Era dal 1990, anno di inaugurazione del Centro, che non ne veniva allestito uno e vi si terrà la nuova edizione di Ballando con le stelle al via dal 3 ottobre 2026
di Emanuele Mariani
Vi sono momenti della vita di ognuno di noi per i quali i ricordi sono così importanti che restano scolpiti nella memoria non solo in quella dei singoli, ma anche della collettività. Ecco, questo vale anche per i luoghi dove si è svolta l’attività rilevante di ciascuno di noi ed è per questo che spesso si fatica a dimenticare (e anzi non si deve dimenticare) la grandezza di protagonisti divenuti leggende nel loro settore.

Tra questi, certamente Pippo Baudo, figura simbolo del Servizio pubblico radiotelevisivo, al quale la Rai ha voluto rendere omaggio intitolando uno studio televisivo nel Centro Rai di Saxa Rubra con l’inaugurazione avvenuta lo scorso giovedì 1 ottobre 2026 e che accoglierà la nuova edizione dello show di Milly Carlucci, Ballando con le Stelle, in onda da sabato 3 ottobre 2026, in prima serata su Rai 1, rappresentando così un passaggio significativo nel percorso di sviluppo del Centro Rai di Saxa Rubra, tradizionalmente cuore dell’informazione del Servizio pubblico.
L’arrivo del programma amplia le attività di Saxa Rubra, sede tradizionalmente legata all’informazione, che si apre così anche alle produzioni di intrattenimento. L’intervento rientra nel piano di evoluzione e valorizzazione del patrimonio immobiliare della Rai.
Uno studio televisivo, in quella sede, non era stato mai più allestito ex novo dai tempi della stessa inaugurazione dello stesso Centro Rai di Saxa Rubra (costruito tra il 1987 ed il 1990 e completato con il trasferimento delle redazioni nel 1992), avvenuta il 5 giugno 1990, in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 (e quel giorno chi scrive era presente come giornalista per agenzie specializzate) su progetto dello studio dell’architetto Roberto Panella, con la denominazione di International Broadcasting Center: qui infatti ebbe sede la stampa accreditata in occasione dell’evento e, tra i primi ad entrarvi, vi furono i giornalisti e tecnici delle radio e tv brasiliane, seguiti da altre decine di tutte le nazionalità, come ricordano le bandiere ad entrata della palazzina che ospita oggi le redazioni di Rai Sport.
Al termine dei Mondiali ‘90, il complesso venne convertito come “cittadella dell’informazione” della Rai, che vi trasferì la sede di tutte le sue testate giornalistiche, sia televisive, dapprima situate nel centro di produzione Rai di Via Teulada, sia radiofoniche, in precedenza locate nella sede di Via del Babuino, sempre a Roma.

Successivamente, lo stesso Centro fu intitolato, nel 2011, a seguito della sua scomparsa, a chi contribuì a farlo sorgere, ad uno dei più grandi direttori generali della Rai, Biagio Agnes, che diresse l’azienda dal 29 luglio 1982 al 1 febbraio 1990; Agnes creò, negli anni sessanta, il TG delle 13:30 che fu il primo telegiornale italiano nel quale le notizie venivanolette da giornalisti e non da annunciatori professionisti; nel 1979, dapprima curò la sperimentazione della terza rete e, alla fine di quell’anno, divenne il primo direttore della testata per l’informazione regionale di cui, fino al 1987, il TG3 era un inserto. Nello stesso anno, ideò insieme a Luciano Lombardi D’Aquino, il celebre programma medico televisivo Check-up, trasmesso su Rai Uno.
Il 3 gennaio 2018, in seguito alla scomparsa del giornalista e storico direttore del TG1, Albino Longhi (che chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere), il direttore generale della Rai, Mario Orfeo e la presidenteMonica Maggioni decidono di intitolare la Palazzina A, storica sede del TG1, a Longhi per il fatto di essere stato più volte direttore della testata.
Dopo la scomparsa del giornalista ed ex presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli (avvenuta l’11 gennaio 2022), il Comitato di Redazione (CdR) del TG1 propose ufficialmente di intitolare lo studio principale della testata alla sua memoria ed oggi, nella denominazione ufficiale degli studi del Centro di produzione Rai di Saxa Rubra, lo spazio è indicato come Studio David Sassoli:TG1 (e rubriche).
Nello stesso contesto e nella medesima struttura, la vicina sala riunioni di RaiNews24 è intitolata a Roberto Morrione, che fu a lungo caporedattore della cronaca proprio sotto la direzione dello stesso Albino Longhi.
Tra le intitolazioni, vanno ricordate quelle delle tante giornaliste e giornalisti ed ex direttori generali celebri e storici della Rai che danno nome alle vie intorno al Centro Rai di Saxa Rubra; inoltre, la Sala Stampa del Giornale Radio (sempre a Saxa Rubra) è intitolata alla memoria del giornalista sportivo e conduttore di Tutto il calcio minuto per minuto,Alfredo Provenzali; la Sala degli Arazzi di Viale Mazzini, celebre spazioistituzionale della direzione generale Rai a Roma (ora in restauro), è intitolata a Sergio Zavoli, immenso ed eterno volto del giornalismo televisivo italiano ed internazionale, mentre il Centro di Produzione di Via Teulada, l’intero complesso romano, storica sede di grandi trasmissioni e storici programmi, è ufficialmente intitolato a Raffaella Carrà, dal 5 luglio 2022.
Ricordiamo anche che gli studi televisivi già noti come Incom e poi Dear Nomentano di Roma, dal 2009 di proprietà della Rai, sono stati intitolati al conduttore televisivo Fabrizio Frizzi, il 6 luglio 2018, a quattro mesi dalla sua morte, avvenuta il 26 marzo 2018.
Merita certamente una menzione il murales dedicato ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e realizzato dall’artista Laika, all’esterno della palazzina che ospita la redazione del Tg 3, sempre a Saxa Rubra, e promossodall’Usigrai e dal CDR del TG3 che raffigura Ilaria e Miran con un microfono e una telecamera, con la parola “verità” sullo sfondo e lo slogan “Noi non archiviamo”.
Il Centro di produzione Rai di Torino in via Verdi 14 è stato inveceufficialmente intitolato a Piero Angela il 1° ottobre 2024.
La storica sede Rai torinese, dove Piero Angela ha mosso i primi passi della sua carriera televisiva, porta ora il suo nome in memoria del grande divulgatore scientifico.
Il murale “Sapere Aude” è sulla facciata del centro di produzione e realizzato dagli street artist Francesco Persichella (Piskv) e Tonia Operoso. Il murale raffigura un giovane Piero Angela con la mano alzata in segno di saluto, circondato da libri e simboli della televisione, per ricordare il suo legame indissolubile con la città di Torino.
La cerimonia di inaugurazione dello studio dedicato a Pippo Baudo,protagonista di oltre quarant’anni di televisione italiana, si è svolta alla presenza dei vertici aziendali con i consiglieri di amministrazione Roberto Natale, Alessandro Di Majo, Simona Agnes e Federica Frangi. Presente anche Dina Minna, storica assistente di Baudo per oltre trent’anni, e il cappellano Giuseppe Falabella. Assenti invece i figli del conduttore, Tiziana e Alessandro.
In particolare, la figlia Tiziana Baudo ha affermato, in una dichiarazione all’agenzia Ansa: “Lo studio a Saxa Rubra intitolato a papà,gesto compensativo. La memoria è nei luoghi, non nelle targhe. Io assente non per polemica, ma per coerenza”.
”Non ho partecipato all’inaugurazione dello studio di Saxa Rubra – ha proseguito Tiziana Baudo all’Ansa, a poche ore dalla prima diretta di Rai1 dal nuovo studio intitolato al papà con la puntata di debutto di Ballando con le stelle – per una scelta precisa e coerente. Non certo per una dimenticanza, né per mancanza di rispetto. Trovo certamente doveroso che la Rai abbia deciso di ricordare mio padre. Ma credo anche che gli omaggi abbiano un senso quando sono coerenti con la storia che intendono celebrare”.
Sull’intitolazione dello studio a Saxa Rubra la figlia di Pippo Baudo ha aggiunto sempre all’Ansa: “Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe. Si tutela anche preservando i luoghi, la storia e ciò che quei luoghi rappresentano. Partecipare – spiega – avrebbe significato dare il mio assenso ad un’operazione che, per come è stata concepita, rischia di apparire più come un gesto formale e compensativo che come un autentico riconoscimento. E io ho preferito non prestarmi a questa rappresentazione”.
Discreta e riservata, Tiziana pesa ogni parola. “Non ho voluto fare polemica: ho semplicemente scelto la coerenza. Coerenza – conclude – che mio padre ha sempre ritenuto un valore irrinunciabile, facendone uno dei principi cardine della sua vita, personale e professionale”.
”Mio padre – ricorda Tiziana Baudo – si batté personalmente perché il Teatro delle Vittorie non diventasse un supermercato e perché la Rai lo acquistasse. Quel teatro è poi diventato uno dei luoghi simbolo della sua carriera e di una stagione irripetibile della televisione italiana. È stato persino il luogo scelto per salutarlo l’ultima volta. Per questo – sottolinea la figlia di Baudo – faccio fatica a comprendere come si possa pensare di dismettere proprio quel luogo e, contemporaneamente, ritenere che l’intitolazione di uno studio a Saxa Rubra possa rappresentare un riconoscimento equivalente e realmente all’altezza della sua storia”.
A dare seguito a quanto qui sostenuto dalla figlia di Pippo Baudo, sulla rete(indirizzo:https://www.rai.it/dl/docs/1463471122694ilcentrodiproduzionetvdiroma.pdf) in formato pdf si può leggere, a pagina 19 (in nota n. 12) il contributo curato da Antonio Lari dal titolo: “Il centro di produzione tv di Roma – Via Teulada, 66 – La cittadella della Televisione”, dove si afferma:
“In previsione del Secondo Programma che come detto ebbe inizio il 4 novembre 1961, fu realizzato a Roma presso il Teatro delle Vittorie (nota n. 12) un nuovo studio televisivo con regia ed impianto luci ed audio, collegato al Centro di Produzione TV di via Teulada mediante uncavo coassiale…- in nota n. 12 si legge: “Nato nel 1944, come teatro di varietà, venne inaugurato il 5 gennaio 1954 (rectius 1944 n.d.r. – A confermare tale avvenimento, seppur in modo impreciso, sarà lo stesso Totò, in qualità di ospite della puntata di Studio Uno (trasmesso, per l’appunto, dal Delle Vittorie) del 27 febbraio 1965, dichiarando: ”Questo teatro fu inaugurato da me, durante la guerra, con la compagnia Totò-Anna Magnani” n.d.r. ) dalla Compagnia Totò-Anna Magnani divenendo poi fin dagli anni ’60 il tempio delle più illustri trasmissioni televisive della Rai. Questo era sempre stato, fin dalle origini, utilizzato per i grossi varietà di rivista, e l’ultima compagnia che si esibì fu quella di Erminio Macario. Verso la fine degli anni ’50 primi mesi del ‘60 il proprietario che conosceva Pippo Baudo, gli disse che avrebbe voluto smettere, il teatro non andava più bene come una volta, per cui lo stesso Baudo raccolse lo sfogo del proprietario, stanco dei miseri incassi della Rivista. Il noto presentatore pensò che questo poteva essere il palcoscenico ideale, per la Rai, così comodo perché a due passi dalla Direzione di viale Mazzini, e dal Centro di Produzione di via Teulada. Questo, infatti, era un gran bel teatro e Pippo Baudo si mosse subito, in maniera personale, nei confronti della Dirigenza Rai, informandoli che c’era questa disponibilità per poterlo acquistare. La cosa andò subito in porto.Il nuovo Teatro Delle Vittorie in poco tempo diventò il non plus ultra del nuovo varietà televisivo: da qui vennero trasmesse tutte le edizioni di “Canzonissima” (1968-1974), tutti i varietà abbinati alla Lotteria Italia, una breve parentesi di “STUDIO 1”, che di solito andava in onda dallo studio omonimo di via Teulada, nonché quasi tutte le edizioni di “Fantastico”, ad eccezione delle prime due: “Fantastico” (1979), e “Fantastico 2” (1981) che andarono in onda dallo studio F1 della Fiera di Milano. Inoltre dal 5 febbraio al 30 luglio 1970 ospitò la prima edizione di “Rischiatutto” con Mike Bongiorno. Negli ultimi anni, non è stato più sfruttato come prima, ha perso una sua ufficialità, ed una certa regalità tipica del varietà televisivo del sabato sera”.
Renzo Arbore e Fiorello nei mesi scorsi avevano preso posizione in modo deciso contro la vendita del Teatro che ha ospitato i più importanti varietà della storia della tv, da quelli con Baudo agli show con Mina, Raffaella Carrà, Mike Buongiorno, Corrado e dello stesso Fiorello tra tanti.
Venderlo sarebbe “un crimine contro lo spettacolo italiano” aveva tuonato Fiorello. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli si era allora esposto garantendo personalmente di fare “tutto il possibile”. Fiorello aveva letto un suo messaggio su Radio2 nel corso della Pennicanza: “Il ministro mi ha scritto ‘siamo poveri, ma ce la mettiamo tutta e vediamo come va a finire'”. L’Ad Giampaolo Rossi aveva ribadito: “Il Teatro delle Vittorie non può diventare un supermercato e la Rai dà la massima disponibilità, nel caso in cui le istituzioni volessero fare un progetto museale, a fornire i contenuti necessari”.
Chi scrive, in altro articolo di questa rivista, aveva già fatto notare come intitolare il Teatro Delle Vittorie a Pippo Baudo, sarebbe stato in linea con la storia del luogo, legato al quartiere romano Della Vittoria ed alla grandezza artistica dell’attività che Baudo aveva svolto all’interno del teatro, divenuto monumento e tempio del varietà in tv, consacrato nuovo Broadway televisivo italiano.
Sollecitato dai cronisti sul tema degli investimenti e sulle recenti discussioni legate al patrimonio aziendale, l’AD ha risposto con chiarezza: “Rientriamo all’interno di un progetto complessivo di piani immobiliari. Colgo l’occasione per fare un cenno anche sulle polemiche del passato attorno al Teatro delle Vittorie e alla sua vendita: la risposta alla cessione di locali e spazi non più considerati utili per l’azienda è esattamente questa realizzazione. Qui creiamo studi assolutamente moderni e funzionali ai nuovi progetti editoriali, che ci consentiranno di modernizzare anche le sedi regionali, i centri di produzione e gli spazi dove lavora il nostro personale”. L’inaugurazione segna così un passaggio chiave nel rinnovamento tecnologico e logistico del Servizio Pubblico: “Realizzare questi studi a Saxa Rubra dà l’idea di una Rai che si integra, unendo la cittadella del giornalismo al grande intrattenimento. Era dal 1990, dai Mondiali di calcio, che la Rai non costruiva nuovi studi ex novo: questo intervento dà il volto a un’azienda che cambia e guarda al futuro nella continuità della sua storia”, ha concluso Rossi.
“Con il suo talento, la sua autorevolezza e una capacità unica di interpretare il sentimento della Nazione, Baudo ha accompagnato generazioni di italiani, trasformando la televisione in uno spazio di incontro, condivisione e crescita culturale. La sua eredità professionale e umana continua a rappresentare un punto di riferimento per chi opera nel Servizio Pubblico e per tutti coloro che credono nel valore di una televisione capace di parlare a tutti e di unire. Con questo progetto, SaxaRubra amplia la propria missione produttiva ed editoriale, diventando un polo sempre più integrato e moderno, capace di ospitare anche produzioni di intrattenimento. Un’evoluzione che guarda al futuro senza dimenticare le personalità che hanno contribuito a costruire la storia della Rai”, hadichiarato l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi che ha anche aggiunto: “Dedicare lo studio che rappresenta la modernizzazione della Rai all’uomo che più di ogni altro ha modernizzato la televisione italiana è una scelta fondamentale. Pippo Baudo ha cambiato il linguaggio della tv, ha introdotto un intrattenimento di qualità ed eleganza e ha scoperto grandi talenti. Sentire la sua voce è come un ritorno a casa: per noi essergli grati ed intitolargli questi spazi è un privilegio che abbiamo in quanto Rai”.
Il nuovo studio Baudo è inoltre pensato guardando alla sostenibilità e ed efficienza per ridurre i consumi con risparmio energetico: sulle coperture sono stati installati impianti fotovoltaici e gli impianti di illuminazione sono gestiti da un sistema che consente di ottimizzare e regolare il flusso luminoso.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha ricordato il talento e l’autorevolezza di Baudo, sottolineando la sua capacità di accompagnare generazioni di italiani e di fare della televisione un luogo di incontro e crescita culturale. La sua eredità umana e professionale, ha evidenziato, resta un riferimento per il Servizio Pubblico e per una televisione capace di raggiungere e unire pubblici diversi.
Per Rossi, il nuovo studio contribuisce a rendere Saxa Rubra un polo produttivo ed editoriale più integrato e moderno: un’evoluzione che guarda al futuro mantenendo vivo il ricordo dei protagonisti della storia Rai. Per l’Ad Rossi, “Pippo ha innovato la tv, noi la Rai. Le dismissioni servono a creare spazi d’avanguardia”.
Appena varcata la soglia, qualcosa si stringe in gola. Sui maxischermi scorrono le immagini di una vita passata davanti alle telecamere: i Sanremo, le scalinate, quel “l’ho scoperto io” diventato patrimonio di tutti. Il nuovo studio televisivo intitolato a Pippo Baudo è stato inaugurato ufficialmente, e sarà proprio lui – in un certo senso – ad aprire le porte alla nuova stagione di Ballando con le Stelle.
Per l’occasione dell’intitolazione, la facciata dell’edificio è stata personalizzata con una veste celebrativa permanente, a testimonianza del legame profondo e indissolubile tra il conduttore e l’Azienda che ha rappresentato per gran parte della sua carriera. Questa “personalizzazione” celebrativa è stata accolta con visibile emozione da chi era presente all’intitolazione: le immagini di repertorio più rappresentative della carriera di Baudo, scomparso il 16 agosto 2025, sono state proiettate a tutto schermo.
Il sorriso, i programmi, le serate entrate nella memoria della televisione italiana. È così che a Saxa Rubra si entra nel nuovo studio che da oggi porta il suo nome.
Un omaggio della Rai al conduttore che per oltre quarant’anni ne è stato uno dei volti più riconoscibili. Il suo nome campeggia anche sulla facciata dell’edificio. Dentro, colleghi e amici, ricordi.
Il nuovo studio sarà la casa di Ballando con le Stelle, che torna sabato sera dal 3 ottobre 2026, su Rai 1 con Milly Carlucci ed abbandona la sede dell’Auditorium Rai del Foro Italico, dopo oltre 20 anni dalla prima edizione del programma.
Ecco i concorrenti pronti a incontrarsi sulla pista.
Oltre ad Anna Safroncik, Ornella Muti, Monica Guerritore, Massimo Ghini, Aurora Ramazzotti, Eugenio Finardi. E ancora Manuela Moreno, Alessandro Matri, Jimmy Ghione, Noemi Bocchi, Riccardo Rossi, Alberto Ravagnani e Andy Diaz.
Il nuovo studio Rai intitolato a Pippo Baudo, è a Roma, all’interno del Centro di produzione di Saxa Rubra, la cittadella che da sempre gli italiani associano ai telegiornali e all’informazione del servizio pubblico. Da oggi quel confine si allarga: Saxa Rubra diventa anche casa del grande intrattenimento.
Non è un dettaglio da poco. Si tratta infatti – va ribadito – dei primi studi costruiti ex novo dalla Rai dal 1990: trentasei anni di attesa.
Il battesimo arriva subito, e arriva in grande stile. La nuova edizione di Ballando con le Stelle va in onda proprio dagli studi di Saxa RubraPippo Baudo. Un passaggio di testimone bellissimo: lo spazio che porta il nome dell’uomo che ha inventato un certo modo di fare televisione popolare ospita il programma che quella stessa tradizione continua a tenere viva, tra sabati sera, giurie e ballerini in pista.
La scelta di intitolare uno studio a qualcuno è un gesto che si fa raramente, e mai a cuor leggero. Nel caso di Pippo Baudo sembra quasi scontato, come lo era nel caso di Raffaella Carrà eppure continua a commuovere: perché si parla di un uomo che per decenni ha tenuto compagnia a famiglie intere, che ha lanciato carriere, che ha saputo leggere l’umore del Paese meglio di molti sondaggi.
Da sabato prossimo, quando le luci si accenderanno sulla pista di Ballando con le Stelle, quelle pareti avranno una storia da raccontare. E chi lavora lì dentro sa già a cosa va incontro, perché l’eredità di Baudo è un modo di stare davanti al pubblico. Con rispetto per il pubblico e con mestiere, con la professionalità e precisione che Pippo ha manifestato sempre nella sua memorabile carriera.

