di Marco Pagliaro

Quadro normativo europeo e riconoscimento automatico

L’armonizzazione delle qualifiche sanitarie tra Paesi UE si basa sulla Direttiva 2005/36/CE e i suoi aggiornamenti (es. la Decisione delegata UE 2023/2383). La direttiva prevede il riconoscimento automatico delle professioni “settoriali” (tra cui medico e alcune specialità), purché la qualifica sia elencata negli allegati corrispondenti. Dove non è prevista corrispondenza automatica, si apre il sistema “generale” che può richiedere esami integrativi o periodi di adattamento, come ora accade per molti cardiochirurghi italiani in Francia in seguito alle recenti modifiche normative.

Dati e tendenze sulla mobilità sanitaria in Europa

Secondo l'ultimo rapporto ufficiale sulla mobilità sanitaria nell’UE, pubblicato dalla Commissione Europea nel 2025, solo il 2.9% (209.000) di tutti i professionisti della salute (medici, infermieri e altre figure) qualificati nell’UE lavorano in un altro paese membro. La percentuale dimostra grande potenziale ancora inutilizzato rispetto alle necessità di mercato uniforme e alle aspettative di mobilità.

La mobilità però non è omogenea: esiste infatti una netta divisione tra paesi emittenti (come Italia, Romania, Grecia, Portogallo) e paesi riceventi (es. Francia, Germania, Lussemburgo, Svezia). Dal 2010 al 2022, il flusso migratorio sanitario intra-UE è stato prevalentemente “est-ovest” e “sud-nord”. Ciò comporta forti squilibri: ad esempio, in alcuni anni, il Regno Unito ha registrato che oltre il 42% dei nuovi medici abilitati erano formati all’estero; in Belgio 25%, in Austria 13%. In Italia i numeri di medici stranieri restano invece bassi, ma molti medici italiani (specialmente giovani specialisti) lasciano il paese soprattutto per la Francia e la Germania.

Differenze e criticità specifiche nella cardiochirurgia

A livello europeo, la cardiothoracic surgery (chirurgia toracica e cardiovascolare) viene insegnata e certificata con criteri e nomenclature diversi tra paesi: in alcuni esistono specialità distinte (come Italia: cardiochirurgia e chirurgia toracica), in altri una sola specializzazione le comprende entrambe (Francia e Regno Unito: “Chirurgie thoracique et cardiovasculaire”). Questo crea problemi di armonizzazione nonché situazioni di discriminazione nella validazione dei titoli, come esposto nella lettera di europarlamentari sulla situazione dei cardiochirurghi polacchi e italiani, esclusi dagli albi specialistici in alcuni paesi proprio per la difformità di denominazione del titolo.

Una recente revisione internazionale segnala che permangono differenze sostanziali anche nella durata e nei contenuti pratici dei percorsi di formazione, nell’esposizione a certi tipi di intervento e nella regolamentazione degli standard minimi. L’introduzione dell’esame del Board Europeo di Cardiochirurgia (EBCTS) è un primo tentativo di uniformare almeno in parte la formazione e la certificazione pratica dei cardiochirurghi. Tuttavia, il suo valore e la sua obbligatorietà non sono riconosciuti in tutti gli stati membri, aggravando la disomogeneità.

Necessità di revisione e dati di policy

Diverse fonti internazionali sottolineano che i continui aggiornamenti della direttiva e le divergenze nei sistemi formativi stanno creando, più che barriere formali, insicurezze pratiche e ostacoli “burocratici” alla libera circolazione, fino a penalizzare la qualità delle cure in Europa. Da anni si sollecita una revisione coordinata tra Commissione, Parlamento europeo e istituzioni nazionali per:

standardizzare maggiormente i percorsi formativi e le nomenclature;

riconoscere l’esperienza clinica maturata e la posizione lavorativa già acquisita in caso di cambi normativi;

evitare effetti retroattivi penalizzanti per chi ha già maturato diritti sotto un regime precedente.

In sintesi: la mobilità sanitaria europea resta limitata rispetto alle potenzialità e agli scopi della direttiva UE. La cardiochirurgia, in particolare, è fortemente penalizzata dall’eterogeneità dei titoli e delle specialità, con effetti immediati su molti professionisti italiani attivi in Francia. La soluzione, secondo i report istituzionali e le analisi accademiche, passa da una maggiore armonizzazione nei contenuti della formazione, nella semplificazione delle procedure e nel riconoscimento della carriera professionale acquisita, oltre che in un rafforzamento di meccanismi di policy a protezione dei diritti dei lavoratori della sanità.

Marco Pagliaro – Cardiochirurgo IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e Coordinatore Sicch Legal

07-08-2025
Autore: Marco Pagliaro
Cardiochirurgo IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e Coordinatore Sicch Legal
meridianoitalia.tv

Questo sito utilizza cookie tecnici, google analytics e di terze parti. Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie. Se rifiuterai, nel tuo pieno diritto secondo la norma GDRP, la tua navigazione continuerà all'esterno del sito, Buon Navigazione Meridianoitalia.tv