Tiziana Alla sarà la prima telecronista a commentare, per la Rai, i Mondiali di calcio, ma deve diventare la normalità: dallaprima giornalista sportiva a condurre in tv privata, Rosanna Marani, nel 1976, ad oggi, sono passati 50 anni
di Emanuele Mariani
Il Mondiale di calcio del 2026, in programma negli Stati Uniti, in Canada e in Messico dal 11 giugno al 19 luglio, nonostante l’ormai tristemente consueta assenza dell’Italia (eliminata nel playoff dalla Bosnia), entrerà lo stesso nella storia della televisione del nostro Paese: per la prima volta, infatti, la tv pubblica affiderà a una donna la telecronaca di alcune partite degli uomini,per i Mondiali 2026.
La giornalista Rai in questione è Tiziana Alla, che da quattro anni segue gli azzurri da bordocampista per la rete ammiraglia Rai 1 HD, durante le partite della Nazionale:sarà inviata negli Stati Uniti, Canada e Messico per raccontare come prima voce le sfide più importanti della Coppa del Mondo.
La Rai, che si era aggiudicata i diritti in chiaro (l’intero Mondiale sarà su Dazn) prima della funesta mancata qualificazione dell’Italia, punterà così anche su una dizione femminile. Detentrice dei diritti di trentacinque partite in chiaro, ha scelto infatti proprio Allae lei ha commentato così al Corriere della Sera: “È un’opportunità pazzesca, ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe. Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida (n.d.r.: confermato,il 17 aprile scorso, nel ruolo dal Cda Rai). Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia”.
Alla non si sente né suffragetta né vittima, e al Corriere che le domanda di quel giugno 2022, quando la Germania batte l'Italia 5-2 e il portiere Donnarumma nel post partita le risponde male, spiega: "Prese gol dopo un errore con i piedi e gli feci presente che non era la prima volta, lo aveva già fatto in Champions contro il Real. Ma la sua replica fu normale, avrebbe risposto stizzito anche se al mio posto ci fosse stato un uomo. Non me la presi neanche, le emozioni a caldo degli atleti vanno rispettate".
Originaria dell’Umbria, 61 anni, laureata in Scienze Politiche, Tiziana Alla ha frequentato e studiato alla Scuola di giornalismo di Urbino e da lì ha iniziato il suo percorso nella professione, passando anche dal Messaggero e dal Corriere dello Sport, prima di approdare in Rai nel 2000.
La sua prima telecronaca di calcio, come raccontato dalla stessa giornalista, risale al 2006 per un Piacenza-Juventus di Serie B, causa calciopoli: “Allora lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta: ‘Non si può sentire una voce femminile sul calcio’. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è”, racconta oggi, a pochi mesi dall'appuntamento con i Mondiali. Per Alla, il salto di qualità professionale avviene nel 2019, quando viene scelta per commentare le partite della Nazione femminile (quella che quest'estate è arrivata in semifinale agli Europei) ai Mondiali. Poi, nel 2022 l’allora direttrice, Alessandra De Stefano (prima donna alla guida di Rai Sport) decide di cambiare e sceglie proprio lei per il ruolo di bordocampista della Nazionale maschile, facendola subentrare ad Alessandro Antinelli, che lascerà quel ruolo ricoperto per 12 anni.
Il suo stile? Asciutto. "A me non piace - dice al Corriere - riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati. Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato". In tema di quote rosa, sempre il servizio pubblico si era mostrato sensibile al tema del genere nel 2020, a commentare la finale dell’Europeo era stata scelta come seconda voce Katia Serra accanto a Stefano Bizzotto. Ed oggi Alla, che deve la passione per il calcio el’ha portata a specializzarsi proprio in questo sport, al papà che da ragazzina la portava allo stadio e che già alle scuole medie scriveva i suoi primi articoli,dice che la sua speranza è semplicemente quella "di fare un bel lavoro. E che dopo di me di telecroniste donne ce ne siano tante".
Alla – che si definisce appunto una «telecronista della vecchia scuola» – ha proseguito la sua carriera da giornalista sportiva fino a ottenere questo prestigioso riconoscimento, avere il privilegio di raccontare un Mondiale. Il segno che qualcosa sta cambiando, anche se più lentamente che in altri settori. «Se una persona sa fare una cosa, è giusto che la faccia a prescindere dal genere, perché la valutazione deve basarsi sul merito», ha detto al Messaggero. La strada la sta tracciando anche lei: «A una giovane giornalista consiglio di provare e riprovare, io facevo le telecronache davanti alla tv senza audio». Le capacità da sole non bastano, però: «Poi ci deve essere qualcuno che ti dà l’opportunità di metterti davanti al microfono, io l’ho avuta e ringrazio chi me l’ha data.Cosa accadrà tra 10 anni? Dipende che direzione culturale prenderà la società e che modelli si imporranno”.
Ci si augura che il modello sia quello del servizio pubblico, che a dispetto dei pregiudizi citati dalla stessa Alla, le ha dato il ruolo che si merita.
Tiziana Alla, dunque, già telecronista delle partite internazionali europee e mondiali del calcio femminile, ora sarà la prima donna telecronista di incontri mondiali di calcio maschili: cade un alto tabù dai tempi della prima giornalista donna ad interessarsi di calcio, nei primi anni ’70, Rosanna Marani che è stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976, ma è anche stata la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV. Per Telenorditalia, emittente lombarda, ha condotto infatti Bar Sport, un talk show dedicato al calcio, allo sport e ai protagonisti degli anni ‘70. Inoltre, nel 1974, è stata anche la prima giornalista a seguire il Giro d'Italia.
Poi, dovettero passare anni, per avere, nel calcio, la prima donna a Tutto il calcio Minuto per Minuto, Donatella Grifoni.
Era il 29 maggio 1988 e dalle frequenze di Radio Rai, la voce di Grifoni riuscì in pochi secondi a rompere il tabù del calcio riservato esclusivamente agli uomini e commentato solamente da giornalisti (la Grifoni è andata in pensione il 13 febbraio di quest’anno). Poi, sarà Paola Ferrari a diventare la prima donna a condurre stabilmente La Domenica Sportiva dal 1996 al 1999, e sarà anche la prima donna alla guida di 90° minuto nella stagione 2003-2004, dove, invece, la prima collega ad apparire stabilmente nei collegamenti di 90º minuto era stata Donatella Scarnati, dal 31 dicembre 1988, da Roma.
In passato, le co-conduttrici (per lo più annunciatrici Rai celebri, come Maria Grazia Picchetti e Rosanna Vaudetti, per le edizioni della Domenica Sportiva dal 1964 al 1969 o quelle del noto Processo del Lunedì di Aldo Biscardi degli anni ‘80) affiancavano i conduttori uomini (ricordiamo, tra tutte e tra le prime degli anni ’80-90, Maria Teresa Ruta e Simona Ventura, sempre con Sandro Ciotti, rispettivamente nelle edizioni della Domenica Sportiva, del 1986-1991 e del 1992-1994).
Tra le tv private, a Telemontecarlo, ricordiamo Alba Parietti nel 1990, in Galagol e Carolina Morace, sempre a Galagol, nel 1992, prima calciatrice a condurre un programma di squadre di calcio maschili e prima donna ad allenare una squadra maschile professionistica (Viterbese, 1999), trasmissione che sarà condotta, in quegli anni, anche da Marina Sbardella, giornalista e prima donna italianadirigente sportivo, a livello mondiale, ai vertici del calcio femminile planetario della FIFA.
In quella redazione di Telemontecarlo, sin dalla metà degli anni ’80 ed in particolare per i Mondiali 1990, la presenza delle donne che si occupavano di sport e di calcio fu particolarmente importante e costituì, per le colleghe di quell’emittenteprivata, che vi presero parte, una grande opportunità di crescita professionale, inizio di brillanti carriere.
I volti noti furono anche effigiati, prima dell’inizio dei Mondiali 1990, in una celebre foto, con lo sfondo dello Stadio di Milano – San Siro – Giuseppe Meazza, quasi come una squadra di calcio: accanto alle appena ricordate, Alba Parietti e Simona Ventura (che, ad inizio della carriera, per Telemontecarlo, raccontò i Mondiali di calcio del 1990, al seguito delle Nazionali italiana e brasiliana), ricordiamo, Paola Saluzzi (anche lei, ad inizio carriera, per tre anni a Telemontecarlo dove, dopo aver preso parte a commentare i Mondiali 1990, condusse Tg sportivi e fu inviata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992), Pina Debbi e Flavia Filippi, entrambe ancora oggi a La 7 (già Tmc), la prima come vicedirettrice del TGLa7, la seconda ha guidato per quasi 10 anni la redazione cronaca prima di fare l’inviato speciale sempre per il tg di Mentana, dove da alcuni anni si occupa di cronaca giudiziaria e appuntoMarina Sbardella, figlia dell’arbitro Antonio e sorella dell’allenatore di calcio Enrico, i primi esordi in Rai, fin dal 1976, presentando il programma "Prossimamente - programmi per sette sere" ed in quell’anno una delle "donne parlanti" di Renzo Arbore neL'altra domenica.
Iscritta all'Albo dei Giornalisti, sempre dal 1976, iniziò la carriera giornalistica al TG3 della Rai. Passò successivamente a TMC, conducendo dal 1987 al 2001 i principali programmi sportivi della rete, da "Galagol" a "Sportissimo" a "Mondocalcio" e raccontando da inviata 4 edizioni di Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio. Ha anche partecipato a diverse edizioni de Il processo di Biscardi. Dal 1992 al 1997 è stata Presidente della Divisione Calcio Femminile della F.I.G.C. per la quale ha organizzato un Campionato europeo in Italia (1993). Durante il suo mandato, la nazionale di Carolina Morace (che, nel 1992, condusse “Galagol”, programma cui prese parte, nelle prime edizioni degli anni ’90, anche la Sbardella) ha disputato 2 finali europee e si è qualificata alla terza edizione dei mondiali svoltasi negli Usa.
Per TMC e successivamente per LA7 ha condotto i telegiornali sportivi della testata di cui è diventata responsabile con la nomina nel 2000 a caporedattore.È statala prima donna italiana dirigente sportivo a livello mondiale e membro della commissione calcio femminile della FIFA, dal 1992 al 2016, per la quale ha collaborato all'organizzazione del Campionato del mondo di calcio femminile.
È stata anche membro della task force FIFA 2000 che ha proposto la Video Assistant Refree (VAR) in ambito dell'International Football Association Board.
È stata anche delegato UEFA. Ha ricevuto numerosi premi tra i quali il "Microfono d'argento", il "Paladino d'oro", il premio Panathlon, il premio Sportilia.
Poi, con avvento delle tv a pagamento, tante grandi professioniste tra Mediaset (Monica Vanali,Monica Bertini, Francesca Benvenuti), Ilaria D’Amico (che esordì, nel 1997, in Rai International con La Giostra del gol, trasmissione calcistica destinata agli italiani all'estero e poi per molti anni a Sky), Diletta Leotta, Giorgia Rossi e tante altre (e chiedo scusa se dimentico qualcuna). Loro hanno aperto la strada alle tante brave colleghe che oggi lavorano, non solo nella carta stampata e nelle emittenti pubbliche e private, anche pay-tv e sui social, con successo, come Sabrina Gandolfi (che, nella stagione 2014-15 condusseLa Domenica Sportiva, mentre dal settembre dello stesso anno le vengono affidate le interviste post partita delle partite ufficiali ed amichevoli della Nazionale, oltre ad aver condotto tante edizioni della Domenica Sportiva Estate e di recente le Notti Olimpiche di Milano – Cortina 2026) e Simona Rolandi, conduttrice della Nuova Domenica Sportiva dal 2023, confermata per la terza edizione consecutiva (2023-2024, 2024-2025, 2025-2026)
Di sport e giornalismo al femminile, va ricordato un importante convegno tenutosi il 18 aprile 2015 (un sabato), nell’ambito della quarta giornata del FestivalInternazionale di Giornalismo, che si svolge ogni anno, a Perugia. Al Teatro della Sapienza, si è svolto dalle 17,30, il panel dal titolo “Giornalismo sportivo: singolare femminile?”. Ospiti sono state le quattro giornaliste sportive Rosanna Marani, Elisa Calcamuggi (al tempo del convegno, giornalista di Sky Sport 24), Nicoletta Grifoni(Rai Marche poi in pensione dal 13 febbraio 2026) e Simona Rolandi (Rai Sport). Ha condotto l’incontro il giornalista di Rai Molise, Giorgio Matteoli. Attraverso il racconto da parte delle ospiti delle proprie vicende professionali, si è indagato il rapporto tra giornaliste donne e giornalismo sportivo, mettendone in luce l’evoluzione nel corso degli ultimi decenni e le difficoltà che ancora lo caratterizzano. Significativo a questo proposito un dato citato da Matteoli: secondo una recente ricerca condotta da MediaLab, gli ultimi due quotidiani di livello nazionale per presenza di giornaliste sono la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport.
Rosanna Marani è stata la prima donna a scrivere per la Gazzetta dello Sport, nel 1973. Ricorda così il suo esordio sulle pagine del quotidiano rosa: «Il direttore di allora non ne voleva sapere di avere una giornalista donna. Ma io caparbiamente insistevo nel chiedergli una occasione per dimostrare quanto valessi. Dato che non demordevo, mi disse che avrei potuto scrivere per la Gazzetta se fossi riuscita a procurargli un’intervista di Gianni Rivera, che allora era in silenzio stampa da sei mesi».
Grazie alla sua determinazione e tenacia, riuscì ad ottenere una lunga intervista dal capitano del Milan, che venne pubblicata l’11 settembre 1973, una data a suo modo storica per il giornalismo sportivo femminile in Italia.
Anche gli inizi professionali di Nicoletta Grifoni non furono semplici; fu decisiva una serie di occasioni colte con coraggio al momento giusto, che le consentì di farsi notare da diversi responsabili di programmi sportivi radiofonici. Fu così che dalla radiocronaca di una semplice corsa podistica, riuscì a passare a quella della pallacanestro e quindi alle dirette del calcio. Per Grifoni il coraggio è un requisito indispensabile nella carriera di una giornalista sportiva: «Noi donne siamo più sensibili alle critiche, perché fin da piccole ci educano a essere brave in tutto e a cercare di evitare le critiche. Per questo molte donne, che pur avrebbero le capacità per fare telecronache sportive, si chiedono: “ma chi me lo fa fare? Al primo sbaglio, in quanto donna, verrei subito sommersa dalle critiche”».
Simona Rolandi, volto televisivo di Rai Sport, ha confermato: «Nel calcio, la tolleranza nei confronti delle giornaliste donne è pari a zero. A un uomo vengono perdonati gli errori, a una donna no. Per questo per noi donne è ancora più importante studiare il mestiere ed essere preparate. Senza preparazione non possiamo andare da nessuna parte».
«I direttori e i redattori hanno una grossa responsabilità nei confronti di noi giornaliste» ha spiegato Elisa Calcamuggi. «Troppo spesso, quando veniamo messe alla prova, se qualcosa va storto il progetto viene subito cambiato e la giornalista viene sostituita dopo i primi errori. Invece bisogna dare fiducia alla persona, prima che alla giornalista, consentirle di crescere.2022
Quando si parla di giornalismo al femminile salta subito all’occhio una questione, soprattutto per quanto concerne il video-giornalismo. Si predilige la competenza o la bella presenza? La prima risposta dovrebbe essere quella scontata, ma purtroppo non sempre è stata messa in pratica. Ciò avviene anche perché molto spesso vi è una confusione di fondo nel ruolo da svolgere. In sostanza, si fraintende il ruolo di giornalista con quello di conduttrice e si arriva a focalizzarsi sugli aspetti sbagliati. Proviamo a ripercorrere brevemente le radici del problema.
Per le donne, lavorare nel campo del giornalismo, soprattutto ai suoi albori, per le donne non è stato facile. Hanno dovuto affrontare una doppia difficoltà. Il compito però si è complicato ulteriormente nel momento in cui la figura della giornalista donna è entrata nel mondo sportivo. A farla da padrone sono in primo luogo i pregiudizi, perché notoriamente “cosa ne sa una donna di sport?”, giusto per citare una leggera domanda che ogni ragazza che si sia approcciata al giornalismo ha purtroppo visto rivolgersi almeno una volta.
Dove sta l’errore in questo? Non tanto nella persona che pone la domanda, quanto nella cultura che l’ha influenzata, affermando erroneamente che ci sono campi che possono essere solo maschili. Ciò ha portato a tutta una serie di conseguenze, quasi ad effetto domino, che ha reso ancora più difficile il lavoro delle giornaliste. In diversi contesti, ancora oggi, si sfrutta la loro immagine, magari per attirare il pubblico. Insomma, solo “bella presenza” e magari non vengono richieste competenze.
Per fortuna, il tempo non trascina solo le cattive usanze ma è anche portatore di cambiamenti come quelli dagli anni ’70 ad oggi. In particolare, se si vogliono ricercare due figure pioneristiche e foriere di cambiamenti, queste andrebbero individuate in Rosanna Marani e Manuela Righini.
Nel 1976, Marani, come detto, divenne la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV.Righini invece è considerata la prima giornalista sportiva in Italia, modello per tante giornaliste e giornalisti e che ci ha lasciato troppo presto a soli 59 anni, il 21 giugno 2010. Sono proprio i ruoli svolti da loro due a permetterci di operare una distinzione.
Vi è poi una differenza tra conduttrice e giornalista. L’elemento fondamentate,che contraddistingue le due professioni, è che non per forza il conduttore, in questo caso la conduttrice, deve essere giornalista. In secondo luogo, compito di chi conduce una trasmissione televisiva è quello di intrattenere, non sempre vi è bisogno di una preparazione approfondita su ogni tematica alla base, sebbene nella maggior parte dei casi ci sia. Molto spesso però le donne, in virtù di quella domanda già riportata sopra, vengono relegate a questo ruolo, perché viene malamente inteso come quello in cui non sono necessarie troppe competenze. Da qui deriva poi l’importanza della bella presenza, perché fa parte della conduzione e dell’intrattenimento.
Giornalista è chi invece si assume il ruolo di informare, si presenta preparata alle trasmissioni e sa creare un dialogo e dibattito costruttivo. Solo negli ultimi tempi si sono viste donne ricoprire veramente questo ruolo e il tutto sembra essere andato di pari passo con lo sviluppo e la crescita anche dello sport femminile. Via via poi la questione si è espansa e si è riusciti ad entrare anche nel business dello sport maschile, ma è stato un processo piuttosto lungo. Si pensi che per vedere la prima donnacommentare una finale dell’Italia del calcio, abbiamo dovuto attendere fino all’11 luglio 2021. Esatto quell’Italia-Inghilterra che per via di un’indisposizione da parte della coppia di telecronisti titolari aveva spinto la Rai a puntare su Stefano Bizzotto e Katia Serra.
La competenza dunque non manca alle giornaliste italiane (anche a quelle che si occupano di sport) e per rispondere ancora alla fatidica domanda, sì, una donna di sport ne capisce e lo può anche raccontare. Si potrebbero fare davvero tantissimi esempi da Alessia Tarquinio e Giulia Mizzoni, così come Federica Zilleper citarne alcune.
O la stessa Giulia Pisani, che per dovere di cronaca, giornalista al momento non è, ma ha raccontato ottimamente come seconda voce fino a qualche giorno i mondiali di pallavolo per la Rai, antesignana di altre grandi ex atlete degli anni ’70, come Novella Callegaris (grande campionessa di nuoto, che, nel 1975, iniziò l'attività giornalistica, venendo chiamata da Mario Gherarducci a collaborare al Corriere della Sera. Un anno dopo (1976), Tito Stagno la fece passare in Rai; dagli anni 2000,collabora con Rai News 24, occupandosi di eventi sportivi e di varie rubriche di cultura e politica sportiva) e Mabel Bocchi (che ricordiamo con ammirazione e rimpianto, avendoci da poco lasciato, il 4 dicembre 2025, campionessa di basket che nel 2007 fu anche la prima cestista della storia a essere inserita nell'Italia Basket Hall of Fame, e che, nel 1978, iniziò un'attività parallela di giornalista sportiva in televisione e, dopo essersi ritirata dall'attività agonistica a 29 anni di età, negli anni ’80, partecipò (anche in veste di co-conduttrice) a diverse edizioni della Domenica Sportiva; in seguito diventò collaboratrice per il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport).
Lei tra l’altro ex giocatrice. Così come la stessa Katia Serra, già citata. Quindi forse bisognerebbe continuare a rivedere un po’ le situazioni e dare spazio veramente a chi merita. Talvolta in fondo, basterebbe solamente ascoltare e lasciare da parte dei pregiudizi che non dovrebbero nemmeno esistere.
Le giornaliste sportive ci accompagneranno tra commenti ed interviste per i prossimi campionati. Sono ormai famose al pari dei loro colleghi uomini, alcune anche più dei giocatori che scendono in campo. La «capitana» è senza dubbio Diletta Leotta, vera star indiscussa delle trasmissioni sportive degli ultimi anni.
Nata a Catania nel 1991, Diletta Leotta è oggi il volto di DAZN, l’icona della piattaforma. Sarà lei a farci vivere da bordocampo le partite, con commenti e interviste. La novità di DAZN è l’acquisto di un’altra giornalista: Giorgia Rossi.
Romana, Giorgia è molto preparata e fino alla scorsa stagione era la conduttrice della trasmissione Pressing di Mediaset. Come accade per i calciatori, anche per i giornalisti durante l’estate c’è il mercato. Ed ecco allora il colpaccio, Giorgia Rossi è passata a DAZN. «A me piace attaccare», ha detto, «in difesa non so stare, per questo sono passata a DAZN».
In Rai, vedremo ancora Paola Ferrari, la capostipite delle giornaliste nel calcio. «Sono stata la prima donna a condurre la Domenica Sportiva, ho fatto tantissimo».
Sempre sull’emittente di stato ci farà compagnia anche Simona Rolandi, un altro volto molto amato dagli appassionati di calcio. E non è finita, anzi. Perché facendo un po’ di zapping potremo vedere Eleonora Boi, Federica Masolin, Sarah Castellana,Giulia Mizzoni, Eleonora Incardona, KristelTalamonti, Jolanda De Rienzo, Giusy Meloni (oggi a Dazn e che ha avuto esordi in Rai curando i social, nei programmi sportivi sul calcio, da ultimo, Notti Europee del 2024), Laura Barth, che cura la parte dei social della Nuova Domenica Sportiva, Sofia Oranges, anche lei che interagisce con il pubblico dei social su Il Processo al 90° e Barbara Pedrotti, co-conduttrice di Sabato al 90°, insieme al conduttore, Alberto Rimedio, sempre su Rai Due, programmi curati da Rai Sport, e opinioniste come le giornaliste e conduttrici Valeria Ciardiello e Francesca BrienzaeManuela Nicolosi, arbitro internazionale dal 2010, che ha contribuito ad aprire le porte dell’arbitraggio alle donne facendo parte della prima terna femminile nella storia del calcio ad arbitrare una finale europea maschile, la Supercoppa tra Liverpool e Chelsea nel 2019. È stata la prima italiana ad arbitrare una Finale della Coppa del Mondo Femminile e ad essere selezionata a due Olimpiadi (Rio e Tokyo) ed a cinque tornei FIFA, premiata come miglior arbitro donna in Francia, dal2024, talent arbitrale di DAZN.
A proposito di Rai, in apertura, si parlava di Marco Lollobrigida. Ebbene, è stato confermato come nuovo direttore di Rai Sport. Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi il 17 aprile, a Roma, ha formulato parere favorevole alla nomina.
A Lollobrigida, la direzione di Rai Sport era già stata affidata ad interim, nel febbraio scorso, dopo le dimissioni di Paolo Petrecca, seguite alle polemiche sulla telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina.
Nato a Roma nel 1971, giornalista professionista dal 1998, Lollobrigida ha iniziato l'attività giornalistica nel 1994 come inviato e conduttore radio-televisivo, collaborando con emittenti locali e nazionali tra cui Rete Oro, Radio Montecarlo, Radio 105 e INN.
Dal 2001 al 2008 ha collaborato con Rai Sport con contratti a tempo determinato in qualità di redattore, partecipando alla realizzazione di programmi e rubriche tra cui "Basket Sat", "Sat Sport Notizie", "Mondiale Sera", "Sport Sera", "Mixer Sport", "Satellite C", "Pianeta D" e "40°minuto". Nel 2008 è stato assunto in Rai con contratto a tempo determinato presso Rai Sport; nel 2010, nell'ambito della "Redazione Unica", il rapporto di lavoro è diventato a tempo indeterminato. Nel corso della carriera ha svolto attività di telecronista, conduttore e inviato, seguendo eventi sportivi nazionali e internazionali, tra cui Olimpiadi estive e invernali, Campionati Mondiali ed Europei di calcio, competizioni internazionali di atletica leggera e tornei UEFA. Ha condotto programmi televisivi tra cui "Pianeta D", "40° minuto", "Satellite C", "Domenica Sportiva", "Il sabato della DS", "Calcio Champagne", "90° minuto", "Notti Europee", "TG Sport" e "Notti Mondiali", nonché programmi radiofonici su Rai Radio2 tra cui "Campioni del Mondo", rinominato nel 2025 "Radio2 nel pallone". Dal 2012 ha svolto incarichi di inviato per Rai Sport e dal 2013 è assegnato alla redazione "Calcio".
Nel 2023, gli sono state affidate le funzioni di Vice Direttore della Testata Rai Sport, con riconoscimento della qualifica di Capo Redattore. Svolge attività di docenza universitaria, presso Link Campus University nel corso "Sport e Media" (a.a.2023-2024), ed è autore di pubblicazioni editoriali, tra cui "Oro Rosa. Le donne che hanno portato l'Italia in cima al podio olimpico" (Rai Libri, 2024) e "Fiorentina da impazzire. La storia dalle origini ad oggi" (Airone Editrice, 2011). Nel corso della carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Cultura Sportiva Beppe Viola (2018), il Premio Pietro Calabrese (2021), il Premio Niccolò Carosio (2021), il Premio Federico II (2023) e il Premio Andrea Fortunato (2024).
Emanuele Mariani
