di Raffaele Scamardì

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.» (Gandhi)

Ciò che è accaduto negli ultimi tre mesi della nostra vita resterà per tanti di noi come un momento spartiacque soprattutto per chi ha vissuto sulla propria pelle le più disparate difficoltà.

A me ha fatto molto effetto vedere in questa “notte collettiva” i luoghi simbolo delle più grandi città del mondo illuminati dal tricolore in segno di solidarietà e partecipazione al nostro dolore quando in pochissimo tempo siamo diventati la nazione con più contagi e morti al mondo. Ci siamo sentiti meno soli e avvolti in quello che è stato un bellissimo abbraccio planetario. Abbiamo avvertito l’affetto di tanti. Abbiamo riscoperto che la comunità umana quando c'è una emergenza non pensa ai confini, non pensa ai muri, non pensa al colore della pelle ma a come aiutarsi reciprocamente. Abbiamo sperimentato come, in queste circostanze, scatti in noi un meccanismo di reciproco interessamento. Tante infatti sono state le iniziative di solidarietà alle quali si è dato avvio in questi giorni. Ci si è scoperti in definitiva tutti legati da un destino comune. Passaggio questo ripreso anche dal Presidente Mattarella nel suo discorso per la festa della Repubblica.

E spesso, in questo periodo, mi sono chiesto come sarebbe il mondo se avessimo il coraggio di soffermarci e a porre attenzione a questo particolare stato del nostro animo affiorato in questi giorni di forzata clausura quando la vita aveva ripreso a scorrere lentamente, le persone avevano il tempo di ascoltarsi, le routine avevano cessato il loro effetto narcotizzante. Ci siamo infatti accorti che le azioni che ponevamo in essere avevano un peso, i nostri comportamenti, la nostra presenza o assenza un significato.

Spetta quindi a noi stabilire se uscire da questa crisi più cattivi o più orientati al bene comune, più capaci di ascoltarsi, di farsi carico delle esigenze dell’altro, di cogliere l’importanza di chi ci passa accanto oppure no. Potremmo dire in altri termini di fare proprio il grido della terra e dei più poveri o ignorarlo e continuare imperterriti ad operare secondo quella cultura dello scarto che Papa Francesco condanna fermamente nella sua enciclica sulla cura della casa comune.

Il grande dilemma quindi è se saremo in grado di farci guidare da questo tipo di comportamenti anche in tempi di “normalità” perché anche nel periodo pre-COVID non è che le “cose” andassero bene.

E’ infatti forte il rischio di uscire da questa crisi che ci ha colpito tutti simmetricamente in maniera asimmetrica, cioè che i forti siano sempre più forti e i deboli sempre più deboli. Rischiamo che quell’1% della popolazione mondiale che ha ricchezze pari al 99% della stessa (rapporto Oxfam 2018) scali ancora posizioni incrementando la disuguaglianza.

Molto dipenderà da una nuova e incisiva azione del decisore pubblico, dalle prese di posizione dei capi di stato e di governo, dai parlamenti: in una parola dalla POLITICA. Ci siamo resi conto che la grande assente era ed è la politica e che invece ce ne è un enorme bisogno insieme a politici formati al bene comune, che si impegnino e che siano espressione delle esigenze di un territorio, che lo sappiano ascoltare e promuovere sotto tutti i punti di vista.

Mi piace sognare che prima o poi vivremo in una società dove il potere sia in mano a persone che lottino, si battano e lavorino per orientare le agende politiche verso “nuovi orizzonti” di pace e concordia basi per attivare nuove logiche di sviluppo. A chi vuole intraprendere questa strada credo spetti un compito arduo ma, se vogliamo affrontare le urgenze di questo tempo, mi rendo conto che servono animi pronti a sperare contro ogni speranza. Che sia questo il tempo nel quale si affermi un nuovo spirito di collaborazione tra governi e popoli dove libertà e uguaglianza, dopo aver constatato i loro limiti nei fallimenti del mercato da un lato e dello stato dall’altro, siano accompagnate dalla fraternità, concetto che grazie anche a recenti studi si sta sempre più affermando nel campo delle scienze politiche.

09-06-2020
Autore: Raffaele Scamardì
Direttore della scuola di formazione politica a Roma - Destino Comune
Fanpage @destinocomune
meridianoitalia.tv

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