di Emanuele Mariani
E’ la giornalista e dirigente messicana con cittadinanza statunitense, Maria Montserrat Alvarado, dal 1 novembre 2026 insediatasi nel ruolo.
E’ stato lo stesso Papa Leone XIV ad averla presentata, alle colleghe e colleghi dei media internazionali, sull’aereo in volo verso l’America Latina, nel viaggio apostolico che il Pontefice sta compiendo in Uruguay, in Argentina e con il ritorno tanto desiderato in Perù.
Quando María Montserrat Alvarado (detta Montse), nuovo Prefetto e prima donna laica a capo del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, nasceva a Città del Messico, il 13 novembre 1986, da pochi mesi, il 29 giugno 1986, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, con la nazionale argentina albiceleste, altrettanto piena di campioni, aveva alzato allo Stadio Atzeca, sempre nella capitale messicana, la Coppa del Mondo di calcio.

Ebbene, proprio la giornalista e dirigente messicana, con cittadinanza statunitense, Maria Montserrat Alvarado, da domenica 1 novembre 2026, ricorrenza di tutti i Santi, si è insediata nel ruolo succedendo a Paolo Ruffini (già direttore di RaiTre, La7 e Tv2000, l’emittente televisiva della Conferenza episcopale italiana) che Papa Francesco aveva nominato, nel 2018, primo Prefetto laico di un dicastero della Curia romana (quello appunto per la Comunicazione della Santa Sede) e che ha compiuto 70 anni lo scorso ottobre, andando in pensione.
“E’ una responsabilità enorme, comunicare Cristo al mondo è il mandato del Dicastero per la Comunicazione, e questo avverrà in sintonia con il Santo Padre. Non intendo in alcun modo imporre una mia visione. Al contrario, sto accogliendo una visione che mi viene affidata e mi impegno a metterla in pratica”, ha detto Alvarado a ‘EWTN News In Depth’.
Montse Alvarado, già presidente e direttrice operativa di Ewtn News, è stata nominata da Papa Leone lo scorso 2 giugno.
Istituito da papa Francesco il 27 giugno 2015 nell’ambito della riforma della Curia romana, il Dicastero per la Comunicazione sovrintende ai sistemi di comunicazione della Santa Sede, tra cui Vatican News, Radio Vaticana, L’Osservatore Romano, Vatican Media (servizi fotografici, audio e video), Sala Stampa della Santa Sede, Libreria Editrice Vaticana, Tipografia Vaticana e Filmoteca Vaticana.
Il Dicastero approfondisce e sviluppa anche gli aspetti propriamente teologici e pastorali dell’attività della Chiesa nel campo della comunicazione.
María Montserrat Alvarado ha trascorso parte della sua infanzia e giovinezza tra il Messico e gli Stati Uniti d’America, ottenendo la cittadinanza statunitense nel 2008.
Ha conseguito un Bachelor of Arts in scienze politiche presso la Florida International University e un Master of Arts in political management presso la George Washington University. Parla fluentemente inglese, spagnolo e francese.
Tra il 2009 e il 2023, ha lavorato presso il Becket Fund for Religious Liberty, organizzazione giuridica statunitense dedicata alla difesa della libertà religiosa, impegnandosi in questa mission primaria ed in iniziative dedicate alla promozione della dignità umana.
Nel corso del tempo ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali, tra cui quelli di direttrice operativa e direttrice esecutiva, occupandosi in particolare di comunicazione, relazioni istituzionali e strategia.
Successivamente è entrata nella divisione informativa della rete cattolica EWTN, dove ha iniziato come conduttrice del programma EWTN News In Depth.
Nel 2023, è stata nominata presidente e direttrice operativa di EWTN News, incarico nel quale ha supervisionato le attività editoriali e operative di diverse piattaforme informative che producono contenuti in sette lingue attraverso televisione, radio, stampa, media digitali e social media, tra cui Catholic News Agency, ACI Prensa e National Catholic Register. I suoi interventi e articoli sono apparsi su testate come il New York Times, USA Today e il Wall Street Journal.
Alvarado ha fatto parte dei consigli di amministrazione e degli organi consultivi di varie organizzazioni cattoliche e non profit, tra cui l’Acton Institute, il Patients’ Rights Action Fund, il GIVEN Institute e il Benedictine College.
Nel succedere a Paolo Ruffini, la Alvarado, con questa nomina, prosegue il percorso di riforma e rinnovamento avviato da Papa Francesco, che ha inteso dare spazio, ai vertici curiali, anche ed in particolare a donne di altissimo profilo e valore e di livello internazionale e che ha visto sempre più spesso affidare a fedeli laici, uomini e donne, incarichi di leadership e responsabilità al servizio della Chiesa universale.
Si tratta quindi di una nomina ambivalente. Da un lato Papa Prevost segue la linea di Bergoglio di nominare laici e donne negli organismi centrali di governo della Santa sede: Alvarado è la prima laica e la seconda donna a capo di un dicastero vaticano (suor Simona Brambilla è Prefetta del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica), oltre a suor Raffaella Petrini che è Presidente del Governatorato vaticano. Dall’altra, però la neoministra per le comunicazioni della Santa sede è alla guida di un network legato alla difesa della dottrina tradizionale.
Si vedrà, quindi, nei prossimi mesi, dopo che Alvarado – americana come Prevost e con doppia cittadinanza – ne avrà assunto in pieno la guida, quale sarà la direzione che prenderanno i media vaticani.
La Prefetta del Dicastero per la Comunicazione vaticana, Montse Alvarado, si è presentata, nella sua prima apparizione pubblica, lo scorso 3 novembre 2026 ai giornalisti accreditati presso l’Ufficio Stampa della Santa Sede, nel briefing introduttivo sul viaggio apostolico di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù, iniziato ieri 6 novembre 2026 e fino al 17 novembre 2026, ma poi è stato lo stesso Prevost ad indicarla ai media al seguito, sul volo papale verso i tre Paesi dell’America Latina.
La nuova responsabile del Dicastero, nel corso del briefing, ha salutato i giornalisti in quattro lingue: ha iniziato in spagnolo, è passata all’italiano, poi all’inglese e si è congedata in francese, secondo il racconto di Vatican News.
In una dichiarazione rilasciata a seguito dell’annuncio, Alvarado ha affermato: “Sebbene questa nomina sia stata inaspettata, la accolgo con il sincero desiderio di servire il Santo Padre all’inizio del suo pontificato. Sono grata a Paolo Ruffini per la sua guida negli ultimi anni e non vedo l’ora di continuare, nell’amicizia e nella speranza, l’importante lavoro di rafforzamento del Dicastero affinché possa continuare a servire la Chiesa a Roma e ovunque per comunicare Cristo al mondo”.
Ruffini ha inviato una lettera ai dipendenti del Dicastero per la Comunicazione, e ha dichiarato: “Il Dicastero ha impresso nel proprio DNA il dovere di rimanere costantemente in sintonia con il mondo della comunicazione in rapida evoluzione. Dal momento in cui siamo nati come istituzione, la nostra stella polare è stata e rimane questa: non fermarci mai, passare il testimone continuando a correre, essere presenti qui e ora, in questo preciso istante, come pietra di paragone di una comunicazione che è strumento di una comunione che cresce nel tempo. Sono entrato nell’ultimo tratto della corsa, prima del momento in cui – nel lungo viaggio che è la nostra vita lavorativa – avendo raggiunto i 70 anni, l’età prevista per il pensionamento, passerò il testimone a Montserrat Alvarado come prossimo Prefetto. Ci conosciamo bene. E nei prossimi mesi lavoreremo a stretto contatto, nello spirito di comunione che ci unisce nella Chiesa”.
“Sono grato alla grande famiglia del Dicastero – ha aggiunto – per il cammino che abbiamo percorso insieme in questi otto anni. Stiamo avviando ora il processo, nei prossimi mesi, per una transizione senza intoppi, al fine di aiutare il Dicastero a continuare a crescere al servizio del Santo Padre e nella sua missione di servire in uno spirito di unità e apertura”.
Michael P. Warsaw, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di EWTN, ha affermato che Alvarado si è guadagnata “la fiducia e il rispetto di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco” durante gli anni trascorsi presso l’emittente. Ha aggiunto: “Le offriamo le nostre preghiere, il nostro incoraggiamento e il pieno sostegno della famiglia EWTN mentre intraprende questa importante missione al servizio di Papa Leone XIV e del suo pontificato”.
Alvarado, che aveva già parlato del suo arrivo in Vaticano in un’intervista raccolta da InfoVaticana, ha concentrato il suo intervento sull’entusiasmo del Pontefice. «È molto entusiasta», ha assicurato, aggiungendo che lo stesso Papa ha confermato il viaggio senza introdurre modifiche al programma. Interrogata sullo stato di salute, dopo l’intervento chirurgico di qualche settimana fa, ha risposto che «la sua resistenza è fantastica». Alvarado ha assicurato che il Papa mantiene il programma senza cambiamenti e ha definito la visita in Perù come un «ritorno a casa».
Il Prefetto ha dedicato particolare attenzione alla tappa peruviana, presentandola come un ritorno carico di significato personale. «Questo è un luogo che gli ha dato il suo ministero e ha ispirato chi è come pastore», ha affermato a proposito di un Paese in cui Robert Prevost è stato missionario e vescovo per anni. Secondo quanto ha spiegato, il Papa si donerà lì «in una lingua che gli è fedele», perché «conosce queste strade».
Alvarado ha inoltre avvertito gli informatori che Leone XIV potrebbe improvvisare frequentemente, allontanandosi dai testi preparati, e ha chiesto loro di aiutare a trasmettere al mondo il suo messaggio di pace e di incontro. Quando le è stato chiesto perché visitare l’Uruguay, un Paese molto secolarizzato, ha risposto con un «Perché no?» e ha ricordato che il Vangelo è destinato a raggiungere tutti i luoghi.
Il Direttore dell’Ufficio Stampa, Matteo Bruni, ha spiegato l’itinerario. Il viaggio, della durata di dodici giorni, prevede circa dodici voli e dieci città, e il Papa pronuncerà circa quaranta discorsi, tutti in spagnolo. L’Uruguay sarà visitato dal 6 all’8 novembre, con tappe a Montevideo, Paysandú e Florida, e sarà la prima visita papale dal 1988, quella di Giovanni Paolo II. L’Argentina, dall’8 all’11, include Buenos Aires, Córdoba e Luján; l’ultima visita di un Papa risale al 1987. Il Perù occuperà il periodo dall’11 al 17 novembre, con tappe a Lima, Chiclayo, Cuzco e Pucallpa.
Bruni ha sottolineato i temi della comunione, dell’incontro e dell’unità, nonché la chiamata universale alla santità, e ha citato santi e beati di ciascun Paese, come Santa Rosa da Lima, Mama Antula e il beato Giacinto Vera. Tra gli appuntamenti previsti figurano incontri con comunità agostiniane, con detenuti e con persone povere e vulnerabili, oltre che con vittime di abusi sessuali commessi da chierici, e la visita a zone colpite dallo sfruttamento ambientale.
Sulla salute del Papa, Bruni e Alvarado hanno concordato che l’agenda non è stata modificata perché Leone XIV sta molto bene e l’operazione ha risolto il problema senza lasciare conseguenze permanenti. Come in tutti i suoi viaggi, il Pontefice viene accompagnato da un’équipe medica e infermieristica.
Insomma, una donna competente e preparata per un importante Dicastero. Buon lavoro alla collega María Montserrat Alvarado, Montse, o meglio: Buen trabajo!Lo has siempre hecho de maravilla!

