{"id":3145,"date":"2026-09-17T18:18:43","date_gmt":"2026-09-17T18:18:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/?p=3145"},"modified":"2026-09-17T18:18:45","modified_gmt":"2026-09-17T18:18:45","slug":"stabilicum-e-voto-estero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/09\/17\/stabilicum-e-voto-estero\/","title":{"rendered":"Stabilicum\u00a0e voto estero"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la riduzione delle ripartizioni comprime la rappresentanza della diaspora italiana<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Gianni Lattanzio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una riforma che parla al Paese \u2013 ma non a tutto il Paese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il voto favorevole del Senato al disegno di legge in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica \u2013 113 s\u00ec, 71 no, 2 astenuti nella seduta pomeridiana del 15 settembre 2026 &nbsp;\u2013 consegna al dibattito pubblico una riforma elettorale che la maggioranza di governo presenta come promessa di stabilit\u00e0 istituzionale e che le opposizioni hanno immediatamente qualificato come \u00ablegge truffa\u00bb, esibendo in Aula i cartelli gialli e rossi che hanno chiuso la giornata di Palazzo Madama. Dentro un impianto proporzionale corretto da un premio di governabilit\u00e0 fisso in seggi \u2013 pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, attribuibile solo se la stessa lista singola o coalizione supera la soglia del 42% dei voti validi in entrambe le Camere \u2013 e con la reintroduzione, in seconda lettura, di un massimo di tre preferenze in favore dei candidati che non siano capolista sul territorio nazionale, vi \u00e8 tuttavia un capitolo che rischia di essere marginalizzato nel racconto politico e che invece merita un\u2019attenzione centrale, non foss\u2019altro che per l\u2019ampiezza dei diritti che coinvolge: la ridefinizione della&nbsp;<a><\/a>Circoscrizione&nbsp;Estero, ridotta a due ripartizioni per la Camera \u2013 Europa ed \u00abAmeriche-Africa-Asia-Oceania-Antartide\u00bb \u2013 e a un\u2019unica&nbsp;Circoscrizione \u00abmondo\u00bb per il Senato .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di una modifica di dettaglio tecnico. Si tratta di una scelta politica di rango costituzionalmente sensibile, che ridefinisce il perimetro entro cui oltre sei milioni di cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali esercitano il proprio diritto di voto attivo e passivo. E si tratta, come si tenter\u00e0 di argomentare, di una scelta che va nella direzione opposta a quella indicata dalle istituzioni di rappresentanza della diaspora, dalla dottrina costituzionalistica pi\u00f9 avvertita e dalle stesse dinamiche demografiche e sociali della nuova emigrazione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il quadro normativo di riferimento e la sua traiettoria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assetto vigente della rappresentanza degli italiani all\u2019Estero \u00e8 il frutto di una lunga costruzione istituzionale. Le leggi costituzionali 17 gennaio 2000, n. 1, e 23 gennaio 2001, n. 1, hanno modificato gli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione, prevedendo l\u2019elezione da parte dei cittadini italiani residenti all\u2019Estero di 12 deputati e 6 senatori. La legge ordinaria 27 dicembre 2001, n. 459 \u2013 la cosiddetta legge Tremaglia, dal nome del suo storico proponente \u2013 ha dato attuazione a tale principio, individuando quattro ripartizioni territoriali all\u2019interno della&nbsp;Circoscrizione Estero: Europa, comprensiva dei territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e&nbsp;Antartide .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La successiva legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, di riduzione del numero dei parlamentari, ha ridimensionato la quota di eletti all\u2019Estero portandola a 8 deputati e 4 senatori, senza tuttavia intaccare n\u00e9 il principio della rappresentanza territoriale plurima n\u00e9 l\u2019architettura della&nbsp;Circoscrizione. La struttura in quattro ripartizioni \u00e8 rimasta il paradigma normativo di riferimento, valorizzando l\u2019eterogeneit\u00e0 storica, culturale e geografica della diaspora italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro si inserisce la riforma in commento \u2013 nota nella pubblicistica giornalistica come \u00abStabilicum\u00bb \u2013 il cui iter \u00e8 stato avviato presso la Commissione Affari costituzionali della Camera il 31 marzo 2026, ha visto l\u2019adozione di un testo base radicalmente rinnovato il 4 giugno, ha attraversato tre cicli di audizioni con dodici costituzionalisti ed esperti della materia, si \u00e8 tradotto in prima lettura in un impianto proporzionale con premio del 42% e liste bloccate, ed \u00e8 stato profondamente modificato in seconda lettura dal Senato, che ha reintrodotto le preferenze (fino a tre, in favore dei candidati che non siano capolista), ha soppresso il tetto del 60% per il genere sovra-rappresentato tra i capilista e ha esteso la disciplina del voto fuori sede ai&nbsp;caregiver&nbsp;familiari. Nel suo passaggio in seconda lettura, invece, la parte relativa alla&nbsp;Circoscrizione Estero non \u00e8 stata modificata: la riduzione da quattro a due ripartizioni per la Camera e la&nbsp;costituzione di un unico collegio senatoriale per l\u2019Estero \u2013 introdotte alla Camera in prima lettura \u2013 sono state confermate senza correttivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La demografia della diaspora: numeri, geografie, trasformazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni analisi seria delle scelte che riguardano il voto degli italiani all\u2019estero deve partire dai numeri. Al 31 dicembre 2024 gli iscritti all\u2019Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero (AIRE) erano 6.412.752, in aumento rispetto ai 5.936.056 del 31 dicembre 2023 \u2013 una crescita del 8% in un solo anno che riflette una dinamica di espatrio che l\u2019Istat ha stimato pari a 156 mila persone nel solo 2024, con un incremento del 36,5% rispetto all\u2019anno precedente e con una netta prevalenza della componente giovane e&nbsp;qualificata .&nbsp;Non si tratta pi\u00f9 \u2013 se mai lo sia stato \u2013 di un fenomeno meramente residuale rispetto all\u2019identit\u00e0 nazionale. La popolazione italiana all\u2019estero, per ordine di grandezza, corrisponde ad una delle prime cinque regioni italiane; per tasso di crescita, la sopravanza abbondantemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione geografica di questa popolazione \u00e8 cruciale ai fini della presente analisi. Sulla base dei dati fissati con decreto del Ministero dell\u2019Interno del 21 gennaio 2026, aggiornati alla data del 31 dicembre 2025, l\u2019Europa continentale accoglie 3.523.854 iscritti, l\u2019America Meridionale 2.189.525, l\u2019America Settentrionale e Centrale 578.615 e l\u2019area Africa-Asia-Oceania-Antartide&nbsp;338.290 .&nbsp;La distribuzione, in altri termini, non \u00e8 uniforme: due grandi bacini \u2013 europeo e sudamericano \u2013 concentrano la stragrande maggioranza dell\u2019elettorato AIRE, mentre le comunit\u00e0 nordamericane, africane, asiatiche e oceaniche sono numericamente pi\u00f9 contenute ma qualitativamente distintive, per storia migratoria, per profilo professionale, per relazioni bilaterali con lo Stato italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La modifica introdotta dallo&nbsp;<\/strong><strong>Stabilicum<\/strong><strong>: architettura del nuovo assetto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riforma interviene sull\u2019architettura della&nbsp;Circoscrizione Estero attraverso una novella diretta dell\u2019articolo 6 della legge n. 459\/2001. La disposizione novellata mantiene invariata la ripartizione Europa \u2013 comprensiva dei territori asiatici della Federazione russa e della Turchia \u2013 e accorpa le tre ripartizioni extra-europee (America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide) in un\u2019unica macro-ripartizione denominata \u00abAmeriche, Africa, Asia, Oceania e Antartide\u00bb. Per la sola elezione della Camera dei deputati, i cittadini italiani all\u2019Estero votano dunque all\u2019interno di due ripartizioni. Per l\u2019elezione del Senato della Repubblica, i quattro senatori assegnati alla&nbsp;Circoscrizione Estero sono eletti all\u2019interno della&nbsp;Circoscrizione considerata come collegio&nbsp;unico .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo di assegnazione dei seggi resta proporzionale, sulla base dei quozienti interi e dei pi\u00f9 alti resti, ma il perimetro entro cui la proporzionalit\u00e0 opera \u00e8 radicalmente mutato. La riforma interviene inoltre sull\u2019articolo 8 della legge n. 459\/2001, disciplinando la presentazione delle candidature: per l\u2019elezione della Camera le liste continuano a essere presentate in ciascuna ripartizione, con un numero di candidati almeno pari al numero dei seggi da assegnare nella ripartizione e non superiore al doppio di esso; per l\u2019elezione del Senato le liste sono presentate a livello dell\u2019intera&nbsp;Circoscrizione Estero, con un numero di candidati non inferiore a quattro e non superiore a otto. Resta ferma la disposizione \u2013 oggetto peraltro di consolidato radicamento nella prassi \u2013 secondo la quale gli elettori residenti in Italia possono candidarsi in una sola ripartizione della&nbsp;Circoscrizione Estero e gli elettori residenti all\u2019Estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019articolato incide inoltre sulla disciplina del voto e delle preferenze contenuta nell\u2019articolo 11 della legge n. 459\/2001: la scheda per l\u2019elezione della Camera riproduce i contrassegni delle liste presentate nella ripartizione, quella per l\u2019elezione del Senato riproduce i contrassegni delle liste presentate nell\u2019intera&nbsp;Circoscrizione Estero. Sul fronte dell\u2019espressione del voto, ciascun elettore residente all\u2019estero pu\u00f2 esprimere un voto di preferenza nelle ripartizioni cui \u00e8 assegnato un solo deputato e due voti di preferenza \u2013 per candidati di sesso diverso \u2013 nelle ripartizioni cui sono assegnati due o pi\u00f9 deputati, cos\u00ec come per l\u2019elezione del Senato. \u00c8 importante sottolineare, per completezza tecnica, che il regime delle preferenze nella&nbsp;Circoscrizione Estero resta distinto e autonomo rispetto a quello previsto per il territorio nazionale: la legge Tremaglia non ha mai contemplato la figura del capolista bloccato, e lo&nbsp;Stabilicum&nbsp;si limita a coordinare il numero di preferenze esprimibili con la nuova geometria delle ripartizioni, senza importare all\u2019Estero la logica delle liste bloccate. Il diritto formale di preferenza per gli elettori AIRE, quindi, \u00e8&nbsp;confermato .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano organizzativo, la riforma comporta anche una ridefinizione delle competenze degli uffici decentrati istituiti presso le Corti di appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli per lo scrutinio dei voti espressi per corrispondenza: in particolare, l\u2019ufficio decentrato di Napoli \u2013 oggi competente per gli Stati e i territori afferenti alle ripartizioni \u00abAmerica settentrionale e centrale\u00bb e \u00abAfrica, Asia, Oceania e Antartide\u00bb \u2013 assume la competenza esclusiva sull\u2019intera nuova macro-ripartizione extra-europea . \u00c8 inoltre prevista una delega al Governo per la modifica del regolamento di attuazione della legge n. 459\/2001, finalizzata a garantire la libert\u00e0, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani&nbsp;all\u2019estero :&nbsp;una previsione dai contorni ancora indeterminati, il cui contenuto operativo dipender\u00e0 interamente dalle scelte dell\u2019Esecutivo in sede di esercizio della delega.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019impatto sulla rappresentanza territoriale delle comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esistenza di una ripartizione elettorale corrisponde, nella logica costituzionale, alla presenza di una comunit\u00e0 politicamente riconoscibile che ha diritto di essere rappresentata. L\u2019attuale disciplina prevede infatti l\u2019elezione garantita di almeno un deputato e un senatore in ciascuna ripartizione, mentre i seggi ulteriori sono distribuiti proporzionalmente. Con lo&nbsp;Stabilicum&nbsp;quella garanzia si dissolve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla Camera, la nuova macro-ripartizione \u00abAmeriche-Africa-Asia-Oceania-Antartide\u00bb \u2013 composta dagli Stati e dai territori delle attuali tre ripartizioni extra-europee \u2013 dovr\u00e0 distribuire sei deputati fra un bacino elettorale in cui l\u2019America meridionale, con circa 2,19 milioni di iscritti, pesa per il 71% del totale, contro il 19% dell\u2019America settentrionale e centrale e il 10% dell\u2019area Africa-Asia-Oceania. L\u2019applicazione del metodo proporzionale in un unico collegio produrr\u00e0, con elevata probabilit\u00e0, la totale monopolizzazione dei seggi da parte dei candidati con radicamento sudamericano, ove essi presentino apparati organizzativi adeguati. Al Senato l\u2019effetto \u00e8 ancora pi\u00f9 radicale: quattro senatori eletti in un unico collegio mondiale, in cui l\u2019Europa \u2013 forte di oltre 3,5 milioni di iscritti, pari al 55% del totale \u2013 tender\u00e0 meccanicamente a determinare l\u2019esito, lasciando all\u2019America meridionale un secondo seggio e riducendo Nord America, Africa, Asia e Oceania a rappresentanze puramente potenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La dissoluzione del legame territoriale tra eletto ed elettore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha frequentato le sedi consolari, i patronati, le associazioni della diaspora sa quanto la relazione tra parlamentare eletto all\u2019estero e comunit\u00e0 di riferimento sia fatta di prossimit\u00e0, di conoscenza reciproca, di continuit\u00e0 di ascolto. Il senatore eletto per la ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide \u00e8, molto concretamente, l\u2019interlocutore delle associazioni che si battono per la riforma della cittadinanza dei discendenti in Australia, per l\u2019insegnamento della lingua italiana nelle scuole di Nairobi, per il riconoscimento previdenziale degli emigrati in Sudafrica. Il deputato eletto in Nord America \u00e8 l\u2019interlocutore delle Camere di commercio italo-americane, dei Comites di Toronto, Chicago e New York, dei centri di ricerca universitari che studiano la diaspora italiana nel continente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostituire questo presidio con un candidato eletto in un collegio mondiale significa premiare, in modo pressoch\u00e9 automatico, chi dispone di macchine organizzative pi\u00f9 grandi \u2013 quindi, tipicamente, chi opera nei bacini europei o sudamericani \u2013 e allontanare l\u2019eletto dall\u2019elettore fino a rendere il legame territoriale un dato simbolico pi\u00f9 che&nbsp;sostanziale .&nbsp;E qui si annida il paradosso pi\u00f9 profondo della riforma: il diritto formale di preferenza per l\u2019elettore all\u2019estero sopravvive \u2013 la legge conferma la possibilit\u00e0 di esprimere due preferenze per l\u2019elezione del Senato e nelle ripartizioni&nbsp;pluriseggio&nbsp;\u2013 ma la sua effettivit\u00e0 \u00e8 compromessa dall\u2019ampiezza abnorme del nuovo perimetro geografico. In un collegio \u00abmondo\u00bb da quattro senatori, il candidato radicato nelle comunit\u00e0 del Nord America, dell\u2019Africa o dell\u2019Oceania pu\u00f2 materialmente&nbsp;raccogliere preferenze, ma non potr\u00e0 mai realisticamente raggiungere la cifra individuale necessaria all\u2019elezione, competendo contro liste sostenute dalla massa demografica europea o sudamericana. La preferenza si trasforma cos\u00ec in un voto simbolico. Il risultato non \u00e8 tanto \u2013 o non \u00e8 solo \u2013 la perdita di seggi per specifiche comunit\u00e0: \u00e8 il progressivo svuotamento del significato stesso dell\u2019essere \u00abrappresentati\u00bb in Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il coordinamento con il premio di governabilit\u00e0 e il massimale di seggi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il combinato disposto della nuova architettura estera con l\u2019impianto complessivo della riforma merita una notazione ulteriore. Il premio di governabilit\u00e0 di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato \u00e8 attribuito solo se la stessa lista o coalizione supera il 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento: un doppio ancoraggio bicamerale che rappresenta la principale novit\u00e0 sistemica del testo. \u00c8 inoltre previsto un massimale di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato per la lista o coalizione destinataria del premio; da tale massimale, tuttavia, sono espressamente esclusi i seggi conseguiti nella&nbsp;Circoscrizione&nbsp;Estero .&nbsp;Gli 8 deputati e i 4 senatori eletti all\u2019estero, in altri termini, operano al di fuori della logica maggioritaria pura: non concorrono a formare il tetto premiale n\u00e9 sono influenzati dal suo funzionamento. Sul piano simbolico e sistemico, tale esclusione riconosce alla rappresentanza dei residenti fuori dai confini uno statuto autonomo. Ma \u2013 ed \u00e8 qui il punto \u2013 tale riconoscimento simbolico non trova corrispondenza in un\u2019equivalente attenzione alla qualit\u00e0 della rappresentanza territoriale: il legislatore riconosce che il voto all\u2019estero non deve essere piegato alle esigenze della governabilit\u00e0 nazionale, ma al contempo lo comprime in una geografia elettorale che ne annacqua l\u2019effettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le voci ignorate: la posizione del Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla direttrice di riforma qui in discussione si \u00e8 espresso con nettezza il Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero, organo consultivo di rilievo istituzionale previsto dalla legge 6 novembre 1989, n. 368. Con un documento formalmente trasmesso al Parlamento nel luglio 2026, il CGIE ha espresso \u00abcontrariet\u00e0 a modifiche o cancellazioni delle ripartizioni della Circoscrizione estero\u00bb, ritenendo che \u00abinterventi tesi ad alterare o sopprimere gli attuali equilibri territoriali determinerebbero una grave compromissione della rappresentanza delle collettivit\u00e0\u00bb. Il Consiglio ha altres\u00ec raccomandato di preservare il sistema delle preferenze, di rendere pi\u00f9 coerente la disciplina delle candidature e ha lamentato il mancato rispetto dell\u2019obbligo, sancito dalla legge istitutiva, di richiedere il parere del Consiglio stesso su ogni provvedimento di interesse degli italiani nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La circostanza non \u00e8 meramente procedurale. Il fatto che il Governo abbia proceduto senza attivare la consultazione dell\u2019organo di rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane nel mondo su un provvedimento che ne ridisegna in profondit\u00e0 la rappresentanza parlamentare costituisce \u2013 al netto delle valutazioni sul merito \u2013 un\u2019anomalia che meriterebbe attenzione anche in sede di eventuale sindacato di legittimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una direzione opposta a quella necessaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riforma va, in ultima analisi, in direzione contraria a ci\u00f2 di cui, oggi, le comunit\u00e0 italiane all\u2019estero avrebbero bisogno. La crescita costante dell\u2019AIRE \u2013 156 mila espatri stimati nel solo 2024, +36,5% rispetto all\u2019anno precedente \u2013 e la trasformazione qualitativa dell\u2019emigrazione, sempre pi\u00f9 giovane, qualificata e mobile, avrebbero richiesto un ripensamento capace di aumentare la granularit\u00e0 della rappresentanza, non di comprimerla. Si sarebbe potuto immaginare una revisione delle ripartizioni pi\u00f9 aderente alle nuove geografie della mobilit\u00e0 italiana, con l\u2019individuazione di sotto-ambiti coerenti: scorporare il Nord America dall\u2019America Latina, dare riconoscimento all\u2019area del Golfo e all\u2019Asia orientale, oggi destinazioni di flussi crescenti di giovani professionisti, ricercatori, imprenditori. Si sarebbe potuto rafforzare il legame fra eletto e territorio elevando in via compensativa il numero massimo di preferenze esprimibili nella&nbsp;Circoscrizione Estero \u2013 in particolare nel collegio unico del Senato \u2013 cos\u00ec da consentire all\u2019elettore di sostenere contemporaneamente un candidato di riferimento territoriale e un candidato di livello nazionale, mitigando&nbsp;in via correttiva la perdita di prossimit\u00e0 determinata dall\u2019accorpamento. Si sarebbe potuto, finalmente, investire in un sistema di voto elettronico controllato, capace di ridurre i costi logistici che ogni tornata elettorale scarica sulla rete consolare e sul contribuente, e al contempo di rafforzare la sicurezza e la tracciabilit\u00e0 delle operazioni di&nbsp;voto .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nulla di tutto questo \u00e8 nello&nbsp;Stabilicum. La riforma, sul fronte estero, si limita a un\u2019operazione di semplificazione contabile che verr\u00e0 pagata dalle comunit\u00e0 pi\u00f9 piccole e pi\u00f9 lontane \u2013 quelle che meno pesano nei calcoli di partito e che pi\u00f9 avrebbero bisogno di uno sguardo politico dedicato. \u00c8 un paradosso doloroso, perch\u00e9 arriva mentre il Governo, con lo stesso disegno di legge, introduce misure di apertura per gli elettori fuori sede sul territorio nazionale, estese anche ai&nbsp;caregiverfamiliari :&nbsp;un principio giusto \u2013 votare dove si vive davvero \u2013 che tuttavia si ferma bruscamente alla dogana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prospettive di correzione parlamentare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo torna alla Camera per la terza lettura, con calendarizzazione al 28 settembre e presumibile ricorso alla questione di fiducia. Il margine per una correzione della parte relativa al voto estero \u00e8 politicamente stretto ma tecnicamente possibile, e potrebbe articolarsi su alcune direttrici concrete:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022\u200bmantenere per la Camera un\u2019articolazione a tre ripartizioni \u2013 Europa; Americhe (mantenendo l\u2019unificazione Nord-Sud solo se si rinuncia a comprimere ulteriormente); Africa-Asia-Oceania-Antartide \u2013 cos\u00ec da tutelare la specifica rappresentanza dell\u2019area extra-americana;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022\u200bprevedere per il Senato almeno due collegi (Europa ed extra-Europa), abbandonando l\u2019unicum \u00abmondo\u00bb e restituendo alle comunit\u00e0 extra-europee un senatore di riferimento;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022\u200belevare, in via compensativa, il numero massimo di preferenze esprimibili nella&nbsp;Circoscrizione Estero \u2013 in particolare nel collegio unico del Senato \u2013 cos\u00ec da consentire all\u2019elettore di sostenere contemporaneamente un candidato di riferimento territoriale e un candidato di livello nazionale, mitigando in via correttiva la perdita di prossimit\u00e0 determinata dall\u2019accorpamento;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022\u200bavviare in via sperimentale, con adeguate garanzie di sicurezza e segretezza, un percorso di introduzione del voto elettronico controllato per le sole elezioni della&nbsp;Circoscrizione Estero, coerentemente con la delega al Governo per la modifica del regolamento di attuazione della legge n. 459\/2001 gi\u00e0 prevista dal testo in commento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna di queste correzioni contraddice l\u2019impianto complessivo dello&nbsp;Stabilicum&nbsp;sulla parte territorio nazionale. Tutte muovono dalla premessa \u2013 costituzionalmente doverosa \u2013 che il voto degli italiani all\u2019estero sia un pezzo integrale della sovranit\u00e0 popolare, non un capitolo derogabile in nome di logiche di semplificazione amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione: la diaspora non \u00e8 un residuo del Novecento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rappresentanza degli italiani all\u2019estero non \u00e8 un residuo storico da comprimere in nome di una malintesa razionalizzazione. \u00c8 l\u2019ossatura civile di un\u2019Italia pi\u00f9 grande di s\u00e9 stessa, che vive, lavora e vota anche molto oltre i confini nazionali, e che nel confronto quotidiano con altre culture e altri sistemi istituzionali contribuisce a definire l\u2019identit\u00e0 politica europea del nostro Paese. Il Parlamento \u00e8 chiamato a trattare questa dimensione con la stessa cura con cui, giustamente, si occupa di collegi e regioni interne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista, lo&nbsp;Stabilicum&nbsp;\u2013 nella parte che riguarda il voto estero \u2013 \u00e8 un\u2019occasione mancata. E lo \u00e8 nel momento in cui, per crescita demografica della comunit\u00e0, per rilievo strategico della mobilit\u00e0 internazionale, per centralit\u00e0 del rapporto tra Italia e italiani nel mondo, ne avevamo tutti maggiormente bisogno. La responsabilit\u00e0 di raddrizzare, almeno in parte, la rotta ora si sposta alla Camera. \u00c8 l\u00ec che si vedr\u00e0 se il legislatore ha davvero ascoltato le voci delle sei milioni di italiane e di italiani che continuano a chiedere, semplicemente, di essere rappresentati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la riduzione delle ripartizioni comprime la rappresentanza della diaspora italiana di Gianni Lattanzio Una riforma che parla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3146,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":10,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-3145","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interna"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Stabilicum\u00a0e voto estero 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