{"id":3229,"date":"2026-09-28T18:10:28","date_gmt":"2026-09-28T18:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/?p=3229"},"modified":"2026-09-28T18:10:30","modified_gmt":"2026-09-28T18:10:30","slug":"giovanni-paolo-i-un-pontificato-di-33-giorni-gli-anni-di-gesu-unico-nel-suo-magistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2026\/09\/28\/giovanni-paolo-i-un-pontificato-di-33-giorni-gli-anni-di-gesu-unico-nel-suo-magistero\/","title":{"rendered":"\u200bGiovanni Paolo I: un pontificato di 33 giorni (gli anni di Ges\u00f9), unico nel suo magistero."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b<strong><em>48 anni fa, la notte tra il 28 ed il 29 settembre 1978, ci lasciava un grande uomo di Chiesa, l\u2019ultimo Papa italiano<\/em><\/strong><strong><em>, finora<\/em><\/strong><a><\/a><strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Emanuele Mariani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAvevo 8 anni quando \u00e8 stato eletto Pontefice,&nbsp;il cardinale&nbsp;Albino Luciani, ora beato,&nbsp;divenuto il primo Papa a chiamarsi con i nomi di due grandi predecessori,&nbsp;Giovanni XXIII e Paolo VI, oggi&nbsp;venerati entrambi come Santi&nbsp;(\u201cMi chiamer\u00f2 Giovanni Paolo \u201c.&nbsp;Io non ho n\u00e9 la&nbsp;<em>sapientia<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>cordis<\/em>&nbsp;di Papa Giovanni, n\u00e9 la preparazione e la cultura di Papa Paolo, per\u00f2 sono al loro posto, devo cercare di servire la Chiesa. Spero che mi aiuterete con le vostre preghiere\u201d disse all\u2019<em>Angelus&nbsp;<\/em>di domenica 27 agosto 1978, un giorno dopo l\u2019elezione del 26 agosto 1978).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bRicordo anche perfettamente dove ero quando appresi della sua improvvisa morte avvenuta la notte tra il 28 ed il 29 settembre 1978.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAl tempo, abitavo vicino a San Pietro ed andavo alle elementari in una scuola cattolica&nbsp;sempre a poca distanza dal Vaticano:&nbsp;frequentavo&nbsp;la quarta,&nbsp;essendo stato iscritto, un anno avanti,&nbsp;a 5 anni, dal 1 ottobre 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUn gentile amico di famiglia e collega di lavoro di mio padre, passando con la sua auto, sotto il portone di&nbsp;casa, mi vide che&nbsp;aspettavo, con mia nonna paterna,&nbsp;un autobus che ci avrebbe portato a scuola&nbsp;che iniziava proprio quel giorno; si offr\u00ec di accompagnaci, ma dovette fermarsi ad un distributore di&nbsp;carburante che all\u2019epoca si trovava in piazzale Gregorio VII, nei pressi del ponte della ferroviavaticana: erano le 07:30 circa del 29 settembre 1978 equesto benzinaio, mentre&nbsp;faceva rifornimento, ci disse:&nbsp;\u201cma non lo sapete ancora, \u00e8 morto il Papa!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNoi non volevamo crederci: ma come! Era stato appena eletto e gi\u00e0 non vi era pi\u00f9&#8230; con la tristezza nel cuore, anche a scuola,&nbsp;la voce, dopo poco,&nbsp;si era diffusa (non vi erano certo i social o i cellulari) e il maestro ci conferm\u00f2 la triste notizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUn altro avvenimento che mi lega con questo Pontefice fu il battesimo di mio fratello pi\u00f9 piccolo, Michelangelo, che fu celebrato il 9 settembre 1978 presso il fonte battesimale in San Pietro, come tradizione di famiglia, proprio durante il breve pontificato di Papa Luciani, con una particolare benedizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGiovanni Paolo I \u00e8 stato, finora, l\u2019ultimo successore di Pietro&nbsp;di nazionalit\u00e0 italiana, definito come il Papa di settembre&nbsp;(per la durata breve del pontificato)&nbsp;e del sorriso, perch\u00e9 spesso sorrideva in pubblico nelle sue omelie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl tratto distintivo di questo grande uomo, sacerdote, poi vescovo, cardinale e Papa \u00e8 stato proprio la forza della mitezza che poi era&nbsp;quella del suo essere un montanaro venuto dalle amate&nbsp;Dolomiti&nbsp;venete, dove era nato e cresciuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAlbino Luciani era infatti venuto al mondo&nbsp;a&nbsp;Canale d&#8217;Agordo&nbsp;(gi\u00e0 Forno di Canale fino al 1964) comune italiano di&nbsp;circa&nbsp;1 038 abitanti&nbsp;della provincia di Belluno in Veneto,&nbsp;il&nbsp;17 ottobre 1912 ed \u00e8 stato&nbsp;il 263\u00ba papa della Chiesa cattolica e&nbsp;vescovo di Roma, 5\u00ba sovrano dello Stato della Citt\u00e0 del Vaticano, oltre agli altri titoli propri del Romano Pontefice&nbsp;(che peraltro fu il primo a ridurre,&nbsp;lui<em>\u201cservus<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>servorum<\/em><em>\u201d)<\/em><em>,<\/em>&nbsp;dal&nbsp;26 agosto 1978 fino alla morte avvenuta in Citt\u00e0 del Vaticano, come detto, la notte tra il 28 ed il 29 settembre 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn questo articolo, non&nbsp;si racconter\u00e0 dell\u2019alone di opacit\u00e0 che ha avvolto spesso la ragione del suo trapasso n\u00e9 le varie teorie o illazioni che hanno circondato questa morteimprovvisa&nbsp;e&nbsp;per questo, da molti, ritenuta ammantata di ambiguit\u00e0 e misteri da chiarire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA chi scrive interessa l\u2019uomo Albino Luciani, la ricchezza della sua persona, il suo essere&nbsp;umile e dolce allo stesso tempo, semplice come tutti coloro che provengono dalle montagne,&nbsp;ma&nbsp;grande nel magistero ecclesiastico e per questo da ricordare ai pi\u00f9 giovani ed alle nuove generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAlbino Luciano era nato da Giovanni Luciani (1872-1952) e Bortola&nbsp;Tancon&nbsp;(1879-1948), sua seconda moglie,ed&nbsp;ebbe tre fratelli: Tranquillo Federico (1915-1916), Edoardo, detto Berto, (1917-2008) ed Antonia, detta Nina, (1920-2009).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDal primo matrimonio del padre con Rosa, defunta per tubercolosi nel 1906, nacquero cinque figli: tre maschi, i quali morirono tutti subito dopo il parto e ai quali fu messo il nome Albino, e due femmine, entrambe sordomute, Amalia (1900-1938) e Pia (1902-1969), che divenne suora. Il padre, di idee socialiste, emigr\u00f2 in seguito in Svizzera per lavoro. Nell&#8217;ottobre del 1923,&nbsp;Albino entr\u00f2 nel seminario&nbsp;interdiocesano&nbsp;minore di&nbsp;Feltre e in seguito, nel 1928, nel seminario&nbsp;interdiocesano&nbsp;maggiore di Belluno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFu ordinato diacono il 2 febbraio 1935 dal vescovo Giosu\u00e8&nbsp;Cattarossi&nbsp;e presbitero il 7 luglio dello stesso anno nella chiesa&nbsp;rettoriale&nbsp;di San Pietro apostolo a Belluno (contigua al Seminario Gregoriano).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 27 febbraio 1947 si laure\u00f2 in sacra teologia alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana di Roma con una tesi su&nbsp;<em>L&#8217;origine dell&#8217;anima umana secondo Antonio&nbsp;<\/em><em>Rosmini<\/em>: quella di Luciani e dei suoi relatori fu di certo una scelta audace, poich\u00e9 si trattava di una confutazione nel solco della Scolastica di un autore con due libri messi all&#8217;Indice, all&#8217;epoca non ancora riabilitato dalla Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;In novembre,&nbsp;fu nominato da monsignor Girolamo&nbsp;Bortignon&nbsp;procancelliere&nbsp;vescovile della diocesi di Belluno; il mese successivo venne nominato anche cameriere segreto soprannumerario e segretario del sinodo&nbsp;interdiocesano(proprio per la stesura di questo testo nella primavera del 1947 si ritir\u00f2 per un mese nella certosa di&nbsp;Vedana, nell&#8217;appartamento del &#8220;vescovado&#8221;). A queste nomine, il 2 febbraio 1948 si aggiunsero pure quelle di provicario generale della diocesi di Belluno e di direttore dell&#8217;ufficio catechistico diocesano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1954,&nbsp;divenne vicario generale della diocesi di Belluno; nel frattempo (1949) aveva pubblicato il volume&nbsp;<em>Catechetica in briciole;<\/em>&nbsp;del libro verranno pubblicate sei edizioni in Italia e una anche in Colombia. Il 30 giugno 1956 fu nominato canonico della cattedrale di Belluno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn quegli anni gli fu erroneamente diagnosticata una tubercolosi incurabile&nbsp;e&nbsp;per questo fu costretto a lasciare la parrocchia e recarsi in sanatorio a Sondalo, in Valtellina, dove i medici si accorsero dell&#8217;errore dei colleghi, diagnosticando e curando la vera malattia: una polmonite. Luciani fu diverse volte proposto per la nomina a vescovo, ma venne respinto per due volte a causa delle sue precarie condizioni di salute, della voce flebile, della bassa statura e dell&#8217;aspetto dimesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDopo l&#8217;ascesa al soglio di Pietro di Giovanni XXIII, il 15 dicembre 1958 fu finalmente nominato vescovo di Vittorio Veneto. A tal proposito si narra che papa Giovanni, respingendo le varie perplessit\u00e0 riguardo ai motivi per cui fino ad allora non fosse stato promosso,&nbsp;legateprincipalmente alle sue cagionevoli condizioni di salute, sentenzi\u00f2 bonariamente:&nbsp;\u00ab&#8230;vorr\u00e0 dire che morir\u00e0 vescovo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLuciani prese possesso della&nbsp;diocesi l&#8217;11 gennaio 1959 ed inizi\u00f2 subito le visite pastorali nelle parrocchie. Luciani, che&nbsp;probabilmente&nbsp;mai in vita aveva pensato alla carriera ecclesiastica, lasci\u00f2 Belluno a malincuore, prendendo le redini di una diocesi con i bilanci in grave passivo: infatti, quelli erano gli anni in cui lo IOR, meglio conosciuto come Banca Vaticana,&nbsp;stava attraversando un periodo non florido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLuciani aveva una visione in cui&nbsp;la Chiesa avrebbe dovuto avere una condotta economica il pi\u00f9 trasparente possibile e coerente agli insegnamenti del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNegli anni di episcopato a Vittorio Veneto mostr\u00f2 innanzitutto insuperabili doti di catechista, per la sua capacit\u00e0 di&nbsp;farsi comprendere da tutti, anche dai bambini e dalle persone di poca cultura, per la sua chiarezza nell&#8217;esporre, la sua capacit\u00e0 di sintesi e la sua tendenza ad evitare discorsi e letture difficili, nonostante la profonda cultura che aveva. Lo stesso raccomand\u00f2 sempre ai suoi sacerdoti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bRicevette la consacrazione episcopale nella basilica di San Pietro in Vaticano il 27 dicembre&nbsp;1958&nbsp;per l&#8217;imposizione delle mani di Giovanni XXIII, co-consacranti i vescovi di Padova e di Feltre e Belluno, Girolamo Bartolomeo&nbsp;Bortignon&nbsp;e Gioacchino&nbsp;Muccin. Insieme a lui fu consacrato anche monsignor Charles&nbsp;Msaklia,&nbsp;originario della Tanzania: i due rimarranno amici e sar\u00e0 proprio grazie a questo prelato africano che Luciani inizier\u00e0 a conoscere la realt\u00e0 della&nbsp;Chiesa cattolica in Africa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel marzo 1962,&nbsp;ricevette la visita di&nbsp;monsignor Andr\u00e9&nbsp;Makarakiza,&nbsp;membro di una famiglia nobile del Burundi, il quale si convert\u00ec al cattolicesimo e divent\u00f2 in seguito sacerdote e poi vescovo di&nbsp;Ngozi. Il monsignore era venuto per chiedere a Luciani alcuni sacerdoti per la propria diocesi. Quest&#8217;ultimo acconsent\u00ec, conscio delle necessit\u00e0 di presbiteri nelle popolazioni locali. La scelta cadde sul giovane don Vittore De Rosso di Farra di Soligo, che fu destinato alla diocesi di&nbsp;Kuntega, Burundi. Egli part\u00ec in dicembre senza risorse economiche a causa della grave situazione finanziaria della diocesi. Si trattava del primo sacerdote missionario&nbsp;<em>Fidei<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>donum<\/em>&nbsp;della diocesi di Vittorio Veneto; se ne sarebbero aggiunti altri due l&#8217;anno successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQualche anno dopo, i tre missionari chiesero e ottennero dal loro vescovo di celebrare la messa non in lingua latina ma nell&#8217;idioma locale, e di comunicare i fedeli per mano e non per&nbsp;bocca, per motivi igienici: tutto questo in anticipo rispetto alle disposizioni introdotte dopo il Concilio Vaticano II. Dal 16 agosto al 2 settembre 1966, Luciani comp\u00ec una storica visita pastorale nelle missioni africane della sua diocesi, durante la quale conobbe usi e costumi delle popolazioni locali, celebr\u00f2 Messa in chiese affollatissime, impar\u00f2 un po&#8217; di lingua&nbsp;kirundi, sopport\u00f2 a fatica il clima e le zanzare e sub\u00ec tutta una serie di imprevisti, tra cui una zecca sotto un&#8217;unghia e l&#8217;impantanamento della jeep su cui viaggiava: in quell&#8217;occasione Luciani non si fece problemi a scendere dal mezzo e spingere la&nbsp;vettura insieme agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQuesta serie di incontri ravvicinati con le realt\u00e0 africane, cos\u00ec come i successivi in Sudamerica, non fece altro che aumentare la sensibilit\u00e0 del futuro papa riguardo ai problemi delle popolazioni del terzo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTra il 1966 e il 1967,&nbsp;il vescovo Luciani si trov\u00f2 ad affrontare una spinosa questione riguardante la parrocchia di Montaner, frazione del comune di Sarmede, alle pendici del&nbsp;Cansiglio. Il 13 dicembre 1966 mor\u00ec l&#8217;anziano parroco don Giuseppe&nbsp;Fa\u00e8, amatissimo dalla popolazione. Nei giorni seguenti matur\u00f2 fra la gente del posto l&#8217;idea che potesse subentrargli il cappellano Antonio&nbsp;Botteon, che si era preso cura del vecchio prevosto negli ultimi tre anni della sua vita. Luciani tuttavia giudic\u00f2&nbsp;Botteon&nbsp;troppo giovane per amministrare da solo una parrocchia e nomin\u00f2 nuovo parroco di Montaner don Giovanni&nbsp;Gava, il cui insediamento sarebbe dovuto avvenire il 22 gennaio 1967.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUn gruppo di paesani disconobbe la scelta del vescovo e si costitu\u00ec in comitato, perorando l&#8217;istanza di nomina a parroco del cappellano, o quantomeno la sua conferma a Montaner come viceparroco. La risposta di&nbsp;mons. Luciani fu negativa: egli infatti sottoline\u00f2 che il codice di diritto canonico non contemplava l&#8217;elezione del prevosto da parte dei parrocchiani, salvi determinati casi di giuspatronato particolarmente antichi, comunque non pi\u00f9&nbsp;istituibili&nbsp;a seguito di una modifica normativa del 1917. Quanto alla nomina di un viceparroco, fu ritenuta sovrabbondante per un paese cos\u00ec piccolo. La fermezza del vescovo provoc\u00f2 una durissima reazione della popolazione: alcuni parrocchiani arrivarono a murare porte e finestre della chiesa e della canonica per impedire al cappellano&nbsp;Botteondi andare via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bMontaner si divise allora fra i sostenitori del cappellano&nbsp;Botteon&nbsp;come nuovo parroco e coloro che invece non ritenevano giusto ribellarsi al vescovo. La polemica tra le due fazioni si inacerb\u00ec e sfoci\u00f2 anche in atti di violenza reciproca, al punto che il paese dovette essere presidiato stabilmente dai carabinieri. Nella confusione che deriv\u00f2 si diffuse la voce che a Montaner fossero state trovate delle armi; la cosa non fu smentita dalla popolazione, visto che molti in casa avevano pistole e fucili dal tempo della seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 9 febbraio 1967,&nbsp;una delegazione di montaneresi part\u00ec per Roma con la speranza, rimasta vana, di un colloquio con papa Paolo VI. Al culmine delle tensioni e dopo varie mediazioni fallite, il 12 settembre 1967 Albino Luciani si rec\u00f2 di persona a Montaner, accompagnato dal vicequestore di Treviso, da alcuni commissari, poliziotti e un autobus di carabinieri, chiamati per&nbsp;scortare il vescovo, nonostante lui stesso non ne avesse richiesto l&#8217;intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer punire la disobbedienza dei parrocchiani, Luciani entr\u00f2 in chiesa, prelev\u00f2 le ostie consacrate dal tabernacolo e dispose l&#8217;interdetto contro la parrocchia: da quel momento nessun sacerdote avrebbe pi\u00f9 potuto celebrare funzioni o amministrare i sacramenti.&nbsp;I parrocchiani dissidenti, lungi dall&#8217;accettare il provvedimento, decisero pertanto di compiere quello che fu definito uno &#8220;scisma&#8221;, costituendo in paese una comunit\u00e0 ortodossa ed edificando un tempio consacrato al nuovo culto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl vescovo Luciani partecip\u00f2 a tutte le quattro sessioni del concilio Vaticano II (1962-1965), intervenendo e facendosi cos\u00ec conoscere tra i ranghi della Chiesa cattolica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 15 dicembre 1969,&nbsp;papa Paolo VI nomin\u00f2 Luciani patriarca di Venezia. Neanche cinquanta giorni dopo, il 1\u00ba febbraio 1970, Luciani ricevette la cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPatriarca nei difficili anni della contestazione, non fece mancare il suo appoggio e il dialogo diretto con gli operai di Marghera, spesso in agitazione. Anche per questo matur\u00f2 la consapevolezza del bisogno da parte della Chiesa di adeguarsi ai nuovi tempi e riavvicinarsi alla gente; questo gli fece guadagnare le simpatie dei veneziani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAnche a Venezia si trov\u00f2 a dover fare i conti con la crisi economica. Poco amante degli sfarzi, era anche per questo favorevole alla vendita di oggetti sacri e preziosi di propriet\u00e0 della&nbsp;Chiesa. Tra il 12 e il 14 giugno 1971,&nbsp;comp\u00ec un viaggio pastorale in Svizzera. Tre giorni dopo venne nominato vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, carica che manterr\u00e0 fino al 2 giugno 1975. Sempre nel 1971,&nbsp;propose alle chiese ricche dell&#8217;Occidente di donare l&#8217;uno per cento delle loro rendite alle chiese povere del Terzo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 16 settembre 1972,&nbsp;il patriarca Luciani ricevette Paolo VI in visita pastorale. Al termine della Messa in piazza San Marco il Pontefice si tolse la stola papale, la mostr\u00f2 alla folla e davanti a ventimila persone la mise sulle spalle del patriarca Luciani, con un gesto che sembrava quello di un&#8217;investitura, facendolo arrossire per l&#8217;imbarazzo. Dell&#8217;episodio esiste un documento fotografico, ma non fu ripreso dalle telecamere, che avevano gi\u00e0 chiuso il collegamento. La stampa disse che Paolo VI aveva scelto il suo successore: a conferma di ci\u00f2, pochi mesi dopo Paolo VI annunci\u00f2 un concistoro e Luciani fu il primo della lista dei candidati alla porpora. Il 5 marzo 1973 venne infatti creato cardinale del titolo di San Marco a Roma dallo stesso pontefice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;anno successivo, in occasione della campagna elettorale per il referendum sul divorzio, sciolse la sezione veneziana della FUCI, la Federazione degli universitari cattolici, perch\u00e9 si era mostrata favorevole al no all&#8217;abrogazione della &#8220;Legge Fortuna&#8221;, contrariamente alle indicazioni della Curia.&nbsp;Tra il 27 settembre e il 26 ottobre dello stesso anno partecip\u00f2 a Roma alla terza Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema: &#8220;L&#8217;evangelizzazione nel mondo moderno&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 1975 lo vide due volte all&#8217;estero per altrettanti viaggi pastorali, il 18 maggio in Germania e dal 6 al 21 novembre in&nbsp;Brasile, dove l&#8217;universit\u00e0 statale di S. Maria a Rio Grande do Sul lo insign\u00ec di una laurea honoris causa. Fu in Brasile che impression\u00f2 moltissimi prelati per la sua profonda umilt\u00e0 e devozione. A gennaio 1976 pubblic\u00f2&nbsp;<em>Illustrissimi<\/em>, una raccolta di lettere immaginarie (scritte tra il 1971 e il 1975 e pubblicate mensilmente sulla rivista &#8220;Il Messaggero di S. Antonio&#8221;) indirizzate a personaggi storici o della letteratura. Il libro ebbe un grande successo editoriale e fu tradotto in numerose lingue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSin dal suo insediamento a Venezia, port\u00f2 sempre il classico abito scuro da sacerdote, indossando di rado lo zucchetto e&nbsp;la fascia di colore rosso,&nbsp;attirandosi cos\u00ec molte critiche dagli zelanti fedeli veneziani. Era un&#8217;altra prova del suo ricercare la semplicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel 1978, il Patriarca viet\u00f2 la celebrazione della Messa&nbsp;<em>tridenti<\/em><em>na<\/em>&nbsp;(ovvero nella forma tradizionale&nbsp;in rito romano celebrata in lingua latina) nella diocesi di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 10 luglio 1977, l&#8217;allora cardinale Luciani, molto devoto alla Madonna di&nbsp;F\u00e1tima, accogliendo l&#8217;invito di suor&nbsp;L\u00facia&nbsp;dos&nbsp;Santos, si rec\u00f2 in pellegrinaggio a Cova da Iria e incontr\u00f2 al Carmelo di Coimbra la veggente, con la quale si trattenne per due ore in conversazione.&nbsp;Si \u00e8 persino ipotizzato che&nbsp;Suor Lucia gli avrebbe rivelato quanto&nbsp;contenuto nel terzo segreto di&nbsp;F\u00e1tima&nbsp;ed egli ne sarebbe stato&nbsp;sensibilmente impressionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUna volta rientrato in Italia, descrisse cos\u00ec quell&#8217;incontro: &#8220;La suora \u00e8 piccolina, \u00e8 vispa, e abbastanza chiacchierina&#8230; parlando, rivela grande sensibilit\u00e0 per tutto quel che riguarda la Chiesa d&#8217;oggi con i suoi problemi acuti&#8230;; la piccola monaca insisteva con me sulla necessit\u00e0 di avere oggi cristiani e specialmente seminaristi, novizi e novizie, decisi sul serio ad&nbsp;essere di Dio, senza riserve. Con tanta energia e convinzione m&#8217;ha parlato di suore, preti e cristiani dalla testa ferma. Radicale come i santi:&nbsp;<em>ou<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>tudo<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>ou<\/em><em><\/em><em>nada<\/em>, o tutto o niente, se si vuol essere di Dio sul serio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSi dice anche che suor Lucia abbia predetto a Luciani la sua elezione e il breve pontificato, chiamandolo &#8220;Santo Padre&#8221;;&nbsp;tuttavia nel 2006 il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone ha definito questa storia &#8220;tesi vecchia e priva di fondamento&#8221;: dopo il colloquio, la suora avrebbe detto semplicemente alle consorelle che, se fosse stato eletto al pontificato, sarebbe stato un ottimo papa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTuttavia, si ricorda che il fratello Edoardo disse di avere visto il cardinale Luciani tornare molto scosso dal viaggio a Fatima: era diventato silenzioso e spesso assorto nei pensieri e, quando gli chiese cosa avesse, Albino rispose: &#8220;Penso sempre a quello che ha detto Suor Lucia&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn proposito, monsignor Mario&nbsp;Senigaglia, che fu segretario del patriarca Luciani fino al 1976, ha escluso che l&#8217;atteggiamento di Luciani riferito dal fratello fosse dovuto necessariamente alla rivelazione di segreti particolari che lo riguardavano: secondo quanto gli aveva riferito lo stesso cardinale al ritorno dal viaggio, egli aveva parlato a lungo con Lucia dei problemi della Chiesa e su questi temi Luciani potrebbe essere tornato in seguito a riflettere con preoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bCon l&#8217;elezione a Pontefice, nel suo messaggio Urbi et Orbi del 27 agosto 1978, Giovanni Paolo I descrisse le sue sei aspirazioni per la Chiesa: la continuazione del Concilio Vaticano&nbsp;II, il mantenimento della disciplina all&#8217;interno della Chiesa, l&#8217;evangelizzazione, l&#8217;ecumenismo, il dialogo e la&nbsp;pac<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;La sua elezione sarebbe stata proposta dall&#8217;arcivescovo di Firenze, cardinale Giovanni Benelli, quale mediazione tra diverse posizioni nella Curia: quella pi\u00f9 conservatrice, che sosteneva l&#8217;arcivescovo di Genova, cardinale Giuseppe Siri,&nbsp;<em>&#8220;grande centro&nbsp;<\/em><em>montiniano<\/em>&#8220;, sostenitore delle riforme del Concilio Vaticano II, e quella ancora pi\u00f9 progressista, che sosteneva i cardinali Sergio&nbsp;Pignedoli&nbsp;e Sebastiano Baggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bRicevette alcuni voti anche il cardinale Karol&nbsp;Wojty\u0142a, futuro papa&nbsp;San&nbsp;Giovanni Paolo II, la cui candidatura fu presentata da quei cardinali che auspicavano un&#8217;apertura internazionalista del Vaticano. Luciani, tuttavia, chiese sempre di non essere preso in considerazione e, anzi, fu proprio lui a parlare per&nbsp;primo di un papa straniero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bEgli, infatti, aveva sempre votato per il cardinale&nbsp;Alo\u00edsio&nbsp;Lorscheider, un francescano che aveva conosciuto in Brasile e che invece fu tra i pi\u00f9 accesi sostenitori di Luciani, soprattutto perch\u00e9 non dimentic\u00f2 mai quella visita in Brasile.&nbsp;Infatti, ancora oggi, Albino Luciani \u00e8 in quel paese ancora ricordato con affetto ed ammirazione e invocato&nbsp;nel mondo, non solo in Brasile ed America latina,dalle tante madri in dolce attesa di una bambina o bambino,&nbsp;per proteggere e concludere felicemente il&nbsp;parto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPapa Luciani ebbe un rapporto strettissimo con la Chiesa e i fedeli brasiliani. Quand&#8217;era Patriarca di Venezia invi\u00f2 molti missionari in Brasile e, durante il suo brevissimo pontificato di soli 33 giorni, strinse una profonda e storica amicizia con grandi&nbsp;figure dell&#8217;episcopato brasiliano&nbsp;come&nbsp;appunto&nbsp;il cardinale&nbsp;Alo\u00edsioLorscheider, lasciando&nbsp;in quel paese&nbsp;un&#8217;enorme impronta di devozione popolare che dura ancora oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA ogni modo, il conclave fu rapidissimo, concludendosi dopo sole quattro votazioni, avvenute nella stessa giornata del 26 agosto 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLo stupore della folla in piazza fu grandissimo, anche perch\u00e9 la fumata, probabilmente per un errore del cardinale fochista, fu inizialmente grigio chiara, per poi diventare nera (in particolare, dopo l&#8217;improvvisa morte di papa Luciani diverse teorie del complotto collegarono la fumatanera ad un cattivo presagio). La situazione di incertezza si protrasse fino all&#8217;annuncio della Radio Vaticana e alla contemporanea apertura della loggia centrale della basilica (solo dal conclave del 2005 verranno introdotte, dopo la fumata, le campane a festa, allo scopo di chiarire eventuali dubbi), che si apr\u00ec alle 19:18.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSubito dopo comparve il grande drappo rosso con lo stemma papale e poi il cardinale protodiacono Pericle Felici annunci\u00f2&nbsp;<em>l&#8217;<\/em><em>Habemus<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Papam<\/em>. Luciani fu eletto 263\u00ba successore di Pietro con un&#8217;amplissima maggioranza (101 voti tra i 111 cardinali, il quorum pi\u00f9 alto nei conclavi del Novecento).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAppena eletto, Luciani avrebbe voluto parlare alla folla, ma il cerimoniere glielo imped\u00ec, obiettando che non era nella tradizione. Papa Giovanni Paolo II, cinquanta giorni dopo, avrebbe invece infranto il cerimoniale e rivolto un saluto alla folla, oltre alla tradizionale benedizione Urbi et Orbi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFu questo il primo segnale del cambiamento che Luciani, seppur per breve tempo, avrebbe cominciato nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAl momento della sua elezione, L&#8217;Osservatore Romano mand\u00f2 in stampa l&#8217;edizione straordinaria dell&#8217;elezione del nuovo papa con un errore (<em>Albinum<\/em><em>&nbsp;Luciani qui&nbsp;<\/em><em>sibi<\/em><em>*<\/em><em>nominem<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>imposuit<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Ioannem<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Paulum<\/em><em>&nbsp;I<\/em>), che rese le copie di quel giornale un pezzo molto raro, equiparabile al famoso francobollo Gronchi rosa;&nbsp;nelle poche ore successive, infatti, corressero immediatamente l&#8217;errore, ritirando il precedente quotidiano e mettendo in circolazione la seconda edizione, correggendo l&#8217;errato &#8220;nominem&#8221; con il corretto &#8220;nomen&#8221;: il sostantivo latino infatti \u00e8 neutro, quindi l&#8217;accusativo \u00e8 identico al nominativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSi disse che Luciani fu eletto pi\u00f9 per &#8220;ci\u00f2 che non era&#8221; che per &#8220;ci\u00f2 che era&#8221;: non era un conoscitore della Curia (il che, secondo alcuni, avrebbe potuto fargli assumere un comando autocratico e accentrato); nonostante la sua notevole cultura, non era un altero intellettuale potenzialmente capace di mettere in difficolt\u00e0 i porporati; non era nemmeno uno straniero, fatto che per i cardinali italiani avrebbe potuto costituire una sicurezza. Il Patriarca non si aspettava minimamente la sua elezione al soglio di Pietro. Il giorno stesso dell&#8217;entrata in conclave, and\u00f2 a sollecitare il meccanico perch\u00e9 aggiustasse in fretta la sua auto, che si era rotta alle porte di Roma,&nbsp;dicendogli:\u00abMiraccomando, fate il pi\u00f9 presto possibile. Dovr\u00f2 ritornare a Venezia tra pochi giorni e non saprei come fare a recuperare la vettura se dovessi lasciarla qui\u2026\u00bb.&nbsp;Alla sorella Antonia disse anche:&nbsp;\u00abNon c\u2019\u00e8 nessun pericolo per me.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLuciani fu, nella bimillenaria storia della Chiesa, il primo papa a scegliere un doppio nome, in ossequio ai due pontefici che lo avevano preceduto: Giovanni XXIII, che lo aveva consacrato vescovo, e Paolo VI, che lo aveva creato cardinale. Annunciando l&#8217;elezione con il tradizionale&nbsp;<em>Habemus<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Papam<\/em>, il cardinale protodiacono Pericle Felici aggiunse il numero ordinale dopo il nome: \u00abqui&nbsp;sibi&nbsp;nomenimposuit&nbsp;Ioannis Pauli Primi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFu Luciani stesso a richiedere ci\u00f2: infatti, normalmente, il pontefice che sceglie un nome pontificale mai usato da un suo predecessore non assume l&#8217;ordinale, che gli viene attribuito postumo solo nel caso in cui un suo successore scelga lo stesso nome. Luciani, invece, per tutto il suo breve pontificato, fu sempre chiamato Giovanni Paolo I, mai solo Giovanni Paolo, a differenza di quanto accaduto con il nome pontificale di papa Francesco, al quale non \u00e8 stato aggiunto ufficialmente alcun numero ordinale (lo stesso papa&nbsp;Bergoglio&nbsp;ha precisato di voler essere chiamato solo &#8220;Francesco&#8221; e non &#8220;Francesco I&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u00c8 possibile che alla scelta di aggiungere il numerale fosse legata la novit\u00e0: bench\u00e9 il nome fosse inedito, era comunque costituito dall&#8217;unione del nome dei due predecessori, e il numerale I voleva cos\u00ec sottolineare la novit\u00e0 nella continuit\u00e0, all&#8217;insegna dei due predecessori che avevano condotto il Concilio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAll&#8217;indomani dell&#8217;elezione, Luciani avrebbe confidato al fratello Edoardo che il suo primo pensiero era stato di farsi chiamare Pio XIII, ma aveva desistito pensando ai settori della Chiesa che avrebbero strumentalizzato questa scelta.&nbsp;Subito dopo pens\u00f2 a &#8220;Giampaolo I&#8221;, per i motivi suddetti, ma i cardinali lo&nbsp;convinsero che suonasse troppo familiare e fosse meglio &#8220;Giovanni Paolo&#8221;&nbsp;(presto contratto da alcuni media italiani in &#8220;Giovanpaolo&nbsp;I&#8221;, forma caduta in disuso subito dopo la sua morte).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGiovanni Paolo fu il primo nome inedito scelto da un pontefice dai tempi di papa Lando (morto nel 914); da allora, per oltre mille anni, tutti i papi si erano dati nomi gi\u00e0 appartenuti a un loro predecessore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAnche il successore, Karol&nbsp;Wojty\u0142a, inizialmente penser\u00e0 a Stanislao, patrono della Polonia, sua nazione d&#8217;origine, ma sceglier\u00e0 poi Giovanni Paolo II in memoria di Luciani. La novit\u00e0 sul nome pontificale introdotta da Luciani venne ripetuta nel 2013 dal cardinale italo-argentino Jorge Mario&nbsp;Bergoglio, che scelse un nome inedito nella storia dei papi: &#8220;Francesco&#8221;.&nbsp;Ecco, Luciani e&nbsp;Bergoglio&nbsp;hanno avuto molti punti in comune nei loro pontificati: la semplicit\u00e0 e l\u2019attenzione ai pi\u00f9 fragili e poveri, fra tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 27 agosto, il giorno dopo la sua elezione, alle ore 9:30&nbsp;Luciani&nbsp;presiedette una concelebrazione eucaristica con tutti i cardinali, sia coloro che parteciparono al conclave sia i cardinali ultraottantenni, al termine della quale rivolse&nbsp;il radiomessaggio Urbi et Orbi.&nbsp;Lo stesso giorno&nbsp;recit\u00f2 il suo primo Angelus.&nbsp;Pi\u00f9 tardi prese possesso dell&#8217;appartamento privato al terzo piano del Palazzo apostolico, con al seguito il segretario don Diego Lorenzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl&nbsp;28 agosto,&nbsp;nomin\u00f2 segretario di Stato il cardinale Jean-Marie&nbsp;Villot&nbsp;e conferm\u00f2 tutti gli incarichi ufficiali di Curia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;Il 29 agosto,&nbsp;nomin\u00f2 monsignor&nbsp;Giuseppe Bosa amministratore apostolico&nbsp;del patriarcato di Venezia&nbsp;e, contestualmente, invi\u00f2 un messaggio ai veneziani. Lo stesso giorno giunse presso l&#8217;appartamento pontificio suor Vincenza&nbsp;Taffarel, la quale lo aveva assistito fin dai tempi dell&#8217;episcopato a Vittorio Veneto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 30&nbsp;agosto,&nbsp;tenne un&#8217;allocuzione al collegio cardinalizio; il discorso pronunciato in italiano differiva completamente dal testo scritto ufficiale, dato che si rivolse ai cardinali in prima persona singolare, rinunciando al plurale maiestatis.[43] Tra le decisioni prese nella stessa giornata, il pontefice conferm\u00f2 la terza conferenza generale dell&#8217;episcopato dell&#8217;America latina, prevista dal 12 al 28 ottobre a Puebla de Zaragoza, e conferm\u00f2 come suo segretario particolare padre John&nbsp;Magee&nbsp;(divenuto poi maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie e vescovo di&nbsp;Cloyne), gi\u00e0&nbsp;segretario di papa Paolo VI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 31 agosto, con un breve apostolico, nomin\u00f2 il suo primo vescovo: si trattava di&nbsp;mons. Donato&nbsp;Squicciarini, eletto alla sede titolare di&nbsp;Tiburnia&nbsp;e nunzio&nbsp;apostolico in Burundi.&nbsp;Oltre a&nbsp;mons.&nbsp;Squicciarini, durante il suo brevissimo pontificato papa Luciani ebbe modo di nominare solo altri tredici vescovi residenziali.&nbsp;Il 1\u00ba settembre invi\u00f2 una lettera apostolica al cardinale Joseph Ratzinger, nella quale lo nominava legato pontificio presso il Congresso Mariano dell&#8217;Ecuador.&nbsp;Nella medesima giornata concesse, sempre per mezzo di una lettera apostolica, che la Vergine Maria, venerata con il titolo di &#8220;Nostra Signora del Buon Viaggio&#8221;, divenisse patrona di&nbsp;Itabirito, una citt\u00e0 facente parte dell&#8217;arcidiocesi di Mariana, in Brasile;&nbsp;tramite un&#8217;altra lettera apostolica, elev\u00f2 al rango di basilica minore il santuario della&nbsp;Madonna di san Marco, sito a Bedonia, in provincia di Parma e diocesi di Piacenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 2 settembre,&nbsp;ricevette i suoi familiari e incontr\u00f2 le delegazioni delle Chiese non cattoliche. Il giorno successivo, domenica 3 settembre, recit\u00f2 il suo secondo Angelus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAvendo rinunciato all&#8217;incoronazione, quella sera celebr\u00f2 in piazza San Pietro la solenne messa di inizio del ministero petrino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 5 settembre,&nbsp;ricevette in udienza i nunzi apostolici in Australia,&nbsp;Sri&nbsp;Lanka e&nbsp;Thailandia, e i ministri del Brasile e dell&#8217;Egitto. Lo stesso giorno diede udienza privata a&nbsp;Nikodim, arcivescovo ortodosso, metropolita di Leningrado e Novgorod, il quale, dopo aver parlato con il pontefice, si accasci\u00f2 e mor\u00ec tra le sue braccia. Dopo il drammatico momento, il papa&nbsp;esclam\u00f2:\u00abMio&nbsp;Dio, mio Dio, anche questo mi doveva capitare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl papa, due giorni dopo l&#8217;accaduto, disse pubblicamente di quest&#8217;incontro:&nbsp;\u00abDue giorni fa \u00e8 morto tra le mie braccia il metropolita&nbsp;Nikodim&nbsp;di Pietroburgo. Io stavo rispondendo al suo indirizzo. Vi assicuro che in vita mia mai avevo sentito parole cos\u00ec belle per la Chiesa come quelle da lui pronunciate. Non posso ripeterle, resta un segreto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 6 settembre, il pontefice tenne la sua prima udienza&nbsp;generale, parlando dell&#8217;umilt\u00e0.&nbsp;Rinunci\u00f2 alla sedia gestatoria e durante la catechesi chiam\u00f2 al dialogo un bambino maltese. Gioved\u00ec 7 settembre 1978, incontr\u00f2 il clero di Roma,&nbsp;al quale rivolse un breve discorso, che termin\u00f2 dicendo:&nbsp;\u00abHo parlato dimesso e ve ne chiedo scusa. Posso tuttavia assicurarvi che da&nbsp;quando sono diventato vostro vescovo vi amo molto. Ed \u00e8 con il cuore pieno d&#8217;amore che vi impartisco la benedizione apostolica.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL&#8217;8 settembre,&nbsp;il pontefice ricevette in udienza la delegazione russa: tra i membri presenti vi era presente il futuro patriarca di Mosca e di tutte le&nbsp;Russie,&nbsp;Kirill. Per desiderio del papa, il cardinale&nbsp;Willebrands&nbsp;avrebbe rappresentato la Santa Sede alle esequie del metropolita&nbsp;Nikodim&nbsp;in Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 10 settembre&nbsp;recit\u00f2 il suo terzo Angelus,&nbsp;mentre l&#8217;11 settembre ricevette in udienza alcuni vescovi, tra cui il cardinale Mario&nbsp;Casariego, arcivescovo di Guatemala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 12 settembre, con la lettera apostolica&nbsp;Cum&nbsp;probe&nbsp;noverimus, istitu\u00ec la nunziatura apostolica delle isole Figi, separandola dalla delegazione apostolica nell&#8217;Oceano Pacifico;&nbsp;lo stesso giorno si rec\u00f2 a pregare sulla tomba di Paolo VI, essendo passato un mese dalle esequie. Il 13 settembre tenne la seconda udienza generale del pontificato, avente&nbsp;come tema centrale la fede.&nbsp;Il 14 settembre,&nbsp;ricevette in udienza il cardinale Eduardo&nbsp;Pironio, prefetto della Congregazione per i religiosi e degli istituti secolari, e, in seguito, indirizz\u00f2 una lettera al seminario di Venezia. A pranzo ebbe ospite la nipote Pia Luciani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQualche giorno dopo, il 17 settembre, durante il suo quarto Angelus, parl\u00f2 della scuola e della societ\u00e0, e, commentando la sua&nbsp;elezione a pontefice, disse:&nbsp;\u00abNessuno \u00e8 venuto a dirmi: \u00abTu diventerai papa\u00bb. Oh! se me lo avessero detto! Se me lo avessero detto, avrei studiato di pi\u00f9, mi sarei preparato. Adesso invece sono vecchio, non c&#8217;\u00e8 tempo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel pomeriggio, accompagnato dal cardinale&nbsp;Villot, scese per una passeggiata nei giardini Vaticani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 20 settembre,&nbsp;tenne la terza udienza generale, improntando la catechesi sulla speranza.&nbsp;Il medesimo giorno scrisse una lettera ai vescovi delle Conferenze di Argentina e Cile in riferimento alla disputa sul canale di Beagle. Quella sera il fratello Edoardo cen\u00f2 con lui e rimase a dormire in appartamento. Il 21 settembre ricevette in visita&nbsp;ad&nbsp;limina&nbsp;un gruppo di vescovi degli Stati Uniti d&#8217;America ed indirizz\u00f2 una lettera al presidente statunitense Carter dopo la conclusione dei colloqui di pace a Camp David. Ricevette in udienza il domenicano Jean&nbsp;J\u00e9r\u00f4meHamer, segretario della Congregazione&nbsp;per la dottrina della fede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGiovanni Paolo I non beatific\u00f2 n\u00e9 canonizz\u00f2 alcuno, ma il 22 settembre, durante il suo breve pontificato, la Congregazione per le cause dei santi concedette il&nbsp;<em>nihil<\/em><em><\/em><em>obstat<\/em>&nbsp;per l&#8217;introduzione delle cause di beatificazione di tre presbiteri: Jos\u00e9&nbsp;Gras&nbsp;y&nbsp;Granollers,&nbsp;presbitero spagnolo, Juan&nbsp;Vicente&nbsp;Zengotita-Bengoa&nbsp;Lasuen,&nbsp;carmelitano spagnolo, e Giuseppe&nbsp;Beschin, francescano italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 23 settembre,&nbsp;il pontefice prese possesso, con una celebrazione solenne&nbsp;in sedia gestatoria, della cattedra romana di San Giovanni in Laterano;&nbsp;la cerimonia fu preceduta dall&#8217;incontro ai piedi del Campidoglio con la giunta comunale di Roma, guidata dal sindaco Giulio Carlo Argan.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl giorno successivo, domenica 24 settembre, recit\u00f2 il suo quinto ed ultimo Angelus.&nbsp;Il 27 settembre salut\u00f2 i pellegrini di lingua tedesca nella basilica Vaticana e pi\u00f9 tardi tenne la sua&nbsp;quarta ed ultima udienza generale, dove parl\u00f2 della carit\u00e0. Verso la fine dell&#8217;incontro, chiam\u00f2 a s\u00e9 un bambino per farsi aiutare nella catechesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 28 settembre, ultimo giorno di pontificato, ricevette in visita&nbsp;ad&nbsp;limina&nbsp;un gruppo di vescovi delle Filippine&nbsp;e concesse l&#8217;udienza al cardinale&nbsp;Bernardin&nbsp;Gantin&nbsp;e ai suoi collaboratori, oltre che ai nunzi apostolici del Brasile e dell&#8217;Olanda, e a Gianni&nbsp;Crovato, direttore del quotidiano Il Gazzettino. Nel pomeriggio il papa rimase in appartamento. Prima di cena incontr\u00f2 il segretario di Stato Jean&nbsp;Villot. Dopo cena, alle ore 21:00, si intrattenne in un colloquio telefonico di circa mezz&#8217;ora con il cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, al termine del quale&nbsp;si ritir\u00f2 nelle sue stanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLuciani fu il primo pontefice a desiderare di parlare alla folla dopo l&#8217;elezione ma, poich\u00e9 non era consuetudine, prefer\u00ec rinunciare. Fu il primo anche ad abbandonare il tradizionale plurale&nbsp;<em>maiestatis<\/em>&nbsp;nei suoi discorsi, rivolgendosi in prima persona singolare ai fedeli, nonostante zelanti custodi del protocollo preferissero conformarsi alla tradizione riconvertendo i suoi discorsi per la pubblicazione su L&#8217;Osservatore Romano e in altri atti ufficiali, nei quali sono mancanti anche varie espressioni estemporanee e informali usate da Luciani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl suo ministero inizi\u00f2 formalmente il 3 settembre con una messa solenne di inizio del ministero petrino celebrata nella piazza antistante la basilica Vaticana, dove non gli venne posta sul capo la tiara, bens\u00ec gli venne imposto sulle spalle soltanto il pallio, e ricevette il saluto, uno per uno, dei centoquattro cardinali, che gli rinnovarono l&#8217;obbedienza. Dopo la secolare tradizione&nbsp;dell&#8217;incoronazione papale, Giovanni Paolo I opt\u00f2 per una cerimonia semplice e sobria; questo cambiamento verr\u00e0&nbsp;imitato dai suoi successori.&nbsp;Inizialmente non volle nemmeno usare la sedia gestatoria, ma cedette per ragioni pratiche: essendo soprelevata rispetto al terreno, consentiva ai fedeli di godere di una migliore visibilit\u00e0 del papa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bParl\u00f2 di s\u00e9 in termini umani e non ebbe remore nell&#8217;ammettere la timidezza del suo carattere, ricordando pubblicamente il momento in cui, ancora patriarca di Venezia, Paolo VI gli aveva messo sulle spalle la stola papale facendolo diventare &#8220;rosso per la vergogna&#8221;, nonch\u00e9 la paura che lo colse quando si rese conto di essere stato eletto papa; subito dopo l&#8217;elezione, infatti, disse ai cardinali che lo avevano appena&nbsp;eletto:\u00abDio&nbsp;vi perdoni quello che avete fatto.\u00bb&nbsp;e, prima di affacciarsi alla loggia, ripeteva molte volte questa frase in latino:&nbsp;\u00ab<em>Tempestas<\/em><em>&nbsp;magna est super me<\/em>.\u00bb&nbsp;\u00abUna grande tempesta \u00e8 sopra di me.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn una preghiera particolare, Giovanni Paolo I cos\u00ec si espresse:&nbsp;\u00abSignore, prendimi come sono, con i miei difetti, con le mie mancanze, ma fammi diventare come tu mi desideri.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bColto teologo, aveva mostrato una certa apertura possibilista verso la contraccezione, anche preparando uno studio che nel 1965 sottopose a Paolo VI.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDal 1968, tuttavia, fu considerato per certi versi un conservatore, pubblico difensore&nbsp;dell&#8217;<em>Humanae<\/em><em>&nbsp;Vitae<\/em>, che si apprestava a ratificare con una sua enciclica che mai vide la luce. D&#8217;altro canto, per\u00f2, in una lettera ai suoi&nbsp;diocesianiall&#8217;indomani&nbsp;della promulgazione dell&#8217;Humanae&nbsp;Vitae, scrisse: \u00abConfesso che [\u2026] privatamente avevo sperato che le gravissime difficolt\u00e0 che esistono sarebbero state superate e che la risposta del Maestro, che parla con uno speciale carisma e nel nome del Signore, avesse coinciso, almeno in parte, con le speranze delle molte coppie sposate dopo che era stata costituita un&#8217;apposita Commissione pontificia&nbsp;per esaminare la questione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUna certa morbidezza nei confronti della questione degli anticoncezionali e della contraccezione la mostr\u00f2 anche da pontefice: un segno di apertura per l&#8217;argomento, dopo un convegno delle Nazioni Unite sul tema della sovrappopolazione, fu oggetto di censura da parte dell&#8217;Osservatore Romano, che non&nbsp;pubblic\u00f2 i commenti papali.&nbsp;Gi\u00e0 dai tempi del Concilio Vaticano II (al quale partecip\u00f2 come membro della commissione allargata sui problemi della famiglia e del controllo delle nascite), infatti, Luciani aveva mostrato idee piuttosto progressiste, parlando di \u201cmaternit\u00e0 responsabile\u201d e appoggiando a determinate condizioni l&#8217;uso degli anticoncezionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGiovanni Paolo I, inoltre (come si capisce dal titolo dell&#8217;enciclica che avrebbe voluto scrivere: &#8220;I poveri e la povert\u00e0 nel mondo&#8221;), si dimostr\u00f2 molto sensibile al tema della povert\u00e0 del Sud del mondo, sottolineando l&#8217;inutile opulenza del mondo occidentale. Parl\u00f2 anche della questione sociale, dell&#8217;importanza di dare &#8220;la giusta mercede&#8221; ai lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLe sue uniche quattro udienze generali hanno, tutte riunite, un messaggio di senso compiuto. La prima dedicata all&#8217;umilt\u00e0, dove il Papa chiama a s\u00e9 un ministrante per far capire il senso dell&#8217;umilt\u00e0. La seconda \u00e8 dedicata alla fede, e in quella speciale&nbsp;occasione Giovanni Paolo I recita una poesia di Trilussa. La terza \u00e8 dedicata alla speranza; il Papa parla della&nbsp;<em>iucunditas<\/em>&nbsp;e cita san Tommaso d&#8217;Aquino. Nella quarta ed ultima udienza generale, un giorno prima della morte, il Papa parla della carit\u00e0, cita alcuni passaggi della&nbsp;<em>Populorum<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>progressio<\/em>&nbsp;(l&#8217;enciclica di Paolo VI) e, dicendo anche del progresso divino, invita un bambino frequentante la quinta elementare, Daniele Bravo, a dare un aiuto al papa. All&#8217;inizio di quest&#8217;ultima udienza, tra la folla, qualcuno gli augura lunga vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bFra i pochissimi testi che riusc\u00ec a completare si ricordano una Catechetica in briciole e una lettera ai procuratori della Compagnia di Ges\u00f9, convenuti a Roma per il raduno mondiale del 30 settembre 1978.&nbsp;In essa affermava che &#8220;Sant&#8217;Ignazio esige dai suoi figli una soda dottrina&#8221;, invitando i giovani a non aderire alle innovazioni teoriche moderniste che ripudiavano la tradizione e&nbsp;la sana verit\u00e0 della Chiesa.&nbsp;Le sue parole rappresentavano anche un&#8217;implicita condanna delle tesi ecumeniste di Karl&nbsp;Rahner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDurante l&#8217;Angelus del 10 settembre 1978, Giovanni Paolo I disse:&nbsp;\u201c<strong><em>Noi siamo oggetto, da parte di Dio, di un amore intramontabile: (Dio) \u00e8 pap\u00e0, pi\u00f9 ancora \u00e8 madre<\/em><\/strong>.&nbsp;Ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte.&nbsp;E\u2019&nbsp;pap\u00e0; pi\u00f9 ancora \u00e8 madre. Non vuol farci del male; vuol farci solo del bene, a tutti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQueste frasi riprendono&nbsp;alcuni&nbsp;passi dell&#8217;Antico Testamento,&nbsp;ed \u00e8 anche semplice interpretazione&nbsp;di alcuni passi del Vangelo.&nbsp;Il concetto fu ribadito pi\u00f9 volte anche dal suo successore&nbsp;Giovanni Paolo II, per esempio nell&#8217;udienza di mercoled\u00ec 20 gennaio 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTornando all\u2019elezione a successore di Pietro avvenuta il 26 agosto del 1978, il&nbsp;giorno successivo,&nbsp;Luciano cos\u00ecspiegava&nbsp;la scelta del nome. \u201cIo \u2013 afferm\u00f2&nbsp;durante il primo Angelus, domenica 27 agosto del 1978 &#8211; non ho n\u00e9 la&nbsp;<em>sapientia<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>cordis<\/em>&nbsp;di Papa Giovanni, n\u00e9 la preparazione e la cultura di Papa Paolo, per\u00f2 sono al loro posto, devo cercare di servire la Chiesa. Spero che mi aiuterete con le vostre preghiere\u201d. E con queste parole si rivolge ai fedeli, riuniti in piazza San Pietro, ricordando quello che \u00e8 successo il giorno prima:&nbsp;\u201cIeri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 3 settembre del 1978 presiede la Santa Messa per l\u2019inizio del ministero petrino. \u201cCon attonita e comprensibile trepidazione, ma anche con immensa fiducia nella potente grazia di Dio e nella ardente preghiera della Chiesa \u2013 afferma il Pontefice &#8211; abbiamo accettato di diventare il Successore di Pietro nella sede di Roma, assumendo il \u2018giogo\u2019, che Cristo ha voluto porre sulle nostre fragili spalle\u201d. La prima udienza generale, il 6 settembre 1978, \u00e8 dedicata all\u2019umilt\u00e0. Sottolinea che \u201cla carit\u00e0 \u00e8 l&#8217;anima della giustizia\u201d:&nbsp;\u201cBisogna voler bene al prossimo, il Signore ce l\u2019ha raccomandato tanto. Io raccomando sempre non solo le grandi carit\u00e0, ma le piccole carit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDurante la prima udienza generale, il Papa chiama inoltre un chierichetto per far capire il senso dell\u2019essere umili:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Senti, sei mai stato ammalato tu? Il bambino: No. Mai? Mai stato ammalato? Neanche una febbre? Che fortunato! Quando un bambino \u00e8 ammalato, chi \u00e8 che gli&nbsp;porta &nbsp;un&nbsp;po\u2019 di brodo, un po\u2019 di medicina?&nbsp;E\u2019&nbsp;la mamma? Ecco, dopo tu diventi grande e la mamma diventa vecchia, tu diventi un gran signore e la mamma poveretta sar\u00e0 a letto ammalata. E allora chi \u00e8 che porter\u00e0 alla mamma un po\u2019 di latte, la medicina, che far\u00e0 una visita, chi \u00e8? Bravo! Ha detto: Lui e i suoi fratelli, questo mi piace!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 13 settembre 1978, incentrando l\u2019udienza generale sulla fede, recita una poesia di Trilussa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cQuella vecchietta ceca, che incontrai \/ la sera che mi spersi in mezzo&nbsp;ar&nbsp;bosco, \/ me disse: &#8211; se la strada&nbsp;nun&nbsp;la sai \/ te&nbsp;ciaccompagno&nbsp;io, che la conosco. \/ Se&nbsp;ciai&nbsp;la forza de&nbsp;venimme&nbsp;appresso \/ de tanto in tanto te dar\u00f2&nbsp;na&nbsp;voce, \/ fino l\u00e0 in&nbsp;fonno, dove c&#8217;\u00e8 un cipresso, \/ fino l\u00e0 in cima, dove c&#8217;\u00e8 una croce. \/ Io risposi: Sar\u00e0&#8230; ma trovo strano \/ che me possa&nbsp;guid\u00e0&nbsp;chi&nbsp;nun&nbsp;ce vede&#8230; \/ La ceca, allora, me&nbsp;pij\u00f2&nbsp;la mano \/ e sospir\u00f2: &#8211; Cammina -. Era la fede\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPoesia \u201cgraziosa\u201d, ma \u201cdifettosa\u201d \u2013 spiega Papa Luciani \u2013 da un punto di vista teologico. \u201cDifettosa \u2013 sottolinea &#8211; perch\u00e9 quando si tratta di fede, il grande regista \u00e8 Dio\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cGes\u00f9 ha detto: nessuno viene a me se il Padre mio non lo attira\u2026 Ecco che cosa \u00e8 la fede: arrendersi a Dio, ma trasformando la propria vita. Cosa non sempre facile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAll\u2019Angelus del 17 settembre 1978,&nbsp;ricorda agli alunni delle elementari la figura di Pinocchio: \u201cnon quello \u2013 precisa il&nbsp;Pontefice &#8211; che un giorno marin\u00f2 la scuola per andare a vedere i burattini; ma quell&#8217;altro, il Pinocchio che prese il gusto alla scuola, tanto che durante l&#8217;intero anno scolastico, ogni giorno, in classe, fu il primo ad entrare e l&#8217;ultimo ad uscire\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa terza udienza generale, il 20 settembre 1978, \u00e8 dedicata alla speranza, definita una virt\u00f9 \u201cobbligatoria per ogni cristiano\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL \u2019Angelus del 24 settembre 1978, \u00e8 l\u2019ultimo. Esorta ad essere buoni:&nbsp;\u201cLa gente talvolta dice: \u2018Siamo in una societ\u00e0 tutta guasta, tutta&nbsp;disonesta\u2019. Questo non \u00e8 vero. Ci sono tanti buoni ancora, tanti onesti. Piuttosto, che cosa fare per migliorare la societ\u00e0? Io direi: ciascuno di noi cerchi lui di essere buono e di contagiare gli altri con una bont\u00e0 tutta intrisa della mansuetudine e dell\u2019amore insegnato da Cristo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNella quarta e ultima udienza generale del 27 settembre 1978,&nbsp;ripristinando la sedia gestatoria,&nbsp;il giorno prima della morte, cita alcuni passaggi dell\u2019enciclica di Paolo VI \u201c<em>Populorum<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>progressio<\/em><em>\u201d<\/em>&nbsp;e si sofferma, tra l\u2019altro, sul concetto di propriet\u00e0 privata:&nbsp;\u201cIl grande Papa Paolo VI dice anche nella&nbsp;<em>&#8216;<\/em><em>Populorum<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>progressio<\/em><em>&#8216;<\/em>&nbsp;che la propriet\u00e0 privata per nessuno \u00e8 un diritto inalienabile ed assoluto. Nessuno ha la prerogativa di poter usare esclusivamente dei beni in suo vantaggio oltre il bisogno, quando ci sono quelli che muoiono per non aver niente. Alla luce di queste parole non solo le nazioni ma anche noi privati, specialmente noi di Chiesa, dobbiamo chiederci: Abbiamo veramente compiuto il progetto di Ges\u00f9 che ha detto: \u2018Ama il prossimo tuo come te stesso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bDurante l\u2019ultima udienza generale, Papa Luciani invita anche un bambino, Daniele&nbsp;Bravo&nbsp;&#8211; che frequentava&nbsp;la quinta elementare &#8211; a rispondere ad alcune sue domande:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cChe classe fai? Daniele: La V elementare. Il Papa: Tu vuoi stare sempre in quinta elementare o il prossimo anno vuoi un\u2019altra classe? Daniele: Per me \u00e8 uguale, per\u00f2 vorrei restare in quinta perch\u00e9 altrimenti quando vado in prima media lascio la mia maestra. Il Papa: Allora, stai sempre in quinta o vuoi andare in prima media? Daniele: Voglio stare sempre in quinta! Il Papa: Ho detto prima, non so se sei stato attento, che l\u2019amore a Dio \u00e8 una specie di viaggio, anche qui bisogna progredire: \u2018Signore fa che io ti ami sempre pi\u00f9\u2019 Mai fermarsi. Il Signore ha detto a tutti i cristiani: \u201cVoi siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra. Diventate perfetti come \u00e8 perfetto il Padre mio che \u00e8 nei cieli\u201d e quindi mai fermarsi, progredire con l\u2019aiuto di Dio, nell\u2019amore di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQuesta esortazione a progredire con l\u2019aiuto di Dio \u00e8 una delle ultime eredit\u00e0 di Giovanni Paolo I,&nbsp;il \u201cPapa del sorriso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNell&#8217;anno 2012 (centenario della sua nascita) sia la Repubblica Italiana che lo Stato della Citt\u00e0 del Vaticano, per ricordarlo, hanno emesso un francobollo a lui dedicato:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQuello vaticano \u00e8 formato da un foglietto di quattro francobolli con Luciani seduto e benedicente. Sul lato sinistro del foglietto \u00e8 stata riportata la famosa frase: Dio \u00e8 pap\u00e0, pi\u00f9 ancora \u00e8 madre. In pi\u00f9 fu coniata una moneta celebrativa da cinque euro sempre a lui dedicata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bQuello italiano \u00e8 un francobollo singolo (autoadesivo) raffigurante papa Luciani benedicente dal Palazzo Apostolico e sul lato destro la cupola della Basilica Vaticana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPapa Luciani si spense presumibilmente tra le ore 23:00 del 28 settembre 1978 e le ore 5:00 del 29 settembre, diciannove giorni prima di compiere 66 anni, nel suo appartamento privato, forse a causa di un infarto miocardico. Secondo un comunicato ufficiale della Santa&nbsp;Sede,[76] poco prima di morire, il papa era sbiancato in volto quando aveva saputo del giovane Ivo Zini, assassinato a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bAlle 5:20 circa venne trovato morto nel letto dalle suore Vincenza&nbsp;Taffarel&nbsp;e Margherita Marin, in servizio presso l&#8217;appartamento. Alle ore 6:00 il medico Renato&nbsp;Buzzonetti&nbsp;ne constat\u00f2 il decesso, redigendo l&#8217;atto canonico della&nbsp;Recognitio&nbsp;cadaveris. L&#8217;annuncio della morte fu dato alle ore 7:30 dalla Radio Vaticana. La salma fu poi trasportata nella Sala Clementina. Alle ore 19.00 inizi\u00f2 il trattamento conservativo, che venne completato alle 3:30 del mattino seguente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPer molte ore, il giorno dopo la sua morte, una gran folla di fedeli continu\u00f2 a sfilare davanti alla sua salma, nonostante il brutto tempo. Il 30 settembre la salma del pontefice fu traslata nella basilica Vaticana, dove rimase esposta fino al 3 ottobre. Gli resero omaggio&nbsp;oltre un milione di fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNei giorni immediatamente successivi alla morte, venne chiesto invano da una parte della stampa di effettuare l&#8217;autopsia sul corpo del papa, richiesta respinta dal collegio cardinalizio in quanto non prevista dal protocollo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPapa Luciani riposa nelle Grotte Vaticane dal 4 ottobre 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bData la brevit\u00e0 del pontificato, non si riusc\u00ec a preparare l&#8217;anello del pescatore per papa Luciani, che utilizz\u00f2 l&#8217;anello vescovile donato da Paolo VI a tutti i padri conciliari che parteciparono al Concilio Vaticano II, e fu sepolto con esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGiovanni Paolo I \u00e8 divenuto beato per il miracolo accertato che lo&nbsp;ha portato agli onori degli altari nel 2022 eavvenuto in Argentina (a Buenos Aires) nel 2011. In quel caso, una madre (Roxana&nbsp;Giarda) insieme al parroco della struttura ospedaliera, invoc\u00f2 intensamente Papa Luciani al capezzale della figlia undicenne, Candela. La bambina era ormai in fin di vita, colpita da una gravissima forma di encefalopatia infiammatoria acuta e shock settico, e guar\u00ec miracolosamente in modo totale e improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL\u2019immagine del Beato Papa Luciani&nbsp;sar\u00e0&nbsp;donata ai parroci di Roma.&nbsp;Il 28 settembre&nbsp;(giorno del&nbsp;<em>dies<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>natalis<\/em>&nbsp;di Giovanni Paolo I), la Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, come parte attrice della causa di canonizzazione,&nbsp;distribuir\u00e0 immagini del Beato e santini per diffondere la sua fama di santit\u00e0 in occasione dell\u2019incontro voluto dalla Diocesi di Roma a Sacrofano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bUn dono ai parroci romani che giunge nella&nbsp;particolare&nbsp;ricorrenza del&nbsp;<em>dies<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>natalis<\/em>&nbsp;del Beato Giovanni Paolo I (1912-1978), e che cade in occasione della giornata di comunione presbiteriale, alla Fraterna Domus di Sacrofano, in provincia di Roma. L\u2019incontro \u00e8 stato convocato dal cardinale Baldo&nbsp;Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma ed \u00e8 incentrato sul tema: \u201cIl presbitero tra la cura della propria persona, la&nbsp;cura dei confratelli e la cura del popolo di Dio. Gioie e sfide nel presbiterio romano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNella lettera che viene consegnata ai 334 parroci della diocesi del Papa, timbrata dalla Postulatrice e per la Fondazione dal Rappresentante legale, si auspica che il Beato Vescovo di Roma sia conosciuto e venerato in tutte le parrocchie della diocesi&nbsp;e \u201cil Signore \u2013 si legge \u2013 voglia, attraverso di lui, ricolmarci di grazie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bL\u2019idea di distribuire ai parroci della un\u2019immagine del Beato Papa Giovanni Paolo I era nata da don Martino&nbsp;Mastrovito, parroco di Regina Mundi a Martina Franca in Puglia, subito sostenuta dalla Postulazione e poi realizzata grazie alla parrocchia di San Pio X, nel quartiere romano della Balduina. \u201cL&#8217;intento \u2013 spiega don Martino&nbsp;Mastrovito- \u00e8 quello di voler riscoprire il magistero e l\u2019esemplarit\u00e0 della figura di Albino Luciani\u201d. Il sacerdote racconta le molte iniziative fatte dalla sua parrocchia, come uno spettacolo teatrale su&nbsp;<em>Illustrissimi<\/em>&nbsp;che \u00e8 stato realizzato anche a Roma; la distribuzione, al Giubileo dei Giovani dell&#8217;immagine del Beato Luciani con un QR code che rimandava alla sua storia raccontata sia in italiano che in inglese. Sono iniziative per diffondere il pensiero di Giovanni Paolo I e quindi far crescere la devozione, il culto della figura del Beato. \u201cGiovanni Paolo I \u00e8 stato Papa, Vescovo di Roma \u2013 afferma don Martino &#8211; il suo pensiero e la sua esemplarit\u00e0 vanno nuovamente riconosciute nella Chiesa. L\u2019 importanza del suo pontificato e l\u2019attualit\u00e0 del suo magistero \u00e8 stata riscoperta grazie all\u2019enorme lavoro di studio e di ricerca compiuto dalla&nbsp;Causa di Canonizzazione prima e poi dalla Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;\u201cQuanto accadr\u00e0 il 28 settembre ovvero l&#8217;incontro con il cardinale e con il clero \u00e8 una bellissima occasione \u2013 afferma don Andrea Celli, parroco della chiesa di San Pio X che ha realizzato concretamente il dono &#8211; per poter presentare sinteticamente la figura e l&#8217;opera di Giovanni Paolo I, farla conoscere ai giovani sacerdoti e rinfrescare la memoria ai parroci che l&#8217;hanno conosciuto e che l&#8217;hanno avuto come Vescovo di Roma\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201cVorremmo che la figura e la mitezza di spirito ma anche la profondit\u00e0 culturale di questo grande Pontefice che ha vissuto pochi giorni, ma che in proporzione ai giorni vissuti ha lasciato un grande segno, potesse entrare nel cuore dei presbiteri romani \u2013 sottolinea don Celli &#8211; e potesse essere divulgata, diventare una figura viva nel ministero quotidiano dei sacerdoti perch\u00e9 la sua semplicit\u00e0, l\u2019umilt\u00e0 legata all&#8217;abnegazione totale che ha avuto nel servire il Signore da sempre, aiuta a radicare un po&#8217; anche la nostra spiritualit\u00e0 su ci\u00f2 che \u00e8 veramente essenziale\u201d. \u201cA me preme molto \u2013 conclude &#8211; che i parroci romani custodiscano non solo una memoria passata di questo Beato, per questo la parrocchia ha donato alla Fondazione,&nbsp;attrice della causa, affinch\u00e9 custodiscano la bellezza e la freschezza di un ministero che ancora manifesta e testimonia la tenerezza di Dio e accarezza i cuori della gente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel dono destinato ai sacerdoti di Roma, con il quadretto del Beato Giovanni Paolo I ci sono i santini con la preghiera&nbsp;per la sua intercessione e la sua canonizzazione. Verr\u00e0 distribuita anche la brochure del convegno internazionale organizzato dalla Fondazione Vaticana, in collaborazione con la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana e il Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in programma per il 13 ottobre presso lo stesso ateneo e dal titolo \u00abGiovanni Paolo I:&nbsp;Iustitia&nbsp;et Pax. \u201cTutelare e incrementare la pace in questo mondo turbato\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bGrande \u00e8 stato anche l\u2019impegno&nbsp;per la pace nel mondo di Giovanni Paolo I, tema di grande attualit\u00e0 internazionale e&nbsp;che \u00e8 stato di recente&nbsp;analizzato&nbsp;in un articolo&nbsp;del 13 novembre 2025 su Vatican News, dalla&nbsp;postulatrice della Causa di&nbsp;canonizzazione del pontefice veneto,&nbsp;Stefania&nbsp;Falasca, di cui qui di seguito riportiamo ogni passo principale, buon viatico di ogni iniziativa di pacificazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u201c\u00abAbbiamo preso nota con attenzione dei punti di convergenza raggiunti durante l\u2019incontro, come Lei ci ha indicato in dettaglio, che riguardano sia il complessivo piano di pace per il Medio Oriente sia il futuro trattato di pace tra Egitto e Israele\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u00c8 il 1978,&nbsp;quando Giovanni Paolo I firma in calce con queste parole la lettera indirizzata al presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter per il termine a Camp David dei colloqui di pace in Medio Oriente. \u00abSia certo \u2013 concludeva papa Luciani \u2013 che la Santa Sede continuer\u00e0, come per il passato, a seguire con profondo interesse gli sforzi per il conseguimento di questo obiettivo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa lettera, \u00abFrom the Vatican,&nbsp;September&nbsp;21, 1978\u00bb, viene a siglare l\u2019iter di appoggio di Luciani ai colloqui di Camp David che costituisce il filo conduttore dell\u2019impegno a favore della pace nell\u2019intero corso del suo pontificato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl 17 settembre era stato il presidente Carter a scrivere a Giovanni Paolo I per informarlo dei risultati conseguiti dichiarando di aver ricevuto \u00abgreat&nbsp;inspiration&nbsp;from&nbsp;yourprayers&nbsp;for the Camp David summit and for&nbsp;peace&nbsp;in the Middle East\u00bb, come documenta la Nota segreta della Segreteria di Stato degli Stati Uniti d\u2019America all\u2019Ambasciata americana di Roma del 18 settembre 1978, acquisita e conservata in copia nell\u2019Archivio della Postulazione, presso la Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel corso del breve pontificato di Giovanni Paolo I, l\u2019attivit\u00e0 di promozione della pace, il compito di favorire la riconciliazione e la fraternit\u00e0 tra i popoli, invitando alla collaborazione per \u00abtutelare e incrementare la pace in questo mondo turbato\u00bb \u00e8 una priorit\u00e0. Anzi, \u00e8 uno dei sei \u00abvogliamo\u00bb del messaggio Urbi et orbi pronunciato l\u2019indomani della sua elezione, il 27 agosto 1978.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u00abVolumus\u00bb declinato in programma di pontificato che pu\u00f2 far riflettere sulla stringente attualit\u00e0 del suo messaggio: \u00abVogliamo infine favorire tutte le buone e lodevoli iniziative che possano tutelare e incrementare la pace in questo mondo turbato: chiamando alla collaborazione tutti \u2026 affinch\u00e9 possano arginare, all\u2019interno delle nazioni, la violenza cieca che solo distrugge e semina rovine e lutti, e, nella vita internazionale, possano condurre gli uomini alla mutua comprensione, alla comunanza degli sforzi che favoriscano il progresso sociale\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa priorit\u00e0 della pace compare con chiarezza anche nell\u2019allocuzione al Corpo diplomatico tenuta il 31 agosto 1978, nella quale Giovanni Paolo I, affrancandosi da presunzioni di protagonismo geopolitico, definisce esattamente la natura e la peculiarit\u00e0 dell\u2019azione diplomatica della Santa Sede, che sgorga da uno sguardo di fede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa stessa che \u00e8 stata di Paolo VI, che aveva svolto un\u2019ininterrotta e coraggiosa azione in favore della pace, condotta sotto gli auspici del Vangelo. Se infatti sulla scia della&nbsp;<em>Pacem<\/em><em>&nbsp;in&nbsp;<\/em><em>terris<\/em>&nbsp;era stato approfondito dal Concilio un concetto pi\u00f9 profondo di pace, \u00e8 poi con Paolo VI che l\u2019azione nel sostenere la pace con ogni sforzo, e senza trascurare alcun mezzo bench\u00e9 arduo e inaudito, viene a costituire una prassi nella diplomazia pontificia. Dal momento in cui sal\u00ec al pontificato, Paolo VI non cess\u00f2 mai di moltiplicare appelli, messaggi e discorsi a favore di questa preminente causa, proprio con un\u2019azione volta a sostenere la pace con ogni sforzo. Per sua volont\u00e0, ogni primo gennaio i cattolici celebrano la Giornata per la pace. Luciani ne parla anche da patriarca di Venezia ricordando che la pace non scaturisce mai dalla guerra e non esita a bandire il traffico di armi: \u00abLa fabbrica, la vendita e l\u2019acquisto delle armi convenzionali \u00e8 addirittura cosa scandalosa. Stati cristiani e gi\u00e0 ricchi vogliono arricchirsi di pi\u00f9, vendendo armi\u2026perch\u00e9 il grande mercato della guerra \u00e8 sempre pronto ad ogni transazione\u00bb afferma citando la&nbsp;<em>Populoroum<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>progressio<\/em>&nbsp;come quando cita allo scopo un articolo pubblicato sull\u2019\u00abOsservatore Romano\u00bb del 17 maggio 1977 nel quale si danno elenco di aziende e cifre del giro d\u2019affari di questo mercato senza contare \u00abl\u2019ammontare destinato a forniture occulte\u00bb. E sempre riprendendo l\u2019enciclica&nbsp;montiniana&nbsp;nell\u2019omelia di Pentecoste del&nbsp;giugno 1978, l\u2019allora patriarca di Venezia aveva inoltre affermato che \u00abnella situazione attuale non sarebbe cosa eccezionale, ma normale, costituire un fondo comune mondiale a favore dei popoli pi\u00f9 indigenti con denari ottenuti specialmente decurtando le enormi somme investite negli armamenti\u00bb, perch\u00e9, dichiarava \u00abci sono sperperi pubblici e privati, spese fatte per le armi che costituiscono uno scandalo intollerabile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b&nbsp;&nbsp;Anche il 4 settembre, ricevendo gli oltre cento rappresentati delle missioni internazionali, riprende i medesimi motivi sottolineando come \u00abil nostro cuore \u00e8 aperto a tutti i popoli, a tutte le culture e a tutte le razze\u00bb e afferma: \u00abNon abbiamo, certo, soluzioni miracolistiche per i grandi problemi mondiali, possiamo tuttavia dare qualcosa di molto prezioso: uno spirito che aiuti a sciogliere questi problemi e li collochi nella dimensione essenziale, quella dell\u2019apertura ai valori della carit\u00e0 universale\u2026 perch\u00e9 la Chiesa, umile messaggera del Vangelo a tutti i popoli della terra, possa contribuire a creare un clima di giustizia, fratellanza, solidariet\u00e0 e di speranza senza la quale il mondo non pu\u00f2 vivere\u00bb.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel corso del pontificato l\u2019attivit\u00e0 di promozione della pace si concretizza in due circostanze. Nella lettera del 20 settembre indirizzata ai vescovi delle Conferenze episcopali dell\u2019Argentina e del Cile, quando lo scontro armato tra i due Paesi, per la controversia di confine sorta in merito alla sovranit\u00e0 sulle isole nel canale di Beagle, sembrava imminente e fu evitato grazie alla mediazione della Santa Sede. Ma certamente il tema internazionale che fa da filo conduttore a tutto il pontificato \u00e8 l\u2019appoggio ai colloqui di pace che dal 5 al 17 settembre impegnarono a Camp David il presidente americano Jimmy Carter, il presidente egiziano&nbsp;Anwar&nbsp;el&nbsp;Sadat e il premier&nbsp;israeliano&nbsp;MenachemBegin. Gi\u00e0 nella prima udienza generale del 6 settembre sull\u2019umilt\u00e0, il Papa aveva interpellato i presenti \u00abper una intenzione che mi sta molto a cuore\u00bb e l\u2019affermazione che segue, omessa nelle edizioni ufficiali, seppure immediatamente ribattuta dalle cancellerie, conduce ancora dritti a quegli impegni elencati nell\u2019Urbi et Orbi che tessono e cifrano il suo breve pontificato sul fronte della ricerca della pace: \u00abIn questi momenti ci viene un esempio da Camp David. Ieri l\u2019altro il Congresso americano \u00e8 scoppiato in un applauso che abbiamo sentito anche noi quando Carter ha citato le parole di Ges\u00f9: &#8216;Beati i facitori di pace&#8217;. Io veramente mi auguro che quell\u2019applauso e quelle parole entrino nel cuore di tutti i cristiani, specialmente di noi cattolici e ci rendano veramente operatori e facitori di pace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp; &nbsp;\u00abQueste conversazioni spianino la via ad una pace giusta e completa. Giusta \u2013 aveva significativamente affermato \u2013 cio\u00e8 con soddisfazione di tutte le parti in conflitto. Completa, \u00absenza lasciare irrisolta alcuna questione: il problema dei palestinesi, la sicurezza di Israele, la citt\u00e0 santa di Gerusalemme\u00bb. L\u2019appoggio al summit venne immediatamente ripreso dalla diplomazia americana e interpretato alla luce del precedente incontro del Papa con il vicepresidente W.J. Mondale, come attestano le note riservate del Dipartimento di Stato Americano, delle quali conserviamo copia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp; &nbsp; \u00c8 tuttavia il 10 settembre che Luciani parla distesamente del summit dedicando per la sua riuscita l\u2019Angelus domenicale (quello noto nel quale afferma \u00abDio \u00e8 Padre pi\u00f9 ancora \u00e8 madre\u00bb) nel quale evidenzia come i tre presidenti \u2013 Carter, Sadat e&nbsp;Begin&nbsp;\u2013 avessero pregato per la riuscita dei colloqui: \u00abIo sono stato molto ben impressionato dal fatto che i tre presidenti&nbsp;abbiano voluto pubblicamente esprimere la loro speranza nel Signore con la preghiera\u00bb. I tre leader avevano espressamente richiesto ai popoli di pregare con loro \u00abaffinch\u00e9 pace e giustizia escano da queste deliberazioni\u00bb e sul filo urgente della storia, nel solco della&nbsp;<em>Nostra&nbsp;<\/em><em>Aetate<\/em>, Giovanni Paolo I cita anche il Corano insieme alle Sacre Scritture. Di quest\u2019intervento prima dell\u2019Angelus si hanno ben due minute autografe stese da Giovanni Paolo I nell\u2019agenda personale e che attestano anche la cura con la quale egli era solito preparare anche ogni suo intervento pronunciato a braccio. L\u2019<em>endorsement<\/em>del Papa venne nuovamente ribattuto nei canali delle diplomazie. Pochi giorni dopo, il 17 settembre, trascorsi tredici giorni di negoziazioni intense e a tratti drammatiche, che avevano pi\u00f9 volte dato l\u2019impressione di non risolversi positivamente, il summit giungeva a conclusione con la firma a Washington di un Quadro per la pace nel Medio Oriente e di un Quadro per la conclusione di un trattato di pace tra Egitto e Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bPronunciando il suo programma di pontificato Urbi et Orbi, papa Luciani aveva detto: \u00abIn modo particolare pensiamo alla martoriata terra del Libano, alla situazione della Terra di Ges\u00f9\u2026 Tutti siamo impegnati nell\u2019opera di elevare il mondo a una sempre maggiore giustizia, a una pace pi\u00f9 stabile, a una pi\u00f9 leale cooperazione: e perci\u00f2 invitiamo e supplichiamo tutti, dagli ordini sociali pi\u00f9 umili che formano il tessuto connettivo delle nazioni fino alle autorit\u00e0 responsabili dei singoli popoli, a farsi strumenti efficaci e responsabili di un nuovo ordine, pi\u00f9 sano e pi\u00f9 giusto\u00bb. E aveva continuato: \u00abUn\u2019alba di speranza rifulge sul mondo, anche se una coltre di tenebra dai sinistri bagliori di odio, di sangue e di guerra sembra oscurarla. L\u2019umile Vicario di Cristo\u2026 \u00e8 pronto a mettersi a totale servizio della Chiesa e della&nbsp;societ\u00e0 civile, senza distinzione alcuna di razze o di idee, affinch\u00e9 possa sorgere per il mondo un giorno pi\u00f9 sereno. Solo Cristo potr\u00e0 far s\u00ec che splenda la luce che non conosce tramonto, perch\u00e9 Egli \u00e8 il \u201csole di giustizia\u201d: ma Egli pure attende l\u2019opera di tutti; la nostra certo non mancher\u00e0\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn questa prospettiva oggi, come allora, ci\u00f2 che si fa nella sede di Pietro interessa il mondo intero. Anzi, quel mondo che non si attende programmi politici dalla Chiesa,&nbsp;ne&nbsp;una scelta di blocchi o frontiere, ma il coraggio della prudenza, la&nbsp;parresia&nbsp;di parlare ai potenti con la forza della fede, della santit\u00e0, della preghiera. Le armi che pi\u00f9 contano. Le sole armi in un\u2019epoca che anche oggi, sotto i deliri di potenza, e ancora di pi\u00f9 sotto la cancellazione di ogni diritto, non pu\u00f2 nascondere una sete illimitata di giustizia e di pace. Di queste armi ci ha reso incancellabile testimonianza il governo del beato Vescovo di Roma,Albino Luciani &#8211; Giovanni Paolo I\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200b48 anni fa, la notte tra il 28 ed il 29 settembre 1978, ci lasciava un grande uomo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3231,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":49,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-3229","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>\u200bGiovanni Paolo I: un pontificato di 33 giorni (gli anni di Ges\u00f9), unico nel suo magistero. -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, 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