Domani, domenica, reciterà l’Angelus affacciandosi dal suo appartamento su Piazza San Pietro
di Emanuele Mariani
Una giornalista di una televisione portoghese, con cui ho condiviso l’attesa, pulisce l’obiettivo della sua telecamera con la giacca e si sistema per la diretta: il momento è solenne e merita il massimo dell’attenzione ed immagini nitide.
Ecco Leone XIV esce sul piazzale del Gemelli, una folla lo attende, applausi, sollievo, cammina come sempre e appare in buone condizioni. Emozione pura anche tra tutti noi colleghe e colleghi, giornaliste e giornalisti e foto cineoperatori di testate provenienti da tutto il mondo.
Il Pontefice è ora rientrato in Vaticano e domani, domenica 18 ottobre, la folla che non ha nascosto una certa preoccupazione, lo abbraccerà idealmente quando reciterà la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio che si affaccia in Piazza San Pietro; quel popolo che tanto ha pregato in questi giorni al Policlinico Gemelli, intorno alla statua di un altro grande Santo Pontefice, Giovanni Paolo II che sperimentò più volte la sofferenza in quell’ospedale, ricorrendo proprio ieri, il 48esimo anniversario della sua elezione al soglio pontificio (16 ottobre 1978).
I medici hanno giudicato Leone XIV “idoneo alla dimissione, in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico del Santo Padre”.
Lo hanno comunicano questa mattina, in merito al decorso post operatorio del Papa, il dottor Luigi Carbone, direttore della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e il professor Stefano Margaritora, a capo dell’équipe medica di chirurgia toracica che, al Policlinico Gemelli, ha operato Leone XIV nel pomeriggio del 13 ottobre, per un adenocarcinoma polmonare con l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro.

A seguito delle conclusioni fornite dai medici, ha comunicato la Sala Stampa vaticana, Papa Leone XIV è stato così dimesso oggi dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato dal 13 ottobre per l’intervento al polmone destro.
Alle 12 di oggi, come già avvenuto ieri, il Papa ha celebrato la Messa nella sala appositamente adibita al decimo piano del Gemelli.
Quindi il ricovero di Leone XIV si conclude dopo cinque giorni. Già nella tarda mattinata di ieri la Sala Stampa della Santa Sede aveva comunicato, riguardo al Pontefice, che “l’umore è buono” e “la ripresa anche”. E che alle 12 aveva celebrato la Messa, distribuendo lui stesso la Comunione.
Nell’omelia, Leone aveva ringraziato il personale tutto, medici, infermieri, inservienti, “per il lavoro che svolge ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui”. Gli esami eseguiti ieri mattina avevano confermato “il costante miglioramento delle condizioni generali” e il recupero post operatorio già permetteva al Papa “di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”.
Ed ecco poi un’altra sorpresa, dopo la telefonata del Papa con Putin di ieri, dove si è parlato di ridare al mondo la pace.
All’uscita del Gemelli, Leone ha voluto restituire un abbraccio ed il saluto ad una ragazza di 13 anni di origini ucraine, guarita da un tumore e che già aveva incontrato lo scorso 31 dicembre.
Lei voleva andare solo a pregare davanti al Policlinico per quel Pontefice che le aveva dato forza di superare l’operazione medica e invece ha avuto l’occasione di parlarci di persona, consegnandogli pure dei regali: una foto del loro abbraccio a San Pietro e un peluche, simile a quello che l’ha accompagnata nella sua fuga dalla guerra.
Le era bastata già quella volta, il 31 dicembre, in un’udienza in Piazza San Pietro, quando, malata di tumore e prossima ad una operazione, aveva abbracciato il Papa dal quale – raccontava – aveva ricevuto forza e incoraggiamento. “Un sogno realizzato”, diceva ai media vaticani. Non se lo aspettava proprio Varvara, 13enne ucraina curata in Italia da una malattia ormai superata, che oggi al Gemelli la sicurezza la facesse avvicinare fino all’auto del Papa per farle salutare di persona Leone XIV, appena dimesso dal nosocomio romano.
Un saluto prolungato, alcune parole scambiate con l’ausilio di un sacerdote ucraino come traduttore (padre Taras Kotsur, responsabile della redazione ucraina di Radio Vaticana – Vatican News), in mezzo a grida e applausi, in cui Varvara ha spiegato al Papa che quell’abbraccio di dicembre le aveva dato “la forza per superare la malattia che oggi fortunatamente ho vinto”. E anche che, appena saputo del ricovero del Papa, sentiva di “voler venire a Roma per pregare per lui sotto la sua finestra e restituire quell’abbraccio importante” insieme ad un augurio: “Supererai anche tu questo momento e continuerai nel tuo Vangelo”. Al Papa, la ragazza ha chiesto una benedizione. E Leone ha prontamente benedetto e ringraziato questa giovane originaria dell’oblast di Zaporizhzhia, appassionata di storia e letteratura ma anche di musica e in particolare della batteria.
Adesso non resta che aspettare il decorso post ricovero, ma il Papa è deciso a rispettare la sua agenda, con al primo posto l’attesissimo viaggio ìn Sudamerica, dal 6 al 17 novembre prossimo, quando tornerà nella sua amata terra del Perù, a Chiclayo, che lo attende con immenso amore ed affetto e dove Prevost fu Vescovo dal 26 settembre 2015 fino al 30 gennaio 2023 lasciando in quel territorio un’azione missionaria senza pari, dimostrandosi evangelicamente sempre vicino al prossimo ed alle sue necessità e fragilità.
Per l’esattezza, è previsto che il Papa si rechi anche in Uruguay a Montevideo, Paisandú e Florida dal 6 all’8 novembre; a Buenos Aires, Córdoba e Luján dall’8 all’11 novembre, nel viaggio in Argentina, terra del suo predecessore Bergoglio, Papa Francesco; e, infine, a Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa dall’11 al 17 novembre, nella tappa in Perù.


