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Quando trasporti in ambulanza persone positive al covid19  ti devi proteggere. Metti la tuta, doppi guanti, cappuccio, calzari, mascherina, occhialini. Tappi tutti i buchi con il cerotto e comincia l'apnea. Si, perché là sotto si respira male, sudi, sale la temperatura e non puoi toccarti finché non levi tutto.
Quando trasporti persone positive al covid19 con insufficienza respiratoria è una corsa contro il tempo. L'adrenalina sale a mille e speri con tutto il cuore che i medici di reparto siano più sbrigativi possibile a ricoverarti il nonnino che gli hai portato.

Si, perché in Pronto Soccorso ci sono le file e se ci sono più codici rossi tutto diventa un macello. Quando finalmente li metti sulla barella con una teca. sopra, c" è sempre una persona che ti medicocovidsegue fino al reparto spruzzandoti addosso alcool, a distanza . Questo perché sei un potenziale infetto anche tu e non si può rischiare di contaminare tutto l'ospedale.
Dopo che trasporti persone positive al covid19 devi andare a sanificare l'ambulanza e sanificarti con la candeggina spruzzata da un collega con un erogatore, prima di entrare in una tenda e spogliarti dalla tuta usata, facendo attenzione con il guanto pulito a levare la tuta al contrario, i calzari, la mascherina, gli occhialini.
Poi torni in postazione stremata e speri che per quel turno non ti richiamino più.
Questo non per fare l'eroina ma per dirvi che l'emergenza non è finita. Che cosa vi aspettavate dal governo. Di fare festa? Di tornare al bar a bere il caffè? Di fare rimpatriate e ritornare a salutare la gente con una stretta di mano? Di riaprire i locali? Siate meno egoisti nei confronti di chi è immunodepresso, dei nonnini e di chi non può stare a casa. Siate realisti.
Vi sta garantendo l'apertura di tutto entro giugno. Si tratta di resistere un altro mesetto. Da maggio potrete cominciare a passeggiare, ad andare nei parchi, a rincontrare i vostri familiari. Si stringe la cinghia, si ci dà una mano, si resiste. Sempre meglio di finire intubati, isolati e trattati come degli appestati. Perché l'emergenza non è finita e non possiamo rischiare un altro picco, soprattutto al sud. Ve lo garantisco !.

27-04-2020
Autore: Enrica de Santis
Medico 118 Provincia di Catanzaro
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