internazionali del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Kirghizistan.
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