Istruzione&Ricerca

di Gianpiero Ruggiero

Nel mentre il prof. Draghi giurava come nuovo premier, sulla gazzetta ufficiale è stato pubblicato il Programma Nazionale per la Ricerca 2021-2027 uno degli ultimi atti del governo Conte, passato un po’ in sordina per via della crisi politica e dell’avvicendamento governativo. Eppure si tratta del documento che orienterà le politiche della ricerca in Italia per i prossimi sette anni, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e le priorità della Commissione europea.

Per capire meglio dove sta andando il “sistema ricerca”, il PNR andrebbe letto inquadrandolo con quanto contenuto in altri due documenti di indirizzo e programmazione strategica; una lettura comparata dalla quale emergere con più chiarezza la visione “straordinaria”, richiesta a livello internazionale, con la gestione “ordinaria” pensata dall’Italia. Il riferimento è al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cui testo è in discussione in Parlamento, e alla legge di Bilancio 2021, approvata a fine dicembre.

25-02-2021
Autore: Gianpiero Ruggiero
Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR

Giuseppe Marucci

Un anno fa, il  MIUR, diede le prime indicazioni sulle “attività didattiche a distanza” (DAD).

Esse, tra non poche difficoltà, trovarono terreno fertile in una realtà scolastica messa in ginocchio dal COVID 19.

Gli alunni, gli insegnanti, gli stessi genitori si sentirono coinvolti in una impresa comune, che ai più apparve come nuova anche se nuova non era. Se ne parlava già dagli anni ’70 e ’80, con sperimentazioni rilevanti , anche in Italia , soprattutto dopo i Piani Nazionali Informatici PNI) e i Piani Nazionali Scuola Digitale (PNSD). Molto più diffusa all’estero, in Italia non aveva fatto mai presa, soprattutto per le resistenze delle classe docente.

19-01-2021
Autore: Giuseppe Marucci
Ispettore Tecnico MPI

di Rosa Musto

Le decisioni prese al momento sulla riapertura dei cancelli delle scuole, al termine delle festività natalizie, sono il risultato di una mediazione del Governo con le Regioni.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera in presenza al 50% degli studenti per le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo lunedì 11 gennaio, mentre per le scuole primarie e secondarie di primo grado, ha confermato la ripresa delle lezioni in presenza dal 7 gennaio. L’obiettivo è di rispettare il DPCM del 3 dicembre 2020 garantendo il 75% della popolazione studentesca in classe a partire dal 15 gennaio. A riguardo, i Prefetti stanno ricercando soluzioni diverse, le più appropriate per i territori, perché questo obiettivo del 15 gennaio possa essere raggiunto, senza disagi per le scuole. Però, l’aumento dei contagi registrati a livello locale ha condizionato diverse Regioni, che non potranno rispettare l’accordo e, ad esempio, la Liguria non aprirà,la Sardegna ha deciso di posticipare al 15 gennaio, il Veneto  Calabria, Friuli Venezia Giulia e Marche rimandano l’apertura al 31 gennaio.

08-01-2021
Autore: Rosa Musto
Sociologa
Docente Università Guglielmo Marconi- Roma

 di Rosa Musto

Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi. Ma abbiamo bisogno di costruirci in un NOI che abita la Casa comune"

Come la storia insegni a capire i fatti del presente è un sistema interpretativo della realtà tramandato all’uomo sin dall’antichità e riconosciuto nell’opera magistrale del “De Oratore” di Cicerone, con la sua famosa massima : “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis. Occorre anche oggi affermare la validità di questa massima perché noi siamo quel che siamo, come risultato di determinate esperienze del tempo nostro di vita e dei nostri predecessori.

Esperienze dalle quali ogni generazione ne può uscire più forte e temperata, oppure più debole e vulnerabile, dipende dai fatti storici ad esse correlate. La memoria storica dunque, ispira le decisioni da prendere nel presente, a livello non solo personale, ma anche collettivo, politico, economico. La storia come maestra di vita, con il suo ricordo di grandi eventi contribuisce a far sì che determinate tragedie non si ripetano più in futuro o che si possano risolvere con maggiore facilità. Oggi, agire in tal senso consente di concorrere a educare le nuove generazioni verso una dimensione di  cittadinanza rivolta a realizzare un futuro sostenibile. Infatti, l’importanza del valore assegnato alla memoria storica, consente di oltrepassare la dimensione del ricordo e di trarre da esso l’insegnamento utile per affrontare le sfide del presente e per il futuro, con idee nuove, innovative riconoscendo i punti in comune con il passato.

16-12-2020
Autore: Rosa Musto
Sociologa
Docente Università Guglielmo Marconi- Roma

di Rosa Musto

Dal 2013 l'Italia  è in attesa  che il Parlamento ratifichi l’importante “Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società” detta  Convenzione di Faro, Trattato del 27 Ottobre 2005, aperto alla firma degli Stati membri e all’adesione dell'Unione europea e degli Stati non membri.

Nella seduta del 10 ottobre 2019 il Senato ha approvato la Convenzione di Faro passandola alla Camera dei Deputati.  L’aula di Montecitorio ha poi fatto slittare dal 3 al 23 settembre 2020 la discussione ponendola al primo posto all'ordine del giorno. 

20-09-2020
Autore: Rosa Musto
Sociologa dell’educazione

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