anche il nostro doppio, Bolelli e Vavassori, conquistano, da soli, il titolo, per la prima volta, dopo l’ex aequo di pietrangeli e sirola, nel 1960 – il 2026, anno di anniversari non solo per il vincente tennis italiano

di Emanuele Mariani

        Sono tra quelli che ricorda la vittoria di Panatta agli Internazionali d’Italia del 30 maggio 1976 contro Guillermo Vilas: all’epoca, un mio zio era giudice di linea di quella manifestazione e proprio dopo la vittoria di Panatta, a sei anni, cominciai a prendere lezioni di tennis che mi portano ancora oggi a giocare discretamente.

        Sempre nello stesso anno, Panatta vinse anche il Rolland Garros, il 14 giugno 1976, battendo in finale lo statunitense, Harold Salomon, in 4 set ed il 19 dicembre 1976, la Coppa Davis, in Cile, con gli altri grandi tennisti di quella squadra (Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti, Antonio Zugarelli), capitanata da Nicola Pietrangeli.

        Il 16 maggio 1976, ricordiamo anche che tornava a vincere il campionato italiano di calcio, il Torino di Gigi Radice e dei gemelli del gol, Graziani e Pulici, di Pecci e Salvadori e dei due Sala, Patrizio e Claudio (capitano di quella squadra) e del portiere Castellini, di Zaccarelli e Santin, dall’ultimo titolo del Grande Torino del 1949, perito a Superga.

        Tornando al tennis, ho anche memoria della finale (meno fortunata per Adriano Panatta) di due anni dopo (29 maggio 1978), persa in 5 set contro il fenomenale svedese, Björn Borg.

        Ebbene, oggi, 50 anni dopo, 17 maggio 2026, il testimone è passato da Adriano Panatta, ad un altro incredibile nostro giocatore: Jannik Sinner, numero 1 del mondo, che ha vinto gli Internazionali d’Italia BNL di tennis, sul nuovo Centrale del Foro Italico, battendo in due set (6-4 – 6-4), il norvegese Casper Ruud. 

        La coppa al nostro tennista gli è stata consegnata dalle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha assistito alla finale, insieme proprio ad Adriano Panatta, al ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi ed al presidente della Federazione tennis e padel, Angelo Binaghi.

        Anche nel doppio, sempre nella stessa edizione di quest’anno, altro successo per i nostri Bolelli e Vavassori, 66 anni dopo l’ultima affermazione di due italiani, Pietrangeli e Sirola, che però condivisero il successo con Emerson e Fraser per l’impossibilità di concludere la finale. E’ dunque la prima volta, che due nostri doppisti si affermano agli Internazionali d’Italia di tennis.

        E allora ecco le braccia al cielo e le mani in testa sul cappellino, quasi a non crederci: ed invece, la storia è adesso.

        Dopo mezzo secolo di sogni perduti e speranze smorzate o mal riposte, ci pensa Jannik Sinner a voltare finalmente pagina a Roma e scriverne un’altra meravigliosa.

        Cinquant’anni dopo Adriano Panatta, c’è un italiano che conquista il titolo degli Internazionali e non poteva che essere lui, il nuovo re del tennis a vestire i panni del principe del Foro e spezzare quello che stava diventando un incantesimo.

        Dopo la sconfitta, sempre in finale lo scorso anno contro Carlos Alcaraz, Sinner, che appariva rinato dopo la difficile sfida serale di venerdì sera contro il russo Medvedev, trova energie e quella brillantezza al servizio del suo immenso talento per piegare la resistenza di Casper Ruud in due set (6-4 6-4 in un’ora e 45′) e conquistare il decimo Masters in carriera e completare la serie di tutti i nove ‘1000’ del circuito, come riuscito soltanto a Novak Djokovic, diventando però, rispetto al serbo, il più giovane a completare l’impresa, a 24 anni e 8 mesi.

        Nel giocare la sua sesta finale consecutiva in un 1000 (il record è di Djokovic con 7 tra Roma 2015 e Miami 2016), la quinta dell’anno (come Nadal nel 2011), diventano sei i Masters vinti di fila (da Parigi Nanterre a novembre) eguagliando un altro primato di Rafa Nadal, che nel 2010 fu l’unico a trionfare in tutti i 1000 stagionali sulla terra.

        Con questa vittoria, sono 34 i match di fila vinti, con solo tre set persi. Roma – finalmente senza nubi e sotto un bel sole dopo tante giornate grigie – è di Sinner che adesso ha voglia di ridere, cedere all’emozione e prendersi tutto il calore del pubblico della Capitale che lo accolto fin da primo giorno come una divinità.

         Il match contro il norvegese è stato in equilibrio per 8 game condizionato anche da un avvio per l’altoatesino in leggera salita.

        Diversamente dal solito, il numero uno al mondo ha infatti perso il turno di battuta ma ha recuperato immediatamente lo svantaggio con un lungolinea bruciante, mantenendo poi il servizio e ristabilendo subito la parità. Ruud – migliorato sul rovescio ma poco incisivo con il suo miglior colpo che è il dritto – le ha provate tutte per scombinare i piani dell’avversario, non rinunciando ad andare sotto rete e provando ad usare traiettorie meno prevedibili.

        Dall’altra parte, c’era però Sinner che, prese le misure, ha subito cercato la posizione più corretta in risposta; nel sesto gioco, ha cominciato ad entrare a regime anche con il servizio e nell’ottavo game ha firmato il break che lo ha poi portato, nel suo turno di battuta, a chiudere la prima frazione 6-3 in 49′.

        Nel secondo set, Sinner non ha rallentato. Capito il momento di difficoltà del norvegese ha spinto ancora di più, subito con un break al rivale che faceva sempre più fatica a mantenere il servizio.

        La regolarità di Sinner ha fatto la differenza e senza mai cedere il servizio (e concedendo una sola palla break all’ottavo gioco) ha portato il set fino al 6-4. E’ trionfo e il Centrale, sotto gli occhi del capo dello Stato, Sergio Mattarella, ammirato dal talento di quel ragazzo simbolo dello sport italiano e non solo, esplode di gioia.

        Se allora Sinner un anno fa rientrava dalla sospensione per le note vicende, con le scorie della lontananza forzata, stavolta arrivava all’epilogo sull’onda di uno dei momenti tra i più straordinari della carriera. Sinner nel ricevere la coppa dal presidente della Repubblica, ha mostrato tutta la sua emozione ed imbarazzo per tanta gloria. E ha anche scherzato: “Sono sempre emozionato quando c’è il signor Mattarella…”. E pensare come avrebbero vissuto e narrato queste gesta sportive, grandi commentatori ed appassionati di tennis, come Gianni Clerici, Rino Tommasi, Gian Piero Galeazzi e Lea Pericoli e lo stesso Nicola Pietrangeli, al quale è dedicato l’antico Centrale del Foro Italico. Mi piace pensare che stiano lassù ad applaudire Sinner e tutti i nostri tennisti, avversari inclusi, con un lungo, interminabile applauso che è quello di tutti gli Italiani.

                   

         

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