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“Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Sergio Zavoli, grande giornalista e scrittore. Il capo dello Stato ha sottolineato: “Il congedo di Zavoli – come lui stesso lo definiva – sarà occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l’originalità e la qualità dei suoi lavori più importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l’umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti”.

05-08-2020
Autore: Fausta Speranza
Giornalista e Scrittrice

di Claudia Cichetti

La comunicazione pubblica, specie nelle situazioni emergenziali, è fondamentale. E’ importante raggiungere tutti i cittadini e informarli nel modo corretto per avere comportamenti pronti e collettivi. Un primo punto su cui dobbiamo riflettere è che esiste un legame di causalità diretta tra la scarsa ‘leggibilità’ della comunicazione istituzionale e la proliferazione di fake news, un fenomeno normale se, come dicono i dati europei del sondaggio annuale sui temi dell’e-government - solo il 19% di italiani cerca informazioni sui siti ufficiali. Allora, prima di puntare il dito contro le fake news pensiamo se abbiamo fatto qualcosa per offrire il fianco alla loro proliferazione.

18-05-2020
Autore: Claudia Cichetti
Giornalista ufficio stampa di Formez Pa

Fausta Speranza

I governi stanno affrontando sfide senza precedenti, ma questa situazione non deve essere utilizzata per mettere a tacere o ostacolare i giornalisti”. L’appello viene dal Consiglio d’Europa, l’organismo a 47 Paesi deputato alla difesa dei diritti umani. Quest’anno leva la sua voce ancora più alta - in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa il 3 maggio - per mettere in guardia sui rischi per la libera informazione legati alla pandemia, o, meglio, legati alle misure fuori dall’ordinario messe in campo.
Il rischio è che diversi livelli della crisi segnino il futuro del giornalismo. Innanzitutto, si deve fare i conti con la crisi democratica e geopolitica, in considerazione dell’affermarsi di politiche repressive e della maggiore aggressività dei regimi autoritari. Poi c’è il piano tecnologico dove si rischia di avere sempre minori garanzie. Senza dimenticare la crisi economica, che peggiora la qualità del giornalismo. Basti pensare ad un fenomeno in crescita sotto la definizione di chilling effect, cioè la piaga delle azioni di diffamazione senza alcun fondamento: hanno il solo effetto di minacciare la stampa e impedire l’esercizio della libertà di espressione, provando a ridurre al silenzio i giornalisti visto il costo oneroso del solo avvio di una causa di difesa.

02-05-2020
Autore: Fausta Speranza
Giornalista e Scrittrice

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