di Antonello Pezzini
Bergamo, 7 febbraio 2026
Per anni l’Unione europea ha evitato di affrontare una verità scomoda: la maggioranza delle persone che entrano e soggiornano irregolarmente nell’UE non ha diritto alla protezione internazionale. L’ambiguità politica su questo punto ha prodotto un sistema vulnerabile agli abusi, eccessivamente costoso per le comunità locali e sempre meno credibile agli occhi dei cittadini.
L’abuso del sistema di asilo non è una questione astratta. Ha un impatto concreto sull’istruzione, sulla sanità, sull’alloggio, sulla diffusione della droga e della prostituzione, e sui servizi sociali. Ma soprattutto mina la fiducia nella capacità dell’Europa di governare un fenomeno strutturale come la migrazione, invece di subirlo.
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di Gianni Lattanzio
Nel cuore dell’Unione Europea, il bilancio annuale si fa sempre più strategico: non è solo uno strumento finanziario, ma il veicolo attraverso cui prende forma l’identità comune dei cittadini europei, rafforzando la solidarietà, l’ambizione e la risposta integrata alle sfide del mondo moderno.
Il bilancio dell’UE è figlio dei trattati fondativi – oggi, in primis, il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE, parte VI, titolo II), che sancisce il principio cardine dell’equilibrio tra entrate e spese e richiede che ogni anno il bilancio sia adottato tramite una procedura legislativa speciale: la Commissione propone, il Consiglio e il Parlamento europeo emendano e infine approvano.
Leggi tutto: Il nuovo budget UE: radici e futuro dell’integrazione
di Gianni Lattanzio
Nel cuore di Roma, il 3 giugno 2025, si è consumato un vertice che ha il sapore della storia e della responsabilità condivisa: la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il presidente francese, Emmanuel Macron, si sono incontrati per rinsaldare un asse strategico che, pur attraversato da tensioni e divergenze, resta pilastro della costruzione europea. In un clima che ha saputo mescolare la franchezza del confronto con la consapevolezza del destino comune, i due leader hanno dato vita a un dialogo che va ben oltre la mera ricucitura delle relazioni bilaterali, proiettandosi verso le grandi sfide dell’Unione Europea e del suo futuro.
di Gianni Lattanzio
Papa Francesco ha dedicato all’Europa una riflessione profonda e articolata, intrecciando richiami alle radici storiche e culturali del continente con esortazioni rivolte al futuro. Nei suoi discorsi e documenti, il Pontefice invita l’Europa a riscoprire la propria anima, a non temere la propria storia millenaria, e a rilanciare il progetto europeo come spazio di solidarietà, dignità e fraternità. Il suo magistero si è concentrato su temi chiave come la dignità della persona, l’accoglienza dei migranti, la crisi delle nuove generazioni e la necessità di una rinnovata passione civile.
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“...rispetto ad alcuni altri Paesi, anche europei, l'Italia è in ritardo in termini di attività in Asia Centrale in generale e nelle relazioni con il Kazakistan in particolare”
di Pietro Fiocchi
In attesa del primo Summit UE - Asia Centrale, previsto a Samarkanda i prossimi 3 e 4 aprile, continuiamo la panoramica centroasiatica, ancora rivolti al Kazakistan, in particolare questa volta con un focus sulle relazioni tra questo paese di crescente importanza strategica e l’Italia.
Ci rivolgiamo per l’occasione al politologo kazako Andrei Chebotarev, direttore del Centro Studi “Alternativa” (https://alternativakz.com).
Direttore, come vedono le istituzioni kazake la politica estera italiana nei confronti del vostro Paese e dell'Asia Centrale in generale?
Il Kazakistan e l'Italia stanno sviluppando relazioni abbastanza costruttive a livello di partenariato strategico. L'incontro tra il Presidente del nostro Paese Kassym-Jomart Tokayev e la Presidente del Consiglio della Repubblica italiana Giorgia Meloni, il 15 gennaio di quest'anno nell'ambito della partecipazione alla “Settimana dello Sviluppo Sostenibile di Abu Dhabi”, negli Emirati Arabi Uniti, e l'invito alla Premier a visitare il Kazakistan, sono stati indicativi a questo proposito.
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