di Ciro Maddaloni
Quando si parla di istruzione non bisogna considerare questa attività solo come un "passaggio obbligato" che si deve compiere durante la giovinezza, perché in effetti oltre che di istruzione bisogna parlare anche di formazione, che è un processo continuo che deve durare tutta la vita e che ci aiuta a modellare la nostra capacità di comprendere e interagire con il mondo.
Che si tratti di un ragazzo sui banchi di scuola o di un adulto che decide di rimettersi in gioco, investire nella conoscenza è l'unico modo per non diventare spettatori passivi della propria vita. Per i giovani, l'istruzione è fondamentale per costruire le fondamenta della propria vita.
Per i meno giovani, può aiutare a migliorare la propria condizione lavorativa, economica e sociale. Perché l'istruzione è molto più che imparare date o formule. È la chiave per l'autodeterminazione, per la consapevolezza e per costruire il proprio futuro. L’istruzione, inoltre, se utilizzata in modo attivo da parte dei giovani rappresenta ancora oggi il principale ascensore sociale. Permette di superare le barriere economiche di partenza e aspirare a professioni più gratificanti e meglio remunerate.
La scuola e l'università insegnano la disciplina, la gestione del tempo, la capacità di comprendere gli eventi della vità e sviluppano la capacità di collaborare con gli altri, quindi di vivere nella società in modo attivo. Oggi disponiamo di mezzi potentissimi per migliorare l’istruzione dei giovani, come ad esempio i supporti multimediali per lo studio delle lingue straniere, e la disponibilità dell’infinita “biblioteca” Internet che se usata con consapevolezza può aiutare nella formazione durante tutto il ciclo di studio, vita professionale e vita sociale.
L’avvento dell’ Intelligenza Artificiale amplifica ulteriormente le capacità di consultazione della “biblioteca” Internet. L’Intelligenza Artificiale, infatti, non è più una curiosità tecnologica, ma un vero e proprio "motore" che sta trasformando il modo in cui possiamo imparare e che può supportare gli insegnanti nelle loro attività quotidiane. L’istruzione è la base, l’IA è un “amplificatore” che può aiutare i docenti e gli studenti a esplorare aree più ampie di conoscenza, rendendo al contempo il percorso formativo più fluido, “facilitato” per studiare concetti e nozioni in modo più approfondito.
Per lo studio di materie scientifiche, per lo studio delle lingue straniere, per lo studio della geografia o della storia, l’IA rappresenta uno strumento di supporto che, se utilizzato in modo attivo (non passivo) può consentire un salto di livello nei percorsi di studio.
L’IA può aiutare gli insegnanti a sviluppare modalità educative più intuitive per gli studenti, dove l’insegnante assume il ruolo di mentore che non da solo nozioni o risposte, ma guida lo studente attraverso il ragionamento, adattando il linguaggio e la difficoltà in tempo reale in funzione del livello di apprendimento della classe. L’IA permette ai docenti di supportare meglio quegli studenti che possono avere difficoltà, ad esempio con la matematica, fornendo concetti in modo più semplice e intuitivo, adeguati ai livelli di apprendimento degli studenti.
L’IA può aiutare gli studenti a trovare velocemente le informazioni su cui focalizzare la loro attenzione e che devono approfondire per il loro percorso di studio.
Fermo restando che questi potentissimi strumenti non devono essere utilizzati solo per trovare velocemente le informazioni e utilizzarle per il proprio piano di studio. Devono insegnare a trovare le informazioni, a ragionare sulle informazioni trovate e a elaborare un ragionamento che aiuti i giovani ad assimilare questi concetti di studio.
L'insegnante sarà supportato in questo processo di verifica e controllo dell’apprendimento degli studenti da sistemi che lo supportano a creare domande personalizzate e adeguate al livello di apprendimento per ogni studente. L'IA non sostituisce l'insegnante, ma lo libera dai compiti ripetitivi come la correzione di test a risposta chiusa, e la definizione di programmi didattici per gli allievi.
Quello che gli insegnanti devono stimolare è la capacità critica e il ragionamento da parte degli studenti per prevenire il rischio che l’IA invece di aiutare gli studenti nel loro percorso di apprendimento, finisca per diventare “l’assistente che gli fa i compiti a casa”.
Per prevenire la "pigrizia cognitiva" i docenti non si devono limitare a insegnare a usare l'IA, ma a coinvolgere tutti gli studenti a verificare le risposte dell’IA attraverso una continua e approfondita verifica e riscontro delle fonti informative che sono state utilizzate per generare quelle informazioni. La collaborazione tra studenti e tra studenti e docenti sono la base su cui vengono costruite le relazioni umane e su cui si fonda l’apprendimento che l'IA può supportare, ma mai rimpiazzare.
Perché l'istruzione è l'unico bene che, una volta acquisito, nessuno può portarci via. È un investimento a capitale garantito che paga interessi per tutta la vita.
Su questi argomenti ed altro ancora verterà il Convegno che si terrà giovedì 30 aprile 2026, alle ore 17:00, a Palazzo Valentini, Via Quattro Novembre, 119a, Roma.
