di Daniela Marrani
L’adozione, l’11 marzo 2026, della risoluzione del Parlamento europeo su un “partenariato UE‑Canada più forte in un contesto di turbolenze globali” offre un prisma privilegiato per interrogarsi sulla natura giuridica, sugli strumenti e sulle prospettive dell’azione esterna dell’Unione verso uno dei partner “più europei” al di fuori del continente. Come mette in luce il rapporto Cremer, si tratta meno di inaugurare un nuovo corso che di dare coerenza sistemica a un mosaico già fitto di accordi e impegni, alla luce di un ordine internazionale segnato dalla guerra di aggressione russa, dall’assertività cinese e da una crescente incertezza circa la proiezione statunitense.
Leggi tutto: Un’alleanza giuridica euro‑canadese in un ordine internazionale frammentato
Le conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2026 e la fisionomia diplomatica dell’Unione
di Gianni Lattanzio
Il Consiglio europeo del 19 marzo 2026 può essere letto come una sorta di “specchio ustorio” dell’Unione: le sue conclusioni concentrano in poche pagine tensioni, ambizioni e contraddizioni di un soggetto politico che non può più limitarsi a essere il grande regolatore del continente, ma è chiamato a misurarsi con la grammatica, più aspra, della potenza. Nel fitto intreccio di riferimenti all’Ucraina, al Medio Oriente, al mercato unico, all’energia, alla difesa e al multilateralismo, prende forma una domanda che scorre sottotraccia: che cosa significa, oggi, essere Europa in un mondo che sembra riscoprire la legge del più forte?
Leggi tutto: Un’Europa, un mercato, una potenza?
di Gianni Lattanzio
L’Unione europea si trova, ancora una volta, davanti allo specchio della storia. Di fronte alla guerra in Iran, all’uccisione della Gu ida Suprema e al tentativo di piegare con la forza gli equilibri di un’intera regione, la
tentazione di restare sul bordo del vulcano, commentando con linguaggio felpato le mosse altrui, è forte. Eppure è proprio lo Stretto di Hormuz – quel collo di bottiglia da cui passa il respiro energetico del pianeta –
a offrire all’Europa l’occasione di trasformarsi da spettatrice inquieta in architetto responsabile della sicurezza collettiva: chiedendo che il controllo di Hormuz sia affidato a una missione internazionale, sotto
egida ONU e a guida europea, con il mandato di garantire la libertà di navigazione e proteggere i civili da un’escalation fuori controllo.
Leggi tutto: Hormuz, la prova di verità dell’Europa strategica
di Antonello Pezzini
Bergamo, 7 febbraio 2026
Per anni l’Unione europea ha evitato di affrontare una verità scomoda: la maggioranza delle persone che entrano e soggiornano irregolarmente nell’UE non ha diritto alla protezione internazionale. L’ambiguità politica su questo punto ha prodotto un sistema vulnerabile agli abusi, eccessivamente costoso per le comunità locali e sempre meno credibile agli occhi dei cittadini.
L’abuso del sistema di asilo non è una questione astratta. Ha un impatto concreto sull’istruzione, sulla sanità, sull’alloggio, sulla diffusione della droga e della prostituzione, e sui servizi sociali. Ma soprattutto mina la fiducia nella capacità dell’Europa di governare un fenomeno strutturale come la migrazione, invece di subirlo.
Leggi tutto: Migrazione, asilo e sicurezza: l’Europa ha cambiato passo
di Gianni Lattanzio
Nel cuore dell’Unione Europea, il bilancio annuale si fa sempre più strategico: non è solo uno strumento finanziario, ma il veicolo attraverso cui prende forma l’identità comune dei cittadini europei, rafforzando la solidarietà, l’ambizione e la risposta integrata alle sfide del mondo moderno.
Il bilancio dell’UE è figlio dei trattati fondativi – oggi, in primis, il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE, parte VI, titolo II), che sancisce il principio cardine dell’equilibrio tra entrate e spese e richiede che ogni anno il bilancio sia adottato tramite una procedura legislativa speciale: la Commissione propone, il Consiglio e il Parlamento europeo emendano e infine approvano.
Leggi tutto: Il nuovo budget UE: radici e futuro dell’integrazione