di Alessandro Mauriello      

In un famoso Ebook un  mio ex professore Michele Sorice, sociologo e politologo presso Università La Sapienza di Roma affermò: " Insoddisfazione diffusa, disagio, protesta, crisi di legittimità, rabbia, rancore: tendenze che hanno un forte impatto politico, tanto da spingere a una profonda revisione delle stesse fondamenta costituzionali della vita democratica. Da un lato queste tensioni sembrano favorire la deriva verso modelli di democrazia ibrida permeabile a derive autoritarie o illiberali, dall’altro possono aprire lo spazio a esperienze di innovazione democratica favorendo la partecipazione dal basso.

Il presente rapporto di ricerca non intende solo raccogliere contributi sui temi proposti ma offrire una chiave di lettura originale sui fenomeni contemporanei derivata dalla sinergia fra approcci disciplinari differenti. A partire da una riflessione sui cambiamenti della società e sul loro impatto sulla politica, vogliamo chiederci se c’è ancora spazio per una Politica alta, con la “P” maiuscola capace di ricostruire processi di rappresentanza e veicolare nuove forme di partecipazione. Il civismo può rappresentare, nelle sue molte sfaccettature, una risposta all’autoritarismo e alle ipotesi di democrazia illiberale che si vanno diffondendo e continuano ad acquisire consenso, in particolare presso i ceti popolari e presso la classe media impoverita? 'Come si può rappresentare gli interessi dei cittadini senza incorrere nel pericolo del localismo imperfetto o altro, in assenza di veri partiti a democrazia deliberativa? (Il grande dubbio di ricerca di Goffredo Bettini in molti suoi lavori) . La risposta più cogente è nel reinventare attraverso nuovi processi di buona gestione e partecipazione alla democrazia sostanziale: 1. Innovazione sociale 2. Amministrazione condivisa 3. Coordinamento dei soggetti attivi e associazionismo 4. Dialogo sociale con enti del terzo settore e della cittadinanza attiva 5. Forum territoriali civici di discussione e deliberazione sui temi inerenti il territorio 6. Sviluppare una coscienza dei luoghi e della comunità. Strumenti che dovrebbero caratterizzare azione politica di un Civismo virtuoso, contro ogni autoritarismo e indifferenza alla cosa pubblica. La costruzione delle democrazie liberale è in crisi da molteplici anni, colpisce in maniera plastica gli strumenti e le procedure tradizionali della rappresentanza. Da qui scoppia il fenomeno della autoreferenzialità delle classi dirigenti, astensionismo incontrollato. I partiti politici, come afferma il prof. Enzo Cheli hanno perduto la loro originaria capacità aggregante e la loro naturale funzione di corretta rappresentanza delle comunità sottostanti. Tale scenario si compone inoltre, di una comunicazione politica versata alle pulsioni populiste, invece che al ragionamento sul Bene Comune delle piattaforme politiche tradizionali. Come si conserva in questo quadro, il nostro modello democratico? 1. Ridando senso alla partecipazione politica con partiti politici soggetti di cambiamento sociale 2. Mettendo al centro dell' azione politica dei partiti la formazione politica e selezione della classe dirigente 3. Difendere i presidi istituzionali e le idee della nostra Carta Fondamentale.

                              

14-11-2025
Autore: Alessandro Mauriello
sociologo del lavoro e dell' organizzazione presso la Fondazione Buozzi.
meridianoitalia.tv

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