L’ Italia e l'Ue

Leggi tutto: Reset Europa: ripensare tutto per ripartire

Leggi tutto: Reset Europa: ripensare tutto per ripartiredi Beatrice Covassi

Non è andato tutto bene.  Il Coronavirus si è portato via mio padre, classe 1937, e con lui tanti, troppi, della generazione che aveva contribuito alla ricostruzione e al benessere del dopoguerra, che aveva sognato e poi lavorato attivamente a quella dirompente novità chiamata Europa.  Una generazione forgiata nelle privazioni e nelle difficoltà economiche e sociali del periodo post-bellico, formata al sacrificio e all’impegno civico, tesa alla costruzione di un nuovo mondo con la democrazia come stella polare.       

09-05-2020
Autore: Beatrice Covassi
European Civil Servant
Leggi tutto: Il ruolo delle autonomie locali in Europa tra resilienza e opportunità

di Barbara Becchi 

Le pubbliche amministrazioni di tutti i livelli, e in particolare gli enti locali e regionali, alle difficoltà quotidiane di gestione del territorio hanno visto aggiungersi una emergenza sanitaria senza precedenti che ha rischiato e rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.

09-05-2020
Autore: Barbara Becchi
gia’ dirigente Politiche europee del comune di Pescara
Leggi tutto: L’agricoltura 70 anni dopo la Dichiarazione Schuman

di Raffaella Pergamo

Non vi parlerò dell’Italia, ma dell’Europa e non dell’Europa di ieri e di oggi, ma dell’Europa di domani, di quell’Europa che vogliamo ideare, preparare e costruire” queste le parole di Alcide De Gasperi, pronunciate in un discorso alla radio nel 1952, due anni dopo la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, esposto nella Dichiarazione che segnava l’inizio del processo di integrazione europea.

08-05-2020
Autore: Raffaella Pergamo
Economista
Ricercatrice del CREA - Consiglio per la Ricerca e analisi dell’economia agraria
Leggi tutto: Verso un nuovo orizzonte europeo?

di Elisabetta Biondi

Settanta anni fa Robert Schuman, il “padre dell’Europa”, diceva: «l'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto», per proseguire poi riferendosi non all’accezione “comune” di solidarietà, ma piuttosto ad una «solidarietà di produzione» che «in tal modo realizzata farà si che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile.

08-05-2020
Autore: Elisabetta Biondi
Avvocato

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