{"id":108,"date":"2020-05-24T14:57:05","date_gmt":"2020-05-24T14:57:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2020\/05\/24\/libia-un-posto-al-sole\/"},"modified":"2020-05-24T14:57:05","modified_gmt":"2020-05-24T14:57:05","slug":"libia-un-posto-al-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2020\/05\/24\/libia-un-posto-al-sole\/","title":{"rendered":"Libia: \u201cUn posto al sole\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Istruzione e colonialismo: quando l\u2019Italia costruiva scuole, strade e moschee<\/strong><\/p>\n<p>di&nbsp;<strong>Mario Nardicchia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201c\u00ab<span style=\"color: #ff0000;\">Crescit interea Roma Albae ruinis<\/span>\u00bb. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Quegli che disegnono che una citt\u00e0 faccia grande imperio, si debbono con ogni industria ingegnare di farla piena di abitatori; perch\u00e9 sanza questa abbondanza di uomini, mai non riuscir\u00e0 di fare grande una citt\u00e0. Questo si fa in due modi, per amore e per forza\u201d.&nbsp;<\/em>&nbsp;(Niccol\u00f2 Machiavelli \u2013\u201cDiscorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio\u201d. Libro secondo, III).<\/p>\n<p>Secondo i sussidiari italiani di pochi anni fa per il quinto anno della scuola primaria, nel fascicolo \u201cStoria e studi sociali\u201d, si leggeva letteralmente che le grandi potenze mondiali cos\u00ec motivarono la propria spinta al colonialismo tra l\u2019 \u2018800 ed il \u2018900:<\/p>\n<p>-si doveva portare la civilt\u00e0 ai popoli selvaggi;<\/p>\n<p>-si doveva estendere la fede cristiana a popolazioni pagane;<\/p>\n<p>-occorreva punire qualche popolazione perch\u00e9 aveva ucciso un missionario o un esploratore.<\/p>\n<p>I testi di storia per l\u2019ultimo anno della Scuola secondaria di primo grado riformata, ovvero per la vecchia e gloriosa Scuola Media, insegnavano ai nostri adolescenti che le politiche europee di espansione coloniale nel periodo citato poggiavano su:<\/p>\n<p>-il senso del prestigio politico e militare dello Stato;<\/p>\n<p>-l\u2019 idea della superiorit\u00e0 di alcune razze sulle altre;<\/p>\n<p>-la crescita demografica.<\/p>\n<p>I trattati di storia, infine, in uso negli Istituti del secondo ciclo del nostro Sistema educativo di istruzione, facevano affondare le radici del colonialismo:<\/p>\n<p>&#8211; nella grande depressione economica verificatasi nel periodo 1873-1896 in cui fu coinvolto il capitalismo europeo;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 15px 0px 15px 15px; float: right;\" src=\"images\/nardicchia2.png\" alt=\"nardicchia2\" width=\"200\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p>-nello spirito delle esplorazioni europee di natura scientifica, geografica ed antropologica nel continente africano;<\/p>\n<p>-nelle idee professate da pensatori come Nietzsche, o da letterati -per il nostro Paese- quale il \u201cvate\u201d pescarese Gabriele D\u2019Annunzio.<\/p>\n<p>Fatto sta che anche l\u2019Italia fu contagiata dal virus del colonialismo e dell\u2019imperialismo, tanto che in un volumetto apparso nel 1937-XV\u00b0 anno dell\u2019era fascista, prezzo \u00a3.4,50, facente parte della collana \u00ab\u201cPiccole guide di cultura\u201d e per la preparazione agli esami di concorso\u00bb, dal titolo \u201cItalia d\u2019oltremare\u201d, autore Carlo A.Avenati, Editore G.B.Paravia &amp; C.-Torino- Corso Vittorio Emanuele II,199, si legge al Capo I: \u201cChiamiamo Italia d\u2019Oltremare le terre al di l\u00e0 dei mari che bagnano il territorio del Regno e sulle quali s\u2019innalza la bandiera d\u2019Italia. Vale a dire la Libia, l\u2019Etiopia e le isole italiane dell\u2019Egeo. Vi si potr\u00e0 aggiungere, ma soltanto per certi aspetti, la Concessione italiana di Tien Tsin (porto di Pechino, Cina-ndr).<\/p>\n<p>Ebbene, i patri confini assunsero cos\u00ec un significato particolare, tenuto conto anche del discorso del Duce ai deputati fascisti il 25 maggio 1935-XIII: \u201cTutte le frontiere, e le metropolitane e le coloniali, sono indistintamente sacre\u201d, concetto questo importante da far passare in quanto, come si vedr\u00e0 pi\u00f9 avanti, servir\u00e0 a giustificare delle spese che il Governo affronter\u00e0 non solo per costruire infrastrutture, ma anche in campo religioso islamico, soprattutto in Libia.<\/p>\n<p>Ora, tralasciando l\u2019approfondimento sui fautori del colonialismo (Alfredo Oriani: \u201c\u2026l\u2019Italia che \u00e8 stata due volte il centro del mondo, risorta oggi Nazione, non pu\u00f2 sottrarsi a quest\u2019opera di incivilimento universale\u2026\u201d, Cavour, Umberto I, Crispi; \u201c<em>il posto al sole<\/em>\u201d per l\u2019Italia, \u201cgrande proletaria\u201d secondo il Pascoli, pervenuta -a detta della propaganda del regime- a \u201cnazionalit\u00e0 compiuta\u201d) registriamo l\u2019avvio&nbsp; \u2013all\u2019indomani della <em>Conciliazione<\/em> dell\u201911 febbraio 1929-VII (i cosiddetti Patti Lateranensi, sottoscritti da Mussolini e da Monsignor Gasparri, costituiti da un trattato e da un concordato il quale ultimo riconosceva nel \u201ccattolicesimo\u201d la religione dello Stato italiano) che tiene fuori ed al riparo il Vaticano, ma che permetter\u00e0 comunque al Duce di dichiararsi, come vedremo, garante del rispetto \u00aballe leggi\u00bb del Profeta quando i guerrieri libici gli offriranno, nel marzo del 1937-XV, la \u00abspada dell\u2019Islam\u00bb.-&nbsp; della cosiddetta \u201c<em>iniziativa<\/em>\u201d imperialistica nostrana dal volto, secondo la propaganda, spiritualistico che \u201cdiventa una sola cosa con il nostro nazionalismo o, se si preferisce, una sua logica conseguenza. La spiritualit\u00e0 dell\u2019imperialismo italiano sta proprio in ci\u00f2 che l\u2019Italia esprime, attraverso le conquiste d\u2019oltremare, un aspetto della propria <em>Iniziativa<\/em>, vale a dire la propria civilt\u00e0, ed ivi la coltiva n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di come la coltiva nel territorio del Regno\u201d (Capitolo I, punto I dell\u2019op. cit.).<\/p>\n<p>In verit\u00e0 le mire di occupazione coloniale in Africa e nella lontana Cina risalgono al Cavour e, successivamente, a dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia del 1861.<\/p>\n<p>La Libia, in particolare, cos\u00ec attuale da qualche lustro, era gi\u00e0 nei sogni espansionistici di Cristoforo Neri fin dal 1863. Ci volle per\u00f2 la dichiarazione di guerra alla Turchia, che l\u2019occupava, da parte dell\u2019Italia, il 29 settembre 1911 e che port\u00f2 con s\u00e9 una serie di battaglie per un anno intero, fino al Trattato di Pace con gli stessi Ottomani firmata a Ouchy (Losanna) il 18 ottobre 1912,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 15px 0px 15px 15px; float: right;\" src=\"images\/nardicchia3.png\" alt=\"nardicchia3\" width=\"200\" height=\"160\" \/> per conseguire il famigerato \u201cposto al sole\u201d. Un altro storico del regime, Augusto Lizier, in analogo volumetto della medesima Collana ma dal titolo \u201cLa storia italiana dal Risorgimento al Fascismo\u201d, pag.48, cos\u00ec sintetizza la fine della guerra, con tono di \u201c<em>reconquista<\/em>\u201d: \u201cLa Turchia cos\u00ec si indusse alla pace. All\u2019Italia restava il dominio della Tripolitania e della Cirenaica, che vennero comprese sotto il nome di Libia, ed il dominio del Dodecanneso. Cos\u00ec l\u2019Italia rafforzava la sua posizione nel Mediterraneo con la riconquista di terre che serbano ancora le imponenti tracce del dominio di Roma, o di isole, sulle quali, in tempi pi\u00f9 recenti, Venezia aveva fatto sventolare il vessillo di San Marco\u201d.<\/p>\n<p>Torna alla mente, a tal proposito, il perpetuarsi dei fasti del passato anche nei testi non prettamente storici o epici. Ecco, ad esempio, come Giuseppe Lipparini, autore&nbsp; di una grammatica per le scuole medie inferiori del dopoguerra, \u201cLa nostra lingua\u201d, Ed. Carlo Signorelli-Milano- 1952, \u00a3540, pag.3, classifica il nostro idioma in rapporto a quello dell\u2019Impero della Citt\u00e0 Eterna: \u201cL\u2019italiano \u00e8 la continuazione del latino, cio\u00e8 della lingua degli antichi Romani, signori del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la Marcia su Roma il Duce&nbsp; invia in Libia 60.000&nbsp; \u201c<em>regnicoli<\/em>\u201d che si aggiungono ai 704.123&nbsp; abitanti autoctoni (di cui 160.451 in Cirenaica) su un territorio di kmq 1.773.952, molto arido e poco adatto alle coltivazioni, ma al di sotto del quale giace quell\u2019 immenso tesoro costituito dall\u2019oro nero di cui, purtroppo, nessuno si accorge. I nostri rimpatrieranno dopo un cinquantennio, con l\u2019appellativo di profughi, quando un decreto del luglio 1970 emanato dal Colonnello Gheddafi esproprier\u00e0 i beni della comunit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;Le cifre sulla popolazione, cos\u00ec precise, sono dovute all&#8217; VIII Censimento Generale della Popolazione del Regno indetto per il 21 aprile 1936-XIV ed in occasione del quale fu stampato, a cura della \u201cCasa Editrice \u201cArti Grafiche dei Comuni\u201d- Ditta Caparrini &amp; C.- Empoli, un \u201cProntuario alfabetico delle professioni\u201d, revisionato dall\u2019 Istituto Centrale di Statistica (lettera n.13508 Rep.III, del 15 aprile 1936-XIV), 164 pagine contenenti circa 400 voci professionali, alcune delle quali curiose, almeno per i tempi attuali: Abbacchiaro = (Posizione) padrone \u2013 (Ramo di attivit\u00e0) Macelleria di ovini; Giocatore di calcio = impiegato \u2013 Societ\u00e0 Giuoco Calcio; Rabbino = avvocato \u2013 Studio legale; Sarmataro = operaio \u2013 Lavorazione delle carogne; Sciuscellaro = padrone \u2013 Vendita ambulante di carrube; Ernista = artigiano con o senza dipendenti \u2013 Fabbrica di cinti erniari; Eccentrico = libero professionista \u2013 Spettacoli di variet\u00e0.&nbsp; Veniamo alla scuola: Insegnante di ballo, di canto, di equitazione = libero professionista \u2013 Scuola di ballo, di canto, di equitazione; Insegnante di ginnastica = impiegato \u2013 Regio Istituto Tecnico; Insegnante di musica, nuoto\/scherma, scuole private, insegnante di tedesco = impiegato \u2013 rispettivamente: Comune, Societ\u00e0 sportiva, Scuola privata, Istituto Superiore di Commercio. Alla professione di Maestro, risulta: Maestro di banda = impiegato \u2013 Comune; Maestro di canto = libero professionista \u2013 Scuola privata di canto; Maestro di ginnastica = impiegato \u2013 Regio Istituto Tecnico; Maestro di musica = impiegato \u2013 Comune; Maestro = impiegato \u2013 Scuola elementare; Direttore didattico = direttore \u2013 Scuole elementari; Preside = dirigente \u2013 Regio Liceo Ginnasio; Ispettore scolastico = impiegato \u2013 Regie Scuole elementari.<\/p>\n<p>Torniamo alla Libia. Tripoli \u00e8 la metropoli, sede del Governo, con 100.000 abitanti. Bengasi \u00e8 la citt\u00e0 principale della Cirenaica e la seconda di tutta la Libia, con 50.000 abitanti.<\/p>\n<p>La religione \u00e8 la \u201c<em>mussulmana-ortodossa<\/em>\u201d (rito sunnita); 50.000 cattolici; 24.000 ebrei. La lingua comunemente parlata \u00e8 l\u2019arabo; in certe trib\u00f9 si parla il berbero. Ma a quell\u2019epoca l\u2019italiano \u00e8 compreso da tutti.<\/p>\n<p>Con la Grande Guerra il dominio italiano sulla Libia si era, in effetti, indebolito. Nell\u2019agosto del 1921 il Governatore Giuseppe Volpi tent\u00f2 una prima fase di riconquista della Tripolitania che fu ultimata, pi\u00f9 tardi, dal fior fiore dei \u201cMarescialli d\u2019Italia\u201d: Rodolfo Graziani, Emilio De Bono e Pietro Badoglio. La riconquista della Cirenaica fu invece affidata al Governatore Bongiovanni, con licenza di essere duro, come riporta lo storico citato Carlo A. Avenati nel suo volumetto, a pag. 17: \u201cGli stessi ben\u00e8fici risolutivi effetti l\u2019azione fascista provocava in Cirenaica . Nel gennaio 1923 assumeva il governatorato della Colonia il generale Bongiovanni, al quale il Duce aveva dato la parola d\u2019ordine:\u00abPestar sodo\u00bb. Si inizia allora una politica energica, guerriera, si sciolgono i campi misti, si denunciano i patti con la Senussia ( territorio abitato dai Senussi, \u201cconfraternita mistica islamica fondata nel 1837 dall\u2019algerino Muhammad ben Al\u00ec al-Sanusi, il cui centro era Giarabub appunto, in Libia, da dove si cercava di contrastare la colonizzazione italiana\u201d -ndr) , si intraprendono azioni militari tutte vittoriose\u201d. Fu in questo anno, il 1923, che venne istituita in un primo tempo la Cassa di Risparmio della Tripolitania e, successivamente, quella della Cirenaica per favorire \u2013si disse- il credito agrario ai coloni.<\/p>\n<p>Non si fa menzione, certo, delle cifre delle vittime del conflitto le quali, si sapr\u00e0 alla fine, ammonterebbero a varie diecine di migliaia! E\u2019 per questo che il colonnello Gheddafi, una volta rovesciato il re senusso Sayid Muhammed Idris nel 1969 ed aver istituita la Repubblica Araba Socialista Popolare (Jamahiriya) assumendone il comando, non si stancher\u00e0 di richiedere all\u2019Italia i danni di guerra, come -ad esempio- la costruzione a&nbsp; spese del nostro Governo, di un\u2019autostrada lunga 1.800 km. sul territorio libico, tale da poter collegare l\u2019Egitto e la Tunisia, in pratica l\u2019allargamento della litoranea della Sirtica inaugurata nel 1937, pi\u00f9 avanti descritta.<\/p>\n<p>Il menzionato storico riporta anche che \u201c\u2026quando l\u2019Italia si impegn\u00f2 nella conquista d\u2019Etiopia ( il Lizier la giustifica con queste parole:\u201dDi fronte alle altre potenze coloniali l\u2019Italia si trovava in una condizione di inferiorit\u00e0 tanto pi\u00f9 ingiustificata quanto maggiore l\u2019incremento della sua popolazione e maggiori i suoi bisogni di rifornimento. Si poneva per l\u2019Italia un problema che ha trovato la sua soluzione con la guerra italo-etiopica del 1935-36\u201d), dalla Libia diecine di migliaia di guerrieri mussulmani chiesero di combattere al nostro fianco\u201d e che \u201c il 17 marzo 1937-XV, i guerrieri libici offrivano al Duce la \u00ab<em>spada dell\u2019Islam<\/em>\u00bb\u201d.Il giorno successivo Mussolini, dopo l\u2019inaugurazione della litoranea libica, \u201cannunciava con lo storico \u00abDiscorso ai Mussulmani\u00bb(con doppia \u2013s, ndr) le leggi della giustizia di Roma: L\u2019Italia fascista intende assicurare alle popolazioni mussulmane della Libia e dell\u2019Etiopia la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, e vuole inoltre dimostrare la sua simpatia all\u2019Islam e ai mussulmani del mondo intero\u201d. Da notare, evidentemente, il forte valore semantico dell\u2019espressione \u201crispetto <em>alle<\/em> leggi del Profeta\u201d e non gi\u00e0 \u201cdelle leggi\u201d..<\/p>\n<p>Intanto, dieci anni prima, il 15 aprile 1928, da Roma in treno erano partiti il Re Vittorio Emanuele III, la Regina Elena di Montenegro e le Principesse Giovanna e Maria alla volta di Siracusa ove s\u2019imbarcarono sulla nave reale \u201cSavoia\u201d, scortata dalle navi Venezia, Duilio e Cavour e fiancheggiata da due squadriglie di cacciatorpediniere, diretti a Tripoli.<\/p>\n<p>Due anni innanzi, nel 1926, Mussolini in persona si era recato a Tripoli per dare \u201cuno scossone alla colonia. Ai mussulmani di Tripoli e della Libia, ai Giovani Arabi organizzati sotto il segno e nel nome del Littorio, annunciava: &lt;E\u2019 incominciata una nuova epoca nella storia della Libia&gt;\u201d ( pag. 20 op. cit.)<\/p>\n<p>Alberto Lumbroso, biografo della Casa Reale, nel volume \u201cElena di Montenegro Regina d\u2019Italia\u201d- Edizione de \u201cLa Fiamma fedele\u201d e di \u201cFiamme Gialle d\u2019Italia\u201d, Firenze 1935-XIII, cos\u00ec descrive l\u2019impatto della sovrana italiana con l\u2019Islam: \u201cLa mattina del 21 aprile i reali partivano per Sliten, 400 Km in macchina. Il corteo era composto di dieci automobili. Ventimila arabi erano accorsi con i loro stendardi. La coltissima Donna si interess\u00f2 alla visita alla Moschea di Sidi Abdussalam, il massimo e pi\u00f9 venerato santo della regione, che visse a met\u00e0 del XV secolo\u201d. Ed ecco subito un banale avvenimento che allude al divino di cui sarebbe depositaria la Casa Reale: \u201cQuella sera, accadde un piccolo fatto che forse ricord\u00f2 alla Regina un episodio analogo che era avvenuto a Cettigne (Montenegro) nei giorni del fidanzamento. Uscendo dall\u2019Universit\u00e0 Islamica del Bolaba, cadde dal cielo qualche goccia di pioggia. Data la mentalit\u00e0 araba (!!?? -ndr), questo fatto assunse un significato pressoch\u00e8 miracoloso, e fu oggetto di un gran parlottare in tutte le popolazioni arabe, che ritenevano l\u2019augusta visita essere stata benedetta perfino dal loro santone, poich\u00e9 il Re Vittorioso poteva anche far piovere\u2026\u201d. Ed ancora: \u201cNell\u2019ultimo pomeriggio del suo soggiorno, la Regina and\u00f2 con il Re a visitare la Moschea di Gurgi, e fu molto commossa udendo 100 sacerdoti levare in coro la loro solenne preghiera: \u00abSommo Iddio, concedi vittoria gloriosa alla Maest\u00e0 del nostro Re beneamato; concedigli una immensa conquista, dando vittoria ai suoi soldati; prolunga la sua vita; perpetua il suo trono; estendi i confini del suo Regno; destinagli la salute, la protezione, la gioia perenne. Tu, Allah, che sei presente su ogni cosa, darai alle nostre preghiere pronto esaudimento\u00bb (pag.134 op.cit.). Fa un certo effetto questo passo, oggi, ripensando alla figura del re concesso agli italiani, come si faceva credere all\u2019epoca, \u201cper grazia di Dio e per volont\u00e0 della Nazione\u201d!<\/p>\n<p>Ovviamente, gi\u00e0 allora le cifre erano evocate a sottolineare e propagandare le differenze tra il prima ed il dopo. Eccone alcune tratte dal citato volumetto&nbsp; \u201cItalia d\u2019Oltremare\u201d( pag. 18): \u00abUn\u2019occhiata alle spese bilanciate annualmente per opere pubbliche e un confronto tra quanto si faceva prima e quanto si fa dall\u2019avvento del Fascismo, sono eloquenti pi\u00f9 di lunghi discorsi. Per la Tripolitania: nel 1919 spesa per opere pubbliche \u00a3 1.270.000, nel 1935 \u00a3 34.100.000; per la Cirenaica nel 1922&nbsp; \u00a3 13.477.000, nel 1935&nbsp; \u00a3&nbsp; 40.801.080. Fra le opere pubbliche bisogna ricordare prima di tutto il rifiorimento della citt\u00e0 di Tripoli. Bengasi \u00e8 stata totalmente trasformata: oltre al Palazzo del Governatore, al Teatro, alle Scuole, agli Ospedali, alla Cattedrale, al lungomare, baster\u00e0 ricordare il nuovo porto iniziato nel 1929 e ormai pronto. E\u2019 costato oltre 200 milioni\u00bb.<\/p>\n<p>Ma fu nella costruzione delle strade che l\u2019Italia si distinse, riprendendo la tradizione romana: \u00abLa litoranea libica, inaugurata nel marzo dell\u2019anno XV dal Duce, lunga 1822 km, con oltre 100 case cantoniere, larga 7 metri, 4.510.000 giornate di lavoro, superficie d\u2019asfalto di 4.000.000 di mq, 5 milioni di mc di terra mossi, \u00e8 costata 103.000.000 di lire\u00bb.<\/p>\n<p>In fatto di istruzione e di religione, che costituisce lo scopo principale di questa ricerca, seguiamo cosa fa rilevare Carlo A. Avenati: \u00abIl Governo fascista, rispettoso delle credenze religiose dei mussulmani, ha creato numerosissime moschee in Libia (21 nella sola Tripolitania, fra cui quella famosa di Sidi Hamuda); ha provveduto alla educazione scolastica di tutti i ragazzi indigeni creando, accanto alle scuole primarie e medie per i giovani italiani, scuole di arti e mestieri e professionali per gli indigeni\u00bb. Come dire: istruzione riservata agli italiani, futura classe dirigente nei territori colonizzati; formazione professionale agli autoctoni occupati, futura classe operaia.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, addirittura l\u2019apertura di una madrasa: \u201c(Il Governo fascista) ha poi inaugurato a Tripoli una vera Universit\u00e0 Islamica e cio\u00e8 la \u00abScuola Superiore di Cultura Islamica\u00bb i cui corsi durano dieci anni e donde escono maestri, funzionari, cad\u00ec, muft\u00ec, ecc. La popolazione scolastica indigena che nel 1911 era di 3.000 individui, nel 1936 era di 45.000\u201d.<\/p>\n<p>E non fu tutto. Uno sguardo particolare il governo fascista dovette rivolgere ai lavori&nbsp; da eseguire nei preziosi siti archeologici, specialmente in quelli di Leptis Magna, la citt\u00e0 dell\u2019imperatore romano Lucio Settimio Severo (146-211 d.C.), non fosse altro per il principio che&nbsp; \u201cLa romanit\u00e0 \u00e8 connaturata con lo spirito del fascismo (pag. 19 op. cit.): Opera iniziata fin dal 1935 con gli scavi di Leptis Magna dove si rinvennero le celebri terme romane, la basilica e l\u2019arco di Settimio Severo, il foro, il mercato, ecc. Ricorderemo il mercato di Sabrhata accanto al quale sono stati rimessi alla luce un tempio romano dell\u2019epoca di Antonino Pio, una villa, un tempio dedicato a Giove. Cos\u00ec, in Cirenaica, l\u2019archeologia ha messo in onore la Venere di Cirene, una statua di Apollo, le terme, un bellissimo tempio dorico. Cinque grandi musei sono sorti a Tripoli, a Bengasi, a Cirene, a Leptis Magna e a Sabrhata\u201d.<\/p>\n<p>Intanto vengono emanate leggi imperiali che modificano l\u2019ordinamento della Libia a partire dal 10 aprile 1937-XV. Una di queste, 6\u00b0 punto, prevede: \u201cL\u2019assegnazione in propriet\u00e0 ai municipi della Libia a scopo di generale interesse per le popolazioni musulmane dei beni immobili, il cui valore ammonta a vari milioni, gi\u00e0 confiscati ai ribelli\u201d. Ed ancora, visto ormai che la colonizzazione \u00e8 completata con fermezza: \u201cE\u2019 facolt\u00e0 del Governatore Generale della Libia, stante la persuasione della forza e della giustizia italiane, sospendere i provvedimenti penali e l\u2019esecuzione delle sentenze pronunciate nei confronti di cittadini libici. Viene estesa, inoltre, a questi ultimi, la concessione dell\u2019amnistia e dell\u2019indulto emanata in occasione della nascita del Principe di Napoli\u201d.<\/p>\n<p>Ma allora, a parte i discutibili e discussi interventi in Africa, \u201cDuce docet\u201d a proposito dei comportamenti assunti all\u2019epoca nei confronti dell\u2019Islam? Ma forse \u00e8 l\u2019etimo, \u201cmuslim\u201d (plurale del persiano musliman = che aderisce all\u2019Islam), che \u00e8 comune al \u201cmaestro\u201d di Predappio che lo ha fatto benevolo nei confronti dei seguaci della dottrina di Maometto.&nbsp; Chiss\u00e0&nbsp; !<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><strong>Istruzione e colonialismo: quando l\u2019Italia costruiva scuole, strade e moschee<\/strong><\/p>\n<p>di&nbsp;<strong>Mario Nardicchia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201c\u00ab<span style=\"color: #ff0000;\">Crescit interea Roma Albae ruinis<\/span>\u00bb. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Quegli che disegnono che una citt\u00e0 faccia grande imperio, si debbono con ogni industria ingegnare di farla piena di abitatori; perch\u00e9 sanza questa abbondanza di uomini, mai non riuscir\u00e0 di fare grande una citt\u00e0. Questo si fa in due modi, per amore e per forza\u201d.&nbsp;<\/em>&nbsp;(Niccol\u00f2 Machiavelli \u2013\u201cDiscorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio\u201d. 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