{"id":724,"date":"2025-04-23T13:37:50","date_gmt":"2025-04-23T13:37:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2025\/04\/23\/francesco-e-i-migranti-quale-eredita\/"},"modified":"2025-04-23T13:37:50","modified_gmt":"2025-04-23T13:37:50","slug":"francesco-e-i-migranti-quale-eredita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2025\/04\/23\/francesco-e-i-migranti-quale-eredita\/","title":{"rendered":"Francesco e i migranti: quale eredit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di&nbsp;<span class=\"field-value\">p. Lorenzo Prencipe<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>Il 21 aprile 2025, il giorno dopo la Pasqua di Risurrezione, di buon mattino, papa Francesco ha chiuso gli occhi al mondo e li ha riaperti nell\u2019eternita\u0300.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>La fine del viaggio terreno e del pontificato lasciano comunque un\u2019eredita\u0300, ricca e pesante, con la quale continuare confrontarsi. Nello specifico, per quanto riguarda il mondo dei migranti, le loro aspirazioni, i loro sogni, difficolta\u0300, ostacoli, sconfitte e morti, qual e\u0300 l\u2019eredita\u0300 di Francesco per il mondo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>A questa domanda dobbiamo rispondere il piu\u0300 onestamente possibile per evitare di ingrossare le fila di quanti, nei giorni del lutto, si dichiarano, ipocritamente, piu\u0300 \u201cpapisti\u201d del defunto pontefice, estrapolando ed esaltando alcune frasi ad effetto ma decurtandone il pensiero globale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Se la comunicazione mediatica non puo\u0300 fare a meno di titoli ad effetto come \u201cil papa degli ultimi\u201d, \u201cil papa della pace\u201d, \u201cil papa dell\u2019ambiente\u201d, \u201cil papa della pulizia\u2026 da ogni sozzura\u201d, \u201cil papa dei migranti\u201d, tali slogan pero\u0300 non possono essere sufficienti a riempire la bocca di politici, ecclesiastici e \u201ccristiani solo di nome\u201d che, ora, esaltano, colui che, fino a ieri, avevano ignorato, se non osteggiato e combattuto.<\/p>\n<h1>Chi sono allora i migranti per Francesco?<\/h1>\n<p>I migranti, con il loro bagaglio di storia, cultura e tradizioni ma anche con le loro ferite aperte e i loro bisogni materiali, sono quei \u201ctestimoni di speranza\u201d che interpellano le nostre societa\u0300, sempre piu\u0300 chiuse ed impaurite, a ripensare le sue fondamenta di umanita\u0300 e fraternita\u0300. I migranti, allora, ci invitano a \u201cvivere insieme\u201d a \u201ccostruire e ricostruire il mondo\u201d in seguito all\u2019incontro.<\/p>\n<h1>Cosa \u00e8 contrario all\u2019approccio di Francesco verso i migranti?<\/h1>\n<p>Proclamare, ad ogni occasione, a proposito e a sproposito, generalizzando alcune situazioni di disagio e di difficolta\u0300, che i migranti sono il pericolo numero uno delle nostre societa\u0300 e che contro di loro bisogna difendersi.<\/p>\n<p>Continuare ad erigere muri, barriere, centri di detenzione e rimpatrio.<\/p>\n<p>Legittimare, in nome di distinzioni \u201cartificiose\u201d (migranti economici contro richiedenti asilo) campagne di odio e discriminazione, deportazioni e respingimenti in mare, nei deserti o nei lager-centri di detenzione.<\/p>\n<p>Considerare e trattare gli esseri umani come merce di scambio (denaro ai paesi di origine e di transito in cambio di politiche di contenimento delle migrazioni), imprigionati, torturati e, spesso, assassinati.<\/p>\n<p><em>A quanti esaltano Francesco post-mortem, lo stesso Francesco ricorda che ci troviamo di fronte a un bivio di civilt\u00e0: o l\u2019incontro o lo scontro, o la cultura dell\u2019umanit\u00e0 e della fratellanza o la cultura dell\u2019indifferenza fanatica che lascia morire chi \u00e8 nel bisogno. Non \u00e8 quindi possibile non prendere posizione, anche se la franchezza e coerenza del linguaggio non appartiene alla politica e, a volte, neanche a certi uomini e donne di chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/> <\/em><\/p>\n<h1>Come agire \u201cfrancescanamente\u201d con i migranti?<\/h1>\n<p>Con i migranti che, <em>fuggendo <\/em>(si tratta di veri profughi anche senza il riconoscimento dello \u201cstatus ufficiale di rifugiato\u201d) da poverta\u0300 (generata dagli squilibri mondiali di una ricchezza mal o non distribuita), da disastri ambientali (frutto dei cambiamenti climatici dovuti allo sfruttamento violento dell\u2019uomo sul creato) e da conflitti armati (guerre, persecuzioni, atti di terrorismo), <em>arrivano <\/em>nei nostri Paesi e\u0300 ora di pensare e costruire un vivere insieme, in societa\u0300 e nella Chiesa, tra diversi che si rispettano perche\u0301 si accolgono nelle loro peculiarita\u0300 e accettano di condividere la comunicazione (il linguaggio), il diritto (le regole), l\u2019utilizzo solidale dei beni (il benessere) perche\u0301 la Terra e l\u2019Universo non appartengono ai singoli individui ne\u0301 a Governi o a Stati nazionali, preoccupati solo di salvaguardare i confini del proprio orticello, ma sono stati affidati in custodia all\u2019Umanita\u0300 tutta intera per la ricerca e la realizzazione del bene comune.<\/p>\n<p>Con i migranti che, <em>restando <\/em>nei loro Paesi, sono vittime di poverta\u0300 (generata dagli squilibri mondiali di una ricchezza mal o non distribuita), di disastri ambientali (frutto dei cambiamenti climatici dovuti allo sfruttamento violento dell\u2019uomo sul creato) e di conflitti armati (guerre, persecuzioni, atti di terrorismo), e\u0300 il momento di abbandonare qualsiasi approccio neo- coloniale di sottomissione, diretta o indiretta, agli interessi dei Paesi, singoli o aggregati in \u201cpresunte\u201d Unioni, piu\u0300 ricchi (in denaro e\/o in armi) o agli interessi di gruppi multinazionali dediti allo sfruttamento di uomini e beni. E\u00c8 il momento, allora, di pensare e realizzare una rispettosa e solidale azione di cooperazione tra Paesi in vista di redistribuire le ricchezze in modo giusto ed equo, aiutare allo sviluppo efficace di Paesi spesso sfruttati, accompagnare con costanza la formazione educativa e lavorativa dei giovani in cerca di avvenire e sogni da realizzare.<\/p>\n<h1>I pilastri umani e spirituali dell\u2019approccio di Francesco ai migranti<\/h1>\n<p>Alcuni esponenti della comunicazione e della politica criticano Francesco perche\u0301 nella vicinanza ai migranti si sarebbe troppo \u201cappiattito\u201d su posizioni radicali di \u201camore e accoglienza universale e indiscriminata\u201d, proprie di ONG e operatori sociali estremisti, e non di governi saggi e previdenti che invece i migranti preferiscono tenerli il piu\u0300 lontano possibile.<\/p>\n<p>Per queste voci, \u201cideologicamente\u201d critiche, l\u2019essenziale non e\u0300 la difesa e salvaguardia della vita umana, di ogni vita umana, ma il rovesciamento del \u201ctavolo da gioco\u201d, addossando responsabilita\u0300 e colpe non ai carnefici, ma alle vittime. Con tale logica perversa, se si sostiene la necessita\u0300 dei salvataggi in mare dei migranti in pericolo si controbatte che se i migranti non partissero per niente non correrebbero alcun rischio; se si denuncia la politica di respingimento indiscriminata dei migranti verso Paesi \u201cautoritari o dittatoriali\u201d, si controbatte affermando che si tratta di salutare opera di dissuasione verso quei migranti che invece di godersi il sole nel loro paese d\u2019origine preferiscono venire ad elemosinare nei nostri \u201cpoveri\u201d Paesi\u2026 e se si chiedono misure ed azioni di regolarizzazione ed integrazione di quei migranti gia\u0300 presenti nelle nostre societa\u0300 (e che magari abbiamo a casa nostra come domestici, badanti o raccoglitori di pomodori senza documenti), si controbatte sostenendo che e\u0300 piu\u0300 economico ed educativo (verso i futuri candidati all\u2019emigrazione) rimandarli nei loro Paesi d\u2019origine e, restando i rimpatri sempre molto esigui, si preferisce lasciarli \u201cper sempre, in situazione irregolare\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u00c8 evidente che la gestione delle migrazioni rimane una sfida tutta da risolvere con soluzioni sempre da trovare e da ritrovare, ma e\u0300 ancor piu\u0300 chiaro, con le parole di Francesco che <em>ci troviamo di fronte a un bivio di civilt\u00e0: o l\u2019incontro o lo scontro, o la cultura dell\u2019umanit\u00e0 e della fratellanza o la cultura dell\u2019indifferenza fanatica che lascia morire chi \u00e8 nel bisogno\u2026 <\/em>e che bisogna prender posizione.<\/p>\n<p>Ecco allora alcune convinzioni di fondo che possono sostenere nella vicinanza ai migranti, non gli ipocriti accaparratori del lascito di Francesco, ma gli \u201camanti dell\u2019umanita\u0300 fraterna\u201d, suoi veri eredi.<\/p>\n<ul>\n<li>I tre monoteismi mediterranei sono fondati sull\u2019accoglienza e l\u2019amore per lo straniero in nome di Dio.<\/li>\n<li>Lo stile di Dio e\u0300 quello della vicinanza, della compassione e della tenerezza che tende la mano per risollevare il caduto. In un solo caso e\u0300 lecito guardare una persona dall\u2019alto in basso: quando cerchiamo di prenderla per mano per sollevarla da In tutte le altre situazioni e\u0300 un peccato di superbia, un atto immotivato di superiorita\u0300, un gesto di disprezzo perche\u0301 le persone vanno sempre guardate negli occhi, con empatia.<\/li>\n<li>I credenti devono quindi operare, con generosita\u0300 e impegno incessante, per edificare una civilta\u0300 dell\u2019incontro con Dio e con il prossimo, per la difesa e promozione della vita umana.<\/li>\n<li>Il mare (le strade dei migranti) da fonte di vita (possibile realizzazione di aspirazioni e di desiderio di vita migliore) diventano luoghi di morte (tombe senza lapidi) a cui non ci si puo\u0300 mai abituare con ideologica indifferenza. Il grido di dolore dei migranti sta tramutando il <em>mare nostrum <\/em>in <em>mare mortuum<\/em>, il Mediterraneo da culla della civilta\u0300 a tomba della dignita\u0300. I migranti morti nel tentativo di arrivare in una \u201cterra di vita\u201d non sono fatti di cronaca, non sono cifre, ma sono nomi e cognomi, volti e storie, vite spezzate e sogni infranti.<\/li>\n<li>I migranti che rischiano di morire devono sempre essere soccorsi; e\u0300 un dovere di umanita\u0300, un dovere di civilta\u0300. Frapporre ostacoli di ogni tipo a coloro che soccorrono e\u0300 una forma di complicita\u0300 in non assistenza a persona in pericolo. I migranti che rischiano la vita in mare non invadono, ma cercano accoglienza e vita. I porti hanno vocazione di porte aperte che accolgono, e non possono essere chiusi al grido \u201cinvasione\u201d ed \u201cemergenza\u201d, alimentando ad arte le paure delle societa\u0300 di destinazione.<\/li>\n<li>La storia, e in particolare quella del Mediterraneo, <em>Mare Nostrum<\/em>, non si riduce ad un intreccio di conflitti tra civilta\u0300, religioni e visioni differenti. Gli scambi intercorsi tra i popoli hanno reso il Mediterraneo culla di civilta\u0300, spazio di incontro tra le religioni abramitiche; tra il pensiero greco, latino e arabo; tra la scienza, la filosofia e il diritto; laboratorio di pace e fraternita\u0300, capace di opporre alla divisivita\u0300 dei conflitti ideologici la \u00abconvivialita\u0300 delle differenze\u00bb, ai nazionalismi antiquati e belligeranti il sogno della comunita\u0300 delle nazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Il fenomeno migratorio non e\u0300 tanto un\u2019emergenza, un\u2019urgenza momentanea, sempre buona ad alimentare paure e resistenze, ma un dato di fatto dei nostri tempi, un processo che coinvolge nel Mediterraneo tre continenti (e a livello globale il mondo intero) e va governato con sapiente lungimiranza, con una responsabilita\u0300 europea e mondiale capace di fronteggiare le obiettive difficolta\u0300.<\/li>\n<li>Il mare nostrum grida giustizia, con le sue sponde che da un lato trasudano opulenza, consumismo e spreco, mentre dall\u2019altro vedono prevalere poverta\u0300 e precarieta\u0300. Il Mediterraneo rispecchia il mondo globale, con un Sud che si volge al Nord, con tanti Paesi in via di sviluppo, afflitti da instabilita\u0300, regimi, guerre e desertificazione, che guardano a quelli benestanti, in un mondo globalizzato nel quale tutti siamo connessi ma i divari non sono mai stati cos\u0131\u0300 profondi (Populorum progressio, n.3).<\/li>\n<li>Sono percio\u0300 tuttora validi i \u201ctre doveri\u201d (indicati da Paolo VI) delle nazioni piu\u0300 sviluppate:<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00ab<em>dovere di solidariet\u00e0, cio\u00e8 l\u2019aiuto che le nazioni ricche devono prestare ai Paesi in via di sviluppo; dovere di giustizia sociale, cio\u00e8 il ricomponimento in termini pi\u00f9 corretti delle relazioni commerciali difettose tra popoli forti e popoli deboli; dovere di carit\u00e0 universale, cio\u00e8 la promozione di un mondo pi\u00f9 umano per tutti, un mondo nel quale tutti abbiano qualcosa da dare e da ricevere, senza che il progresso degli uni costituisca un ostacolo allo sviluppo degli altri<\/em>\u00bb (Populorum progressio, n. 44).<\/p>\n<ul>\n<li>Siamo coscienti che oggi il mare della convivenza umana e\u0300 inquinato dalla precarieta\u0300; e dove c\u2019e\u0300 precarieta\u0300 c\u2019e\u0300 criminalita\u0300; dove c\u2019e\u0300 poverta\u0300 materiale, educativa, lavorativa, culturale e religiosa, il terreno delle mafie e dei traffici illeciti e\u0300 Serve un sussulto di coscienza per dire \u201cno\u201d all\u2019illegalita\u0300 e \u201cs\u0131\u0300\u201d alla solidarieta\u0300, che non e\u0300 una goccia nel mare, ma l\u2019elemento indispensabile per purificarne le acque. In effetti, il vero male sociale non e\u0300 tanto la crescita dei problemi, ma la decrescita della cura, l\u2019incapacita\u0300 di mettersi nei panni dell\u2019altro per prendersene cura.<\/li>\n<li>Bisogna aprire le porte delle chiese, delle canoniche, dei conventi, delle case\u2026, ma soprattutto quelle del cuore, per accogliere, accompagnare (=proteggere e difendere), promuovere, considerare uno di noi (= integrare) i migranti che ci interpellano.<\/li>\n<li>Bisogna ripartire dall\u2019ascolto dei poveri, dei migranti, che, come ricorda Primo Mazzolari, \u00ab<em>si abbracciano, non si contano<\/em>\u00bb, perche\u0301 sono volti, non Bisogna trattarli come fratelli di cui conoscere le storie, non come problemi fastidiosi, cacciandoli via, mandandoli a casa. Bisogna accoglierli, non nasconderli; integrarli e dar loro dignita\u0300, non sgomberarli in altri posti lontani da noi.<\/li>\n<li>Il criterio principale nell\u2019accoglienza del migrante non puo\u0300 essere il mantenimento del proprio benessere, bens\u0131\u0300 la salvaguardia della dignita\u0300 umana.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Nella lotta allo sfruttamento di esseri umani, la soluzione non e\u0300 respingere, ma assicurare, con legislazioni adeguate e secondo le possibilita\u0300 dei Paesi (soli o aggregati in Unioni), un ampio numero di ingressi legali e regolari, sostenibili grazie a un\u2019accoglienza equa da parte del continente europeo e del mondo intero, nel contesto di una collaborazione con i Paesi d\u2019origine.<\/li>\n<li>Il futuro dell\u2019umanita\u0300 non e\u0300 nella chiusura, che e\u0300 un ritorno al passato, un\u2019inversione di marcia nel cammino della Dire \u201cbasta\u201d e\u0300 chiudere gli occhi; tentare ora di \u201csalvare solo se\u0301 stessi\u201d si tramutera\u0300 in tragedia domani.<\/li>\n<li>Nonostante le difficolta\u0300, la convivialita\u0300 (=la comunione delle diversita\u0300) e\u0300 possibile ed e\u0300 fonte di gioia. In tal senso, l\u2019identita\u0300 senza riconoscimento dell\u2019alterita\u0300 puo\u0300 divenire omicida. Bisogna vivere una citta\u0300, una societa\u0300, una Chiesa, plurale e singolare, in quanto e\u0300 la pluralita\u0300, frutto di incontro con il mondo, a renderne singolare la storia.<\/li>\n<li>E\u00c9 l\u2019incontro il cammino per riconoscersi; il cammino per rendere possibile una condivisione solidale soprattutto dinanzi a tragedie e bisogni\u2026 L\u2019integrazione, anche dei migranti, e\u0300 faticosa, ma lungimirante: prepara il futuro che, volenti o nolenti, sara\u0300 insieme o non sara\u0300. L\u2019assimilazione, che non tiene conto delle differenze e resta rigida nei propri stereotipi, fa invece prevalere l\u2019idea sulla realta\u0300 e compromette l\u2019avvenire, aumentando le distanze e provocando la ghettizzazione, che genera ostilita\u0300 e insofferenze.<\/li>\n<li>Abbiamo bisogno di fraternita\u0300 e, come credenti, non possiamo accettare che le vie dell\u2019incontro siano chiuse, non possiamo accettare che la verita\u0300 del dio denaro prevalga sulla dignita\u0300 dell\u2019uomo, che la vita si tramuti in morte. Siamo invece chiamati alla testimonianza della carita\u0300: non a ricamare il Vangelo di parole, ma a dargli carne con i fatti; non a misurare la visibilita\u0300 e l\u2019apparenza, ma a spenderci nella concretezza della gratuita\u0300.<\/li>\n<li>Come ogni faro che illumina il mare e mostra il porto\u2026 bisogna costruire sempre nuove forme di risposte sinergiche e collaborative che trovano nei giovani gli attori privilegiati di incontro, comprensione e innovazione, capaci di superare barriere e preconcetti per costruire una civilta\u0300 dell\u2019accoglienza e della fraternita\u0300.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ecco quanto papa Francesco lascia in eredita\u0300 a coloro che, con i migranti, vogliono continuare a<\/p>\n<p>costruire \u201cponti\u201d nonostante l\u2019avanzare minaccioso di muri e barriere.<\/p>\n<p>Roma, 23 aprile 2025<\/p>\n<p>Festa di San Giorgio martire, onomastico di Jorge Mario Bergoglio, gia\u0300 Papa Francesco<\/p>\n<p><em>A-Dio Francesco e grazie.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><strong>di&nbsp;<span class=\"field-value\">p. Lorenzo Prencipe<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>Il 21 aprile 2025, il giorno dopo la Pasqua di Risurrezione, di buon mattino, papa Francesco ha chiuso gli occhi al mondo e li ha riaperti nell\u2019eternita\u0300.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>La fine del viaggio terreno e del pontificato lasciano comunque un\u2019eredita\u0300, ricca e pesante, con la quale continuare confrontarsi. Nello specifico, per quanto riguarda il mondo dei migranti, le loro aspirazioni, i loro sogni, difficolta\u0300, ostacoli, sconfitte e morti, qual e\u0300 l\u2019eredita\u0300 di Francesco per il mondo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>A questa domanda dobbiamo rispondere il piu\u0300 onestamente possibile per evitare di ingrossare le fila di quanti, nei giorni del lutto, si dichiarano, ipocritamente, piu\u0300 \u201cpapisti\u201d del defunto pontefice, estrapolando ed esaltando alcune frasi ad effetto ma decurtandone il pensiero globale.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1854,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-724","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Francesco e i migranti: quale eredit\u00e0? -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2025\/04\/23\/francesco-e-i-migranti-quale-eredita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Francesco e i migranti: quale eredit\u00e0? -\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di&nbsp;p. Lorenzo Prencipe Il 21 aprile 2025, il giorno dopo la Pasqua di Risurrezione, di buon mattino, papa Francesco ha chiuso gli occhi al mondo e li ha riaperti nell\u2019eternita\u0300. La fine del viaggio terreno e del pontificato lasciano comunque un\u2019eredita\u0300, ricca e pesante, con la quale continuare confrontarsi. Nello specifico, per quanto riguarda il mondo dei migranti, le loro aspirazioni, i loro sogni, difficolta\u0300, ostacoli, sconfitte e morti, qual e\u0300 l\u2019eredita\u0300 di Francesco per il mondo? 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