di Pietro Fiocchi
Un’iniziativa di promozione culturale, sociale e turistica promossa dalla Provincia cinese di Guizhou ci ha portato in luoghi un po’ remoti e insoliti rispetto ai più noti paesaggi urbani delle metropoli della Repubblica Popolare.
Un viaggio di quattro giorni, un gruppo internazionale di reporter e comunicatori appassionati di eco-turismo, provenienti da Cina, Pakistan, Malaysia, Thailandia, Grecia e per l’Italia noi, per esplorare una via alternativa allo sviluppo economico, per osservare come l’autenticità identitaria e le risorse naturali possano trasformarsi in un’occasione di sviluppo economico a lungo termine, nel rispetto delle tradizioni locali, delle minoranze etniche Miao e Dong.
Alcune delle tappe principali hanno compreso l’antica città di Qingyan – nota per le sue mura fortificate, le stradine pavimentate in pietra lavica e le caratteristiche casette in pietra; l’antico villaggio rurale di Longjing sorto attorno a una sorgente d’acqua millenaria, abitato dalla minoranza etnica Buyi, dove un progetto ad hoc ha trasformato l’artigianato ancestrale – batik, ricami, argento – in un’economia diffusa. Il modello “Un villaggio, cento laboratori” offre un reddito stabile alle donne locali e porta i manufatti sul mercato sia nazionale che estero, rendendo la tradizione una possibilità concreta di guadagno.

La Grotta di Shuanghe, uno dei sistemi carsici più lunghi del mondo e ricchissimo archivio paleontologico – celebre per i suoi fossili di panda gigante – è diventata un modello di “Cave Plus”, dove la geologia sposa l’economia dell’esperienza tra concerti ipogei, festival di poesia ed eco-turismo.
E Huawu, arroccato sotto le imponenti scogliere del fiume Wujiang, questo villaggio della minoranza Miao unisce l’ospitalità wild-luxury al live-commerce. Integrando i motivi tradizionali nella moda contemporanea e nell’alta moda etnica, Huawu dimostra come l’identità di queste comunità oggi possa trasformarsi in un prezioso capitale culturale e in un modello efficace di sviluppo.
Abbiamo raccolto testimonianze e riflessioni – possibilmente utili per replicare attività simili anche in Italia – di alcuni tra i partecipanti a questa piacevole avventura:
Patiphat Khamthis, responsabile della Redazione News del Dipartimento delle Relazioni Pubbliche del Governo della Thailandia, ci illustra la sua visione lungimirante del ruolo che i media possono svolgere nel promuovere la comunicazione internazionale e la cooperazione internazionale a tutto tondo, a cominciare dal turismo, come leva di sviluppo sociale.
Dal punto di vista delle relazioni pubbliche e dei media di Stato, quali strategie ritiene abbia adottato il Guizhou per tutelare con successo l’autentico patrimonio delle sue minoranze etniche e, al contempo, aprire questi villaggi al turismo globale? Inoltre, in che modo la Thailandia e la Cina possono imparare l’una dall’altra nel diffondere queste storie di preservazione culturale?
In qualità di rappresentante del Dipartimento delle Relazioni Pubbliche del Governo della Thailandia, ritengo che l’approccio della Provincia cinese di Guizhou racchiuda una lezione fondamentale: la preservazione culturale diventa più sostenibile quando si lega direttamente al sostentamento e all’orgoglio delle comunità locali.
In questo contesto, emergono tre elementi chiave: la tutela dei villaggi tradizionali, il sostegno a coloro che custodiscono il sapere culturale e l’impegno nell’aiutare i visitatori a comprendere il significato profondo di ciò che vedono.
L’artigianato, la musica, la gastronomia e i costumi locali possono generare opportunità economiche, offrendo al contempo alle nuove generazioni un motivo concreto per dare continuità alle proprie tradizioni. Tuttavia, è essenziale che le comunità abbiano voce in capitolo sul modo in cui il loro patrimonio viene presentato e su come vengono ridistribuiti i benefici del turismo.
Questo si ricollega strettamente all’approccio della Thailandia nello sviluppo delle comunità locali attorno ai siti Patrimonio dell’Umanità. L’obiettivo è creare un legame sinergico tra questi grandi monumenti e i villaggi circostanti, le imprese comunitarie, il cibo locale, l’artigianato e le strutture ricettive.
In quest’ottica, il lavoro dell’Ente del Turismo della Thailandia sul turismo comunitario e sugli itinerari di viaggio può trasformare la semplice visita a un sito storico in un viaggio più profondo attraverso la cultura viva che lo circonda.
Vorrei illustrare questo concetto con alcuni esempi concreti provenienti dalla Thailandia: Sukhothai, Ayutthaya e Nakhon Si Thammarat.
A Sukhothai, il viaggio nel patrimonio culturale può estendersi dalle città storiche di Sukhothai e Si Satchanalai fino a comunità locali come quella di Ban Na Ton Chan. Qui i residenti hanno sviluppato una rete di homestay a gestione comunitaria, tessuti tradizionali trattati con il fango, specialità gastronomiche locali e attività guidate.
Queste esperienze offrono ai visitatori l’opportunità di prolungare il proprio soggiorno, permettendo ai proventi del turismo di raggiungere diverse famiglie.
Ad Ayutthaya, l’opportunità va ben oltre la semplice visita agli antichi templi. Le comunità di tutta la provincia offrono tradizioni vive, cucina locale ed esperienze lungo il fiume. A Lat Chado, per esempio, i residenti contribuiscono a mantenere viva la tradizionale processione acquatica delle candele per la Quaresima buddista.
Collegare queste esperienze alle visite alla città Patrimonio dell’Umanità può incoraggiare i viaggiatori a esplorare il territorio più a fondo, sostenendo le attività commerciali locali.
A Nakhon Si Thammarat, il tempio di Wat Phra Mahathat può fare da porta d’accesso al patrimonio culturale vivo della provincia, che include il teatro delle ombre, l’artigianato tradizionale e la cucina locale.
Il museo del teatro delle ombre di Baan Suchart dimostra come una famiglia possa preservare il sapere culturale, aprendolo ai visitatori e tramandandolo alle generazioni successive.
La provincia offre anche esempi di giovani che ritornano a casa per creare nuove opportunità. Un giovane imprenditore di Thung Song, dopo aver studiato tecnologie dell’informazione, è rientrato per trasformare l’attività di kayak della sua famiglia in un’esperienza naturalistica con guide locali.
Questi esempi convergono verso un obiettivo fondamentale: fare in modo che le nuove generazioni possano vedere un futuro nelle proprie città d’origine.
I giovani possono diventare imprenditori, interpreti culturali e narratori digitali, usando le proprie competenze per sviluppare esperienze locali, intercettare i visitatori e promuovere in prima persona le proprie comunità.
Il sostegno del governo rimane fondamentale, in particolare nei settori della conservazione, delle infrastrutture, della formazione e dell’accesso ai mercati. Parallelamente a questo supporto, dovremmo rafforzare la capacità delle comunità di gestire autonomamente il proprio turismo e la propria comunicazione, in modo che il progresso possa proseguire attraverso l’iniziativa locale e le partnership.
Per NBT (National Broadcasting Services of Thailand), NBT World e per i nostri partner mediatici cinesi, queste sono storie potenti da raccontare insieme: mostrano come il patrimonio culturale crei opportunità di sostentamento, permetta alle persone di tornare a casa e aiuti le comunità a prosperre.
In questo ambito, la Thailandia e la Cina possono imparare molto l’una dall’altra. Il Guizhou offre importanti lezioni su come legare il patrimonio culturale allo sviluppo dei villaggi, mentre la Thailandia può condividere la propria esperienza nell’ospitalità, nel turismo comunitario e nella capacità di comunicare le esperienze locali ai visitatori internazionali.
La nostra cooperazione mediatica offre una solida base per questo scambio. Il Dipartimento delle Relazioni Pubbliche del Governo ha firmato protocolli d’intesa con il People’s Daily, l’Agenzia Nuova Cina (Xinhua) e il China Media Group.
Attraverso NBT, NBT World e la collaborazione con i media provinciali cinesi, possiamo fare leva sugli scambi continui tra giornalisti e team di produzione per sviluppare una programmazione culturale congiunta ancora più ricca.
Il passo successivo dovrebbe essere quello di connettere queste storie oltre i confini nazionali. Potremmo esplorare itinerari di turismo culturale che colleghino la Cina con i paesi dell’ASEAN, tra cui Laos, Myanmar, Vietnam e Thailandia, sviluppando ogni percorso in base alla prontezza delle singole realtà locali e alle condizioni di viaggio.
Questi itinerari potrebbero raccontare legami storici, scambi culturali, paesaggi naturali e tradizioni gastronomiche, rispettando al contempo l’identità distinta di ogni comunità.
Una serie di documentari potrebbe seguire queste connessioni, aiutando il pubblico a scoprire nuove opportunità per prolungare il proprio soggiorno in ciascuna destinazione.
Per raggiungere questo obiettivo, i media dovrebbero anche porre una domanda cruciale ai decisori politici: in che modo ciascun governo trasformerà la cooperazione culturale in un sostegno pratico per le comunità?
Ciò richiede un coordinamento sinergico tra le agenzie turistiche e culturali, le autorità locali, le comunità e le imprese. Significa investire nella conservazione, nella formazione di guide locali, nelle competenze linguistiche, nei trasporti, nelle strutture ricettive e nel garantire opportunità eque per le imprese comunitarie.
La nostra comunicazione, inoltre, deve spingersi oltre il pubblico tailandese e cinese. NBT World e i nostri partner internazionali potrebbero sviluppare versioni in inglese e in altre lingue destinate a mercati diversi, inclusi l’Europa, l’America del Nord e il Medio Oriente.
Dovremmo comprendere le motivazioni profonde di ogni target di pubblico, unendo narrazioni avvincenti a informazioni di viaggio pratiche.
Per i visitatori che dispongono del tempo e del budget per intraprendere viaggi più lunghi, questi itinerari potrebbero offrire ottimi motivi per pernottare, esplorare le comunità limitrofe, partecipare a laboratori artigianali e far circolare maggiormente l’economia a beneficio delle attività locali.
Potremmo iniziare con un itinerario pilota e una serie di documentari prodotti congiuntamente, supportati da brevi video e informazioni di viaggio chiare.
Dovremmo misurare sia il coinvolgimento del pubblico internazionale sia i risultati effettivi per le comunità: soggiorni più lunghi, incremento del reddito locale e continuità nella trasmissione culturale.
In definitiva, il nostro obiettivo comune deve essere quello di trasformare la comprensione culturale in viaggi significativi, e questi viaggi in benefici duraturi per le persone che mantengono vivo il nostro patrimonio.
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Ad offrirci spunti di riflessione in una prospettiva culturale-comunitaria è Tan Xiao Ren, vicecaporedattore della cronaca del Sin Chew Daily, il quotidiano in lingua cinese più diffuso e letto in Malaysia, nonché il più grande giornale in lingua cinese al di fuori della Cina.
…Da giornalista malese di origine cinese, in che modo questa immersione di quattro giorni tra i paesaggi e le diverse tradizioni etniche del Guizhou ha ridefinito la sua visione del mosaico culturale cinese? E qual è il nucleo narrativo che si sente più motivato a raccontare per avvicinare la curiosità dei lettori del Sud-est asiatico e globali a questa regione?
In qualità di giornalista malese di origine cinese, questa immersione di quattro giorni nel Guizhou ha approfondito la mia comprensione della diversità culturale della Cina, rafforzando la mia convinzione dell’importanza di raccontare storie che vadano oltre ciò che è già familiare.
La Malesia e la Cina condividono legami stretti, e la Cina ha sempre suscitato un notevole interesse tra i malesi, in particolare all’interno della comunità cinese. Attraverso i media, i social network e vari canali informativi abbiamo accesso a una ricchezza di informazioni sulla Cina tale che, a volte, abbiamo quasi la sensazione di conoscere il Paese come se fossimo del posto. L’attuale accordo di esenzione reciproca dal visto tra Malesia e Cina ha ulteriormente rafforzato gli scambi interpersonali, rendendo più facile per i cittadini malesi viaggiare in Cina e sperimentarne la cultura in prima persona.
Tuttavia, avere familiarità con la Cina non significa necessariamente comprenderne appieno la diversità. La Cina è un Paese immenso, dove regioni diverse offrono storie, tradizioni etniche, stili di vita e paesaggi unici.
Sebbene molti malesi conoscano già le attrazioni turistiche più famose del Guizhou, alcuni dei luoghi che abbiamo visitato durante questo viaggio sono meno noti e ricevono una minore attenzione, con una presenza di turisti relativamente bassa, inclusi i visitatori locali.
È proprio qui che ritengo emerga l’importanza del ruolo di un giornalista. Oltre a documentare le mete più celebri, dovremmo anche andare alla ricerca di luoghi e storie che non hanno ancora ricevuto l’attenzione che meritano, per farli conoscere a un pubblico più ampio.
Le diverse tradizioni etniche del Guizhou e i suoi paesaggi così caratteristici mi hanno dimostrato che l’identità culturale della Cina è tutt’altro che monolitica.
Si tratta di un mosaico ricco e in continua evoluzione, intessuto di storie, costumi, arti ed esperienze quotidiane di diverse comunità etniche. Queste tradizioni non vengono semplicemente preservate per essere esposte o messe in scena durante i festival; rimangono parte integrante della vita quotidiana delle persone, adattandosi ed evolvendosi di pari passo con la società moderna.
Il nucleo narrativo che mi sento più motivato a condividere con i lettori malesi, del Sud-est asiatico e globali è che la Cina è molto più dei suoi monumenti famosi e delle storie ampiamente pubblicizzate. Le sue regioni meno conosciute, le sue comunità così variegate e le esperienze umane di ogni giorno meritano altrettanta attenzione.
Come giornalista malese, spero di cogliere questa opportunità per ampliare le prospettive dei lettori e presentare loro un’immagine della Cina più completa e ricca di sfumature.
I legami culturali e storici che condividiamo con la Cina offrono un punto di partenza naturale per questa esplorazione, ma non dovrebbero limitare la nostra comprensione. Al contrario, dovrebbero spingerci a scoprire le molteplici differenze e le identità distintive che coesistono in tutto il Paese.
In definitiva, spero che i miei articoli non si limitino a descrivere paesaggi meravigliosi o a presentare affascinanti usanze etniche.
Voglio raccontare storie che aiutino i lettori a comprendere come le comunità preservino il proprio patrimonio culturale pur affrontando la modernizzazione, e come le diverse tradizioni continuino a plasmare l’identità e lo stile di vita delle persone.
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E poi ancora un’avventuriera dalla Thailandia, Kanchanit Phisphant, per gli amici Pang. Una una content creator di lifestyle thailandese – il suo canale con qualche decina di migliaia di subscribers si chiama Realpangk – i cui contenuti raccontano principalmente di viaggi, di cultura asiatica e di crescita personale…
Pang, i lettori italiani amano le perle nascoste autentiche e di grande impatto visivo. In qualità di creatore di contenuti, quale esperienza sensoriale specifica del Guizhou – che si tratti di un’usanza tradizionale, di un piatto locale o di un paesaggio naturale – ritieni abbia il maggior potenziale “virale” per ispirare i giovani viaggiatori consapevoli a mettere da parte i loro telefoni e a immergersi davvero in un’esperienza di viaggio sostenibile?
Per me, l’esperienza con il più alto potenziale “virale” è senza dubbio l’incredibile mix tra paesaggi naturali e attività d’avventura. In realtà era la mia prima volta nel Guizhou e devo dire che l’intero viaggio è stato memorabile e prezioso per me.
Lì la natura è semplicemente straordinaria, da togliere il fiato. Posti come il fiume Wujiang, la grotta di Shuanghe e il parco Golden Avenue mi hanno completamente stregata.
Quando ti ritrovi lì, circondata da montagne gigantesche e scogliere imponenti, specialmente con quel clima autunnale così frizzante, il cuore si rilassa e si riempie di una felicità profonda.
Ma poi, se unisci quella pace alle divertentissime attività d’avventura che abbiamo provato – come esplorare l’interno delle grotte o lanciarsi sull’altalena gigante – beh, allora il cuore inizia a battere all’impazzata! Onestamente, è stata una delle sensazioni più belle della mia vita.

Penso davvero che sia proprio questo ciò che i giovani amerebbero del Guizhou: scenari surreali e bellissimi combinati con scariche di adrenalina che, in modo del tutto naturale, ti fanno venire voglia di mettere giù il telefono e vivere il momento. Spero davvero che sempre più persone scoprano la Provincia di Guizhou e vedano quanto sia incredibile questa parte della Cina.
Il paesaggio, il cibo e la gente mi hanno lasciato un ricordo davvero indelebile. È davvero un’esperienza che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.
