L’ Italia e l'Ue

di Edith Pichler

Diversamente dalla Germania Occidentale, che aveva approfittato del  “Piano Marshall”, la Repubblica Democratica Tedesca aveva dovuto adempiere a delle riparazioni di guerra nei confronti dell´Unione Sovietica che voleva dire smantellamento  dell´industria e di diverse  infrastrutture come binari ferroviari, etc.  

Inoltre, nelle regioni industrialmente sviluppate come la  Sassonia, la  Turingia e la Sassonia-Analtina  aziende importanti  come  la Zeiss, la  Jenaoptik,  o le fabbriche di automobili di  Zwickau e  Eisenach (Audi), trasferirono la loro produzione nella Germania Occidentale. Ciò nonostante, per via della tradizione industriale delle sue regioni e della presenza di manodopera qualificata, la Repubblica Democratica Tedesca   divenne, nell´ambito dei Paesi del COMECON, uno dei Paesi economicamente piú sviluppati, anche se fino alla caduta del Muro ci fu sempre il problema dell´approvvigionamento della popolazione con beni di consumo quotidiani.

08-10-2020
Autore: Edith Pichler
Centre for Citizenship
Social Pluralism and Religious Diversity
University of Potsdam

 di Francesco Tufarelli

L’estate del 2020 e la fase post pandemia stanno regalando una incredibile notorietà ad un organo che, fino a pochissimi giorni fa, era conosciuto solo ai super tecnici delle “euro questioni”.

Il CIAE, questo sconosciuto, è divenuto improvvisamente il luogo centrale di elaborazione dei progetti per il “next generation plan”.

Infatti, esaurita la campagna di Bruxelles, trionfalmente condotta dal Presidente Conte e acquisiti i 209 mld di euro, fra prestiti e contributi, la questione su chi si dovesse occupare di tutto ciò è divenuta centrale.

03-08-2020
Autore: Francesco Tufarelli
Presidente Centro Studi La Parabola
Docente Scienza dell’Amministrazione - Università Guglielmo Marconi

L'accordo storico per la ripresa economica, sociale e sanitaria concluso dai leader europei deve ora essere messo in atto dai singoli Stati membri

di Luca Jahier

Dopo ben cinque giorni e quattro notti di ardui negoziati, il 21 luglio scorso l'Unione Europea ha concluso un accordo sulla ripresa dalla crisi provocata dalla pandemia del Coronavirus.

Si tratta di una decisione senza precedenti per dimensioni, contenuto ed elementi innovativi. Oggi, alla luce della resilienza dimostrata, l'Europa è più forte che mai.

In meno di cinque mesi, l'UE ha presentato un ventaglio di misure ambiziose che, se verranno applicate correttamente, potranno davvero aprire la strada ad una ripresa e ad un rilancio dell'Europa.  Il volume complessivo frutto dell'accordo del 21 luglio ammonta oggi a 1800 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i fondi che scaturiscono da decisioni già adottate nell'ultimo mese, nel quadro della risposta dell'UE alla crisi si arriva quindi ad un totale di 7000 miliardi di euro.

30-07-2020
Autore: Luca JAHIER
Presidente del Comitato economico e sociale europeo

bandiere2 400x300 1di Beatrice Covassi

Non è andato tutto bene.  Il Coronavirus si è portato via mio padre, classe 1937, e con lui tanti, troppi, della generazione che aveva contribuito alla ricostruzione e al benessere del dopoguerra, che aveva sognato e poi lavorato attivamente a quella dirompente novità chiamata Europa.  Una generazione forgiata nelle privazioni e nelle difficoltà economiche e sociali del periodo post-bellico, formata al sacrificio e all’impegno civico, tesa alla costruzione di un nuovo mondo con la democrazia come stella polare.       

09-05-2020
Autore: Beatrice Covassi
European Civil Servant

di Barbara Becchi 

Le pubbliche amministrazioni di tutti i livelli, e in particolare gli enti locali e regionali, alle difficoltà quotidiane di gestione del territorio hanno visto aggiungersi una emergenza sanitaria senza precedenti che ha rischiato e rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.

09-05-2020
Autore: Barbara Becchi
gia’ dirigente Politiche europee del comune di Pescara

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