di Redazione
Da ieri l’Aula di Montecitorio ha imboccato la strada che porterà, nelle prossime settimane, al voto definitivo sulla nuova legge elettorale. Tra i nodi più delicati che il testo porta con sé c’è quello che riguarda milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali: la proposta della maggioranza di ridurre le attuali quattro ripartizioni continentali della Circoscrizione Estero a due sole macroaree per la Camera – una per l’Europa, una per il resto del mondo – e a un’unica ripartizione coincidente con l’intera Circoscrizione per il Senato. Una scelta che rimette in discussione l’architettura pensata vent’anni fa per garantire alle comunità italiane nel mondo una rappresentanza autonoma e riconoscibile, e che solleva interrogativi non solo politici, ma di legittimità costituzionale, in relazione al principio di rappresentatività sancito dagli articoli 48 e 56 della Costituzione.
Per capire come si vive questa partita da dentro il Parlamento, e cosa rischiano concretamente le comunità italiane all’estero, abbiamo raccolto per MeridianoItalia la voce di chi da quasi vent’anni siede in quei banchi in loro rappresentanza: l’on. Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella Circoscrizione Estero – Ripartizione America Meridionale, tra le voci più nette nel denunciare quella che ha definito una riforma capace di infliggere “il colpo di grazia agli italiani all’estero”. Con lui abbiamo ripercorso i termini del confronto in corso a Montecitorio, le ragioni del dissenso del Partito Democratico e le prospettive, ancora aperte, di un negoziato che si gioca nelle prossime settimane.

