di Camillo della Nebbia
Il Rapporto Italia 2026, giunto quest’anno alla 38a edizione, ruota attorno a 6 capitoli in manieradicotomica e si struttura attraverso 6 saggi e 60 schede fenomenologiche. I temi rappresentativi della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese scelti da EURISPES sono affrontati attraverso una lettura duale della realtà e, riguardano: Opes/Inopiae • Democrazia/Autoritarismo • Pace/Guerra Omologazione/Identità • Distopia/Utopia • Presente/Futuro.
Leggi tutto: 38° Rapporto Italia 2026 dell’EURISPES, una cultura della Difesa “fragile”.
di Silvana Mangione
Il lunghissimo percorso teso a ottenere una rappresentanza ufficiale, non improvvisata o condizionata o autoreferenziale, degli italiani all’estero comincia storicamente e ufficialmente 160 anni fa, con la legge consolare del 26 gennaio 1866, che prevede all’Art. 181: “una rappresentanza della colonia da rinnovarsi per mezzo di elezioni”, da stabilire presso i Consolati, “nel levante e fuori d’Europa, quando sia richiesto dal voto dei nazionali e quando il Governo la ravvisi conveniente”. Ma non si ha notizia che questo dettame legislativo sia stato attuato.
Leggi tutto: Il lungo percorso della rappresentanza degli italiani all’estero
di Gianni Lattanzio
Nel 2026 Italia ed El Salvador celebrano il centosessantacinquesimo anniversario di relazioni diplomatiche che affondano le radici nel cuore del Risorgimento italiano, quando il neonato Regno d’Italia, appena affermatosi sulla scena internazionale, trovò in questa piccola ma orgogliosa nazione centroamericana uno dei suoi primi e più convinti interlocutori nel Nuovo Mondo. È una storia che inizia formalmente nel 1861, con il Trattato di amicizia, commercio e navigazione tra l’Italia unita e la Repubblica di El Salvador, ma che in realtà prende forma già nel decennio precedente, quando il governo salvadoregno guarda con attenzione e simpatia al processo di unificazione della penisola, cogliendo nell’epopea risorgimentale il riflesso delle proprie aspirazioni di libertà e di consolidamento statale.
di Fabio Porta
A cinquant’anni dal golpe argentino del 24 marzo 1976, per chi, come me, è stato eletto in Sud America e rappresenta le comunità italiane di questa area del mondo, la parola “memoria” non è un esercizio retorico, ma un impegno quotidiano. La dittatura argentina e la tragedia dei desaparecidos non appartengono solo alla storia di questo Paese: hanno toccato da vicino migliaia di famiglie di origine italiana, intrecciando i destini dell’Argentina, dell’Italia e dell’intera diaspora. Ricordare oggi significa riconoscere che ogni volta che lo Stato abdica alla difesa dei diritti, si apre la strada a chi vuole calpestarli, e che questo riguarda anche le nostre comunità all’estero.
Leggi tutto: A cinquant’anni dal golpe argentino, la memoria è un dovere.
di Gianni Lattanzio
Lo Stato dell’Unione pronunciato da Donald Trump non è stato un rito istituzionale, ma un atto di campagna permanente, un esercizio di potere narrativo con cui il presidente ha cercato di riscrivere la percezione della realtà statunitense e, insieme, di predisporre il Paese – e gli alleati – a una possibile stagione di confronto aperto con l’Iran. Ne emerge un’America celebrata come “età dell’oro”, ma attraversata da fratture profonde, e un ordine internazionale in cui la dimensione del diritto appare sempre più subordinata alla logica dei rapporti di forza.