Alla 25ª edizione del Festival organizzato da “Los Compadres” al Parco delle Stelle, per la prima volta cultura, talento e investimenti si intrecciano in un’unica cornice istituzionale. Tra gli ospiti l’Ambasciatrice di Colombia Ligia Margarita Quessep Bitar e l’onorevole Fabio Porta

di Gianni Lattanzio

ROMA – Non è stata solo una festa. La 25ª edizione del Festival dell’Indipendenza della Colombia, andata in scena venerdì 17 luglio al Parco delle Stelle di Roma e proseguito fino a domenica 19 luglio, ha segnato un salto di qualità nel modo in cui la comunità colombiana della Capitale racconta se stessa al Paese che la ospita: da celebrazione folkloristica a vero e proprio strumento di promozione del Sistema Paese, capace di unire cultura, talento e investimenti sotto un’unica regia.

Un salto di qualità che nasce dal nuovo format strategico ideato dall’Ing. Dora María Peñaloza — esperta in internazionalizzazione e Sistema Paese —, la quale ha unito la visione d’impresa e la promozione economica all’operato dell’associazione “Los Compadres” (fondata da Liliana Salinas), che da un quarto di secolo organizza l’appuntamento a Roma come ente esecutore culturale. Il cambio di nome in “Festival della Cultura, del Talento e degli Investimenti” non è un dettaglio cosmetico, ma il segno tangibile di una comunità che a Roma non chiede più soltanto accoglienza, ma il riconoscimento del proprio contributo economico, sociale e professionale.

A dare peso politico e diplomatico alla nuova formula è stata la presenza, tra gli ospiti dell’edizione 2026, dell’Ambasciatrice della Colombia in Italia, S.E. Ligia Margarita Quessep Bitar — da settembre 2025 anche Presidente del Consiglio dei Delegati e del Comitato Esecutivo dell’IILA, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana — e dell’onorevole Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella Circoscrizione Estero–Ripartizione America Meridionale e componente della Commissione Affari Esteri della Camera, storicamente impegnato sui temi della promozione del sistema Paese e delle collettività italiane in Sudamerica.

La loro partecipazione, introdotta e coordinata dall’Ing. Dora María Peñaloza il venerdì all’Apertura dell’evento del 17 luglio (primo giorno dell’evento), ha trasformato di fatto il Festival in un momento di diplomazia pubblica: non più soltanto vetrina della cultura colombiana a Roma, come era consuetudine per 24 anni, ma per il 25° anniversario della “Festa dell’Indipendenza” si è trasformato in un dialogo diretto tra istituzioni italiane e colombiane.

Nella cerimonia di apertura il Festival è stato inquadrato all’interno di una relazione bilaterale ben più ampia: quella tra Italia e Colombia, che nel biennio 2024-2025 ha celebrato i 160 anni dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche, risalenti al 13 marzo 1864.

La Colombia è oggi l’unico Paese sudamericano indicato come prioritario nella programmazione 2024-2026 della cooperazione italiana, mentre l’interscambio commerciale tra i due Paesi si avvicina ai 2 miliardi di euro, con l’Italia secondo partner commerciale della Colombia in Europa dopo la Germania, davanti alla Spagna. L’Italia esporta soprattutto macchinari industriali — un quarto dell’export verso il Paese — oltre a farmaceutici, chimici e apparati elettrici; la Colombia porta in Italia caffè, banane, frutta tropicale, oro e metalli preziosi (Ambasciata d’Italia a Bogotà). Al 1° gennaio 2025 i cittadini colombiani residenti in Italia erano oltre 26.000, in crescita del 14%.

Si è passati, quindi, da festa di comunità alla realizzazione di una piattaforma bilaterale che ruota attorno alla comunità stessa.

Musica, gastronomia e tradizioni restano il cuore dell’evento, ma quest’anno sono state accompagnate da un layer di promozione economica e culturale pensato per attrarre operatori, istituzioni e media italiani — un modello ideato e promosso dall’Ing. Dora María Peñaloza che punta a fare del Festival un appuntamento fisso del calendario diplomatico romano, tassello della strategia di internazionalizzazione che lega Bogotá e Roma.

Gianni LattanzioDirettore Editoriale