di Michele Gabriele CRISTIANO
Un’analisi integrata dei dati ISTAT/Eurostat, le rilevazioni ISPI, l’analisi socio-politica di Ilvo Diamanti, l’EU AI Act e l’esperienza dell’accoglienza scalabriniana
L’articolo propone un’esplorazione critica della gestione dei confini e dei regimi di mobilità, ponendo in luce le tensioni strutturali tra istanze di sicurezza nazionale, vincoli geopolitici e tutela dei diritti fondamentali. europee e nazionali attraverso la convergenza di diverse direttrici analitiche fondamentali: i dati demografici e occupazionali oggettivi (ISTAT ed Eurostat), la misurazione della percezione pubblica e del divario percettivo (ISPI), la teorizzazione della “politica della paura” e della securizzazione secondo la sociologia politica di Ilvo Diamanti, la disciplina regolatoria dell’Intelligenza Artificiale applicata alle frontiere alla luce dell’EU AI Act, e infine le buone pratiche di accoglienza e tutela umanitaria sul campo offerte dalla Rete Scalabriniana (Ceuta e rotte globali). L’obiettivo è dimostrare come la divaricazione tra dinamiche reali e narrazione emergenziale sia funzionale a un modello di governance securitario che, mentre sfrutta le tecnologie algoritmiche ad alto rischio ai confini, può trovare un decisivo contrappeso nelle pratiche territoriali di accoglienza integrata.
La gestione dei flussi migratori rappresenta uno dei banchi di prova più severi per la tenuta democratica, economica e istituzionale dell’Unione Europea. Nel dibattito contemporaneo si incrociano fattori demografici ed economici stringenti con dinamiche socio-politiche fortemente polarizzate e con una repentina accelerazione delle tecnologie di sorveglianza digitale ai confini.
Per comprendere appieno la complessità del fenomeno, occorre integrare il rigore delle evidenze documentali / fattuali demografiche e socio-statistiche con l’analisi della sociologia politica, l’inquadramento delle recenti normative europee sulla transizione digitale e la valutazione delle risposte umanitarie operanti direttamente sui nodi critici delle rotte migratorie.
L’analisi scientifica del fenomeno migratorio deve prendere le mosse dall’evidenza dei dati quantitativi ufficiali forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e dall’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat).
I report ISTAT sull’indicatore demografico e sulla presenza straniera in Italia evidenziano una situazione di declino demografico strutturale: l’Italia si trova in una fase di declino naturale della popolazione residente, caratterizzata da un tasso di fecondità estremamente basso (1,2 figli per donna) e da un progressivo invecchiamento demografico.
Secondo le rilevazioni ISTAT ed Eurostat, i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia rappresentano circa l’8,8% – 9% della popolazione totale residente (pari a circa 5 milioni di individui), quota che sale a circa il 12% se si considerano la forza lavoro integrata e le corti di lungo soggiorno.
A livello europeo (Eurostat), la percentuale di cittadini nati al di fuori dell’UE si attesta attorno all’8%-9% della popolazione complessiva dell’Unione.
| Ambito Analitico | Indicatore Reale (ISTAT / Eurostat) | Impatto Strutturale sul Sistema Paese |
| Presenza Residente | ~ 8,8% – 9,0% pop. totale (5,0-5,2 mln in Italia) | Stabilizzazione della curva di decrescita demografica. |
| Forza Lavoro e PIL | Oltre il 10% degli occupati totali in Italia | Produzione di circa il 9% del PIL nazionale. |
| Sostenibilità INPS | Contributi netti versati: saldo positivo annuo | Finanziamento del sistema pensionistico a ripartizione. |
| Tasso di Attività | Superiore alla media dei nativi in fasce giovani | Copertura di fabbisogni lavorativi nei settori essenziali. |
Come emerge dalla tabella, la forza lavoro straniera contribuisce per quasi il 9% al Prodotto Interno Lordo (PIL) nazionale italiano ed è impiegata in modo determinante in settori strategici quali la care economy (assistenza familiare e sociosanitaria), l’agricoltura, l’edilizia, la logistica e la manifattura. L’apporto contributivo alle casse dell’INPS genera un saldo netto largamente positivo, essenziale per compensare il deficit generato dal crescente rapporto tra pensionati e lavoratori attivi.
A fronte dei dati ISTAT ed Eurostat, l’opinione pubblica dei Paesi comunitari manifesta un’alterazione sistematica nella percezione della consistenza del fenomeno. L’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) ha monitorato il livello di “dissonanza cognitivo-percettiva” — ossia il divario quantitativo tra la presenza reale degli immigrati e la presenza percepita dai cittadini.
| Paese UE | Presenza Immigrati Reale (% sulla pop.) | Presenza Immigrati Percepita (% stima media) | Dissonanza Percettiva (Delta relativo) |
| Italia | 12% | 21% | +75% sovrastima relativa |
| Francia | 12% – 13% | 19% – 20% | +58% sovrastima relativa |
| Belgio | 9% | 20% | +122% sovrastima relativa |
| Polonia | 3% | 13% | +333% sovrastimarelativa |
I dati ISPI rivelano come lo scarto percettivo sia particolarmente pronunciato nei contesti esposti ad una continua tematizzazione mediatica della devianza o del pericolo border security. Il cittadino medio tende a confondere l’immigrazione regolare e stabilizzata con gli sbarchi di emergenza, amplificando l’estensione quantitativa del fenomeno.
Per comprendere i meccanismi genetici della dissonanza percettiva evidenziata da ISPI, risulta imprescindibile il contributo teorico ed empirico di Ilvo Diamanti. Nelle sue analisi sulla sociologia dell’opinione pubblica (in particolare nei report stilati per Demos & Pi e pubblicati su la Repubblica), Diamanti ha teorizzato la trasformazione della sicurezza da “bisogno sociale” a “risorsa politica” ed “imprenditoria della paura“ .
Secondo la lezione di Diamanti, la paura nei confronti dell’immigrato non sorge dall’esperienza diretta dell’insicurezza, bensì dalla sensazione di vulnerabilità socio-economica prodotta dalla precarizzazione del lavoro, dall’erosione del welfare state e dalla perdita di identità comunitaria. Il soggetto migrante viene eretto a “capro espiatorio perfetto“, catalizzando inquietudini orizzontali derivanti da trasformazioni macro-strutturali che la politica non riesce a governare .
| Partito / Schieramento Politico | Percentuale Elettori Preoccupati / Spaventati | Dinamica Sociologica (Analisi Diamanti) |
| LegaFuturo Nazionale | 78%74% | Securizzazione identitaria ed egemonia del tema “invasione” |
| Fratelli d’Italia (FdI) | 74% | Focus su difesa dei confini nazionali e sovranismo culturale |
| Forza Italia | 55% – 60% | Apprensione legata all’ordine pubblico e al decoro urbano |
| Movimento 5 Stelle (M5S) | 40% | Inquietudine trasversale legata alla competizione nei servizi. |
| Partito Democratico (PD) | 30% – 35% | Tensione tra valori universalistici e timori delle periferie |
| Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) | Percentuale minima | Visione diritti-centrica e rifiuto della narrazione securitaria . |
Diamanti sottolinea anche la responsabilità del centro-sinistra, caratterizzato da una cronica subordinazione all’agenda della destra. La ritirata strategica delle forze progressiste sul terreno dei diritti di cittadinanza — dimostrata dalla rinuncia alla riforma dello Ius Soli / Ius Scholae durante la legislatura a guida Gentiloni — ha lasciato privo di rappresentanza un impianto concettuale alternativo basato sull’integrazione e la cittadinanza inclusiva .
Parallelamente al dibattito sociopolitico, la gestione delle frontiere europee ha subito una profonda trasformazione tecnologica mediante l’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) per il controllo dei flussi, la profilazione e la gestione delle domande di asilo. In questo scenario si inserisce il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (EU AI Act), la prima normativa sistematica al mondo in materia di IA.
Inquadramento dell’AI Act nel contesto migratorio: L’EU AI Act classifica i sistemi di IA utilizzati nell’ambito della gestione della migrazione, dell’asilo e del controllo delle frontiere come sistemi ad “Alto Rischio” (High-Risk AI Systems)(Allegato III del Regolamento). Ciò impone requisiti stringenti di trasparenza, supervisione umana, accuratezza della data governance e valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali (FRIA).
L’applicazione dell’AI Act al contesto migratorio presenta rilevanti criticità giuridiche e operative:
● Riconoscimento delle Emozioni e Poligrafi Digitali: L’uso di tecnologie volte a rilevare lo stato emotivo o la menzogna nei richiedenti asilo ai valichi di frontiera solleva forti obiezioni per difetto di validità scientifica e rischio di discriminazione algoritmica.
● Sistemi di Profilazione e Previsione dei Flussi: Gli algoritmi utilizzati dalle agenzie di controllo di frontiera (inclusa Frontex) per valutare il “rischio di migrazione irregolare” basano le proprie decisioni su banche dati biometriche e storiche, rischiando di replicare bias sistemici.
● Riconoscimento Biometrico Remoto: Le deroghe alla sorveglianza biometrica per ragioni di sicurezza rischiano di prolungare il controllo speciale lungo le zone di confine ed all’interno dei CPR.
● Il Paradosso dell’Esternalizzazione Digitale: L’impiego di infrastrutture di sorveglianza algoritmica nei Paesi terzi di transito (es. Tunisia, Libia, Albania) sfugge frequentemente al perimetro di controllo dell’Unione.
A fronte delle logiche di securizzazione, dell’esternalizzazione delle frontiere e dell’impiego della governance algoritmica, un modello operativo concretamente fondato sulla tutela della dignità e dei diritti fondamentali della persona è rappresentato dall’azione ultracentenaria della famiglia scalabriniana (Missionari Scalabriniani, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, e la rete internazionale SIMN – Scalabrini International Migration Network).
Il Presidio Umanitario di Ceuta: Nell’exclave spagnola di Ceuta — snodo cruciale e drammatico della rotta del Mediterraneo occidentale — i Missionari Scalabriniani ed ASCS operano sul campo presso il Centro San Antonio (in sinergia con la Diocesi di Cádiz-Ceuta) fornendo prima accoglienza, assistenza medica, protezione legale ed accompagnamento sociale ai giovani e ai minori stranieri non accompagnati giunti stremati via mare o attraverso le barriere di confine.
L’intervento a Ceuta non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in un’architettura globale di accoglienza situata nei punti nevralgici delle maggiori rotte migratorie mondiali:
● I Varchi di Frontiera Europei: Dalla presenza a Calais (al confine tra Francia e Regno Unito) per il supporto ai migranti transitanti, fino all’esperienza di Casa Scalabrini 634 a Roma, modello di accoglienza e coesione comunitaria urbana.
● Le “Casas del Migrante” in America Latina e Settentrionale: Una rete consolidata lungo il corridoio Centro-Nord Americano (Messico, Guatemala, Colombia, confini USA) che offre rifugio, protezione e tutela legale a migliaia di sfollati e richiedenti asilo.
● I Presidi nell’Africa Sub-Sahariana ed in Asia: Interventi diretti a Cape Town (Sudafrica) ed in diversi contesti asiatici per contrastare il traffico di esseri umani e promuovere l’integrazione lavorativa e sociale.
L’esperienza scalabriniana dimostra l’efficacia di un approccio che supera sia la narrazione emergenziale che l’ostilità ideologica, riaffermando che la risposta alla complessità dei flussi non risiede nella militarizzazione tecnologica dei confini, bensì nel modello sintetizzato dalle quattro azioni chiave: Accogliere, Proteggere, Promuovere e Integrare.
Dall’incrocio delle diverse direttrici analitiche emergono tre grandi contraddizioni della politica europea contemporanea:
1. La contraddizione demografico-elettorale: A fronte della paralisi demografica certificata da ISTAT ed Eurostat, i governi europei faticano a programmare canali di ingresso regolari per lavoro a causa della resistenza elettorale legata all’imprenditoria della paura descritta da Ilvo Diamanti e misurata da ISPI .
2. La contraddizione etico-tecnologica: Mentre l’Unione Europea si propone come leader globale nella regolamentazione etica dell’Intelligenza Artificiale con l’AI Act, la gestione delle frontiere esterne adotta frequentemente tecnologie opache e sistemi ad alto rischio verso soggetti vulnerabili.
3. Il superamento dell’esternalizzazione attraverso l’accoglienza integrata: La delocalizzazione dei confini non costituisce una soluzione sostenibile . Le esperienze pratiche come quella della rete scalabriniana a Ceuta e nel mondo indicano la via per una governance centrata sulla protezione dei diritti umani, la coesione sociale e la sostenibilità strutturale a lungo termine.
Keywords: EU AI Act, Dissonanza percettiva, Ilvo Diamanti, ISTAT, Eurostat, ISPI, Rete Scalabriniana, Ceuta, ASCS, Governance algoritmica dei confini.
Riferimenti Bibliografici e Fonti Ufficiali
1. ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) (2025). Report Indicatori Demografici e Presenza Straniera in Italia. Roma: ISTAT.
2. Eurostat (2025). Migration and migrant population statistics in the EU. Luxembourg: European Commission.
3. ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) (2024). Rapporto sulla percezione e realtà dell’immigrazione in Europa [cite: 1]. Milano: ISPI.
4. Diamanti, I. (2020-2024). Mappe dell’Italia: Sicurezza, paura e opinione pubblica Report Demos & Pi / la Repubblica .
5. Unione Europea (2024). Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento Europeo e del Consiglio stabilente regole armonizzate sull’Intelligenza Artificiale (AIAct). Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
6. ASCS & SIMN (Scalabrini International Migration Network) (2024-2025). Report sulle attività di accoglienza e tutela umanitaria a Ceuta, Calais e nelle Casas del Migrante. Roma / Ceuta.
Michele Gabriele Cristiano
Professore di “Innovation & Cybersecurity Management per la P.A.”
Facoltà di Economia e Giurisprudenza
Università Digitale“ Pegaso”

