{"id":2613,"date":"2026-08-06T15:56:39","date_gmt":"2026-08-06T15:56:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/?p=2613"},"modified":"2026-08-08T15:57:43","modified_gmt":"2026-08-08T15:57:43","slug":"francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/","title":{"rendered":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Emanuele Mariani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>MA NON CERTAMENTE L\u2019ARTISTA CANTAUTORE,\u00a0IL POETA \u201cMAESTRONE\u201d CHE\u00a0RESTA IMMORTALE:\u00a0HA\u00a0NARRATO IN PAROLE,\u00a0MUSICA\u00a0E SCRITTI, L\u2019ESSENZA DELLA VITA E DEI SENTIMENTI RADICATI NELLA SOCIETA\u2019 IN DIVENIRE,\u00a0DALLA FINE DEGLI ANNI \u201960\u00a0AD OGGI<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLo rende noto la famiglia sottolineando che &#8220;nel rispetto delle sue volont\u00e0, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata&#8221;. La famiglia, &#8220;nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella pi\u00f9 stretta intimit\u00e0, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verr\u00e0 organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;ultima volta in pubblico era apparso a maggio, ai Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, per &#8216;Canter\u00f2 soltanto il tempo&#8217;, la mostra allestita fino al 18 ottobre allo Spazio&nbsp;Gerra: un titolo tratto da un verso di &#8216;Il Tema&#8217; (1970), che riassume uno dei nuclei della sua poetica, il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere dei giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Le sue canzoni parlano di giustizia e uguaglianza.&nbsp;Con Francesco Guccini scompare un poeta, un musicista, un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza. Ai familiari va il pi\u00f9 sentito sentimento di cordoglio&#8221;. Cos\u00ec il presidente della Repubblica,&nbsp;Sergio Mattarella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. &#8220;Cirano&#8221;&nbsp;e &#8220;Cristoforo Colombo&#8221; sono tra le composizioni pi\u00f9 belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale&#8221;.&nbsp;E&#8217;&nbsp;quanto afferma la presidente del Consiglio,&nbsp;Giorgia Meloni, che ha poi cos\u00ec concluso:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Continuer\u00f2 a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo far\u00f2 nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perch\u00e9 non mi appartiene e non mi apparterr\u00e0 mai l&#8217;ideologia: sono una persona libera e la libert\u00e0 di leggere e ascoltare tutto &#8211; al di l\u00e0 delle differenze &#8211; sar\u00e0 sempre la mia bussola&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cOggi l\u2019Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini \u00e8 stato uno dei nostri pi\u00f9 grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondit\u00e0 dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della societ\u00e0 attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere&nbsp;le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte\u201d.&nbsp;Cos\u00ec il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l\u2019assessora regionale alla Cultura, Gessica&nbsp;Allegni, ricordano il Maestro Francesco Guccini, nato a Modena nel 1940.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPochi mesi fa era stata presentata in Regione, a Bologna, la mostra &#8216;Francesco Guccini. Canter\u00f2 soltanto il tempo&#8217;: un\u2019esposizione costruita con Guccini, frutto di quasi tre anni di incontri, dialogo e condivisioni.&nbsp;\u201cUn ultimo dono dolce-amaro che Guccini ci ha lasciato &#8211; proseguono il presidente e l\u2019assessora &#8211; Ed \u00e8 un primo esempio di ci\u00f2 che ci impegneremo a fare per conservare e valorizzare per sempre la sua immensa opera, straordinario patrimonio culturale di questa regione e di tutto il Paese. Esprimiamo le nostre pi\u00f9 sentite condoglianze, a nome di tutta la Giunta e la comunit\u00e0 regionale, alla sua famiglia, alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, agli amici e a tutti coloro che oggi lo piangono, insieme a noi. \u2018Farewell\u2019, grande Maestro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Quel giorno \u00e8 arrivato e cos\u00ec le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell&#8217;Italia intera. Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L&#8217;amicizia&#8221;. Con queste parole il sindaco di Bologna,Matteo Lepore esprime a tutta la famiglia di Francesco Guccini &#8220;l&#8217;immenso cordoglio&#8221; suo e della citt\u00e0 di Bologna. &#8220;Nei prossimi mesi &#8211; conclude il Sindaco &#8211; Bologna sapr\u00e0 ricordarlo come merita&#8221;. Nel giorno del funerale a Bologna sar\u00e0 proclamato lutto cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNato a Modena il 14 giugno 1940&nbsp;(cresciuto \u201cfra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria&nbsp;e improvvisavano di poesia\u201d, come amava ricordare), figlio di un impiegato postale e di una casalinga, Guccini si \u00e8 formato tra&nbsp;Modena e l\u2019Appennino pistoiese,&nbsp;luoghi&nbsp;ai quali&nbsp;dedicher\u00e0 il suo primo romanzo &#8216;Croniche&nbsp;epafaniche&#8217; uscito nel 1989,&nbsp;legame che avrebbe segnato profondamente la sua opera.&nbsp;Guccini, dunque, \u00e8 nato&nbsp;quattro giorni dopo l&#8217;entrata dell&#8217;Italia nella Seconda Guerra Mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSuo padre Ferruccio&nbsp;era nato&nbsp;nel 1911,&nbsp;a Pavana, il borgodella montagna pistoiese dove il \u201cMaestrone\u201d ha vissutostabilmente dal 2001.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl genitore, impiegato alle Poste, fu chiamato alle armi poco dopo la nascita del figlio, nel 1940. Nel 1943, dopo l\u20198 settembre, fu catturato a Corinto e deportato nei campi di concentramento, prima a Leopoli e poi Amburgo, insieme a Giovanni Guareschi e allo scrittore&nbsp;Gianrico&nbsp;Tedeschi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cVan&nbsp;Loon&nbsp;viveva e io lo credevo morto o peggio, inutile, solo per la distanza\u201d, mette in versi Guccini, che nulla sapeva del destino del padre: \u201cChe ne sapevo quanto avesse navigato, con il coraggio di un Caboto fra le schiume\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFerruccio torn\u00f2 a casa nel 1945.&nbsp;\u201cSono anni \u2013 raccont\u00f2&nbsp;la figlia del cantautore, Teresa Guccini \u2013 che svolgo ricerche sulla storia di mio nonno che non parl\u00f2 mai dell\u2019accaduto. Recentemente ho prodotto i documenti necessari per fargli ottenere la medaglia. Mio nonno, persona molto discreta, forse non avrebbe gradito&nbsp;perch\u00e8&nbsp;non amava le onorificenze. Mi sono chiesta se, per questo motivo, fosse o meno giusto richiederla. Ho pensato che in tempi come questi dove il revisionismo sta prendendo sempre pi\u00f9 piede, fosse importante un riconoscimento che pu\u00f2 servire per raccontare ancora una volta alle nuove generazioni gli orribili eventi di quegli anni. Un modo per sottolineare ancora una volta l\u2019importanza della memoria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMemoria, tema intensamente presente&nbsp;nella canzoni&nbsp;di Guccini, Auschwitz su tutte. \u201cFacciamo memoria, sempre\u201d, sottolineava l\u2019europarlamentare ed ex&nbsp;presidente della Regione&nbsp;Emilia-Romgna,&nbsp;Stefano&nbsp;Bonaccini, commentando la notizia della medaglia, ad un anno dall\u2019onorificenza analoga conferita a Carlo Rossi, padre di Vasco, un altro grande della musica emiliana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFerruccio \u00e8&nbsp;morto nel 1990. E anche la canzone Van&nbsp;Loonnon \u00e8 pi\u00f9 stata eseguita: \u201cLa provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere\u201d, ha spiegato pi\u00f9 volte Francesco Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl fatto di aver passato, all&#8217;insaputa del figlio, due anni in un campo di concentramento tedesco vicino ad Amburgo&nbsp;come&nbsp;prigioniero&nbsp;internato militare italiano,&nbsp;costrinse il piccolo Francesco ad andare a vivere con la madre Ester (1914-2009) presso i nonni&nbsp;paterni&nbsp;propria&nbsp;a Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese (PT).&nbsp;Solo nel 1945, a guerra finita, torn\u00f2 a vivere a Modena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;Pavana, il mulino dei nonni, il padre Ferruccio che torna dalla prigionia in Germania e lo butta nel laghetto per insegnargli a nuotare, le balere, i primi amori, il primo goccio di liquore, \u00abmai vino rosso che appesantiva l\u2019alito\u00bb, le prime ragazze, il primo gruppo musicale: \u00abCi chiamavano i Gatti, suonavamo da ballo, ma anche Peppino di Capri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl&nbsp;debitto&nbsp;di Guccini, a livello musicale,&nbsp;ufficialmente&nbsp;avvenne&nbsp;nel 1967 con l\u2019LP Folk Beat n. 1, pur avendo scritto le prime canzoni gi\u00e0 nel 1959.&nbsp;I suoi indirizzi erano diventati dischi, microcosmi, mondi. Via Paolo Fabbri 43, il quartiere Cirenaica a Bologna, le case&nbsp;dei ferrovieri, la piccola borghesia, il vicino pensionato \u2013 \u00ablo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare, l\u2019odore quasi povero di roba da mangiare\u2026\u00bb, gli altri vicini che vennero a bussargli una mattina all\u2019alba: \u00abAbbiamo saputo che sta&nbsp;scrivendo una canzone sul pensionato, noi&nbsp;preferiremmo non comparire\u2026\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNell\u2019arco di una carriera lunga oltre cinquant\u2019anni pubblica pi\u00f9 di venti album, diventando una delle voci pi\u00f9 rappresentative della canzone d\u2019autore italiana. Tra i suoi brani pi\u00f9 celebri figurano&nbsp;\u201cLa locomotiva\u201d&nbsp;ed&nbsp;\u201cEskimo\u201d, canzoni di forte impegno civile e politico (pur senza mai aderire formalmente al comunismo). Il suo ultimo album in studio,&nbsp;\u201cCanzoni da osteria\u201d, \u00e8 uscito nel novembre 2023 ed \u00e8 stato certificato disco&nbsp;d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSe ne va, insomma,&nbsp;uno dei pi\u00f9 grandi cantautori italiani, ma chiamarlo soltanto cantautore significherebbe raccontare una parte della sua storia. Guccini \u00e8 stato scrittore, narratore, studioso della lingua e, per vent\u2019anni, anche insegnante.&nbsp;E\u2019&nbsp;stato anche scrittore, autore di romanzi autobiografici e noir, sceneggiatore di fumetti, attore occasionale, compositore di colonne sonore e appassionato studioso di lessicografia, glottologia e dialettologia.&nbsp;Un grandeitaliano&nbsp;che&nbsp;in un periodo della sua vita ha affiancato alla carriera musicale quella di docente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bModena, la &#8220;piccola citt\u00e0&#8221;, come l\u2019ha descritta nella sua canzone, ha fatto da sfondo all\u2019adolescenza di Francesco Guccini. Dopo la scuola dell\u2019obbligo, ha frequentato l\u2019istituto magistrale Carlo&nbsp;Sigonio, lo stesso frequentato anche da Luciano Pavarotti. Si \u00e8 diplomato nel 1958. Guccini proprio in questo periodo si \u00e8 formato dal punto di vista culturale e musicale, imparando anche a suonare la chitarra.&nbsp;L\u00ec, a Modena,&nbsp;lavorer\u00e0 per due anni&nbsp;(dal 1959 al 1960)&nbsp;come giornalista alla Gazzetta dell&#8217;Emilia e decider\u00e0 di dedicarsi in maniera dilettantesca alla musica, suonando anche nelle balere. \u201cComprai la prima chitarra \u2013 ricordava &#8211; per cinquemila lire da un falegname di Porretta\u201d. E di tutto questo ha parlato nel suo ultimo libro &#8216;Cos\u00ec eravamo&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDopo il diploma,&nbsp;si iscrive all\u2019Universit\u00e0, una prima volta, nel \u201958-59: Facolt\u00e0 di Magistero, indirizzo&nbsp;Lingue e Letterature straniere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1961,&nbsp;si trasferisce con la famiglia a Bologna e si unisce ad un gruppo di musica da ballo (I&nbsp;Marinos&nbsp;diventati poi I Gatti); continua a suonare fino al 1962, quando \u00e8 costretto a partire per il servizio militare. Al ritorno, nell\u2019ottobre del 1963, decide di tornare a studiare all\u2019Universit\u00e0, Facolt\u00e0 di Magistero con indirizzo in Materie Letterarie&nbsp;(senza mai arrivare alla laurea, anni di studi che ricorreranno spesso nei ricordi delle sue canzoni), rinunciando cos\u00ec ad entrare a far parte dell\u2019Equipe 84.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 2002, per\u00f2, l\u2019Universit\u00e0 di Bologna e di Modena e Reggio Emilia ha conferito a Francesco Guccini la laurea&nbsp;<em>honoris causa<\/em>&nbsp;in Scienze della Formazione, per la sua attivit\u00e0 culturale e il suo impegno come musicista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA Bologna,&nbsp;Francesco sotto le luci del palco con la chitarra imbracciata e il fiasco di vino accanto&nbsp;di quelle trattorie anch\u2019esse fonte di grande ispirazione per componimenti e perfino amori; Francesco da Vito, il ristorante dei cantautori vicino a via Paolo Fabbri 43, intento a giocare a tarocchino fra Lucio Dalla e Jimmy Villotti in quella Bologna dove si mangiava con mille lire, whisky compreso&nbsp;e che ha visto nascere la scuola bolognese&nbsp;ed emiliano- romagnola,&nbsp;appunto dei Guccini, dei Dalla, dei Morandi ed in tempi pi\u00f9 recenti dei Cremonini; Francesco nella goliardica allegria dell&#8217;osteria delle Dame pronto a rimbrottare l&#8217;amico Bonvi, il padre delle Sturmtruppen, che gli chiede a gran voce &#8216;La locomotiva&#8217; urlando &#8216;ciuf&nbsp;ciuf&#8217;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMa anche Francesco, lontano da ogni clamore con la&nbsp;prima&nbsp;moglie Raffaella nella rassicurante quiete di Pavana e di un Appennino ormai disabitato; Francesco, scrittore richiestissimo in&nbsp;corsa perfino nella cinquina finale di un Campiello; Francesco pronto a rivendicare fino all&#8217;ultimo il proprio lavoro intellettuale in&nbsp;aperta polemica con Jovanotti.\u200b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAdesso che lui, il&nbsp;\u201cMaestrone\u201d, se ne \u00e8 andato assumono ancora pi\u00f9 vigore i contorni di questa autentica icona capace di attraversare due secoli, di raccogliere l&#8217;attenzione di generazioni diverse, di scommettere sulla schiettezza, sulla coerenza e sul coraggio. Attraverso la forza della poesia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA chi chiedeva se gli capitasse di pensare alla morte, Guccini rispondeva che ancora non era il momento e che ci avrebbe riflettuto poi. \u201cCerco di stare attaccato alla &#8216;fiopa&#8217; e cio\u00e8 al pioppo, all&#8217;albero della vita \u2013 ripeteva citando un proverbio dialettale &#8211; Fin qui intanto ci sono arrivato e qualcosa ho fatto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bE quanto ha fatto\u2026 Album che sono entrati nella storia (&#8216;Folk beat n.1&#8217; \u00e8 del &#8217;67, &#8216;Canzoni da osteria&#8217; del &#8217;23), brani che hanno accompagnato la parabola di un Paese (da &#8216;Dio \u00e8 morto&#8217; a &#8216;Eskimo&#8217;, da &#8216;Culodritto&#8217; dedicato alla figlia Teresa a &#8216;L&#8217;avvelenata&#8217;, il pezzo che lui meno amava), eventi indimenticabili come il concerto del 14 giugno 1984 a Bologna con 150mila persone assiepate in piazza Maggiore per ascoltare &#8216;Tra la via Emilia e il West&#8217;. \u201cPer me \u2013 avrebbe poi spiegato \u2013 era la campagna emiliana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa musica lo aspettava. Spiegava: \u201cQuando nacque l&#8217;Equipe 84 mi chiesero di farne parte. Mi sarebbe piaciuto per i soldi e le ragazze ma dissi no. Quando la mia prima canzone &#8216;Auschwitz&#8217; fin\u00ec in un disco non vidi un soldo perch\u00e9 non ero iscritto alla Siae&#8217;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAuschwitz&nbsp;infatti&nbsp;\u00e8 un brano musicale scritto da Francesco Guccini, ma accreditato a&nbsp;Lunero&nbsp;e Maurizio Vandelli in&nbsp;quantol&#8217;autore&nbsp;non era iscritto alla SIAE. La canzone usc\u00ec come singolo nel settembre del 1966 dall&#8217;Equipe 84 nel&nbsp;singolo Bang bang\/Auschwitz.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;anno dopo la canzone fu registrata da Francesco Guccini ed inserita nella raccolta Folk beat n. 1, con il titolo La canzone del bambino nel vento (Auschwitz).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDi quel periodo \u00e8 &#8216;Canzone per un&#8217;amica&#8217;, il brano che ha aperto tutti i suoi concerti fino all&#8217;ultimo del 5 dicembre 2011 a Casalecchio dove lui accuser\u00e0 un malore (la chiusura dei live spettava sempre a &#8216;La locomotiva&#8217;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCon l&#8217;album della svolta &#8216;Radici&#8217;, inizia nei primi anni &#8217;70 il periodo pi\u00f9 fortunato: arrivano gli&nbsp;Lp&nbsp;&#8216;Via Paolo Fabbri 43&#8217; ed &#8216;Amerigo&#8217;, \u00e8 il tempo delle osterie, amate persino da Gianni Brera nella bassa lombarda dove, tra una partita a carte e l\u2019altra, si parlava di musica e pallone e si improvvisavano, tirando fino a tardi, fino all\u2019ultimo cliente, pezzi giornalistici e musicali, tavolo di osteria riprodotto in studi televisivi per un programma post domenicale sportivo con Gigi&nbsp;Garanzini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa Bologna&nbsp;delle notti senza fine, ci sono gli amici e le interminabili partite a carte. \u201cEravamo tutti giovani \u2013 avrebbe detto \u2013 e le ragazze tutte belle. Bologna era diversa\u201d. Il resto, fra ristampe e novit\u00e0 discografiche &#8211; \u00e8 storia recente e arriva alla versione di &#8216;Bella ciao&#8217; dell&#8217;anno passato. Le sue canzoni sono fatte di impegno politico e civile, raccontano amori fragili e mostrano citazioni alte e giochi linguistici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bForse non tutti sanno che fino alla met\u00e0 degli anni Ottanta Francesco Guccini ha insegnato lingua italiana agli stranieri presso la scuola off-campus bolognese del Dickinson College. Si tratta di un liberal&nbsp;arts&nbsp;college, un\u2019universit\u00e0 privata statunitense, con sede centrale a&nbsp;Carlisle, in Pennsylvania. Ha lavorato qui per una ventina di anni, dal 1965 al 1985, conciliando per anni l\u2019attivit\u00e0 di insegnante con quella di cantautore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCome ricordato da La Repubblica nel 2025, l\u2019ateneo conserva ancora i bigliettini di ringraziamento degli studenti statunitensi che hanno scritto parole di gratitudine al loro insegnante. &#8220;Il migliore in assoluto!&#8221;, &#8220;Il Prof. Guccini \u00e8 divertentissimo! Nessuno farebbe un lavoro migliore!&#8221;, &#8220;Il Prof. Guccini \u00e8 un grande e ci tiene davvero!&#8221;. &#8220;Non so cosa sarebbe il programma di Bologna senza Guccini&#8221;, si legge nei messaggi.Alcuni di quegli studenti, molti anni dopo, lo avrebbero ricordato come uno dei migliori insegnanti mai incontrati. Prima ancora di diventare una figura centrale della musica italiana, Guccini aveva quindi conosciuto la scuola dall\u2019interno: la pazienza necessaria per spiegare una parola, l\u2019attenzione verso chi sta imparando e la responsabilit\u00e0 di consegnare a un giovane qualcosa che continuer\u00e0 a vivere dentro di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAnche le sue canzoni, in fondo, sono state lezioni. Non lezioni costruite per offrire risposte semplici, ma racconti capaci di suscitare domande, attraversare la storia e mettere generazioni diverse una di fronte all\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn un\u2019intervista a Bruno Grazioli, lo stesso cantante aveva svelato: &#8220;Ho iniziato a insegnare al Dickinson, anche se ho poi trovato le canzoni lungo la mia strada e mi sono dato alla musica mollando il resto perch\u00e9 era pi\u00f9 divertente e pi\u00f9 vantaggioso economicamente&#8221;. In realt\u00e0 era stato chiamato il suo insegnante di inglese, il prof Rizzardi, &#8220;ma lui non poteva e indic\u00f2 me. All\u2019epoca frequentavo la Johns Hopkins perch\u00e9 c\u2019era la biblioteca dove si poteva fumare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini \u00e8 stato il cantastorie principe della canzone d&#8217;autore, saldamente ancorato alle proprie matrici culturali e con una vocazione da poeta, con brani entrati nella memoria collettiva che sono espressione di impegno politico e sociale oltre che artistico:&nbsp;Francesco Guccini, che ha reso immortali versi come \u00abLunga e dritta correva la strada\u00bb o \u00abMa s&#8217;io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto\u00bb. Il cantautore emiliano lascia un patrimonio di canzoni che ha trovato interlocutori in tutte le generazioni in quasi 60 anni: da&nbsp;\u201cLa locomotiva\u201d&nbsp;a&nbsp;\u201cIl vecchio e il bambino\u201d, da&nbsp;\u201cVedi cara\u201d&nbsp;a&nbsp;\u201cEskimo\u201d, da&nbsp;\u201cL&#8217;avvelenata\u201d&nbsp;a&nbsp;\u201cCanzone delle osterie di fuori porta\u201d, passando per&nbsp;\u201cAutogrill\u201d,&nbsp;\u201cPiccola citt\u00e0\u201d,&nbsp;\u201cAuschwitz\u201d&nbsp;e&nbsp;\u201cCanzone per un&#8217;amica\u201d, per citarne alcune.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer assistere a un concerto di Francesco Guccini accorrevano ogni volta in migliaia, uno spettacolo dove non esisteva alcun effetto scenico, dove l&#8217;unica cosa che contava era il rapporto che si stabiliva fra pubblico e l&#8217;interprete, accompagnato solo dalla sua chitarra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTuttavia Guccini non \u00e8 stato solo cantautore: \u00abNon scrivo pi\u00f9 canzoni, ora scrivo libri\u00bb. Era il 2020 quando in occasione di Pordenone&nbsp;legge pronunci\u00f2 questa frase. Paroliere lo \u00e8 sempre stato \u2013 e pezzi come Canzone per Silvia (brano di impegno civile dedicato all\u2019attivista italiana Silvia&nbsp;Baraldini, condannata negli Stati Uniti a una lunghissima pena detentiva), o come Vorrei, Canzone di notte, Don Chisciotte, ne sono un esempio lampante per lessico e capacit\u00e0 narrativa \u2013 ma scrittore vero e proprio lo \u00e8 diventato nel 1989, esordendo con l\u2019autobiografico&nbsp;Cr\u00f2nicheepaf\u00e0niche&nbsp;(Feltrinelli), il suo primo romanzo sulle radici pavanesi. Da l\u00ec in poi non ha mai pi\u00f9 fermato la sua penna, spaziando prolificamente anche tra generi diversi, dal noir al racconto, passando per la saggistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 2020 \u00e8 stato finalista al Premio Campiello, con&nbsp;Tralummescuro&nbsp;\u2013 Ballata per un paese al tramonto (Giunti), al centro del quale la parola chiave \u00e8 senza ombra di dubbio la gi\u00e0 citata \u201cradici\u201d, anche titolo di uno dei suoi primi album e&nbsp;rappresentativa delle sue storie, dei suoi paesaggi, dei contesti appenninici che ha saputo raccontare, evocandone tempi andati, sguardi di artigiani, frutti della terra, e una nostalgia di fondo per le piccole grandi cose umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTra gli altri libri da ricordare, certamente vanno citati Vacca d\u2019un cane (Feltrinelli) e Icaro (Mondadori), ma anche Dizionario delle cose perdute (Mondadori) e i libri di racconti, dove tornano temi cari a Guccini come le osterie, il dopoguerra, la montagna, il dialetto, con ricchezza di dettagli nelle descrizioni, una marcata e onnipresente ironia della lingua, un lessico variegato e puntuale, un ritmo lento, senza fretta, mai incalzante, capace di prendersi i suoi tempi tra digressioni e ricordi. Lo tratteggia bene Ligabue in questa figura, raccontandolo proprio come uno dei suoi stessi personaggi di provincia, quando lo mette dietro al bancone di&nbsp;Radiofreccia, a passare idealmente il testimone alla generazione delle radio libere, con quell&#8217;epica scena in cui alza il volume della radio del bar (peraltro non la sua unica apparizione in video per dei film).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, appena appresa la notizia della morte di Francesco Guccini, ha espresso \u00aba nome della Chiesa di Bologna vicinanza nella preghiera, cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia\u00bb. In questi anni, ricorda la diocesi, diversi sono stati i momenti di incontro con il cantautore, bolognese d&#8217;adozione, che per decenni con le sue canzoni, scritti e riflessioni ha raccontato e interpretato la societ\u00e0 italiana. Nel 2016 Guccini e Zuppi avevano accompagnato insieme, ad Auschwitz, un gruppo di studenti nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa &#8220;Un treno per la memoria&#8221; partendo dalle note e dalle parole&nbsp;della suo&nbsp;brano &#8220;Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)&#8221;. L&#8217;anno successivo, il 21 aprile 2018, insieme a migliaia di bolognesi, Guccini aveva incontrato papa Francesco in piazza San Pietro a Roma all&#8217;udienza speciale al termine del pellegrinaggio di ringraziamento della&nbsp;Chiesa di Bologna, guidato dall&#8217;arcivescovo, per la visita pastorale del Papa sotto le Due torri dell&#8217;1 ottobre 2017. Nel luglio del 2023 Guccini aveva partecipato a una serata-evento, nel complesso della Basilica di Santo Stefano a Bologna, sul tema della memoria nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa &#8220;Un alfabeto per l&#8217;umano&#8221;, dialogando con il cardinale Zuppi e don Luigi Verdi, fondatore della Comunit\u00e0 di Romena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini \u00e8 stato considerato a lungo il cantautore &#8220;politicizzato&#8221; per eccellenza, un giudizio a cui hanno contribuito le risonanze che si sono sempre colte fra le parole delle sue canzoni e le vicende e le occasioni storiche e politiche di decenni cruciali della vita civile e sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;impegno politico di Guccini consisteva, in realt\u00e0, a suo dire, nel suo modo di raccontare storie particolari elevandole a significati generali, per non dire universali. &#8220;Politico&#8221; \u00e8 stato Guccini anche nel suo perenne invito al dubbio, alla possibilit\u00e0 di osservare la realt\u00e0 e il mondo da un altro punto di vista, come rivela anche il ricorso frequente all&#8217;ironia e all&#8217;autoironia, che sono fra le caratteristiche pi\u00f9 costitutive e interessanti della sua fisionomia d&#8217;artista: il ma, il forse, l&#8217;oppure che attraversano molti dei suoi testi servono cos\u00ec a mitigare, a togliere ogni enfasi alle sue affermazioni, proponendole, al contrario, come pensieri sempre suscettibili di nuove e diverse interpretazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa carriera come cantautore avr\u00e0 per\u00f2 il sopravvento, portando Francesco Guccini alla realizzazione di 18 album in pi\u00f9 di quarant&#8217;anni di attivit\u00e0. Autore per l&#8217;Equipe 84 (L&#8217;Antisociale, Auschwitz, \u00c8 dall&#8217;amore che nasce l&#8217;uomo), per I Nomadi (Noi non ci saremo, Dio \u00e8 morto, Per fare un uomo e molti altri) e per Caterina Caselli, debutt\u00f2 in proprio nel 1967 con Noi non ci saremo e Auschwitz (La canzone del bambino nel vento), con le quali entra&nbsp;nella storia della musica italiana dalla porta principale; altri pezzi degni di nota sono Statale 17, Il Sociale e l&#8217;Antisociale e Canzone per un&#8217;amica (In morte di S.F.).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1970 \u00e8 la volta di Due anni dopo e di L&#8217;isola non trovata. In questo album collaborano per la prima volta con lui il pianista Vince Tempera, il batterista&nbsp;Ellade&nbsp;Bandini&nbsp;e il bassista Ares&nbsp;Tavolazzi. Il vero salto artistico e qualitativo arriva nel 1972 con Radici, in cui ci sono canzoni storiche come Il vecchio e il bambino e la mitica Locomotiva, il brano che per molti anni ha chiuso ogni suo concerto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1973 \u00e8 la volta di Opera buffa, live registrato all&#8217;Osteria delle Dame e denso di scherzi musicali. Francesco Guccini mostra qui per la prima volta un lato fortemente ironico della sua personalit\u00e0, esibito soltanto al pubblico dei concerti dal vivo. Stanze di vita quotidiana (1974) torna a puntare l&#8217;attenzione sulla riflessione e sull&#8217;intimismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl successo commerciale arriva nel 1976. \u00c8 l&#8217;anno di Via Paolo Fabbri 43, disco che entusiasma e commuove e che contiene brani come L&#8217;avvelenata e Piccola storia ignobile. L&#8217;album successivo, pubblicato nel 1978, \u00e8 Amerigo, a partire da questo disco che Guccini inaugura il rapporto professionale, e poi l&#8217;amicizia, con il chitarrista Juan Carlos &#8220;Flaco&#8221; Biondini. Nel 1979 esce Album Concerto, un live realizzato con I Nomadi. Album Concerto \u00e8 il primo disco a cui partecipa Renzo Fantini, colui che \u00e8 destinato a diventare il produttore storico di Guccini, nelle vesti di coordinatore artistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini apre gli anni Ottanta con&nbsp;Metropolis&nbsp;(1981), album dedicato a citt\u00e0 ricche di storia e dalla forte valenza simbolica come Bisanzio, Venezia, Bologna, e Milano. Il disco successivo, Guccini (1983), riprende le stesse tematiche del precedente, soprattutto il&nbsp;tema del viaggio e del disagio metropolitano. Uno tra i brani pi\u00f9 conosciuti \u00e8 Autogrill, canzone sospesa tra irreale e verosimile, mistero e sogno, nel racconto di un amore solo sfiorato. Nel 1984 segue il live Fra la via Emilia e il West, fedele registrazione del trionfale concerto in Piazza Maggiore a Bologna. Il 1987 \u00e8 l&#8217;anno di Signora Bovary, un album di stampo intimista in cui le varie canzoni ritraggono o alludono a persone intensamente legate alla vita del cantautore. Gli anni Ottanta terminano con un altro disco dal vivo, Quasi come Dumas (1988), una raccolta di alcuni dei pezzi pi\u00f9 popolari. Quello che non (1990), il dodicesimo album di Francesco Guccini, tra i pi\u00f9 amati dall&#8217;artista (Canzone per Anna, Le ragazze della notte, Cencio) battezza il nuovo decennio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1993,&nbsp;Parnassius&nbsp;Guccinii&nbsp;\u00e8 un grande successo: vi spiccano canzoni come Samantha, fotografia di un amore adolescenziale, Nostra Signora dell&#8217;Ipocrisia, atto d&#8217;accusa contro il medium televisivo manipolatore di coscienze e soprattutto&nbsp;Farewell, bellissima ballata dell&#8217;amor perduto. D&#8217;amore di morte e di altre sciocchezze esce nel 1996. L&#8217;amore inonda l&#8217;album in pezzi come Vorrei e Cirano. Il 1997 \u00e8 l&#8217;anno in cui inizia la collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli. Scriveranno, a quattro mani, ben otto romanzi. Con il disco Guccini Live Collection (1998), 27 successi dal vivo, si chiudono gli anni Novanta. Le canzoni presenti in questa raccolta sono state registrate in momenti assai diversi tra loro nell&#8217;arco di oltre dieci anni di ininterrotte tourn\u00e9e.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 2000 esce Stagioni, quelle stagioni di tempo che Guccini da sempre osserva e registra nel suo personale calendario emotivo e sentimentale. All&#8217;interno di questo album sono da ricordare il brano alla figura di Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara; Addio, critica esplicita alla societ\u00e0 contemporanea. Il brano Ho ancora la forza &#8211; scritto a quattro mani con Luciano Ligabue &#8211; vince la Targa Tenco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;album successivo,&nbsp;\u201cRitratti\u201d&nbsp;(2004), \u00e8 caratterizzato da emozionanti quadri metaforici che ritraggono ed evocano uomini entrati nella grande storia per volont\u00e0 propria o loro malgrado: Ulisse, Cristoforo Colombo, Carlo Giuliani (Piazza&nbsp;Alimonda).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 2005 \u00e8 la volta di Anfiteatro Live, il concerto registrato l&#8217;anno precedente nell&#8217;anfiteatro di Cagliari. Nel 2006 vede la luce la raccolta celebrativa di 40 anni di carriera: The Platinum Collection contiene 47 grandi classici della discografia&nbsp;gucciniana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 2010, Storia di altre storie raccoglie in un doppio album 30 tra i pi\u00f9 grandi successi di Francesco Guccini e l&#8217;inedito Nella Giungla. Nel 2012, a quasi nove anni di distanza dal precedente Ritratti, viene pubblicato l&#8217;album in studio di Francesco Guccini: L&#8217;Ultima Thule. Con queste canzoni (tra le altre, Canzone di notte n.4) incise a Pavana nel Mulino dei nonni, dichiarando poi di volersi congedare dalla sua professione di cantautore. Nel marzo 2013,&nbsp;il dvd&nbsp;\u201cLa mia Thule\u201d&nbsp;documenta in un film, attraverso immagini e interviste inedite a Guccini e alla band, il lavoro&nbsp;presso il Mulino di&nbsp;Chic\u00f2n, a Pavana, i momenti salienti che hanno caratterizzato le varie fasi della registrazione dell&#8217;ultimo disco. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 27 novembre 2015,&nbsp;esce una nuova raccolta di 10 cd (Studio, Live Acustico, Live, Collaborazioni e rarit\u00e0) intitolata&nbsp;\u201cSe io avessi previsto tutto questo. Gli amici, la strada, le canzoni\u201d. Nel novembre del 2017 viene pubblicato&nbsp;\u201cL&#8217;ostaria&nbsp;delle dame\u201d, cofanetto contenente le registrazioni live di tre concerti del cantautore (23 gennaio 1982, 14 gennaio 1984, 19 gennaio 1985) presso la &#8220;mitica&#8221; Osteria delle Dame, storico locale di Bologna di cui Francesco fu co-fondatore, assieme al frate domenicano padre Michele Casali. Nello stesso periodo, Francesco Guccini affida alla voce di Enzo Iacchetti e alla musica di Juan Carlos&nbsp;FlacoBiondini un testo politicamente scomodo,&nbsp;\u201cMigranti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNell&#8217;estate del 2018, sollecitato dai colleghi incide, per Morgan, un paio di versi della canzone Cantautore e per Roberto Vecchioni una strofa della canzone&nbsp;\u201cTi insegner\u00f2 a volare\u201d, brano dedicato all&#8217;ex campione di Formula 1 Alex Zanardi, da poco scomparso. Nell&#8217;agosto del 2020,&nbsp;Guccini partecipa, insieme ad altri artisti italiani, all&#8217;incisione di&nbsp;\u201cCr\u00eauza&nbsp;de&nbsp;m\u00e4&nbsp;pe&nbsp;Z\u00eana\u201d, una nuova versione del brano di Fabrizio De Andr\u00e9 registrata in occasione dell&#8217;inaugurazione del nuovo ponte di Genova, realizzato dopo il crollo e la demolizione del primo Viadotto&nbsp;Polcevera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 18 novembre 2022,&nbsp;viene pubblicato il diciassettesimo album in studio&nbsp;\u201cCanzoni da intorto\u201d, disco di cover che segna il ritorno di Guccini dall&#8217;ultimo album&nbsp;\u201cL&#8217;ultima Thule\u201d. Nel 2023 partecipa, nella parte di&nbsp;se&nbsp;stesso, al&nbsp;docufilm&nbsp;dedicato al cantautore milanese Jannacci, Enzo Jannacci &#8211;&nbsp;<em>Vengo anch&#8217;io<\/em>, con la regia di Giorgio Verdelli. Nello stesso anno, il 10 novembre, pubblica il nuovo album&nbsp;\u201cCanzoni da osteria\u201d. Nel 2024,&nbsp;pubblica un 45 giri con due versioni di&nbsp;<em>Bella ciao<\/em>, una cantata da lui e una cantata insieme a&nbsp;Tosca, in italiano e in farsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUno dei brani pi\u00f9 celebri e controversi di Guccini fu&nbsp;\u00abDio \u00e8 morto, ma poi risorge\u00bb: Guccini, uomo con&nbsp;la fede mai avuta e la speranza sempre coltivata,&nbsp;si ispir\u00f2 per questo brano musicale scritto&nbsp;nel 1965,&nbsp;ad&nbsp;un&nbsp;testo&nbsp;del&nbsp;poema di Allen&nbsp;Ginsberg&nbsp;intitolato&nbsp;<em>L&#8217;urlo<\/em>,&nbsp;mentre il titolo al mito di Friedrich Nietzsche della Morte di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNell&#8217;aprile 1967,&nbsp;il brano fu inciso in contemporanea da Caterina Caselli e dal gruppo beat I Nomadi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bEcco un brano dal quale si comprende il senso della canzone:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 \u00e8 venuto ormai il momento di negare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tutto ci\u00f2 che \u00e8 falsit\u00e0, le fedi fatte di abitudine e paura,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">una politica che \u00e8 solo far carriera,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">il perbenismo interessato, la dignit\u00e0 fatta di vuoto,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">l&#8217;ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E un dio che \u00e8 morto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Francesco Guccini)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCon questo brano Guccini apre la stagione della canzone di protesta italiana che parla di temi relativi all&#8217;opposizione radicale all&#8217;autoritarismo, all&#8217;arrivismo, al&nbsp;carrierismo, al conformismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;incipit del testo di Guccini \u00e8 molto simile a quello di&nbsp;Ginsberg&nbsp;che aveva cercato di descrivere la protesta nascente di un&#8217;intera generazione.&nbsp;La controcultura degli anni 1960, veicolata dal movimento hippy e dalla contestazione studentesca, era arrivata anche in Italia ed aveva portato la consapevolezza della necessit\u00e0 di un cambiamento del mondo, della societ\u00e0, dell&#8217;uomo. Secondo la maggioranza dei giovani la civilt\u00e0 del tempo era piena di contraddizioni: da un lato gli ideali formalmente proclamati e dall&#8217;altro lato un mondo pieno di ipocrisie e di meschinit\u00e0. Il &#8220;dio&#8221; di quella societ\u00e0 era morto, non convinceva pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u00abHo visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all&#8217;alba&nbsp;in cerca di droga rabbiosa,&nbsp;alternativi dal capo d&#8217;angelo ardenti per l&#8217;antico contatto celeste con la dinamo stellata nel&nbsp;macchinario della notte [&#8230;].\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Incipit del&nbsp;poema L&#8217;urlo di Allen&nbsp;Ginsberg)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTuttavia, nelle ultime strofe, l&#8217;autore pensa che la sua generazione \u00e8 preparata a un mondo nuovo, una speranza appena nata, ad un futuro che ha gi\u00e0 in mano,&nbsp;a una rivolta senza armi quindi ad una rinascita basata su nuovi ideali che alla fine porteranno un mondo dove dio \u00e8 risorto.&nbsp;Ed \u00e8 proprio questo il senso della vita, sia&nbsp;per chi crede che&nbsp;per chi non crede. Perch\u00e9 in&nbsp;Dio che risorge&nbsp;(Pasqua dell\u2019esistenza), tutto riprende e tutto si spiega per l\u2019uomo di ogni epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa canzone ebbe problemi di censura in quanto il testo venne ritenuto blasfemo dalla Rai, per il contenuto e per il titolo stesso, per cui,&nbsp;in quel periodo, il pezzo non fu mandato&nbsp;in onda. Tuttavia, nel contempo, il brano veniva trasmesso da Radio Vaticana e pare che anche il&nbsp;papa Paolo VI lo apprezzasse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl brano fu pubblicato nell&#8217;LP Diamoci del tu di Caterina Caselli; la versione dei Nomadi fu pubblicata nell&#8217;album&nbsp;Per quando noi non ci saremo&nbsp;e contemporaneamente lanciata come Lato A del 45 giri Dio \u00e8 morto (se Dio muore, \u00e8 per tre giorni poi&nbsp;risorge)\/Per fare un uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTra i brani, invece, che meglio rappresentano la&nbsp;dimensione educativa&nbsp;di Guccini&nbsp;c\u2019\u00e8 \u201cIl vecchio e il bambino\u201d, pubblicato nel 1972 nell\u2019album Radici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa canzone racconta il cammino di un anziano e di un bambino attraverso un paesaggio ormai consumato e irriconoscibile. Il vecchio ricorda un mondo diverso, fatto di campi, colori e vita. Il bambino lo ascolta, ma quel passato gli appare cos\u00ec lontano da sembrare una favola. In questa distanza tra ci\u00f2 che l\u2019anziano ricorda e ci\u00f2 che il bambino riesce a immaginare si trova una delle lezioni pi\u00f9 profonde lasciate da Guccini. Ogni generazione riceve un mondo che non ha costruito. Lo abita senza conoscere completamente ci\u00f2 che esisteva prima, le trasformazioni avvenute e le scelte che hanno prodotto il presente. Per questo ha bisogno di qualcuno disposto a raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl vecchio della canzone non trasmette soltanto un ricordo. Cerca di salvare dall\u2019oblio qualcosa che rischia di scomparire insieme a lui. Il bambino, ascoltando, diventa il luogo nel quale quella memoria pu\u00f2 continuare a vivere. \u00c8 ci\u00f2 che accade anche a&nbsp;scuola quando un insegnante riesce ad andare oltre il programma e fa comprendere ai propri studenti che la storia non \u00e8 una successione di date lontane, ma il racconto delle vite, delle speranze e degli errori di chi \u00e8 venuto prima di noi. \u201cIl vecchio e il bambino\u201d pu\u00f2 ancora entrare nelle aule per parlare di memoria, ambiente, trasformazioni sociali e dialogo tra generazioni. Pu\u00f2 aiutare gli studenti a osservare il paesaggio che li circonda, a interrogare i nonni, a confrontare il mondo di ieri con quello di oggi e a comprendere che il progresso non coincide sempre con la capacit\u00e0 di custodire ci\u00f2 che conta. Ma il brano porta con s\u00e9 anche una domanda rivolta agli adulti: quale mondo stiamo consegnando ai bambini?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNon basta raccontare loro com\u2019era bello ci\u00f2 che abbiamo perduto. Educare significa assumersi la responsabilit\u00e0 del presente, affinch\u00e9 i pi\u00f9 giovani non debbano conoscere la bellezza soltanto attraverso i nostri ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini possedeva la rara capacit\u00e0 di parlare ai ragazzi senza cercare di imitarne il linguaggio. Non semplificava il mondo per renderlo pi\u00f9 accettabile, ma offriva parole con cui attraversarne la complessit\u00e0. Le sue canzoni hanno accompagnato generazioni diverse perch\u00e9 non hanno mai smesso di interrogare il tempo, la memoria, le ingiustizie, le radici e il bisogno umano di lasciare una traccia. Oggi muore l\u2019uomo, ma resta quella voce capace di trasformare una canzone in una pagina di letteratura e un&nbsp;ricordo in una responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bResta il professore che insegnava italiano agli studenti stranieri. Resta il cantautore studiato nelle scuole come un poeta contemporaneo. Restano un vecchio e un bambino che continuano a camminare insieme, mentre uno racconta e l\u2019altro prova a immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bForse \u00e8 questa la lezione pi\u00f9 bella che Francesco Guccini lascia alla scuola: educare significa accompagnare qualcuno verso un mondo che ancora non conosce, affidandogli la memoria di ci\u00f2 che siamo stati e la speranza di ci\u00f2 che potrebbe ancora essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Le parole sono importanti e il loro suono \u00e8 quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose&#8221;. \u00c8 un brano dell&#8217;ultima testimonianza di Francesco Guccini, raccolta nel libro &#8216;Calde le pere!&#8217;, al quale ha lavorato fino all&#8217;ultimo e che uscir\u00e0 postumo a settembre per Giunti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCantautore, autore, scrittore &#8211; \u00e8 stato anche in cinquina al Campiello nel 2020 con &#8216;Tralummescuro&#8217; -, sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti, allergico alle celebrazioni e alla retorica ma anche punto di riferimento, in un momento in cui si avverte drammaticamente la mancanza di figure simbolo, Guccini fa parte di quella generazione che con la canzone d&#8217;autore ha dato uno dei contributi pi\u00f9 significativi e originali alla cultura italiana del secolo&nbsp;scorso..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDi fronte alla scomparsa di Guccini la prima domanda che viene in mente \u00e8: chi \u00e8 stato Francesco Guccini? La risposta \u00e8 molto pi\u00f9 complessa della domanda. Guccini \u00e8 stato (ed \u00e8 ancora,e sar\u00e0 per sempre) tante cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAlcuni cantautori lo hanno ricordato cos\u00ec: \u201cCiao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte&#8221;. Con queste parole Vasco Rossi ha esordito oggi su Instagram, condividendo un post di getto per salutare il grande cantautore scomparso. &#8220;Non sei mai stato \u2018di moda\u2019 ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni&#8221;, ha aggiunto il Blasco, ricordando poi gli anni che li separavano, e la stessa terra emiliana che invece li aveva avvicinati: &#8220;Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l\u2019allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia\u2026e Il&nbsp;Roxi&nbsp;Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Non ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore&#8221;. Cos\u00ec sui social Zucchero &#8216;Sugar&#8217;&nbsp;Fornaciari&nbsp;ricordando Guccini. Il cantante ha anche pubblicato una foto che li ritrae insieme a pranzo a tavola in una spiaggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Con Francesco Guccini se ne va una delle pi\u00f9 importanti figure del dopoguerra italiano. Ha raggiunto Fabrizio, Franco, Pino, Ivan e troppi altri che hanno segnato un&#8217;era storica straordinaria per la canzone popolare italiana&#8221;. Con questo pensiero Eugenio&nbsp;Finardi&nbsp;ricorda il cantautore scomparso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Anche stavolta, come sempre, dovevi battermi sul tempo. Non posso, non devo mai pensarti lontano, ma sempre qui come alle Dame, al Tenco o da Vito, burbero, dilagante, geniale, eterno amico mio: comincia a versare vino. Non fare che ti raggiunga con il bicchiere vuoto&#8221;. Cos\u00ec Roberto Vecchioni ricorda Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Oggi siamo un po&#8217; pi\u00f9 soli. Ciao Cirano&#8221;. Con questo messaggio pubblicato su Instagram Fiorella Mannoia ricorda Francesco Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Addio Maestrone.&nbsp;Porti via con te pezzi di storie di molti. Possano farti compagnia. Claudio&#8221;. Queste le parole con cui Claudio Baglioni sui social ricorda Francesco Guccini,&nbsp;morto all&#8217;et\u00e0 di 86 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Grande maestro, la tua arte non morir\u00e0 mai&#8221;. Cos\u00ec Eros Ramazzotti ricorda in un post sui social Francesco Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. &nbsp;Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua \u00e8 una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti&nbsp;coloro &nbsp;che&nbsp;nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero &nbsp;sulla realt\u00e0. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve&#8221;.&nbsp;Cos\u00ec &nbsp;Cristiano&nbsp;De Andr\u00e9 ricorda sui social il cantautore modenese Francesco Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer Giuliano Sangiorgi, Guccini \u00e8 stato molto pi\u00f9 di un autore da reinterpretare. Il&nbsp;frontman&nbsp;dei&nbsp;Negramaro&nbsp;ha ricordato l&#8217;esperienza di \u201cNote di viaggio &#8211; Capitolo 1: Venite avanti&#8230;\u201d, il progetto del 2019 in cui diversi artisti italiani hanno reinterpretato le canzoni del cantautore sotto la direzione artistica di Mauro Pagani. \u201c\u00c8 stato un ponte di congiunzione, anzi una congiunzione astrale perfetta fra me, Mauro Pagani e tanti altri artisti, proprio nel momento in cui abbiamo omaggiato la sua musica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSangiorgi ha raccontato come Guccini abbia accompagnato quel lavoro non solo artisticamente, ma anche umanamente: \u201cC&#8217;\u00e8 stata anche la guida spirituale di Francesco Guccini, perch\u00e9 in qualche modo \u00e8 stato accanto a quel lavoro, accanto a noi. Da un lato ha ammirato quello che tornava a s\u00e9 con le sue canzoni trasformate, reinterpretate e rivisitate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTra i brani scelti dal cantante pugliese c&#8217;era \u201cStelle\u201d, una canzone che considera tra le pi\u00f9 rappresentative della dimensione pi\u00f9 intima dell&#8217;autore: \u201cScelsi Stelle proprio perch\u00e9 l\u00ec sembra parlare di universo ed essere meno ideologico e meno politico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPi\u00f9 personale e ricco di aneddoti, invece, il ricordo di Francesco Baccini, che ha definito Guccini uno dei padri della canzone d&#8217;autore italiana. \u201cCon Francesco Guccini non va via soltanto un cantante, va via un pezzo di storia italiana. \u00c8 stato uno dei primi a essere definito veramente cantautore, e credo che tutti quelli che sono venuti dopo si siano comunque rifatti, almeno in parte, anche a lui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer Baccini, oltre al poeta e allo scrittore, resta soprattutto il ricordo dell&#8217;uomo: \u201cGuccini, oltre a essere un poeta e uno scrittore, era anche una persona dotata di un grandissimo senso dell&#8217;ironia e dell&#8217;umorismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPoi l&#8217;episodio pi\u00f9 divertente, ambientato dopo la vittoria della Targa Tenco. Mi disse: \u201cVieni che andiamo a festeggiare. Mi port\u00f2 in quella che chiamavano l&#8217;infermeria, ma in realt\u00e0 era un&#8217;osteria ricavata nel camerino del teatro, dove tutti andavano a bere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL\u00ec Guccini, insieme a Carlo Petrini, cerc\u00f2 inutilmente di convertirlo al vino. \u201cTentavano di farmi bere del vino rosso senza sapere che ero astemio. Guccini mi guardava tra lo schifato e lo stupito: &#8216;Non \u00e8 possibile che tu sia astemio. Un giorno ti far\u00f2 cambiare idea&#8217;. Non c&#8217;\u00e8 mai riuscito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPrima di tutto, Guccini&nbsp;\u00e8&nbsp;stato&nbsp;un cantautore, ma non nel senso tradizionale del termine. La difficolt\u00e0 dell\u2019artista modenese nel definirsi e il pudore con cui era solito utilizzare questo termine come definizione del suo mestiere la dicono lunga su quanto considerasse complesso il ruolo di questa figura, per certi aspetti mistica. La definizione migliore di cantautore, e per certi aspetti di s\u00e9 stesso, l\u2019ha fornita lui stesso: \u201cIl cantautore \u00e8 quello che gli antichi romani chiamavano camelopardo\u201d, ovvero una creatura ibrida (la giraffa, met\u00e0 cammello e met\u00e0 leopardo), che non solo scrive le canzoni e se le canta da s\u00e9, aspetto che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 stato rivoluzionario negli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche un artista che inevitabilmente perde il controllo della propria opera, una volta che la condivide con il mondo. E non \u00e8 un caso che non amasse soffermarsi a lungo sulle proprie creature musicali. Per Guccini le canzoni devono parlare da s\u00e9, con la propria voce, e suggerire a ciascuno pensieri e suggestioni anche diversissime tra loro. \u00c8 stato insomma, una voce e una penna libera, forse la pi\u00f9 libera tra quelle&nbsp;(mitiche) che hanno reso la canzone d\u2019autore italiana una delle pi\u00f9 importanti e poeticamente rilevanti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMa Guccini \u00e8 stato anche un maestro, e non metaforicamente. Ha fatto il Magistero e la sua professione principale, fino alla met\u00e0 degli anni Ottanta, \u00e8 stata proprio quella di insegnante, presso la sede bolognese del Dickinson College, un\u2019universit\u00e0 statunitense. Ma una certa maniera di mettere in fila le parole in modo che risultassero perfettamente comprensibili fin dal primo ascolto, diciamo un modo di scrivere \u201cda insegnante\u201d, Guccini l\u2019ha sempre mantenuto. Il tutto senza essere pedagogico o pedante: la potenza delle sue canzoni sta nel fatto che ti insegnano alcune delle verit\u00e0 pi\u00f9 complesse dell\u2019esistenza umana senza darti l\u2019impressione di avere di fronte un\u2019istituzione su una cattedra, ma semplicemente un essere umano come te. Le sue canzoni non sono mai semplici, eppure appaiono immediatamente pi\u00f9 comprensibili dei testi di tanti altri suoi colleghi, straordinari certo, ma decisamente meno umani nella loro scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bE&nbsp;questa qualit\u00e0 cresce ulteriormente se si considera quanto colto fosse il Maestro di Pavana. Guccini \u00e8&nbsp;da ritenersi&nbsp;senza timore di smentita come uno dei pi\u00f9 grandi intellettuali del secondo Novecento e del nuovo millennio. Le sue canzoni sono farcite, quando non impregnate, di riferimenti storici, culturali e di costume semplicemente unici nel panorama musicale nostrano. Dall\u2019epica classica (Odysseus) al teatro (Cirano), dai personaggi letterari pi\u00f9 noti (Don Chisciotte, Signora Bovary) alla storia famigliare, che diventa storia di tutti (Amerigo, Radici, Incontro), fino alle canzoni \u201cfilosofiche\u201d (Dio \u00e8 morto, Noi non ci saremo, Addio), molte generazioni nel nostro Paese hanno compreso meglio il mondo e la&nbsp;storia grazie alle sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini \u00e8 stato un grande musicista e un grande interprete. Al di l\u00e0 della penna, un aspetto che non si considera mai abbastanza quando si parla del Maestro di Pavana \u00e8 la sopraffina qualit\u00e0 musicale che le sue canzoni, anche quelle pi\u00f9 semplici, hanno sempre rappresentato. Guccini saliva sul palco, di fronte a folle oceaniche e festanti, circondandosi dei suoi Musici, alias alcuni dei pi\u00f9 straordinari interpreti dei loro strumenti della musica italiana: Vince Tempera, Ares&nbsp;Tavolazzi, Juan Carlos \u201cFlaco\u201d Biondini, Antonio Marangolo,&nbsp;Ellade&nbsp;Bandini. Basta ascoltare i suoi album, specialmente quelli della maturit\u00e0, per rendersi conto di quale musicista sopraffino abbiamo perso con Guccini. La stessa qualit\u00e0 la si deve considerare anche nel Guccini interprete. Si contano sulle dita della mano gli artisti italiani riconoscibili dopo pochissime parole: uno di questi \u00e8 proprio Francesco Guccini. Complice il suo proverbiale rotacismo ma anche l\u2019inconfondibile grinta con cui cantava le sue canzoni, la sua voce non si pu\u00f2 fraintendere con quella di nessun altro e fa inevitabilmente parte del suo sound. Perch\u00e9 s\u00ec, Guccini \u00e8 uno di quegli artisti dotati di un proprio,&nbsp;unico e inconfondibile, sound.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMa Guccini, prima che cantautore, \u00e8 un narratore straordinario. Non \u00e8 un caso che abbia lasciato la musica per dedicarsi alla scrittura di romanzi, perch\u00e9 il Maestrone \u00e8 sempre stato un animale da narrazione. Alcune delle sue canzoni pi\u00f9 belle sono dei racconti perfetti, degni di un Hemingway o di un Carver: si pensi ad Autogrill, a Il vecchio e il bambino, a Piccola storia ignobile o a tutte quelle con cui ha cantato l\u2019amore in ogni sua fase (sugli scudi in questo senso ci sono&nbsp;\u201cVedi cara\u201d,&nbsp;\u201cVorrei\u201d,&nbsp;\u201cFarewell\u201d&nbsp;e&nbsp;\u201cQuattro stracci\u201d). Di fronte al foglio bianco, l\u2019atteggiamento di Guccini \u00e8 sempre stato quello di riempirlo con parole poetiche, certo, ma anche estremamente piene di storie. Ha quindi incarnato&nbsp;meglio di tutti gli altri una pulsione verso la narrazione da grande scrittore pi\u00f9 che da semplice menestrello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMa forse l\u2019aspetto pi\u00f9 straordinario, quello che rende Guccini veramente unico nel panorama culturale e musicale italiano, sta nell\u2019intuizione di dover rinunciare a trovare le parole per esprimere determinati concetti, pi\u00f9 alti di tutti noi. In un\u2019epoca in cui ai cantautori era demandato il compito di trovare sempre e comunque le parole giuste, con tanto di contestazioni violente nel caso in cui avessero tradito questa missione, Guccini in molte canzoni fa un passo indietro, consapevole della propria umana limitatezza espressiva. E cos\u00ec Amerigo comincia con un \u201cProbabilmente\u201d, La locomotiva con un \u201cNon so che viso avesse, neppure come si chiamava\u201d e il ritornello di Vorrei, una delle pi\u00f9 belle canzoni d\u2019amore mai scritte, culmina in un \u201cEd io\u2026\u201d che non sa cosa aggiungere. Le sue canzoni sono pi\u00f9 ricche di incertezze che di verit\u00e0 e questo aspetto non solo \u00e8 stato compreso e ben accettato dai suoi fan, ma ha contribuito a rendere le sue meraviglie musicali pi\u00f9 calde e famigliari per chi le ascolta. Questa capacit\u00e0 di fare un passo indietro, di comprendere e rispettare le parole anche nella loro fallibilit\u00e0, dovrebbero ricordarsela pi\u00f9 spesso molti artisti e persino molti scrittori di oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer queste e per mille altre ragioni, oggi chi ama la musica e la cultura nella sua pi\u00f9 alta accezione, non pu\u00f2 che versare qualche lacrima per questa perdita. Guccini \u00e8 sempre stato uno di noi, ma pi\u00f9 bravo di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;immagine del cantautore con l&#8217;eskimo \u00e8 riduttiva per un autore che ha nobilitato la scrittura musicale attraverso riferimenti amplissimi che vanno dalla poesia italiana a Borges, da Dylan e la poetica Beat alla Bibbia e Procopio di Cesarea, da Cervantes a&nbsp;Dumas a&nbsp;Barthes, in un mix affascinante e sofisticato in cui emergono i suoi studi da linguista e la sua conoscenza della storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa sua grande lezione, e per questo \u00e8 stato amato anche dalle generazioni pi\u00f9 giovani, \u00e8 nell&#8217;aver saputo dimostrare che non esiste un solo modo di raccontare la storia e la realt\u00e0. E che attraverso il dubbio si pu\u00f2 scoprire un altro punto di vista, a volte anche attraverso l&#8217;ironia. E anche cos\u00ec che le vicende delle sue canzoni sono diventate universali. Sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti, Guccini esordisce come scrittore nel 1989 con&nbsp;Cr\u00f2nache&nbsp;epaf\u00e0niche, il suo primo romanzo, ispirato agli anni dell&#8217;infanzia; poi escono Vacca d&#8217;un cane e&nbsp;Cittan\u00f2va&nbsp;Blues, a chiudere una trilogia autobiografica. Nel 1998 pubblica il Dizionario del dialetto di&nbsp;P\u00e0vana&nbsp;e ancora diversi gialli in collaborazione con Loriano Macchiavelli. Nel 2012 ecco&nbsp;\u201cL&#8217;ultima Thule\u201d, canzoni incise a Pavana nel&nbsp;Mulino dei nonni;quarant&#8217;anni dopo, il Maestrone torner\u00e0 sul palco per rivivere quei momenti &#8216;Fra la via Emilia e il West&#8217; (cos\u00ec si intitol\u00f2 il concerto, da un passo del brano &#8216;Piccola citt\u00e0&#8217;, datato 1971) tra suggestioni e ricordi di &#8220;una sorta di piccola Woodstock italiana&#8221;&nbsp;dei nonni: in questa occasione Guccini annuncia l&#8217;intenzione di lasciare la professione di cantautore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNegli ultimi anni vive ritirato a Pavana, il paesino dell&#8217;Appennino della sua infanzia e delle radici della sua famiglia. E grazie a lui, quel piccolo centro fuori da ogni rotta conosciuta \u00e8 diventato un luogo che sconfina nel mito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMa dieci anni dopo esce a sorpresa Canzoni da intorto, vincitore della Targa Tenco per la categoria &#8216;Interprete di canzoni&#8217; e album fisico pi\u00f9 venduto del 2022, seguito nel 2023 dall&#8217;album&nbsp;\u201cCanzoni da osteria\u201d, raccolta di canti popolari e brani ispirati al&nbsp;repertorio nazionale e internazionale, poi pubblicati insieme in una raccolta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&#8221;Le parole sono importanti e il loro suono \u00e8 quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose&#8221;. \u00c8 un brano dell&#8217;ultima testimonianza di Francesco Guccini, raccolta nel libro &#8216;Calde le pere!&#8217;, al quale ha lavorato fino all&#8217;ultimo e che uscir\u00e0 postumo a settembre per Giunti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSono tante le sue canzoni che sono diventate inni collettivi: &#8220;La locomotiva&#8221;, &#8220;Piccola citt\u00e0&#8221;, &#8220;Il vecchio e il bambino&#8221;, &#8220;Vedi cara&#8221;, &#8220;Incontro&#8221;, &#8220;Autogrill&#8221;, &#8220;Canzone per&nbsp;un amica&#8221;, &#8220;Cirano&#8221;, &#8220;L&#8217;avvelenata&#8221; per fare qualche esempio. Negli annali il concerto del 21 giugno 1984, in piazza Maggiore a Bologna, per i 40 anni di carriera: sul palco passano Lucio Dalla con &#8216;Piazza grande&#8217;, l&#8217;Equipe 84 con &#8216;Auschwitz&#8217;, i Nomadi con &#8216;Dio \u00e8 morto&#8217;, Claudio Lolli che propone &#8216;Ho visto anche degli zingari felici&#8217;, i vecchi amici&nbsp;Viulan, Jimmy Villotti, Giampiero&nbsp;Alloisio&nbsp;e l&#8217;Assemblea musicale teatrale con &#8216;Venezia&#8217;, Paolo Conte&nbsp;con &#8216;Genova per noi&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bE ancora, Giorgio Gaber, Pierangelo Bertoli, Deborah&nbsp;Kooperman&nbsp;e Andy&nbsp;J.Forest.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer assistere a un concerto di Francesco Guccini accorrono a migliaia da pi\u00f9 di quarant\u2019anni. Uno spettacolo dove non esiste alcun effetto scenico, dove l\u2019unica cosa che conta \u00e8 il rapporto che si stabilisce fra pubblico e interprete. La musica di Guccini trova interlocutori in tutte le generazioni: dai suoi coetanei, ai figli, fino ai nipoti, ciascuno ricerca qualcosa di diverso, trovando nelle parole e nella musica dell\u2019artista uno spazio proprio e privato.&nbsp;E\u2019stato considerato a lungo il cantautore \u00abpoliticizzato\u00bb per eccellenza, un giudizio a cui hanno di certo contribuito le risonanze che si sono sempre colte fra le parole delle sue canzoni e le vicende e le occasioni storiche e politiche di decenni cruciali della vita civile.&nbsp;L\u2019impegno politico di Guccini consiste in realt\u00e0 nel suo modo di raccontare storie particolari elevandole a significati generali, per non dire universali. Politico \u00e8 Guccini anche nel suo perenne invito al dubbio, alla possibilit\u00e0 di osservare la realt\u00e0 e il mondo da un altro punto di vista, come rivela anche il ricorso frequente all\u2019ironia e all\u2019autoironia, che sono fra le caratteristiche pi\u00f9 costitutive e interessanti della sua fisionomia d\u2019artista. Il ma, il forse, l\u2019oppure che attraversano molti dei suoi testi servono cos\u00ec a mitigare, a togliere ogni enfasi alle sue affermazioni, proponendole, al contrario, come pensieri sempre suscettibili di nuove e diverse interpretazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa vita di Francesco Guccini, morto oggi all&#8217;et\u00e0 di 86 anni, \u00e8 stata piena anche sul lato sentimenti. E tuttavia sempre vissuta con grande riservatezza: il \u00abpoeta di Pavana\u00bb ha sempre protetto il suo privato, lasciando che fossero le sue canzoni a raccontare emozioni e sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGuccini&nbsp;si era sposato, una prima volta,&nbsp;con Roberta&nbsp;Baccilieri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCapelli ramati raccolti in una coda e tenuti insieme da un foulard bianco e blu, un abito rosa antico che le incornicia il giovane corpo, gambe incrociate alle caviglie e una mano sulla spalla del marito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQuesta l\u2019immagine che ci resta della prima moglie di Guccini, immortalata nel retro dell\u2019album&nbsp;\u201cRadici\u201d, del 1972. Francesco e Roberta, la donna per cui nel 1970 fu scritta&nbsp;\u201cVedi cara\u201d, con la frase \u00abTu sei molto, anche se non sei abbastanza\u00bb, si sposarono nel 1971. Un matrimonio fatto di alti e bassi, separazioni e riconciliazioni, fino alla definitiva rottura nel 1976.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;Un capitolo breve ma denso, che la penna di Guccini ha trasformato in materia poetica capace di attraversare i decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSono questi gli anni che&nbsp;il cantautore avrebbe raccontato indirettamente in alcune delle sue canzoni pi\u00f9 note, tra cui&nbsp;\u201cEskimo\u201d&nbsp;e&nbsp;\u201cVedi cara\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDopo il divorzio Guccini ebbe una nuova relazione con Angela Signorini, dalla quale nel 1978 ha avuto la sua unica figlia Teresa-<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDi Angela, che ha sempre voluto vivere nell&#8217;ombra, quel poco che sappiamo lo possiamo desumere dai brani che preannunciano o sanciscono la fine del rapporto. La donna nel 1993 compare implicitamente in&nbsp;Farewell&nbsp;(con evidente rimando a&nbsp;Farewell&nbsp;Angelina di Bob Dylan) e dalla stessa canzone emergono pochi dettagli: l\u2019inclemente confronto fra la spensieratezza dell\u2019inizio &#8211; con le serate passate tra chitarre e vino &#8211; e la disillusione del presente. Tre anni pi\u00f9 tardi, quando la storia con Angela fin\u00ec, arriv\u00f2&nbsp;\u201cQuattro stracci\u201d, con pi\u00f9 acredine che rimpianti. Nel brano Francesco raccontava \u00abl&#8217;eterna vittima d\u2019un sopruso\u00bb, \u00abla libert\u00e0 delle tue pozioni, di yoga, di erbe, psiche, di omeopatia, di manuali contro le frustrazioni\u00bb, ma anche \u00able vie del mondo ti sono aperte, tanto&nbsp;hai le spalle sempre coperte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFrancesco Guccini ha avuto una sola figlia, Teresa, nata nel 1978 dalla relazione con Angela Signorini. Il rapporto tra padre e figlia ha rappresentato uno dei legami pi\u00f9 intensi della sua vita e ha lasciato una traccia indelebile anche nella sua musica. A Teresa \u00e8 dedicata infatti &#8220;Culodritto&#8221;, uno dei brani pi\u00f9 personali del cantautore, contenuto nell\u2019album &#8220;Signora Bovary&#8221; del 1987. La canzone racconta con delicatezza lo sguardo di un padre sulla crescita della propria figlia: l\u2019affetto, la protezione e insieme la consapevolezza che i figli devono trovare la propria strada. Il titolo richiama un\u2019espressione modenese usata per indicare i bambini che&nbsp;si allontanano risentiti o contrariati. Dietro una parola curiosa si nasconde cos\u00ec un\u2019immagine tenera e privata del rapporto tra Guccini e Teresa. Quest&#8217;ultima ha studiato al&nbsp;Damsdell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna e ha lavorato nel settore della comunicazione, mantenendo sempre un profilo riservato. La sua presenza nella vita del padre \u00e8 stata per\u00f2 costante. Durante la pandemia fu proprio lei a intervistarlo in una conversazione realizzata attraverso Skype. Un episodio curioso che racconta bene anche il carattere di Guccini: il cantautore non aveva mai amato la tecnologia e non aveva mai ceduto all\u2019uso del cellulare. A permettere il collegamento fu l\u2019aiuto della moglie Raffaella.&nbsp;La famiglia si allarga anche alla generazione pi\u00f9 giovane: Teresa ha reso Guccini&nbsp;nonno con la nascita di Pietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQualche anno fa Teresa, la figlia di Angela e Francesco, in una rara intervista parlando dei suoi genitori aveva raccontato: \u201cMia madre si chiama Angela Signorini. Io non stata&nbsp;stata&nbsp;il frutto di una scappatella misteriosa, la nostra \u00e8 stata una vera e propria famiglia. Mia madre \u00e8 sempre stata interessata esclusivamente al ruolo privato di compagna e madre, per questo non&nbsp;\u00e8 apparsa quasi mai in pubblico\u201d.&nbsp;&#8220;Mia madre \u00e8 sempre stata pi\u00f9 interessata al ruolo privato di compagna e madre non apparendo quasi mai in pubblico, non amando particolarmente indossare ruoli mondani&#8221;, rimarcava la figlia, che riconosceva come &#8220;il fatto di essere stata sempre nell&#8217;ombra, rispettando i ruoli di chi lavorava con mio padre senza immischiarsi nel suo lavoro e preferendo l\u2019intimit\u00e0 alla vita mondana&#8221;, l&#8217;abbia resa &#8220;quasi sconosciuta anche se \u00e8 comunque la protagonista femminile, pi\u00f9 o meno nascosta, di numerose canzoni&#8221;. E ancora: &#8220;I miei genitori sono stati molto innamorati e poi la storia \u00e8 finita come, purtroppo, spesso accade&#8221;, rimarcava Teresa, addetta stampa di professione e diventata a propria volta madre del piccolo Pietro, il nipote dell&#8217;artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTeresa, insomma, non \u00e8 stata &#8220;il frutto di una scappatella misteriosa&#8221;. &#8220;La nostra \u00e8 stata una vera e propria famiglia. Abbiamo vissuto insieme nella casa di via Paolo Fabbri a Bologna, la casa di tutta la mia infanzia e adolescenza e in estate in quella di&nbsp;P\u00e0vana, la casa dei miei nonni&#8221;. La stessa dove l&#8217;artista si \u00e8 spento in queste ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAnche Teresa, come Raffaella Zuccari, era al fianco di Guccini quando il grande cantautore \u00e8 passato a miglior vita. E ora il pensiero torna inevitabilmente a&nbsp;\u201cCulodritto\u201d, il brano che il pap\u00e0 aveva scritto per lei nel 1987: \u00abCome vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti. Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl cuore del cantautore ha avuto un ultimo nome, quello di Raffaella Zuccari, sua seconda moglie, insegnante marchigiana, professoressa di lettere&nbsp;conosciuta in una trattoria di Bologna. Come raccont\u00f2 lo stesso artista in un&#8217;intervista al Corriere della sera, il loro rapporto cominci\u00f2 con un corteggiamento &#8220;lento, rispettoso, d&#8217;altri tempi&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa relazione tra i due comincia a met\u00e0 degli anni Novanta&nbsp;in un momento in cui le loro strade sembravano provenire da mondi diversi ma destinati a incrociarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTra loro correva una differenza d\u2019et\u00e0 importante (quasi trent\u2019anni) che per\u00f2 non ha mai pesato sul loro legame. Al contrario, la relazione si \u00e8 consolidata nel tempo con una naturalezza sorprendente, fino a diventare una presenza stabile e profonda. Prima di arrivare alle nozze, hanno condiviso circa quindici anni di vita insieme, costruendo una quotidianit\u00e0 fatta di semplicit\u00e0, lontana dai riflettori e dalle dinamiche del mondo dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bE&nbsp;sfocia nel matrimonio il 21 aprile 2011 a Mondolfo, in provincia di Pesaro, quando Guccini aveva compiuto 71 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bRaffaella ha sempre scelto la discrezione, restando distante dalla popolarit\u00e0 che circondava il marito, ma&nbsp;ha ispirato alcune delle canzoni d&#8217;amore del cantautore,&nbsp;come \u201cVorrei\u201d&nbsp;e \u201cCerto non sai\u201d,&nbsp;dove le diceva \u00abnon sono quando non ci sei\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;Figlia di due eugubini, Gian Maria Zuccari e Katia Barbetti, figlia dell\u2019indimenticato commendator Pietro Barbetti, portava con s\u00e9 anche un legame familiare con Gubbio, citt\u00e0 d\u2019origine della sua famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl centro della vita di Guccini, per\u00f2, \u00e8 rimasto altrove: a Pavana, sull\u2019Appennino tosco-emiliano, il paese dove il cantautore aveva ritrovato le proprie radici e dove aveva scelto di vivere gli ultimi anni. Un luogo simbolico, legato all\u2019infanzia trascorsa durante la guerra e diventato negli anni una presenza costante nei suoi racconti, nei suoi libri e nelle sue canzoni, pur mantenendo&nbsp;sempre un profilo&nbsp;lontano dai riflettori.&nbsp;\u200b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bRaffaella \u00e8 stata sempre accanto a Guccini,&nbsp;nella dimora di Pavana, dove la coppia conduceva una vita estremamente riservata e lo ha accompagnato negli ultimi anni anche nei problemi di salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDalla diagnosi di&nbsp;maculopatia&nbsp;bilaterale, una patologia che negli ultimi tempi ha impedito quasi del tutto al cantautore di leggere e scrivere in autonomia, Raffaella \u00e8 diventata il suo sguardo, la sua mano e la sua voce,&nbsp;si \u00e8 presa amorevolmente cura di lui, aiutandolo a gestire la routine quotidiana e l&#8217;attivit\u00e0 letteraria attraverso la dettatura dei suoi libri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA Guccini,&nbsp;sono stati dedicati un asteroide (39748 Guccini), una specie di cactus e una sottospecie di farfalla, segno della vastit\u00e0&nbsp;dell\u2019eredit\u00e0 culturale lasciata da uno dei pi\u00f9 grandi cantautori e intellettuali italiani del Novecento e degli anni 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u200b\u200b\u200b\u200b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emanuele Mariani MA NON CERTAMENTE L\u2019ARTISTA CANTAUTORE,\u00a0IL POETA \u201cMAESTRONE\u201d CHE\u00a0RESTA IMMORTALE:\u00a0HA\u00a0NARRATO IN PAROLE,\u00a0MUSICA\u00a0E SCRITTI, L\u2019ESSENZA DELLA VITA<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2616,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":82,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Emanuele Mariani MA NON CERTAMENTE L\u2019ARTISTA CANTAUTORE,\u00a0IL POETA \u201cMAESTRONE\u201d CHE\u00a0RESTA IMMORTALE:\u00a0HA\u00a0NARRATO IN PAROLE,\u00a0MUSICA\u00a0E SCRITTI, L\u2019ESSENZA DELLA VITA\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-08-06T15:56:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-08-08T15:57:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"248\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"191\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"MeridianoItalia.tv\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"MeridianoItalia.tv\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"52 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"MeridianoItalia.tv\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/105fb7af6a16a60e621ba219078eebb0\"},\"headline\":\"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato\",\"datePublished\":\"2026-08-06T15:56:39+00:00\",\"dateModified\":\"2026-08-08T15:57:43+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/\"},\"wordCount\":10013,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/08\\\/IMG_1190.jpeg\",\"articleSection\":[\"Cultura\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/\",\"name\":\"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/08\\\/IMG_1190.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-08-06T15:56:39+00:00\",\"dateModified\":\"2026-08-08T15:57:43+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/08\\\/IMG_1190.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/08\\\/IMG_1190.jpeg\",\"width\":248,\"height\":191},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/2026\\\/08\\\/06\\\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/\",\"name\":\"meridianoitalia.tv\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#organization\",\"name\":\"meridianoitalia.tv\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/07\\\/cropped-meridiano.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/07\\\/cropped-meridiano.jpg\",\"width\":645,\"height\":140,\"caption\":\"meridianoitalia.tv\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/105fb7af6a16a60e621ba219078eebb0\",\"name\":\"MeridianoItalia.tv\",\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.meridianoitalia.tv\\\/meridiano\\\/author\\\/admin\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -","og_description":"di Emanuele Mariani MA NON CERTAMENTE L\u2019ARTISTA CANTAUTORE,\u00a0IL POETA \u201cMAESTRONE\u201d CHE\u00a0RESTA IMMORTALE:\u00a0HA\u00a0NARRATO IN PAROLE,\u00a0MUSICA\u00a0E SCRITTI, L\u2019ESSENZA DELLA VITA","og_url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/","article_published_time":"2026-08-06T15:56:39+00:00","article_modified_time":"2026-08-08T15:57:43+00:00","og_image":[{"width":248,"height":191,"url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"MeridianoItalia.tv","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"MeridianoItalia.tv","Tempo di lettura stimato":"52 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/"},"author":{"name":"MeridianoItalia.tv","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#\/schema\/person\/105fb7af6a16a60e621ba219078eebb0"},"headline":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato","datePublished":"2026-08-06T15:56:39+00:00","dateModified":"2026-08-08T15:57:43+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/"},"wordCount":10013,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg","articleSection":["Cultura"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/","url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/","name":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato -","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg","datePublished":"2026-08-06T15:56:39+00:00","dateModified":"2026-08-08T15:57:43+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_1190.jpeg","width":248,"height":191},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/08\/06\/francesco-guccini-oggi-ci-ha-lasciato\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Francesco Guccini,\u00a0oggi ci ha lasciato"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#website","url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/","name":"meridianoitalia.tv","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#organization","name":"meridianoitalia.tv","url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cropped-meridiano.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cropped-meridiano.jpg","width":645,"height":140,"caption":"meridianoitalia.tv"},"image":{"@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/#\/schema\/person\/105fb7af6a16a60e621ba219078eebb0","name":"MeridianoItalia.tv","sameAs":["https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano"],"url":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/author\/admin\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2613"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2613\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2619,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2613\/revisions\/2619"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}