Sport&Salute

di Edio Costantini

Addio a Paolo Rossi. E’ stato un grande calciatore, un idolo per i giovani degli anni 80, in cui i ragazzi si sentivano un pò  tutti dei “Paolo Rossi”.  . Un atleta umile, intelligente e di grande spessore umano. Sono doti importantissime per un calciatore sia dentro il campo, ma anche fuori. E non è un caso che, oggi, tutto lo sport italiano lo ricorda non solo per le gioie calcistiche indimenticabili, ma soprattutto per l’aspetto privato del Paolo uomo, sempre sorridente, accogliente e di grande umanità. Così lo ricorda suo figlio Alessandro: “Papà è sempre stato una persona umile, generosa, sempre presente. Fantastico anche nella vita privata. Non ha mai detto di no a nessuno, sempre disponibile ad aiutare gli altri. La sua dote più grande era l’altruismo” .

13-12-2020
Autore: Edio Costantini
già Presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano (CSI)
Autore: Lucio Trojiano
Disegno/Vignetta

di Flavio De Septis

60 anni appena compiuti, un genio nel calcio,  soprannominato El Pibe de Oro, considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto, una carriera da professionista più che ventennale dove ha militato nell'Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell's Old Boys, una vita a cavallo tra la sua Argentina e l'Italia, 

Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri. Una figura controversa della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, Ci lascia oggi il fuoriclasse che partendo dal campo di calcio ha conquistato il mondo grazie al suo talento,  

A Napoli  dove ha giocato dal 1984 al 1991 oggi è stato istituito il lutto cittadino, luci accese al San Paolo, i quartieri si tingono di azzurro per Diego Armando Maradona (25/11/2020).

 

25-11-2020
Autore: Flavio de Septis
Redazione MeridianoItalia.tv

di Alessia Amitrano,

 La questione del c.d. “Cimitero dei feti” si alimenta successivamente alla denuncia di una donna che, mesi dopo aver subito un aborto, è venuta a conoscenza dell’esistenza di una tomba recante il suo nome inciso su una croce bianca. All’interno di questa tomba era stato sepolto a sua insaputa il corpo del feto non nato. A seguito di tale denuncia, molte altre donne hanno scoperto di essere nella medesima situazione ed è emersa una prassi evidentemente utilizzata da molto tempo.

La prima domanda che sorge dopo essere venuti a conoscenza di tale avvenimento è: come è potuto accadere? Ci si chiede infatti come sia possibile che sia stato utilizzato il nome della madre sulla tomba, in palese violazione della sua privacy, come mai il feto sia stato sepolto a sua insaputa e ancora, quale impatto psicologico possa averle creato tale scoperta. Il tema dell’aborto volontario è sempre stato particolarmente dibattuto da un punto di vista etico e morale: si tratta di una scelta personale, molto spesso difficile e sofferta. In questo ambito, il diritto all’autodeterminazione dell’individuo, della donna in questo caso, è centrale perché assicura la possibilità di poter scegliere del proprio corpo e del proprio futuro. Il dibattito sull’aborto nasce in relazione alla possibilità che un individuo abbia diritto di scelta per conto di un altro “potenziale” individuo, ponendo un contrasto con il diritto alla vita del nascituro, pure affermato dalla giurisprudenza ma non ritenuto prevalente rispetto al diritto alla salute della donna.

21-04-2021
Autore: Alessia Amitrano
Dottoressa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali

Gruppo di Lavoro Salute e Sanità Comitato Scientifico della Fondazione culturale Democrazia Cristiana ex F.Sullo

Questa pandemia ha costretto tutti a rivedere i bisogni di salute della popolazione italiana, in senso inclusivo, e a rileggere le ultime considerazioni sulla salute pubblica per ricercare, o meglio ritrovare, quella definizione del “bisogno di salute” dalla quale si era partiti per disegnare una riforma del modello sanitario del Paese che collochi al centro l’uomo. La nostra riflessione sul sistema salute e sui bisogni parte dall’analisi dell’attuale modello sanitario che prevede una serie di relazioni e di ruoli fra gli attori stessi in una cornice delineata da organi centrali e soggetti economici in cui il paziente riveste un ruolo fondamentale: è lui che richiede una prestazione sanitaria ed è sul suo soddisfacimento che devono valutare i pilastri del sistema sanitario. 

 Ora è vero che è il paziente il centro del sistema, ma noi vorremmo pensare che il sistema mettesse al centro un uomo non un paziente con già necessità di cura, bensì un uomo con necessità di salute, ed è tutto in questo il nuovo paradigma in cui si sostanzia la rivoluzione del sistema salute al quale dedichiamo questa riflessione.


pdf40x40BISOGNI DI SALUTE. IL NUOVO PARADIGMA DEL SISTEMA SANITARIO. UNA RIFLESSIONE

 

Sonia Albanese, Gilberto Stival, Antonio Peruggini, Elisabetta Campus, Carlo Pampari, Antonino Giannone
17-03-2021

di Davide Pacini

The severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) spread rapidly from China to the other Countries worldwide and on the March 11th 2020 the WHO declared the so-called COVID-19 a pandemic. In Italy, first cases of COVID-19 occurred at the end of January and on 24th of May there were a total of 229,858 infected patients with 32,785 deaths (about 14,2% of the total)representing the third Country for the number of infections, after USA and Spain.

09-06-2020
Autore: Davide Pacini
Direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna

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