Cultura

di Mario Sirimarco 

È veramente fuori dall’ordinario il continuo interesse per la figura di Aldo Moro che registriamo ogni anno nelle fatidiche date del 16 marzo e del 9 maggio, quando si moltiplicano gli eventi (non solo di circostanza), le uscite editoriali (non sempre pregevoli) e le occasioni di riflessioni (non solo di luoghi comuni). 

Mi sembra che la figura di Moro sia radicata nella storia di questo paese essenzialmente da tre punti di vista.

Certamente il suo triste destino, l’epilogo del caso Moro e i suoi misteri hanno determinato una richiesta di verità, di chiarificazione della nostra storia recente di contro a verità costruite o concordate. Non si tratta di essere dietrologi ma indubbiamente se guardiamo all’affaire Moro, per dirla con Sciascia, troppe cose non tornano, troppe cose non sono state dette, troppe sono state fatte passare nel dimenticatoio, troppi protagonisti dei fatti non hanno detto ciò che sapevano, troppi hanno depistato, troppi hanno giocato contro la verità. È storia. Sono atti processuali che lo dimostrano.

17-05-2022
Autore: Mario Sirimarco
Università di Teramo

di Camillo della Nebbia

“Vite digitali”: le conseguenze sociali, politiche, morali dell’intelligenza artificiale è stato il tema al centro della prima edizione del Festival dell’etica Pubblica che si è svolto dal 6 all’8 maggio all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, organizzato da Fondazione Musica per Roma e Luiss Ethos, l’Osservatorio di etica pubblica della Luiss Business School diretto da Sebastiano Maffettone.

Il rapporto tra ”Etica e Intelligenza Artificiale”, declinato in riferimento a questioni come innovazione sociale, sostenibilità, religione e spiritualità, guerra e armi, robotica, sanità, sviluppo economico, nuovi modelli educativi, ”human enhancement” e creazione artistica, sono stati solo alcuni degli argomenti del Festival, che ha visto coinvolti in diversificati panel, filosofi, studiosi ed esperti di Intelligenza Artificiale (IA) italiani e stranieri, da Paolo Benanti a Derrik de Kherckhove, da Marta Bertolaso a Bruno Siciliano, da Paola Severino a Vincenzo Paglia, da Pietro Labriola a Luigi Nicolais, da Giorgio Ventre a Jeffrey Schnapp, da Andrea Prencipe a Guglielmo Tamburrini a Stefano Songini.

12-05-2022
Autore:  Camillo della Nebbia
Giornalista

di Pasquale Passalacqua

Il 1° maggio si festeggia in tutto il mondo. Le sue origini fanno riferimento all’approvazione nel 1886 in Illinois, della prima legge sulle otto ore lavorative giornaliere, che entrò in vigore appunto il 1º maggio 1867. Tuttavia, il successivo 1º maggio 1886, in piazza Haymarket, a Chicago, un raduno di lavoratori che manifestava a causa delle difficoltà di applicazione di quella normativa si trasformò in tragedia, a causa di un lancio di una bomba su un gruppo di agenti di polizia provocando morti e feriti, cui seguirono condanne anche a morte per i presunti colpevoli.

La data fu elevata a simbolo delle lotte dei lavoratori il 20 luglio 1889, a Parigi nel congresso della Seconda Internazionale. In tempi più recenti il 1º maggio 1955, papa Pio XII istituì per tutta la Chiesa cattolica in quella data la festa di San Giuseppe lavoratore.

Quale può essere il significato del 1° maggio oggi?

30-04-2022
Autore: Pasquale Passalacqua
Ordinario di diritto del lavoro, Università di Cassino e del Lazio meridionale

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