{"id":881,"date":"2025-12-02T13:21:02","date_gmt":"2025-12-02T13:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2025\/12\/02\/le-kessler-da-oggetto-di-desiderio-ad-oggetto-di-riflessione\/"},"modified":"2025-12-02T13:21:02","modified_gmt":"2025-12-02T13:21:02","slug":"le-kessler-da-oggetto-di-desiderio-ad-oggetto-di-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.meridianoitalia.tv\/meridiano\/2025\/12\/02\/le-kessler-da-oggetto-di-desiderio-ad-oggetto-di-riflessione\/","title":{"rendered":"Le Kessler: da oggetto di desiderio ad oggetto di riflessione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Ranieri de Ferrante<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>La vita \u00e8 una malattia a trasmissione sessuale, con esito certamente nefasto. E\u2019 solo apparentemente una battuta: si nasce dal sesso, e non c\u2019\u00e8 scampo alla morte. Ed \u00e8 proprio la morte \u2013 voluta e pianificata \u2013 delle Gemelle Kessler che porta a riflettere su quanto in una sessantina di anni sia progredita la cultura occidentale sulla prima parte di questo ciclo, e quanto invece ci sia ancora da fare sulla seconda. L\u2019Europa ha liberalizzato il sesso e l\u2019intero concetto di coppia, per\u00f2 non ha la forza di vincere i pregiudizi che rendono l\u2019individuo padrone (almeno in parte) della propria vita, ma non della propria morte.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Sono morte le Gemelle Kessler. La cosa ha una forte eco per quelli della mia generazione, quelli, per intenderci, che quando le altissime tedesche irruppero sul piccolo schermo nel 1961 provarono (comprensibili) turbamenti. Io avevo 9 anni, ed a quell\u2019et\u00e0 ci si affaccia alla vita, si comincia a vedere \u2013 o provare ad immaginare &#8211; l\u2019altro \u201cgenere\u201d come \u201csesso\u201d: due gambe come quelle ti parlano, e a rispondere \u00e8 tutto il tuo essere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Italia, 1961. Le Gemelle Kessler debuttano in Italia&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era il tempo della Democrazia Cristiana, ed era la vera DC, quella che aveva sconfitto solo una dozzina di anni prima l\u2019alleanza delle sinistre guidata da Togliatti con lo slogan \u201cnella cabina elettorale Dio ti vede, Garibaldi no\u201d. La DC che aveva beneficiato del supporto dei parroci dal pulpito come oggi si potrebbe trarre vantaggio dall\u2019appoggio aperto e senza scrupoli di un potentissimo veicolo Social. E che quindi doveva molto alla Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era un mondo in cui il sesso era visto come una cosa strettamente privata. Non c\u2019era ancora stato il \u201968 con Porci con le ali, ed il concetto di famiglia era rigoroso ed unitario. \u201cBocca di Rosa\u201d di De Andr\u00e8&nbsp; sarebbe arrivata solo dopo qualche anno ed il Divorzio ancora pi\u00f9 in l\u00e0. Nel 1963 Mina fu bandita dalla RAI per avere avuto un figlio fuori dal matrimonio. Lo ricordo bene perch\u00e9 il giorno in cui rientr\u00f2 ero nel pubblico del Teatro delle Vittorie, e l\u2019applauso che la accolse diceva il sentimento delle persone non era del tutto in linea con le regole della societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel film \u201cIeri Oggi e Domani\u201d, di Vittorio De Sica, Sofia Loren, impersonando un prostituta, eseguiva uno spogliarello per Marcello Mastroianni (il cliente) che oggi \u00e8 un meraviglioso esempio di arguta comicit\u00e0, ma allora aveva definite tinte di trasgressione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte non era solo l\u2019Italia: negli USA, che pure avevano superato il McCartysmo ed abbracciato la Camelot di Kennedy, c\u2019era una regola non scritta per i registi di Hollywood secondo la quale&nbsp; se un uomo ed una donna erano sullo stesso letto, entrambi dovevano avere almeno un piede per terra, da parti opposte naturalmente, per garantire che non ci fosse niente di troppo suggestivo.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cosa terribile, per completare il quadro, di quel Mondo era che a queste Pubbliche Virt\u00f9 si associava l\u2019accettazione di Vizi Privati, come il diritto del marito al rapporto sessuale, che per la donna diventava dovere coniugale, l\u2019istituto del matrimonio riparatore, ed un concetto di stupro nel quale toccava alla donna provare di non essere colpevole \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulle Kessler \u2013 che venivano dritte dal Moulin Rouge \u2013 cadde il peso di questa Censura ancora ottocentesca, come un blocco di cemento. Le loro gambe vennero avvolte in calze spesse e nere da suora, e c\u2019era pi\u00f9 da immaginare che da vedere. Ma neanche questo bast\u00f2 a tutti: a casa di mio zio (e doveva viveva anche mia Nonna paterna), a Salerno, lo spettacolo del Sabato Sera era guardato con attenzione. Ma era una casa molto religiosa e quindi arrivavano le Kessler la TV veniva spenta, con grande delusione di mio cugino, che aveva 5 anni pi\u00f9 di me, ma cui era negata l\u2019erotica visione che invece a me, figlio di una casa liberale, era consentita. Credo di dovere alle Gemelle Kessler la vena profondamente antireligiosa (pur essendo credente) alla base del mio rapporto con Dio \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le Kessler si esibivano ai lati di un ballerino americano, bravo, simpaticissimo. Si chiamava Don Lurio ed aveva \u2013 lo comprendo adesso \u2013 un grande senso dell\u2019humor ed, evidentemente, ancora pi\u00f9 grande sicurezza in s\u00e9 stesso: era alto un metro e sessanta (io lo ricordo piccolino, l\u2019altezza esatta \u00e8 cortesia di Chat GPT) e, schiacciato fra le Kessler (oltre 1.90 con i tacchi), mostrava graficamente come si sarebbe sviluppato (giustamente) il rapporto uomo\/donna nei decenni a venire. Quante cose si capiscono ex post \u2026 ma allora noi maschi (bambini ed adulti) non lo sapevamo, e guardavamo quei chilometri di gambe (calze o no) con felice ed onirica concentrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quelle gambe sono rimaste nell\u2019immaginazione della mia generazione, e non solo. Un esempio di bellezza, libert\u00e0, erotismo retr\u00f2 ma ancora vitalissimo. Ricordate con desiderio, ma anche con tanto affetto.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Monaco 2025. Le gemelle Kessler muoiono insieme<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alice ed Ellen vivevano in maniera integrata dalla nascita. Si erano aiutate nei rapporti con un padre violento. Avevano sfondato insieme ed insieme goduto del successo e subito le sue ripercussioni. Avevano avuto vite sentimentali separate, ma sempre in contatto, condividendo obiettivi e delusioni. Vivevano in case separate, mantenendo la loro individualit\u00e0, ma queste erano collegate da una porta, e le Gemelle pranzavano insieme ogni giorno, condividendo, fra l\u2019altro, il ricordo di un cane amatissimo (questa ultima cosa la apprendo dai TG, e mi fa aumentare simpatia ed affetto per queste due grandi donne).<\/p>\n<p>Avendo dietro di s\u00e9 una vita insieme, non c\u2019\u00e8 da sorprendesi che abbiano voluto morire insieme. Se lo erano promesse e lo avevano annunciato. Da brave tedesche lo hanno pianificato: non avevano discendenti, hanno lasciato tutto a Medici senza Frontiere, ed hanno scelto il Suicidio Assistito, permesso in Germania. L\u2019eutanasia non lo \u00e8. Stranezze della legge quando entra in campi che non le si addicono: in Germania se hai un dito per spingere un pulsante hai diritto a morire quando vuoi, ma quando tutte le dita sono bloccate, diciamo da una sclerosi multipla, potresti non averlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questa scelta, hanno chiuso il circolo della loro esistenza, ed \u00e8 un circolo che in tanti abbiamo condiviso, vedendole passare dai 20 ai 90 anni, sempre diverse e sempre uguali. La loro morte porta ad una riflessione i membri della mia generazione, quelli cui il loro arrivo ha portato&nbsp; primi turbamenti. Noi che siamo ancora, per la maggior parte, ancora vivi, ma per i quali la fine della vita non \u00e8 pi\u00f9 un fatto certo in un lontano orizzonte, ma \u00e8 diventata una passaggio ormai prossima. Passaggio cui si guarda con timore e dubbio, ma talvolta come ad una liberazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vita, dice una battuta forse divertente, ma certo veritiera al 100%, \u00e8 una malattia a trasmissione sessuale con esito certamente nefasto. Abbiamo conquistato il diritto ad un sesso \u201cliberale\u201d ed ad una visione allargata del concetto di coppia, quindi liberalizzato la prima parte di questo ciclo (la trasmissione sessuale) ma rimaniamo al palo per quanto riguarda il come ed il quando dell\u2019esito nefasto.<\/p>\n<p>Quotidianamente facciamo di tutto per evitarlo: ci curiamo, guardiamo a destra e sinistra quando attraversiamo la strada, guidiamo con prudenza. Prima di scendere da un aeroplano aspettiamo che sia atterrato e se siamo allergici alle noci non ne mangiamo. Ci \u00e8 riconosciuto il diritto di vivere. O meglio il dovere, perch\u00e9 il diritto alla vita, per essere tale, dovrebbe includere quello di morire, che non abbiamo.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sto parlando dell\u2019eterno problema del Fine Vita, dove purtroppo si scontrano civilt\u00e0, morale, religione, politica, tutto mischiato in salsa ideologica piuttosto che affrontato in modo logico e rispettoso dell\u2019essere umano. L\u2019approccio che il presente Governo sta prendendo (ma non che quelli precedenti abbiano fatto di pi\u00f9 \u2026) \u00e8 di legiferare sulla base di quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale, che prevede (semplifico) che possano adire all\u2019eutanasia (se un comitato di saggi \u00e8 d\u2019accordo) pazienti affetti da una malattia terminale che provochi gravi sofferenze, che siano mantenuti in vita da sistemi di sostegno e che siano in grado di esprimere la loro volont\u00e0 in piena coscienza. L\u2019aggiunta fondamentale \u2013 il marchio di fabbrica, direi &#8211; di questo Governo \u00e8 escludere qualsiasi intervento da parte del Sistema Sanitario Nazionale.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Saltano all\u2019occhio \u2013 anche senza voler assumere la posizione massimalista che io sposo e con la quale chiuder\u00f2 questa nota \u2013 almeno due grandi problematiche in questo approccio:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima, evidente, \u00e8 che escludere l\u2019intervento del SSN, in ogni caso ed a prescindere da tutto, crea un inaccettabile squilibrio fra chi ha e chi non ha risorse: questi ultimi devono soffrire, chi pu\u00f2 \u2013 invece \u2013 va in clinica in Svizzera o Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 relativa a chi non soffre di una patologia fisica, ma mentale. Una depressione pu\u00f2 far soffrire quanto e pi\u00f9 di una sclerosi multipla. Anzi, certamente rende la vita pi\u00f9 disperata! La legge menziona la sofferenza mentale come ipotesi per l\u2019Eutanasia, ma poi condiziona \u201cil permesso\u201d alla presenza di sistemi di sostegno della vita (il depresso respira da solo) e soprattutto introduce un ridicolo Comma 22: si riconosce che sei depresso stai male, molto male, ma si aggiunge che forse sta troppo male per decidere in maniera razionale. Quindi niente diritto a far cessare le sofferenze. Joe Heller diceva \u201cse sei matto puoi evitare di volare missioni di guerra, ma se vuoi evitarle non sei matto\u201d. Era un libro satirico, questa \u00e8 tragedia.&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, non \u00e8 la prima volta che la nostra legge, e la nostra civilt\u00e0, mettono su un piano diverso problemi fisici e cognitivi. E\u2019 stato cos\u00ec per decenni. Ad esempio, per l\u2019handicap, dove quello fisico (cecit\u00e0, incapacit\u00e0 di deambulare) \u00e8 stato riconosciuto molto prima e pi\u00f9 omogeneamente di quanto non sia stato quello mentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto sto discutendo, per\u00f2, non \u00e8 il nocciolo della questione, ma rami evidentemente secchi di una legge che il suo errore lo ha nelle radici. Il diritto alla morte dignitosa dovrebbe appartenere al soggetto, al cittadino, ed ognuno dovrebbe decidere, in maniera libera ed autonoma, se e quando terminare la propria esistenza.<\/p>\n<p>E\u2019 incivile ed inumano imporre ad un essere razionale di continuare una vita che \u00e8 diventata una punizione perch\u00e8 la sofferenza che prova diventa insopportabilmente superiore alla gioia che ne ricava. Oppure si sente che il proprio contributo alla societ\u00e0 \u00e8 finito: anche il sentirsi disperatamente inutile pu\u00f2 distruggere.<\/p>\n<p>Si tratta della sfera pi\u00f9 intima dell\u2019essere, nella quale lo Stato deve entrare solo con due scopi: garantire che il soggetto sia in grado di decidere, e fornire dei mezzi efficienti, sicuri ed umani per procedere. E magari per permettere anche ai non abbienti di godere di questo diritto. Non certo per giudicare, decidere, dare permessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo partiti dalle Gemelle Kessler. Torniamo in Germania: in tedesco suicidio si traduce selstmord, cio\u00e8 uccisione di s\u00e9 stesso, ma anche himmelsfahrt, letteralmente viaggio verso il Cielo. Questo termine si usa anche per l\u2019Ascensione di Ges\u00f9 Cristo in cielo.&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Ascensione \u00e8 una festa religiosa e morale, e la vr<\/p>\n<p>Era religione \u00e8 libert\u00e0 e rispetto dell\u2019individuo. L\u2019Ascensione, ovviamente, non ha connotazione politica.&nbsp; E\u2019 una festa dell\u2019individuo, non dello Stato, celebrazione di chi la morte la ha scelta, e di libert\u00e0 (mi ripeto), non di imposizione. L\u2019Amaro Calice pu\u00f2 prendere tante forme, e non si pu\u00f2 chiedere a tutti di essere Ges\u00f9.&nbsp;<\/p>\n<p>E soprattutto, non \u00e8 lo Stato che deve imporlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><strong>di Ranieri de Ferrante<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>La vita \u00e8 una malattia a trasmissione sessuale, con esito certamente nefasto. E\u2019 solo apparentemente una battuta: si nasce dal sesso, e non c\u2019\u00e8 scampo alla morte. Ed \u00e8 proprio la morte \u2013 voluta e pianificata \u2013 delle Gemelle Kessler che porta a riflettere su quanto in una sessantina di anni sia progredita la cultura occidentale sulla prima parte di questo ciclo, e quanto invece ci sia ancora da fare sulla seconda. 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