Scarica l'app ufficiale di Meridianoitalia.tv per accedere a notizie e analisi direttamente sul tuo smartphone.

l’analisi in un libro della presidente di vigilanza rai, Barbara Floridia

di ​​​​​​​Emanuele Mariani
C’era una volta il servizio pubblico radiotelevisivo o meglio quale sarà il suo futuro e quello della Rai.  

Ecco, mentre a Roma, a viale Mazzini,sede, dalla metà degli anni ’60, della Direzione generale della più importante azienda culturale del nostro Paese, dal 31 gennaio 2025, sono in corso inoti lavori di ristrutturazione per la messa in sicurezza dello stabile, con spostamento delle risorse, in via Alessandro Severoed i vertici e i consiglieri di amministrazione temporaneamente trasferiti in via Asiago, non solo, a livello di principali immobili, sta accadendo qualcosa alla televisione pubblica. 

Ebbene il servizio pubblico radiotelevisivo sta vivendo una stagione importante di riforme normative, sulla spinta del nuovo regolamento europeo, entrato in vigore il 7 maggio 2024 e che si applica a partire dallo scorso 8 agosto 2025, denominatoEuropean Media FreedomActche si propone di salvaguardare la libertà e la pluralità d'informazione proteggendole da interferenze esterne o della politica dei vari stati membri, di proteggere l'indipendenza editoriale, le fonti giornalistiche, anche dall'uso di spyware e garantire il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico con risorse certe e definite secondo una effettiva programmazione di medio-lungo periodo.

Inoltre, il regolamento europeo introduce il diritto alla personalizzazione dell'offerta di media su dispositivi e interfacce. 

Altro pilastro della normativa è garantire la trasparenza della pubblicità statale per i fornitori di servizi di media e le piattaforme online; garantire che gli Stati membri forniscano una valutazione dell'impatto delle principali concentrazioni del mercato sul pluralismo dei media e sull'indipendenza editoriale. Infine poter aumentare la trasparenza della misurazione dell'audience per i fornitori di servizi di media e gli inserzionisti.

E tutto questo sta accadendo senza che faccia seguito unampio dibattito nel Paese (anche dal basso)che informi i cittadini e che appassioni proprio i fruitori della comunicazione, mentre è in discussione una legge di riforma (ancora da approvare in un ramo del Parlamento e calendarizzata solo di recente, nella prima settimana di marzo 2026, per la discussione che ha visto un rinvio, al Senato) che dovrebbe adeguarsi al predetto regolamento europeo, il quale impone una governance della tv pubblica autonoma ed indipendente dai governi di turno.

Per ricordare tutti questi passaggi e l’era di trasformazione anche digitale che la tv pubblica sta vivendo, con le numerose contraddizioni e,a volte, con scelte che potrebbero apparire condizionate da ostruzionismi con i quali si assiste al mancato pieno funzionamento di un importante organo di garanzia quale la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, la senatrice e presidente della predetta Commissione, Barbara Floridia, seconda donna della storia a presiederla (dopo l’onorevole Rosa Russo Iervolino, dal 26 settembre 1985 al 1 luglio 1987) ha inteso raccontare lo sviluppo e le vicende della sua azione parlamentare in un volume dal titolo: “C’era una volta la Rai” (Edizioni Dedalo; 120pp; 14,50 euro).

Insomma, cosa sta accadendo alla Rai nell'epoca del governo Meloni? Qual è il futuro del servizio pubblico? Qual è oggi il vero ruolo della Rai? Sono gli interrogativi a cui prova rispondere il nuovo libro della senatrice Floridia.

Un testo, che porta la prefazione di Luciano Canfora, dedicato ed indicato per "tutti quelli che vogliono un'informazione libera, autorevole e indipendente sul servizio pubblico".

   Con la sua esperienza alla guida dell'organismo parlamentare, la senatrice del Movimento 5 Stelle apre una riflessione sulla crisi di identità dell'azienda e del servizio pubblico di fronte alle nuove sfide globali.

   "In un'epoca dominata dalle piattaforme digitali, dai social network e dall'intelligenza artificiale, difendere l'indipendenza dell'informazione significa difendere la democrazia stessa, mai come ora messa in discussione", la tesi del libro.

   Tra pressioni politiche e l'arrivo dell'European Media FreedomAct, questo testo racconta perché il servizio pubblico non è, e non deve essere, un retaggio del passato, ma una risorsa fondamentale per il futuro dell'Italia.

Insomma un vero servizio pubblico, non un mero strumento del potere, che non dimentica il suo vero ruolo e valore fondamentale: essere e rappresentare un patrimonio di tutti, anche per chi vi lavora (a tutti i livelli, senza dimenticare il fenomeno del precariato e delle partite Iva), garanzia di pluralità e di indipendenza, insomma essere al servizio dei cittadini e della democrazia. La Rai, infatti, con la sua funzione affidata per legge in regime di concessione e per contratto di servizio, assolve il compito di unificare il Paese, fin dalla sua istituzione (per la radio, da quasi 102 anni ovvero dal 6 ottobre 1924, per la televisione da oltre 72 anni, dal 3 gennaio 1954, ricordando, chi scrive queste note, che i miei nonni materno e paterno furono tra i primi abbonati italiani rispettivamente alla radio ed alla televisione), dando una comunicazione ed informazione completa, imparziale, autorevole e pluralistica, nel rispetto dell’articolo 21 della nostraCostituzione.

Si tratta di un saggio attuale e coraggioso, che ci riguarda tutti. 

Spiega la Floridia che “quando ho deciso di scrivere il testo,l’obiettivo era uno: raccontare nel modo più chiaro, onesto e sincero possibile, cosa è accaduto nella Commissione di Vigilanza RAI da quando ho l’onore di presiederla.

Raccontare perché oggi quella Commissione è bloccata e perché questo blocco rappresenta un problema serio per la nostra democrazia.

Quando ho iniziato a scriverlo, però, non immaginavo che questo libro potesse diventare uno strumento così utile.

Me ne sto rendendo conto in queste settimane di presentazioni, ed in particolare, il 6 marzo scorso, a Roma, al Mondadori Bookstore

Ancora una volta ho capito che il modo migliore per affrontare i problemi è parlarne: spiegare, confrontarsi, mettere i fatti sul tavolo. Perché davanti alla verità, non c’è propaganda che tenga.

Quando ci si ferma a discutere diventa impossibile non comprendere quanto la Commissione di Vigilanza sia un presidio fondamentale per la democrazia del nostro Paese e quanto il suo blocco sia un danno grave. Ne ero convinta prima. Oggi lo sono ancora di più.

Lo vedo negli sguardi, nelle domande, nella curiosità e nell’attenzione delle tante persone che stanno partecipando alle presentazioni. Insomma la conoscenza si diffonde attraverso il confronto”.

Perla presidente della Vigilanza, Floridia (M5S), autrice del libro, “il servizio pubblico deve tornare autorevole”.

Il testo invita a lottare per salvaguardare la libertà di informazione.

La presidente Floridia, nel suo libro “C’era una volta la Rai”racconta la crisi e la trasformazione del servizio pubblico in un’epoca dominata da piattaforme digitali e algoritmi globali. 

In questo contesto, ecco quale dovrebbe essere oggi – secondo la senatrice Floridia - la missione della Rai per mantenere il suo ruolo di presidio del pluralismo e della qualità dell’informazione, evitando di diventare semplicemente un attore tra i tanti nel mercato dell’informazione:

“La Rai deve tornare a fare la Rai. Deve essere quel faro di riferimento democratico che garantisce verità e autorevolezza, non un megafono politico. Per dire che qualcosa fosse vero, una volta si diceva “lo ha detto il telegiornale”. Oggi succede il contrario: la politica occupa i palinsesti in maniera capillare, un’occupazione resa possibile dalla legge Renzi e mai così evidente come oggi. Così il servizio pubblico perde credibilità, diventando un attore tra tanti anziché un presidio di pluralismo”.

Negli ultimi mesi il dibattito sulla governance della Rai si è riacceso con accuse reciproche di occupazione politica delservizio pubblico. Dopo l’esperienza alla guida della Commissione di Vigilanza, ecco – secondo la senatrice Floridia – quale dovrebbe essere il modello attuale che garantisca davvero autonomia editoriale, senza ripensare radicalmente il rapporto tra politica e servizio pubblico: 

“Il modello attuale va cambiato subito. Servono le regole del Media FreedomAct: rompere il legame tra nomine e governo, riportare il Parlamento al centro con maggioranze qualificate, e dire basta alle porte girevoli. Il servizio pubblico non può essere ostaggio delle beghe politiche della maggioranza, che usa il canone come arma. Le risorse devono essere garantite nel contratto di concessione, senza cali arbitrari. Così com’è, la strada è segnata verso la sanzione europea”.

08-03-2026
Autore: ​​​​​​​Emanuele Mariani
saggista e scrittore
meridianoitalia.tv
Scarica l'app ufficiale di Meridianoitalia.tv per accedere a notizie e analisi direttamente sul tuo smartphone.

Questo sito utilizza cookie tecnici, google analytics e di terze parti. Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie. Se rifiuterai, nel tuo pieno diritto secondo la norma GDRP, la tua navigazione continuerà all'esterno del sito, Buon Navigazione Meridianoitalia.tv