Intervista con la deputata kirghisa Gulya Akmatkulovna Kojokulova

Apprezziamo molto la fiducia e la solidarietà dei nostri amici italiani. Il sostegno dell’Italia è una testimonianza importante dell’alto livello di dialogo politico, del rispetto reciproco e della cooperazione costruttiva tra i nostri paesi

di Pietro Fiocchi

Onorevole, considerato lo stato attuale delle relazioni tra il Kirghizistan e l’Italia, quali settori ritiene più promettenti per la cooperazione nel prossimo futuro?

Mi sembra che oggi le relazioni tra il Kirghizistan e l’Italia stiano attraversando un periodo molto positivo. Negli ultimi anni sono diventate più vivaci e concrete. Non si tratta più solo di diplomazia, ma di relazioni concrete tra persone, università, regioni, cultura e imprese.

Nonostante la complessa situazione internazionale e le restrizioni dovute alle sanzioni, il Kirghizistan e l’Italia continuano a instaurare una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa. Penso che tutti comprendano perfettamente che l’attuale situazione geopolitica non può durare per sempre e che, alla fine, il mondo si muoverà comunque verso il dialogo, il partenariato e l’interazione economica.

Dopo l’apertura dell’Ambasciata del Kirghizistan in Italia nel 2021, i contatti si sono notevolmente intensificati. Grazie all’intensa attività della rappresentanza diplomatica, sono stati avviati numerosi progetti in ambito economico, culturale, educativo e interregionale.

Un evento di grande rilevanza è stata la visita ufficiale del presidente Sadyr Japarov in Italia nell’ottobre 2024. In quell’occasione si sono tenuti a Roma colloqui ad alto livello e un forum economico kirghiso-italiano.

A seguito della visita sono stati firmati accordi in materia di estradizione e trasferimento dei detenuti, un accordo sulla coproduzione di opere audiovisive volto a promuovere la cooperazione culturale e l’industria cinematografica, un memorandum di cooperazione tra i ministeri della Giustizia dei due paesi, nonché un memorandum di cooperazione tra Bishkek e Roma, che ha aperto nuove prospettive per gli scambi culturali e la diffusione della cultura kirghisa in Italia.

Ugualmente importante è stata la dichiarazione congiunta, che ha sancito la volontà politica delle parti a sviluppare una partnership nelle aree dell’economia, dell’energia, dei trasporti, del turismo e della logistica.

Successivamente, il 25 maggio 2025 ad Astana, nell’ambito del primo verticeAsia Centrale – Italia” a livello di capi di Stato, si è tenuto un nuovo incontro tra la Presidente del Consiglio della Repubblica italiana Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica del Kirghizistan Sadyr Japarov, che ha portato alla firma dell’Accordo sulla promozione e la protezione degli investimenti.  

Questo documento ha creato ulteriori opportunità per la partecipazione delle imprese italiane a grandi progetti nel settore energetico e delle infrastrutture in Kirghizistan.

Per quanto riguarda le prospettive future, vedo un grande potenziale nei settori del turismo, dell’energia, dell’istruzione, dell’agricoltura, della cultura e dell’industria creativa. L’Italia è forte nei settori della tecnologia, del design, della trasformazione industriale e dello sviluppo regionale, mentre il Kirghizistan si distingue per le sue risorse naturali, il turismo ecologico e l’energia idroelettrica.

A mio avviso, per accelerare la cooperazione è importante continuare a lavorare attivamente nell’ambito della cooperazione commercialie ed economica, dell’ampliamento dei programmi formativi, della cooperazione nel settore della cultura e delle arti, nonché del sostegno a progetti comuni tra regioni e università.

Ci sono in Kirghizistan iniziative o progetti finalizzati a rafforzare i legami con l’Italia?

Sì, e iniziative di questo tipo sono sempre più numerose. La cooperazione interregionale è in pieno sviluppo. Stanno nascendo gemellaggi tra città e si stanno instaurando rapporti con la Sardegna, la Sicilia, il Veneto, la Campania, la Lombardia, la Toscana, l’Emilia Romagna e altre regioni italiane.

Inoltre, il Kirghizistan sta sviluppando sempre più attivamente le proprie relazioni culturali ed educativi. Le nostre giovani ballerine hanno svolto degli stage presso l’accademia di danza “Balletto Classico Cosi-Stefanescu”, mentre un numero sempre maggiore di studenti kirghisi sceglie di studiare nelle università italiane nei settori del design, dell’architettura, della medicina, dell’arte e delle relazioni internazionali.

È inoltre molto importante che il Kirghizistan partecipi a progetti culturali internazionali. Grazie al sostegno della nostra ambasciata a Roma, il Kirghizistan ha presentato per la prima volta con successo il proprio padiglione alla Biennale di Venezia, una delle più prestigiose vetrine mondiali dell’arte contemporanea, dove vengono esposti i principali artisti e progetti culturali da tutto il mondo.

Un ruolo fondamentale in questo senso è stato svolto dal nostro talentuoso concittadino, il famoso scultore e pittore AlexeiMorozov, che lavora da molti anni in Italia ed è ben noto negli ambienti artistici europei. Un importante sostegno al progetto è stato dato anche dalla curatrice della Galleria Borghese, Geraldine Leardi.

Per il Kirghizistan, partecipare a eventi culturali di questo livello non significa solo arte, ma anche l’occasione di mostrare al mondo l’immagine contemporanea del nostro Paese attraverso la cultura e la creatività. Inoltre, a Roma si sono tenute mostre di giovani artisti kirghisi, concerti di gruppi folcloristici e proiezioni di film kirghisi.

Allo stesso tempo, è importante sottolineare che, per la prima volta nella storia, a Bishkek sono state organizzate le Giornate del cinema italiano e si è tenuta una tournée del Balletto di Milano, compagnia di balletto di fama mondiale, i cui artisti si sono esibiti sul palcoscenico del Teatro Nazionale Accademico dell’Opera e del Balletto del Kirghizistan intitolato ad Abdylas Maldybaev.

Questi eventi sono stati una chiara testimonianza del rafforzamento dei legami culturali e dell’interesse reciproco tra il popolo kirghiso e quello italiano.

Credo che oggi uno degli obiettivi principali sia quello di creare più contatti diretti tra le persone, perché è proprio attraverso questi che si instaura una vera fiducia tra i paesi.

Quali ritiene che siano i divari culturali o informativi più significativi tra le nostre società?

Probabilmente il problema principale è che il Kirghizistan non è ancora abbastanza conosciuto in Italia e in Europa in generale. Ma la situazione sta gradualmente cambiando, e questo fa molto piacere.

Nell’ottobre 2024, nell’ambito della visita ufficiale del nostro presidente in Italia, è stato inaugurato a Roma il parco “Kirghizistan”, mentre nel febbraio 2025 è stato eretto nel centro di Roma il primo monumento in Europa dedicato a Chingiz Aytmatov. Si tratta di progetti simbolici molto importanti.

Un altro grande evento è stata la visita a Bishkek, nel giugno 2025, del famoso attore e regista italiano Michele Placido in occasione del festival internazionale del cinema. Per molte generazioni egli rimane il leggendario commissario Cattani della serie “La Piovra”, motivo per cui la sua visita ha suscitato grande interesse.

Mi sembra molto importante che oggi il Kirghizistan inizi a farsi conoscere non solo attraverso la politica, ma anche attraverso la cultura, il cinema, lo sport, il turismo e le iniziative internazionali. Questo è davvero fantastico.

Se dovesse elaborare un piano d’azione per il prossimo futuro volto a rafforzare le relazioni tra il Kirghizistan e l’Italia, quali obiettivi si prefiggerebbe?

In primo luogo, mi prefiggerei l’obiettivo di rafforzare i legami umanitari, educativi e culturali. Servono più scambi giovanili, programmi universitari congiunti, progetti culturali e festival.

Un altro obiettivo importante riguarda lo sviluppo della collaborazione economica, soprattutto nei settori del turismo, dell’energia, dell’agricoltura e della lavorazione dei prodotti.

E, naturalmente, è estremamente importante continuare a rafforzare le posizioni internazionali del Kirghizistan. Oggi il nostro Paese è diventato molto più visibile a livello mondiale. Un evento di grande rilievo è stato il successo ottenuto dal Kirghizistan nelle elezioni per l’ingresso tra i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il periodo 2027-2028.

A proposito, colgo l’occasione per esprimere la mia sincera gratitudine alle autorità italiane per il sostegno offerto alla candidatura del Kirghizistan.

Apprezziamo molto la fiducia e la solidarietà dei nostri amici italiani. Il sostegno dell’Italia è una testimonianza importante dell’alto livello di dialogo politico, del rispetto reciproco e della cooperazione costruttiva tra i nostri paesi.

Per me oggi il valore più importante sta nel fatto che i rapporti tra Kirghizistan e Italia stiano diventando sempre più calorosi, aperti e umani. E questo costituisce sempre il fondamento più solido per una cooperazione futura.

Il Profilo:

Gulya Akmatkulovna Kojokulova, giurista, è stata riconfermata deputata del Jogorku Kenesh, il Parlamento nazionale kirghiso, istituzione monocamerale, con le elezioni politiche dello scorso autunno e attualmente è a capo del gruppo parlamentare di amicizia per la cooperazione con l’Italia, la Svizzera e il Vaticano.

La sua carriera politica è iniziata nel novembre del  2021, quando è stata eletta deputata al Parlamento con il partito politico “Bütün Kyrgyzstan” (Kirghizistan Unito).

Nel 2022 è entrata a far parte del Comitato per la legislazione costituzionale, l’ordinamento statale, le questioni giudiziarie e giuridiche.

Negli anni precedenti alla carriera politica è stata membro del gruppo di lavoro di esperti per il programma statale “Sviluppo del sistema giudiziario nella Repubblica del Kirghizistan” e del gruppo di esperti per la redazione di progetti di legge, inclusa la modifica del Codice penale, del Codice di procedura penale e di altri codici del Kirghizistan.

Ha ricoperto incarichi dirigenziali di alto livello presso il Ministero della Giustizia e la Procura della Repubblica del Kirghizistan.

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